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Hai scritto che questo viaggio è "la realizzazione di un sogno inseguito per anni: esplorare il Giappone da Sapporo a Fukuoka con uno zaino in spalla, dormendo in un tempio, in una delle case di Shirakawa-go e spostandomi dove serve". Hai aggiunto che vuoi "esplorare i templi meno conosciuti oltre ai più famosi" perché sei diventato "un collezionista di goshuin", e "provare i locali più autentici, perdermi tra le vie incontrando le persone del luogo". Queste frasi hanno guidato ogni scelta di questo piano.
Non è un itinerario generico. È pensato per uno che viaggia da solo con lo zaino in spalla, che ha già messo piede in Giappone, che non vuole ristoranti di lusso ma cibo vero della strada, e che ha cinque cose non negoziabili: dormire in un tempio, dormire in una minka, vedere le scimmie del Jigokudani, il Museo Ghibli e un incontro di sumo. Sono tutte dentro. E, a differenza di quasi tutti gli itinerari standard, questo va davvero da Sapporo a Fukuoka: dal punto più a nord di Hokkaido al punto più a sud di Kyushu.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come muoverti, cosa vedere. Il resto lo scopri camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da nord verso sud in modo lineare: arrivi a Sapporo (Hokkaido), voli a Tokyo per due giorni mirati (Ghibli e sumo, perché la città la conosci già), fai una deviazione verso il Jigokudani, attraversi le Alpi giapponesi fino a Kanazawa, Shirakawa-go e Takayama, poi il cuore spirituale del viaggio (Kyoto, Nara, Monte Koya), quindi l'energia di Osaka con Hiroshima e Miyajima, e chiudi con il Kyushu a Fukuoka. Nessuno zig-zag.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Sapporo | 15–18 mag | 3 | Arrivo, Hokkaido Jingu, escursione Otaru |
| Tokyo | 18–20 mag | 2 | Museo Ghibli e Natsu Basho al Ryogoku |
| Yudanaka | 20–21 mag | 1 | Jigokudani Monkey Park e Shibu Onsen |
| Kanazawa | 21–23 mag | 2 | Kenrokuen, Higashi Chaya, Omicho, wagyu |
| Shirakawa-go | 23–24 mag | 1 | Notte in minka UNESCO, cena irori |
| Takayama | 24–25 mag | 1 | Sanmachi storico, mercati mattutini |
| Kyoto | 25–31 mag | 6 | Templi, Arashiyama, Gion, escursione Nara |
| Monte Koya | 31 mag–1 giu | 1 | Notte in tempio, cerimonia mattutina, Okunoin |
| Osaka | 1–4 giu | 3 | Dotonbori, Kuromon, escursione Hiroshima e Miyajima |
| Fukuoka | 4–7 giu | 3 | Yatai, Dazaifu, Tocho-ji, partenza Kyushu |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usa sempre Booking.com: cerca il nome della zona che ti indico qui sotto, filtra per voto 8 o superiore, e scegli tra quello che trovi disponibile. Se hai dubbi su un alloggio specifico, scrivimi su WhatsApp con il link diretto e ti do un parere al volo.
Due eccezioni importanti: la minka di Shirakawa-go e lo shukubo del Monte Koya non si prenotano su Booking. Hanno canali dedicati che ti spiego sotto. Sono le due notti più speciali del viaggio e vanno mosse per prime, mesi prima.
Inizia qui il tuo attraversamento del Giappone. Dopo bagagli, immigrazione e il volo più lungo del viaggio, prendi il JR Rapid Airport da New Chitose Airport Station a Sapporo Station: quaranta minuti di treno, con lo sguardo che si sposta dai campi ai sobborghi di Sapporo. La Suica o ICOCA funzionano in Hokkaido.
Arrivi al tuo hostel verso le 16-17, a seconda del volo. Il jet lag è reale: non sovraccaricare. La prima cosa che farai è la più giusta: lascia lo zaino, esci piano e cammina per un'ora attorno a Odori Park, il parco lineare che taglia in due la città. Sapporo è organizzata come una scacchiera moderna, completamente diversa dalle città che vedrai più a sud: è la città più giovane del Giappone, costruita a fine Ottocento, con strade larghe e dritte che ricordano più Nord America che Asia.
La sera: ramen. Sapporo è la capitale non ufficiale del miso ramen (denso, saporito, coronato da mais e burro: era nato qui per scaldare i lavoratori nelle notti di neve). Vai a Ramen Yokocho a Susukino, un vicolo di dieci-dodici piccole botteghe che fanno ramen dalla guerra, prezzi da locale (€7-9 per ciotola). Scegli quella con la fila: non sbagli mai. Poi dormi presto.
Oggi Sapporo per intero. Sveglia presto (il jet lag di solito aiuta) e colazione al Mercato Nijo, a dieci minuti a piedi dal centro. Non è un mercato turistico: è dove i ristoranti di Sapporo comprano il pesce. Bancarelle di granchio reale (kani), ricci di mare (uni) aperti al momento, salmone affumicato di Hokkaido. Puoi fare colazione con una kaisendon (ciotola di riso con sashimi misto) in uno dei piccoli banconi interni al mercato per €10-12, porzione enorme.
Poi prendi la metro (o cammini, è a 25 minuti) fino al Santuario Hokkaido Jingu dentro il Parco Maruyama. Questo è il primo goshuin del viaggio, e la cosa più bella è che il goshuincho che compri qui ha una copertina con motivi di Hokkaido (neve, orso bruno, volpe rossa): è un pezzo unico del collezionismo, perché non lo troverai più andando a sud. Se vuoi tenere questo come goshuincho del viaggio intero, partirai con una copertina che racconta già dove hai cominciato.
Pomeriggio: il Ex Hokkaido Government Office (la "Red Brick", edificio storico in mattoni rossi, gratis dentro, piccolo museo sulla colonizzazione di Hokkaido), poi passeggiata verso la Sapporo TV Tower al fondo di Odori Park se vuoi una vista dall'alto della città, oppure direttamente a Susukino per assaggiare il pomeriggio.
La sera: genghis khan, specialità di Hokkaido (agnello alla griglia con verdure, cotto al tavolo su una piastra a forma di elmo mongolo). È economico (€20-25 a testa completo di birra Sapporo), è festoso, è uno di quei piatti che esiste solo qui. Se non trovi genghis khan, soup curry è l'altra specialità locale (zuppa di curry densa con verdure e pollo, inventata a Sapporo negli anni '70).
Giornata più lenta, di escursione. JR Rapid Airport da Sapporo Station a Otaru Station: trenta minuti di treno costiero, in alcuni tratti l'oceano è subito fuori dal finestrino.
Otaru è un porto storico dell'Ottocento, il luogo da cui partivano le aringhe verso il Giappone centrale. Oggi è un paese di centomila abitanti famoso per due cose: il canale storico fiancheggiato da magazzini in pietra ottocenteschi restaurati in caffetterie e botteghe, e i laboratori del vetro artigianale (Otaru è capitale del vetro soffiato giapponese). Passeggia lungo il canale al mattino, entra nei magazzini (tutto gratuito), fermati a un laboratorio per vedere soffiare un bicchiere (€3-5 per vedere il processo).
Pranzo a Otaru: sushi. La cittadina ha una delle concentrazioni più alte di ristoranti di sushi del Giappone (cento banchi in pochi chilometri). Un set di sushi di qualità alta con pesce locale costa €15-20 in una sushi-dori (la "via del sushi", nel centro). Non è pesce di allevamento: è pescato in mattinata.
Pomeriggio: Sumiyoshi-jinja, piccolo santuario di Otaru, poco turistico, goshuin firmato a mano di uno stile diverso da quello di Sapporo. Altro pezzo per la collezione.
Rientro a Sapporo nel tardo pomeriggio. Cena leggera (tu oggi hai mangiato bene): soba in un piccolo ristorante, oppure snack al kombini e riposo in hostel. Domani parti per Tokyo.
Mattina: check-out, treno Rapid Airport fino al New Chitose Airport Station, volo interno. Il volo Sapporo-Tokyo è la grande scorciatoia logistica del tuo viaggio: il Shinkansen da Sapporo a Tokyo richiede più di otto ore ed è costoso, il volo un'ora e mezza. Compagnie consigliate: Peach, Jetstar Japan, Spring Japan (low cost, prenotando 2-3 mesi prima trovi biglietti €50-80). Arrivo a Haneda Airport Terminal 3 verso metà giornata. Keikyu Line diretta da Haneda ad Asakusa via Sengakuji, circa trenta minuti di treno. Check-in nell'hostel di Asakusa, lascia lo zaino, subito via.
Oggi è la giornata del Museo Ghibli. Da Asakusa, metro fino a Shinjuku e poi JR Chuo Line a Mitaka Station, circa quarantacinque minuti totali. Il museo è a dieci minuti a piedi dalla stazione, in mezzo al Parco Inokashira.
Il Museo Ghibli è il mondo di Miyazaki reso architettura: sale dedicate all'origine dell'animazione, al making di Totoro e La Città Incantata, un gatto-bus alto tre metri da attraversare, un piccolo cinema dove proiettano cortometraggi originali che esistono solo lì. Calcola tre ore buone dentro.
Uscito dal museo, il Parco Inokashira è subito lì: laghetto con barche a remi, pensieri lenti, è il vero sfondo di molti film Ghibli. Passeggiata di un'ora. Poi torni ad Asakusa.
La sera, primo giro di cibo di strada a Nakamise-dori e Hoppy Street dietro il Senso-ji. Prezzi da backpacker, atmosfera di lavoratori che staccano.
Il giorno del sumo, secondo pilastro della tua visita a Tokyo. Prima, però, alba al Senso-ji. Il tempio apre alle 6:00 ma i visitatori arrivano verso le 9: hai tre ore tutte per te, la grande lanterna rossa del Kaminarimon, i bastoncini di incenso che fumano, i monaci che recitano il sutra del mattino. Qui ti prendi il goshuin di Tokyo, che insieme a quello di Sapporo è il tuo secondo timbro dell'isola principale.
Verso le 10 ti muovi verso Ryogoku Station, una fermata sulla JR Sobu Line o metro Oedo. Il Natsu Basho al Ryogoku Kokugikan si tiene dal 9 al 23 maggio 2027: il tuo soggiorno cade perfettamente dentro.
Le porte aprono alle 8:30. Gli incontri dei rango più bassi iniziano presto, ma la parte che vale davvero è il pomeriggio: i makuuchi (prima divisione) combattono dalle 15:30 alle 18:00, con l'ingresso dei campioni in costumi cerimoniali pesantissimi, il rito del sale lanciato nel dohyo, i combattimenti che durano pochi secondi. L'atmosfera nel Kokugikan è sacra e popolare allo stesso tempo: tifo misurato, silenzio prima dell'attacco, esplosioni di applausi dopo. Una cosa che non vedi da nessun'altra parte al mondo.
Prima del sumo puoi dedicare un'ora ai templi di Ryogoku nei dintorni dello stadio (goshuin minori), oppure al quartiere artigianale di Kuramae a sud: negozi di carta washi, pennelli, quaderni rilegati a mano. Se hai preso il goshuincho a Sapporo, qui trovi inchiostri giapponesi da portarti dietro (facoltativo ma bello).
Sera: torni ad Asakusa, ceni con katsu-don o tempura in una piccola trattoria della zona. Domani parti per il Jigokudani.
Partenza presto da Asakusa. Hokuriku Shinkansen da Tokyo Station a Nagano Station, un'ora e mezza circa. Cambia a Nagano prendendo la Nagano Dentetsu Line (chiamata anche Nagaden): è una ferrovia privata, non JR, le piattaforme sono al piano sotterraneo della stazione (esci dall'uscita Zenko-ji e subito a destra le scale mobili verso il basso). Prendi lo Snow Monkey Express o lo Yukemuri Express fino a Yudanaka Station, capolinea. Quarantacinque minuti di treno tra risaie, colline e paesini termali. Una delle tratte più belle del viaggio.
Arrivo a Yudanaka verso mezzogiorno. Deposita lo zaino all'hotel di Shibu Onsen (bus locale dalla stazione, otto minuti), e subito ti muovi per il monkey park.
Dal villaggio, bus locale Kobayashi Line fino alla fermata Kanbayashi Onsen / Snow Monkey Park, poi trenta-quaranta minuti di trekking nel bosco su un sentiero sterrato. Il parco apre dalle 9 alle 17. Ingresso ¥800 (€5). Le scimmie giapponesi (Nihonzaru) vivono qui in libertà, si avvicinano, ti guardano senza paura. A maggio fa caldo e spesso le scimmie non entrano nella vasca termale naturale: sono comunque lì, sui sassi e tra gli alberi, a portata di fotografia. Resta un'ora e mezza, lascia andare il tempo.
Cena in ryokan economico o izakaya del villaggio: specialità locali come soba, tempura di verdure di montagna, nabe stufato.
Mattinata lenta a Shibu Onsen. Se vuoi rivedere le scimmie all'alba, fai un secondo giro al parco. Altrimenti colazione con calma e saluto al villaggio.
Viaggio di ritorno: Nagaden da Yudanaka Station a Nagano Station (45 minuti), poi Hokuriku Shinkansen da Nagano Station a Kanazawa Station (un'ora e dieci). Arrivi a Kanazawa nel primo pomeriggio.
Kanazawa è una sorpresa per quasi tutti i viaggiatori. È una città che i pacchetti turistici saltano, ed è esattamente per questo che vale. Duecento anni fa era una delle città più ricche del Giappone, capitale del clan Maeda. Oggi è curata, silenziosa, colta, con distretti storici intatti e una cucina che vive del Mar del Giappone.
Pomeriggio: Higashi Chaya, il distretto delle geisha. Strade acciottolate, case di legno con le finestre a griglia (gli "kimusuko"), botteghe di tè e di foglia d'oro (Kanazawa produce il 99% della foglia d'oro del Giappone). Il Santuario Utasu è dentro al quartiere: goshuin con motivo di prugna (simbolo di Kanazawa). Se ti va di scoprire un tempio davvero fuori dai circuiti, vai al Myoryu-ji, noto come "il tempio dei ninja" per i passaggi segreti interni: visita guidata obbligatoria da prenotare (€8). Goshuin unico.
Cena: Omicho Market è aperto fino a sera (chiude verso le 18). Molte bancarelle hanno piccoli banconi dove mangi sushi freschissimo di mare direttamente in piedi, a prezzi da locali.
Giornata intera a Kanazawa, senza spostamenti. Il ritmo è medio, giri tutto a piedi o con bus urbani brevi.
Mattina: Giardino Kenrokuen, uno dei tre giardini più belli del Giappone. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami ampi. Due ore lente tra pini centenari, laghetti, padiglioni del tè. Ingresso €2,50. Subito accanto c'è il Castello di Kanazawa, ricostruito ma con bellissimi portici in legno, gratuito nelle parti esterne.
Pranzo: torna al Mercato Omicho per una kaisendon (ciotola di riso con pesce crudo misto a scelta): sette-dieci euro per una porzione enorme di freschezza.
Pomeriggio: Nagamachi, il quartiere dei samurai. Mura di fango e pietra, piccoli canali, case restaurate visitabili (ingresso €3-5 ognuna). È diverso da Higashi Chaya: là sono le geisha, qui i samurai. Tempo lento, pochissimi turisti.
Sera: la tua cena wagyu. Qui non servono ristoranti stellati. Cerca un ristorante yakiniku (barbecue giapponese dove griglie da solo la carne al tavolo) in zona Katamachi, il quartiere della movida. Chiedi wagyu Hida-gyu (dalla prefettura vicina) oppure wagyu Noto-gyu (locale, più raro). Un menu di assaggi di wagyu in yakiniku costa €40-50, porzioni giuste, atmosfera da locals. Sake di Ishikawa per accompagnare.
Mattinata libera a Kanazawa, poi Nohi Bus da Kanazawa Station (fermata #2, uscita est) a Shirakawa-go. Il bus sale tra le montagne del Giappone centrale, attraversa tunnel lunghissimi e valli boscose, e arriva al villaggio UNESCO in circa un'ora e quindici. La prenotazione è obbligatoria: prenota su Japan Bus Online qualche settimana prima.
Arrivo a Shirakawa-go nel primo pomeriggio. Lascia lo zaino alla minka e vai subito a esplorare. Il villaggio è piccolo (si gira a piedi in un'ora), ma il momento magico non è il pomeriggio: è la sera. Alle 17, gli ultimi bus dei day-tripper ripartono. Shirakawa-go si svuota. Restate tu, le famiglie che vivono qui, gli altri dieci-venti viaggiatori che hanno prenotato una minka. Le luci si accendono nelle finestre, il fumo esce dai comignoli, il rumore dei ruscelli è l'unico suono.
Il pomeriggio: sali al Shiroyama Viewpoint per fotografare i tetti di paglia dall'alto. Poi passeggia senza piano tra le minka, fermati a un santuario locale (goshuin), entra in un paio di case-museo.
Colazione tradizionale alla minka, un'ultima passeggiata nel villaggio vuoto dell'alba, poi Nohi Bus da Shirakawa-go a Takayama Nohi Bus Center: cinquanta minuti tra le valli del Gifu. Prenotazione su Japan Bus Online in anticipo (biglietto separato).
Arrivo a Takayama in tarda mattinata. Deposito zaino all'hostel.
Takayama è la "Piccola Kyoto" delle Alpi giapponesi: centro storico piccolo, case in legno scuro del periodo Edo, canalette d'acqua, distillerie di sake visitabili. Per il tuo profilo è un paradiso: Sakurayama Hachiman-gu (santuario grande), Higashiyama Walking Course (un sentiero che passa per dodici templi e santuari in un'ora e mezza di camminata dolce), il Matsuri no Mori fuori città per vedere i carri del festival.
Pomeriggio: Sanmachi Suji, le tre vie parallele del centro storico. Mai vista una via commerciale così ordinata e bella: case tutte scure, insegne a mano, artigiani che lavorano nelle botteghe aperte. Visita gratis a una distilleria di sake con degustazione a ¥300 (€2).
Sera: Hida beef skewers nelle bancarelle del centro, a pochi euro ciascuno, perfetti come street food.
Mattinata breve a Takayama: mercato mattutino di Miyagawa (lungo il fiume, dalle 7 alle 12, bancarelle di verdure di montagna, sottaceti artigianali, fiori, piccoli dolci, tutto fatto dalle famiglie che ci lavorano da generazioni). Mezz'ora di passeggiata, qualche dolcetto per il treno, ultimo goshuin al tempio più vicino.
Poi il treno più lungo di questa fase del viaggio: Takayama Station → Nagoya Station → Kyoto Station. Parti con il Limited Express Hida (JR) fino a Nagoya (due ore e mezza, paesaggio di montagne e fiumi), cambia sul Tokaido Shinkansen Hikari (JR) fino a Kyoto (trentacinque minuti). Circa quattro ore totali.
Arrivo a Kyoto nel tardo pomeriggio. Kyoto Station è un'astronave di acciaio e vetro, sorprendente dopo Takayama. Metro Karasuma Line cinque fermate, scendi a Shijo Station e sei in zona Kawaramachi.
Serata leggera: Pontocho, il vicolo pedonale di lanterne rosse sul fiume Kamogawa. Centinaia di ristoranti piccoli, dai più costosi (kaiseki storici) ai più economici (yakitori e ramen). Per il tuo budget, scegli un izakaya con kanji e prezzi in vetrina: se vedi i menu scritti a mano in giapponese e prezzi attorno a ¥500-800 per piatto, sei in un locale vero.
Sveglia prima dell'alba. Fushimi Inari Taisha è il santuario delle diecimila torii rosse. La differenza tra andarci alle 8 (bus di turisti, fila per ogni scatto) e alle 6 (silenzio, luce dolce, tu da solo sotto i torii) è totale. Kyoto-Kawaramachi → treno locale Keihan fino a Fushimi-Inari, venti minuti.
Fushimi Inari è una montagna di quattro chilometri di sentieri e sub-santuari. Sali fino allo Yotsutsuji viewpoint (a metà montagna, quarantacinque minuti di cammino leggero): panorama su Kyoto. Fushimi è un paradiso per il tuo goshuincho: il santuario principale ne ha uno, ma anche i sub-santuari (Oku-sha, Kumatakasha, altri minori) ne hanno di dedicati, ognuno diverso.
Scendi verso le 10-11, colazione con inari-zushi (riso avvolto in tofu fritto) in una delle bancarelle all'uscita. Poi Tofuku-ji, due fermate di treno: tempio zen con giardino di rocce famoso e goshuin bellissimo. Calmissimo rispetto a Fushimi.
Pomeriggio: ritorno in centro, Nishiki Market. Cinque isolati di mercato al coperto nel cuore di Kyoto. Per uno con cibo di strada a 10/10, Nishiki è il tuo pomeriggio: tsukemono, pesce fresco, tamagoyaki su bastoncino, matcha dolce.
Sera: Gion dopo le 18:00 è il momento giusto.
Altro giorno, altra alba. Foresta di bambù di Arashiyama alle 7 del mattino è magica; alle 10 è un formicaio di turisti. JR Sagano Line da Kyoto Station fino a Saga-Arashiyama Station, quindici minuti.
Subito dopo la foresta, Tenryu-ji: tempio zen con uno dei giardini più belli del Giappone, panorama di montagne. Goshuin.
Dopo Tenryu-ji, sali a nord sulla piccola strada silenziosa che passa per Gio-ji (minuscolo tempio di muschi, quasi nessun turista, uno dei più belli dell'intera zona), Adashino Nenbutsu-ji (tempio delle anime con migliaia di piccole statue di pietra), e Otagi Nenbutsu-ji (mille e duecento statue rakan scolpite una per una). Questa camminata di due ore è la "Kyoto meno conosciuta" di cui hai scritto.
Nel primo pomeriggio torna ad Arashiyama centrale, pranzo con yuba (pelle di tofu), passeggiata lungo il Ponte Togetsukyo sul fiume Katsura.
Escursione giornaliera facile. JR Nara Line da Kyoto Station a Nara Station: quarantacinque minuti di treno locale.
Nara è stata la prima vera capitale del Giappone (VIII secolo), e tutto è concentrato in un parco di trecento ettari dove vivono milleduecento cervi sacri liberi. I cervi si avvicinano per avere i shika-senbei (biscotti che compri alle bancarelle, ¥200 per un pacchetto).
Todai-ji è il tempio principale: una delle strutture di legno più grandi del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Ingresso €4. Goshuin imponente. Poi Kasuga Taisha, il santuario nel bosco con tremila lanterne di pietra. Goshuin bellissimo. Ingresso €5.
Pranzo veloce a Nara, pomeriggio lento, ritorno a Kyoto per le 18-19.
Oggi i templi del nord. Bus urbano di Kyoto: questa parte della città non ha metro, solo bus.
Mattina: Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro. È il tempio più fotografato del Giappone. Ingresso €5, goshuin disponibile in un formato speciale che non somiglia a nessun altro. Una visita rapida di un'ora. Poi a piedi (quindici minuti) verso Ryoan-ji: il giardino zen di rocce più famoso del mondo. Quindici pietre su sabbia rastrellata.
Pomeriggio: Daitoku-ji. Qui sta il tesoro nascosto del tuo collezionismo: non è un tempio singolo ma un complesso di ventiquattro sub-templi, di cui circa quattro-cinque sempre aperti al pubblico. Ognuno ha giardino zen, architettura diversa, e goshuin dedicato. Potresti trascorrerci tre ore e uscirne con cinque goshuin nuovi, tutti unici.
Sera: torna in Kawaramachi. Cena in un piccolo ristorante di katsudon o oyakodon: piatti classici da backpacker a €7-9.
Mattina: Kiyomizu-dera (presto, tra le 7 e le 8). Il grande tempio in legno sospeso sulla collina, uno dei simboli assoluti di Kyoto. Goshuin del tempio principale più quelli dei sub-santuari.
Dall'uscita del tempio, la passeggiata per Sannenzaka e Ninenzaka, le vie di scalini con case tradizionali trasformate in botteghe di tè, matcha gelato, artigianato. Fermati nel Kodai-ji, poi al Santuario Yasaka, e da lì già sei dentro Gion.
Pomeriggio: camminata lungo il Tetsugaku no Michi, il "Sentiero del Filosofo", tre chilometri di canale fiancheggiato da ciliegi che collega Nanzen-ji a Ginkaku-ji (il Padiglione d'Argento). Entrambi i templi hanno goshuin bellissimi. Due-tre ore di camminata lenta.
Sera: cena a Pontocho o Nishiki, ultima vera serata a Kyoto.
Oggi la richiesta che hai scritto in cima al test: dormire in un tempio. Il viaggio ci arriva con una progressione giusta: dopo Sapporo e Tokyo caotica, dopo Shirakawa-go rurale, dopo Kyoto fitta di templi, arrivi in silenzio sulla montagna sacra del buddhismo giapponese.
Partenza a metà mattinata da Kyoto. Il percorso: Kyoto Station → JR rapid da Kyoto a Osaka Station → JR Loop Line fino a Shin-Imamiya Station → Nankai Koya Line (Express o Limited Express) fino a Gokurakubashi Station → funivia fino a Koyasan Station → Nankai Rinkan Bus fino alla fermata Senjuinbashi (centro Koyasan). Circa tre ore totali di viaggio. Il tratto Nankai attraverso le montagne di Wakayama è spettacolare. Ricorda: dalla parte di Nankai non valgono JR Pass o biglietti JR, prepara contanti o Suica.
Arrivo sul Monte Koya nel primo pomeriggio. Il centro di Koyasan è un piccolo villaggio a mille metri di altitudine dove tutto è tempio o connesso ai templi. Check-in nello shukubo che hai prenotato. I monaci ti accolgono, ti mostrano la stanza (tatami, futon, scrittoio piccolo, nessuna televisione), ti spiegano orari: cena alle 17:30, bagno alle 18:30-20, cerimonia mattutina alle 6:00, colazione alle 7:00.
Pomeriggio libero sulla montagna. Due cose da non saltare:
Okunoin, appena cala il sole. È il cimitero più grande del Giappone, duecentomila tombe in una foresta di cedri millenari, lungo due chilometri di sentiero che porta al mausoleo di Kukai, il fondatore del buddhismo Shingon. Al tramonto, con le lanterne di pietra che si accendono, il silenzio è completo. Cammina lentamente, entra nella Sala delle Diecimila Lampade (Torodo). Goshuin al Lantern Hall, unico e bellissimo.
Cena shojin ryori alle 17:30 nello shukubo: servita in camera su un vassoio, dieci piccole ciotole di verdure e tofu e alghe e umeboshi. Dopo cena, il bagno del tempio. Tatuaggi: i bagni shukubo sono divisi uomo/donna e hanno orari riservati; se hai scelto Eko-in o Fukuchi-in non dovresti avere problemi, ma se vuoi massima tranquillità, chiedi al monaco al check-in un turno privato.
Sveglia alle 5:45. Alle 6 la cerimonia mattutina: i monaci recitano i sutra nella sala principale del tempio, tu ti siedi in fondo in silenzio. Alcuni shukubo offrono anche una Goma Fire Ceremony: fiamme, incenso, canti ritmici, non è spettacolo ma preghiera vera. Partecipa.
Colazione shojin alle 7, check-out verso le 9, ultimo giro al Danjo Garan (la Pagoda Konpon Daito è impressionante al mattino). Goshuin finali se ne mancano.
Partenza verso Osaka: Bus Rinkan fino a Koyasan Station → Funivia fino a Gokurakubashi → Nankai Koya Line fino a Namba Station. Circa due ore. Arrivo a Osaka nel primo pomeriggio.
Osaka è l'opposto esatto del Monte Koya, ed è giusto così. Deposito zaino all'hostel, e subito fuori.
Dotonbori è a cinque minuti a piedi. L'insegna Glico, i vicoli di takoyaki fumanti, il fiume con i battelli turistici, le insegne 3D enormi. Non cercare il ristorante migliore: fai cinque bancarelle diverse per cena. Un takoyaki qui (€4), un okonomiyaki dieci metri più in là (€5), un kushikatsu a Shinsekai una fermata di metro più in là (€1 a spiedino). Per uno con cibo di strada a 10/10, questa è La Sera.
Giornata intensa ma necessaria. Partenza presto. Shinkansen Sakura da Shin-Osaka Station a Hiroshima Station: un'ora e venticinque. Arrivo a Hiroshima verso le 9.
Mattina a Hiroshima: Peace Memorial Park. Tram numero 2 o 6 dalla stazione fino a Genbaku Dome-mae. La Cupola della Bomba Atomica è l'unico edificio rimasto in piedi al punto zero. Attraversa il parco fino al Peace Memorial Museum: ingresso ¥200. Una-due ore all'interno.
Pranzo veloce: Okonomiyaki Hiroshima-style in uno dei ristoranti di Okonomi-mura. Diverso dal quello di Osaka, con strati sovrapposti di noodles e cavolo e uovo.
Primo pomeriggio: trasferimento a Miyajima. Treno JR Sanyo Line da Hiroshima Station a Miyajimaguchi Station (venticinque minuti), poi traghetto JR dall'imbarcadero davanti alla stazione fino all'isola (dieci minuti).
L'isola è famosa per il Grande Torii di Itsukushima, la porta vermiglio che "galleggia" in acqua con l'alta marea. Il Santuario di Itsukushima ha ingresso a €4. Goshuin unico. Andando verso nord, sali al Daisho-in: tempio meno famoso ma imperdibile, con il tunnel di lanterne, mille piccole statue, il rullo sacro da far girare mentre sali le scale. Per il tuo collezionismo, qui raccogli due o tre goshuin diversi dello stesso complesso.
Tramonto al torii (verso le 19): marea alta, colore infuocato, silenzio di isola sacra. Rientro Osaka tardo pomeriggio, cena Dotonbori.
Giorno più leggero, di recupero dopo Hiroshima. Focus sui tuoi interessi caldi.
Mattina: Shitenno-ji, il tempio buddhista più antico del Giappone (fondato nel 593). È uno dei templi meno turistici di Osaka, e per il tuo profilo è oro: zero file al banco del goshuin, puoi scrivere di un complesso templare fondato più di millequattrocento anni fa.
Poi Den Den Town, il "Akihabara di Osaka". Più piccolo di Akihabara ma più autentico: meno turisti, più appassionati locali. Stessi negozi di manga rari, videogiochi retro, anime, Pokemon, figurine.
Primo pomeriggio: Pokemon Center Osaka DX & Pokemon Café al piano terra di Daimaru Umeda. Il Pokemon Center più grande del Kansai ha goods esclusivi regionali.
Pomeriggio: Kuromon Market. È "la cucina di Osaka". Bancarelle di kobe-beef skewers, tuna sashimi tagliato davanti a te, uni in mezzo-gusci, manghi tagliati.
Sera: l'ultima serata a Dotonbori. Glico sign per l'ultima foto, cena in un piccolo kushikatsu tradizionale al banco. Domani si parte per il Kyushu.
Oggi il trasferimento più lungo in treno di tutto il viaggio, e anche il più importante simbolicamente: entri nel Kyushu, l'isola più a sud che raggiungerai. Shinkansen Sakura da Shin-Osaka Station a Hakata Station: due ore e mezza. Il Sakura è il Shinkansen veloce della linea Sanyo, coperto dai JR Pass (ma tu non ne hai uno, prendi biglietto singolo). Il paesaggio cambia: colline più basse, campi, poi l'arrivo a Hakata Station nel centro di Fukuoka. Sei in Kyushu.
Fukuoka sorprende: è moderna, pulita, compatta, e vive di cibo come nessun'altra città giapponese. Hakata Station è al centro della città, il tuo hostel è a pochi minuti a piedi o una fermata di metro.
Pomeriggio: Tocho-ji, tempio buddhista quasi in centro, a pochi isolati dalla stazione. Dentro c'è uno dei Buddha di legno più grandi del Giappone (10,8 metri di altezza, scolpito in un unico pezzo di legno di canfora). Goshuin caratteristico del Kyushu, stile calligrafico diverso da quello di Kyoto. Poi Kushida-jinja, il santuario più amato di Fukuoka, sede del festival Hakata Gion Yamakasa: altro goshuin con motivi del Kyushu.
Sera: la prima volta agli yatai. Gli yatai di Fukuoka sono bancarelle mobili di cibo di strada, qualcosa che a Tokyo e Osaka è praticamente scomparso: Fukuoka è l'unica città del Giappone dove il governo locale ha protetto questo patrimonio gastronomico. Verso sera, un centinaio di yatai si montano lungo il fiume Naka (zona Nakasu), ognuno con sei-otto posti a sedere intorno a un banco, menu di ramen, oden, yakitori, gyoza, tempura. Prezzi da locali (€8-15 per mangiare e bere sazio), atmosfera di famiglie del posto che chiacchierano con lo chef in un metro di distanza. Ordina il ramen Hakata (tonkotsu di maiale, brodo bianco, tagliolini sottili e diritti): Fukuoka è la sua casa. Non è negoziabile, è una delle ragioni per cui sei qui.
Mattina: escursione a Dazaifu, trenta minuti di treno dalla stazione Tenjin (Nishitetsu Line, non JR). Dazaifu è stata per secoli la capitale amministrativa di tutto il Kyushu e ha un santuario, il Dazaifu Tenmangu, che è uno dei più venerati del Giappone: dedicato a Sugawara no Michizane, dio degli studi e della calligrafia. Le foglie d'acero in autunno e i pruni in primavera lo fanno diventare un piccolo paradiso visivo, ma anche a inizio giugno è splendido. Il goshuin di Dazaifu Tenmangu è uno dei più belli del tuo intero viaggio per lo stile calligrafico particolare del Kyushu: la parte finale del tuo goshuincho diventa più varia e ricca che mai.
Se vuoi approfondire, accanto al santuario c'è il Kyushu National Museum, uno dei quattro musei nazionali del Giappone, con focus sulla storia del Kyushu e i suoi scambi con Asia continentale e Corea. Ingresso €5, facoltativo.
Prima di rientrare, le bancarelle di umegae mochi sulla via che porta al santuario: piccoli dolci di riso glutinoso con marmellata di fagioli rossi, cotti al momento, €1 l'uno. Specialità locale che non trovi altrove.
Rientro a Fukuoka. Pranzo veloce vicino a Hakata, poi pomeriggio ai Giardini Ohori (un grande lago in centro città, con un ponte e un padiglione cinese, rovine del Castello di Fukuoka all'ingresso, passeggiata rilassante di un'ora e mezza).
Sera: secondo giro di yatai, ma stavolta esci dal Nakasu e vai a Tenjin, dove ce ne sono altri con pubblico più locale e meno turisti. Questa volta prova un oden yatai (spiedini e crocchette in brodo invernale) o un tempura yatai.
Ultima giornata del viaggio. Leggera, di decompressione.
Mattina: Mercato Yanagibashi, dieci minuti dalla stazione. Questo è il mercato dove i ristoranti di Fukuoka comprano il pesce, e dove i locali fanno la spesa alle 7 del mattino. Colazione con sashimi di seppia fresco (specialità di Fukuoka, la seppia di Kyushu ha una consistenza diversa da quella che trovi altrove), o con un piccolo set di mentaiko (uova di merluzzo marinate piccanti, un'altra specialità locale).
Poi Canal City (grande complesso commerciale nel centro con un canale artificiale, architettura postmoderna, zero interesse turistico nel senso tradizionale ma è un luogo molto frequentato dai fukuokiti: c'è un Pokemon Center qui sopra se vuoi fare l'ultimo giro), oppure Tenjin Underground Mall se preferisci shopping e ricordi.
Pomeriggio libero. Se ti va, puoi salire sulla Fukuoka Tower (€5, vista su tutta la baia), oppure semplicemente perderti nei vicoli di Nakasu alla luce del giorno (gli yatai la mattina sono smontati, ma le vie sono piene di piccoli ristoranti di ramen Hakata aperti dagli anni '50).
Sera: l'ultimo yatai del viaggio. Torna sul fiume Naka, siediti al banco, ordina un ultimo ramen Hakata. Il cerchio si chiude: hai iniziato a Sapporo con un miso ramen di Hokkaido, chiudi a Fukuoka con un tonkotsu di Kyushu. Sono gli estremi dei due grandi stili di ramen del Giappone, e tu li hai mangiati in ventitré giorni, uno zaino, duemila chilometri di treno. Sayonara pazzesco.
Check-out in mattinata, ultimo onigiri al kombini. Se il volo è nel pomeriggio, puoi fare un ultimo giro al Kushida-jinja o al Tocho-ji per un goshuin finale (se ne hai ancora bisogno nel goshuincho).
Fukuoka ha un vantaggio che nessun'altra grande città giapponese ha: l'aeroporto internazionale è a cinque minuti di metro dalla stazione di Hakata. Niente Narita Express da un'ora, niente transfer complicati. Prendi la Kuko Line (Airport Line, linea arancione) da Hakata Station a Fukuoka Airport Station, €2 di biglietto, cinque minuti di tragitto. Tre ore prima del volo al banco del check-in.
Volo internazionale di ritorno. Probabile scalo a Seoul Incheon, Tokyo Haneda o Doha, a seconda della compagnia.
Sayonara. Sei andato davvero da Sapporo a Fukuoka.
Il volo internazionale non è ancora prenotato. Per tutto il resto dentro il Giappone si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il tuo itinerario specifico. Nella tabella trovi ogni tratta con le stazioni e i mezzi esatti.
Il JR Pass è un abbonamento (7, 14 o 21 giorni) che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità. Lo svantaggio è che non include il Nozomi e il Mizuho (i treni più veloci) e non copre i mezzi privati. Per questo viaggio specifico il JR Pass non conviene, per quattro ragioni: il volo interno Sapporo-Tokyo non è coperto (e sarebbe impensabile farlo in treno, otto ore); molti mezzi fondamentali sono fuori pass (Nagano Dentetsu per Yudanaka, Nohi Bus per Shirakawa-go e Takayama, Nankai per Koyasan, Kuko Line Fukuoka); il tuo percorso è frammentato (tante tratte brevi, non una grande andata e ritorno Tokyo-Osaka); i biglietti singoli sommati costano meno del pass di qualsiasi durata. Se in futuro decidi di usarlo comunque, acquistalo su japanrailpass.net.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo |
|---|---|---|---|
| New Chitose Airport → Sapporo New Chitose Airport Station → Sapporo Station |
JR Rapid Airport (JR Hokkaido) | 40 min | €7 |
| Sapporo → Tokyo New Chitose Airport (CTS) → Haneda Airport Terminal 3 (HND) → Asakusa Station via Keikyu Line |
Volo interno low cost (Peach / Jetstar / Spring Japan) + Keikyu Line | 3h 30min totali | €75 |
| Tokyo → Yudanaka Tokyo Station → Nagano Station (Hokuriku Shinkansen) → Yudanaka Station (Nagano Dentetsu Line) |
Hokuriku Shinkansen (JR) + Snow Monkey Express (Nagaden, privato) | 2h 30min | €60 |
| Yudanaka → Kanazawa Yudanaka Station → Nagano Station (Nagaden) → Kanazawa Station (Hokuriku Shinkansen) |
Snow Monkey Express (Nagaden) + Hokuriku Shinkansen (JR) | 2h 15min | €60 |
| Kanazawa → Shirakawa-go Kanazawa Station, fermata bus #2 (uscita est) → Shirakawa-go Bus Terminal |
Nohi Bus (highway bus, prenotazione obbligatoria) | 1h 15min | €15 |
| Shirakawa-go → Takayama Shirakawa-go Bus Terminal → Takayama Nohi Bus Center |
Nohi Bus (highway bus, prenotazione obbligatoria) | 50 min | €10 |
| Takayama → Kyoto Takayama Station → Nagoya Station (cambio) → Kyoto Station |
Limited Express Hida (JR) + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 4h | €65 |
| Kyoto → Nara Kyoto Station → Nara Station (a/r) |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Monte Koya Kyoto Station → Osaka Station → Shin-Imamiya Station → Gokurakubashi Station → Koyasan Station → Senjuinbashi bus stop |
JR rapid + JR Loop + Nankai Koya Line Limited Express + Funivia + Nankai Rinkan bus | 2h 45min | €30 |
| Monte Koya → Osaka Senjuinbashi bus stop → Koyasan Station → Gokurakubashi Station → Namba Station |
Nankai Rinkan bus + Funivia + Nankai Koya Line | 2h | €15 |
| Osaka ↔ Hiroshima e Miyajima Shin-Osaka Station → Hiroshima Station (Shinkansen) → Miyajimaguchi Station (JR Sanyo Line) → Miyajima (traghetto JR). Ritorno inverso |
Shinkansen Sakura (JR) + JR locale + traghetto JR (a/r) | 5h 30min di viaggio totale | €120 |
| Osaka → Fukuoka Shin-Osaka Station → Hakata Station |
Sanyo Shinkansen Sakura (JR) | 2h 30min | €82 |
| Fukuoka → Fukuoka Airport Hakata Station → Fukuoka Airport Station |
Kuko Line (Airport Line, metro Fukuoka) | 5 min | €2 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggi ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile. Funziona in tutto il Giappone, dalla Hokkaido al Kyushu: a Sapporo, Tokyo, Kyoto, Osaka, Fukuoka, ovunque.
A New Chitose (Sapporo): appena passata l'immigrazione, segui le indicazioni per i treni JR. Troverai macchinette IC card e lo JR Hokkaido Service Counter. Puoi acquistare una Suica standard o una Kitaca (la tessera locale di Hokkaido, compatibile ovunque). Se arrivi a Tokyo Narita puoi comprare la Welcome Suica alle macchinette davanti ai tornelli JR.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se hai un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, puoi creare una Suica digitale direttamente dal telefono. Apri l'app Wallet, tocca il pulsante "+" in alto a destra, seleziona "Carta trasporti", scegli "Suica", scegli un importo iniziale, conferma il pagamento con Apple Pay. Fatto. Appoggi il telefono ai tornelli esattamente come faresti con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby.
Quanto caricare: parti con 2.000–3.000 yen e ricarica quando scendi sotto i 1.000 yen. Puoi ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se hai la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenota in anticipo su Klook. Per tutti i Shinkansen e i principali treni intercity (esclusa la tratta Kyoto-Nara che non richiede prenotazione), consiglio di prenotare su Klook prima di partire. Hai tutto pronto sul telefono, sai già su quale treno salire. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza.
Per il volo interno Sapporo-Tokyo: Skyscanner, Google Flights o direttamente sui siti di Peach, Jetstar Japan, Spring Japan. Prenota 2-3 mesi prima: le tariffe migliori partono da €50, sopra i €100 stai pagando troppo.
Per il Nohi Bus Kanazawa-Shirakawa-go-Takayama: prenotazione obbligatoria su Japan Bus Online, due biglietti separati.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Vai agli sportelli JR nelle stazioni principali, mostra la destinazione e la data, ti stampano il biglietto. Il rischio è solo che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevi potrebbe essere pieno e dovresti prendere quello successivo.
Il volo internazionale non è incluso in questo breakdown. Tutto il resto è in Giappone, stimato per il tuo profilo backpacker: hostel e strutture esperienziali, cibo di strada e convenience store, nessun ristorante di lusso.
| Biglietti treni e bus intercity (incluso volo interno CTS-HND) | €551 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Alloggi (23 notti: hostel + minka + shukubo) | €712 |
| Cibo (24 giorni) | €666 |
| Attività e ingressi (Ghibli, sumo, templi, wagyu, Jigokudani, Miyajima, Nara, Dazaifu) | €158 |
| Assicurazione Heymondo completa | €100 |
| Totale stimato | €2.277 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del tuo viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i tuoi condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai tuoi gusti.
Il tocco personale al tuo itinerario. Questa guida è il tuo catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usala prima della partenza. Prenditi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterai. Se trovi un negozio, un santuario, un'esperienza che ti ispira, aggiungila al tuo GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura. Per il tuo profilo è utilissima: ti può suggerire templi secondari che non ho menzionato, botteghe di goshuincho in formato particolare, negozi di manga rari in zone che passi.
A chi serve? A chi ama il massimo controllo e vuole un programma densissimo di passioni personali.
Preferisci la libertà? Se ami esplorare seguendo il flusso del momento, puoi anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui hai due modi diversi per muoverti:
L'Esploratore Spontaneo: apri la guida direttamente sul posto quando inizi ad avere fame. Cerca la zona in cui ti trovi e vai a colpo sicuro sui ristoranti selezionati.
Il Pianificatore Strategico: se non vuoi perdere neanche un minuto, usa la guida prima di partire. Segnati i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal tuo itinerario.
Per il tuo profilo (cibo di strada 10/10, zaino in spalla), l'approccio Esploratore Spontaneo funziona meglio: il tuo istinto nei mercati e nei vicoli è già buona guida.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e te le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Sapporo, Tokyo, Kyoto, Osaka, Kanazawa, Takayama, Fukuoka), il consiglio più importante di questo documento è: usa Google Maps. Non ti do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Ti dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e ti propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sai qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove devi andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Apri Google Maps, scrivi il nome di quel posto nella barra di ricerca, tocca "Indicazioni", e seleziona l'icona del treno/metro. Segui le indicazioni passo passo.
Preparati prima di partire: scarica l'app Google Maps. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrai bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi (compresi i goshuin, quasi sempre pagati in contanti, ¥300-500 l'uno), mercati, piccoli ristoranti, cibo di strada, yatai di Fukuoka (alcuni accettano solo contanti). Tieni sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passi davanti a un kombini e sei sotto i 5.000 yen, preleva 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non hai bisogno dei bus. A Sapporo e Fukuoka raramente. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al tuo numero, e si paga inserendo i soldi o appoggiando la IC card.
A Osaka: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune si paga tariffa fissa alla salita.
In entrambe le città, Google Maps ti dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia è semplice: prima scrivi la frase, poi vai dal tizio. Prenditi il tempo da parte, scrivi la frase su Google Translate con calma, poi mostri lo schermo.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" ti mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete:
Comprare il biglietto: "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città]. Prossimo treno disponibile."
Binario: "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata: "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il tuo paracadute. Copiale nelle note del telefono prima di partire.
Come funziona: cambia solo le parti tra parentesi quadre. Traduci in giapponese con Google Translate, mostra lo schermo, aspetta.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. In Hokkaido troverai anche Seicomart, una catena regionale unica di Sapporo, con prodotti esclusivi dell'isola (latte di Hokkaido, specialità marine). Per il tuo profilo backpacker, il kombini sarà la tua colazione di base praticamente ogni giorno.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel. Invece di trascinare lo zaino su treni e metro, lo mandi avanti e viaggi solo con uno zaino piccolo.
Come funziona: vai alla reception del tuo hotel la mattina (entro le 10-11), dici "Takkyubin please" e ti danno un modulo. Scrivi nome, indirizzo e telefono dell'hostel di destinazione. Paghi circa €15-20 per lo zaino, arriva entro il giorno dopo.
Quando usarlo nel tuo viaggio: per il tuo profilo backpacker ha senso poche volte. La tratta dove vale davvero la pena è Tokyo → Kanazawa prima del Giorno 6: puoi spedire lo zaino grande direttamente a Kanazawa e portare solo un piccolo zaino da giorno per Yudanaka e il Jigokudani (sentiero nel bosco, meglio leggeri).
Con i tuoi interessi (goshuin, anime, manga, tech, pokemon) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per il collezionismo di goshuin: procurati presto un goshuincho. Al Senso-ji e in quasi tutti i templi grandi se ne trovano di bellissimi. Se vuoi partire da Sapporo, al Hokkaido Jingu vendono goshuincho con motivi di Hokkaido (neve, orso, volpe): pezzi unici che a Kyoto o Osaka non trovi. Prezzo: €10-15.
Per anime, manga e gaming: Akihabara a Tokyo e Den Den Town a Osaka. A Fukuoka c'è un Pokemon Center dentro Canal City per l'ultimo giro.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara o BIC Camera ovunque, esenzione IVA con passaporto per acquisti sopra ¥5.000.
Souvenir regionali che valgono: da Hokkaido i dolci al latte e il formaggio (leggerissimo nello zaino, marchi Rokkatei e Ishiya). Da Kanazawa prodotti in foglia d'oro. Da Kyoto tè matcha sfuso. Da Fukuoka il mentaiko (uova di merluzzo piccanti, chiuse sottovuoto, durano in valigia). I Kit Kat giapponesi in gusti regionali: ogni città ne ha uno esclusivo.
La strategia da backpacker: nei primi giorni esplori. Gli acquisti seri falli verso la fine (Osaka o Fukuoka): lo zaino si riempirebbe troppo presto se compri tutto a Sapporo o Tokyo.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Porta da casa quello che usi normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure (includi cerotti grandi tipo Compeed per le vesciche, il tuo itinerario ha tante camminate), un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico, il termometro, e i medicinali specifici che usi.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Periodo ideale ma con grandi differenze tra nord e sud. Sapporo: 14-18 gradi di giorno, 8-10 la sera, fresco ma non freddo. Da Tokyo in giù: 18-25 gradi di giorno, 14-17 la sera. Fukuoka: 22-27 gradi, già quasi estate, umidità in aumento. Le piogge della "tsuyu" (stagione delle piogge) iniziano a metà-fine giugno prima a sud (Kyushu), poi più a nord: il tuo viaggio è giusto prima. Porta strati: felpa leggera per Sapporo, Yudanaka e Monte Koya, maglietta per il resto. Un k-way piccolo da zaino, scarpe comode obbligatorie.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Arriva tre ore prima in aeroporto sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e vai direttamente al banco del check-in. Tanto devi andarci comunque per caricare il bagaglio. Sei sicuro, sei tranquillo, non rischi nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai) o in Corea del Sud (Seoul Incheon, molto frequente sui voli per Sapporo e Fukuoka). Se è il tuo caso, niente panico: è una procedura standard.
Cosa succede allo scalo: scendi dall'aereo, passi di nuovo i controlli di sicurezza, e vai al tuo gate per il secondo volo. Seguire le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights".
I bagagli non ti riguardano: le valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia. Le ritrovi direttamente al nastro bagagli all'aeroporto di arrivo in Giappone.
Prima di partire: attacca fuori dal tuo zaino un cartellino rigido o un foglio ben visibile con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, indirizzo email. Grande e chiaro.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Resta nella zona bagagli e vai al banco Lost & Found o Baggage Service. Mostra il baggage claim tag (l'etichetta adesiva dal check-in in Italia). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al tuo hostel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando hai scritto che questo viaggio significa "la realizzazione di un sogno inseguito per anni, esplorare il Giappone da Sapporo a Fukuoka con uno zaino in spalla", quella frase ha guidato ogni scelta che vedi in questo documento.
Hai voluto davvero "da Sapporo a Fukuoka". Quasi nessun itinerario turistico include entrambe, perché sono agli estremi del paese: Sapporo in Hokkaido (isola nord), Fukuoka in Kyushu (isola sud). Io ci sono andato perché hai chiesto esplicitamente di includerle entrambe, anche a costo di estendere il viaggio e alzare leggermente il budget. Il tuo open-jaw è CTS→FUK, il più estremo possibile: realizza letteralmente il sogno scritto nel test. Sapporo ti dà i tre giorni iniziali per acclimatarti e assaggiare il Giappone rurale nordico, Fukuoka ti regala gli yatai di Kyushu, il ramen Hakata, Dazaifu Tenmangu.
Hai scritto che sei diventato "un collezionista di goshuin" e che vuoi "esplorare i templi meno conosciuti oltre ai più famosi". Per questo l'itinerario non si ferma ai templi iconici. A Sapporo c'è Hokkaido Jingu con il suo goshuincho regionale. A Kanazawa il Myoryu-ji (il "Tempio dei Ninja") e l'Utasu-jinja. A Kyoto Daitoku-ji con i suoi sub-templi quasi deserti, Gio-ji e Adashino Nenbutsu-ji nella zona nord di Arashiyama. A Fukuoka Dazaifu Tenmangu e Tocho-ji. Il tuo goshuincho tornerà a casa con 30-40 timbri unici, molti dei quali quasi nessun altro turista italiano possiede.
Hai detto che vuoi "dormire in un tempio" e "dormire in una delle case di Shirakawa-go". Sono due delle cinque richieste forti del tuo test, e le ho messe entrambe come punti fissi. Il Monte Koya per la notte in tempio. Shirakawa-go per la notte in minka. Sono le due notti più speciali del viaggio, ed è la ragione per cui la minka e lo shukubo vanno prenotati per primi di tutto.
Hai voluto "vedere le scimmie del Jigokudani" e "visitare il Museo Ghibli". Altre due richieste forti. Il Jigokudani ha richiesto una deviazione a Yudanaka. Il Museo Ghibli è al Giorno 4 con la nota tassativa sulla prenotazione del 10 aprile 2027 alle 03:00 italiane: non c'è margine di errore su quella data.
Hai chiesto "vedere un incontro di sumo". Le date del tuo viaggio cadono perfettamente nel Natsu Basho (9-23 maggio 2027): non ti ho messo il morning keiko come ripiego, ti ho messo il torneo vero. Questa coincidenza di date è uno dei regali di questo itinerario.
Hai scritto "provare i locali più autentici, perdermi tra le vie incontrando le persone del luogo". Per questo l'itinerario include Sapporo (meno turisti italiani rispetto alle città classiche), Kanazawa, Shirakawa-go, Takayama, il Monte Koya, e soprattutto Fukuoka con i suoi yatai dove mangi a trenta centimetri dallo chef. Niente tour organizzati, tutto fatto da solo, con lo zaino in spalla come hai chiesto.
Cibo di strada a 10 su 10. Per questo l'itinerario ti porta al mercato Nijo di Sapporo, ad Ameya-yokocho a Tokyo implicito (dietro il Senso-ji), a Omicho a Kanazawa, a Miyagawa a Takayama, a Nishiki a Kyoto, a Kuromon a Osaka, ai yatai di Fukuoka. Otto città, otto esperienze gastronomiche di strada diverse. E la chiusura del viaggio è un ramen Hakata sul fiume Naka, che chiude il cerchio aperto dal miso ramen di Sapporo ventitré giorni prima.
Hai tatuaggi. Per questo ho scritto nota specifica nelle giornate a rischio: Yudanaka (bagno privato dell'hotel), Shirakawa-go (bagno della minka a fasce), Monte Koya (chiedere camera con bagno privato allo shukubo).
Viaggi da solo con lo zaino. Per questo tutti gli alloggi sono hostel, il cibo è stimato a €28 al giorno, il JR Pass è stato scartato. Il piano rientra nel tuo budget rivisto di €2.300 (dopo il supplemento Sapporo/Fukuoka che avevi accettato) con un margine stretto ma reale.
Questo è il tuo viaggio, Andrea. Da Sapporo a Fukuoka, lo zaino, ventiquattro giorni davanti. Il tracciato è qui. Il resto lo scopri camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il tuo ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampala o screenshottala. Quando hai spuntato tutto, sei pronto.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerai tra i templi di Kyoto, quando ti siederai davanti a un giardino zen, quando guarderai un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conosci già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entri nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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