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Avete scritto che questo è "il vostro primo viaggio intercontinentale in tre" e che cercate "un bel mix di cultura e avventura, i luoghi iconici ma anche quelli meno frequentati e inaspettati". Avete scelto ottobre perché volete un clima più mite e meno folla, e avete detto che vi svegliate presto, andate a letto presto, vi adattate facilmente, e camminate volentieri.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di tre dove Marco ha ventidue mesi, dove l'idea di un appartamento con cucina pesa quanto il ryokan tradizionale, e dove la voglia di templi e giardini è grande quanto la voglia di Disneyland e Universal.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo dal Narita, attraversate le montagne di Hakone con la notte nel ryokan, salite verso le Alpi giapponesi di Kanazawa, scendete nel cuore culturale di Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka e partite dal Kansai. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag: ogni spostamento aggiunge qualcosa, nessuno è sprecato.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 9–12 ott | 3 | Arrivo, Disneyland, quartieri storici |
| Hakone | 12–14 ott | 2 | Ryokan, onsen privato, panorami del Fuji |
| Kanazawa | 14–16 ott | 2 | Kenrokuen, Shirakawa-go, pesce fresco |
| Kyoto | 16–21 ott | 5 | Templi, giardini zen, Nara in escursione |
| Osaka | 21–24 ott | 3 | Universal Studios, Miyajima in escursione, Dotonbori |
La base a Kyoto dura cinque notti apposta: con un bambino di ventidue mesi, cambiare hotel ogni paio di giorni è sfiancante. Da Kyoto raggiungete Nara in un'ora di treno e vi godete Osaka il pomeriggio del trasferimento. Hakone ha due notti perché il ryokan vale due notti: una sola è un assaggio, due sono l'esperienza completa con cena kaiseki, onsen, colazione tradizionale e loop delle funivie senza correre.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Avete scritto che avete valutato appartamenti dove poter preparare cibo per Marco. È un'ottima idea, e la applico qui sotto: per Tokyo, Kyoto e Osaka vi consiglio di cercare prima gli appartamenti con cucina (kitchenette) nelle zone indicate, filtrando sempre voto 8+. Per Hakone il ryokan resta obbligatorio perché è l'esperienza. Per Kanazawa un hotel business va benissimo.
Il vostro volo atterra al Narita alle venti e cinquantacinque. Tra sbarco, immigrazione e ritiro bagagli calcolate un'ora buona, forse un'ora e mezza.
Dal terminal, seguite le indicazioni per i treni fino alla Narita Airport Terminal 1 Station (o Terminal 2·3 a seconda del vostro terminal di arrivo). Da lì prendete il Keisei Skyliner fino a Keisei Ueno Station: quarantun minuti di treno, seduti, con le valigie sistemate. Lo Skyliner ha corse fino alle ventidue e trenta, quindi avete margine: se faste fatica con i bagagli, c'è anche il Keisei Airport Express come alternativa, più lento ma frequente.
Arrivate in hotel verso mezzanotte o poco dopo. Marco probabilmente dormirà addosso a voi o nel passeggino per tutto il tragitto: perfetto così. Appoggiate le valigie, bevete un bicchiere d'acqua, crollate. Domani inizia il Giappone vero.
Avete scritto che vi svegliate presto, e oggi è il giorno in cui quel vantaggio fa la differenza. Il jet lag vi tira giù dal letto alle sei e questo è esattamente il momento giusto per vivere Tokyo prima che Tokyo si svegli.
A piedi o con due fermate di metro raggiungete il Tempio Senso-ji ad Asakusa, il tempio più antico di Tokyo con la sua grande lanterna rossa. Alle sette del mattino è vuoto, la luce è morbida, i monaci fanno i loro rituali in silenzio. Camminate sotto la Kaminarimon, lungo la via Nakamise (molte botteghe sono ancora chiuse ma la via è vostra), entrate nell'area del tempio. Calcolate un'ora e mezza buona. Il passeggino scorre bene, pochi scalini.
Poi colazione in un caffè o in un konbini nei paraggi, e a piedi o con due fermate tornate verso Ueno. Il Parco di Ueno è un'oasi di alberi e laghetti nel mezzo di Tokyo: perfetto per Marco, spazi aperti, aree con giochi, lo zoo se avete energia. Due ore tranquille.
Pausa pomeridiana in hotel (per Marco e anche per voi, il jet lag del primo giorno è serio).
Nel tardo pomeriggio, Akihabara è a cinque minuti di metro: il quartiere dell'elettronica e dei manga, sette piani di figurine, retro gaming, elettronica. Con Marco piccolo non è la zona più pratica (tanta gente la sera), ma un giro rapido di un'oretta, anche solo per vedere le insegne luminose e l'atmosfera, vale la pena.
La sera, ramen o curry giapponese in una delle decine di trattorie di Ueno. Mangiate, tornate, dormite presto.
La giornata che Marco ricorderà (anche solo attraverso le vostre foto, per ora). Avete scritto che Disneyland è un "sicuramente" per questo viaggio, e qui la scelta è chiara: Disneyland, non DisneySea. Con un bambino di ventidue mesi, il parco classico con Fantasyland, le giostre morbide, le parate e i personaggi è enormemente più adatto del DisneySea pensato per adolescenti e adulti.
Dal vostro hotel prendete la Yamanote Line e cambiate a Maihama Station: circa quarantacinque minuti totali. Arrivate all'apertura, ore otto, con il biglietto già comprato sul telefono. Marco, avendo meno di quattro anni, entra gratis: pagate solo voi due.
Dentro il parco c'è una Baby Center ben attrezzata per il cambio, l'allattamento e la pappa. Il passeggino è benvenuto ovunque. Portatevi uno snack, cappellino, e la pazienza di accettare che farete quattro attrazioni in sei ore: con Marco piccolo è giusto così, e saranno le più giuste.
La sera rientrate presto, cena leggera, tutti a letto.
Check-out tranquillo la mattina. Dal vostro hotel raggiungete Shinjuku Station (parte Odakyu, seguite le indicazioni "Odakyu" dentro la stazione, Shinjuku è un labirinto ma le indicazioni bianche Odakyu sono chiare). Prendete il Romancecar, il treno panoramico che vi porta diretti a Hakone-Yumoto Station in un'ora e venti minuti. Il Romancecar ha grandi finestrini, sedili reclinabili e (su alcuni modelli) posti panoramici in testa al treno: chiedete alla guida sui modelli quando prenotate.
Arrivate a Hakone-Yumoto verso mezzogiorno. Il paese è piccolo, raccolto attorno al fiume, con la stazione al centro. Lasciate i bagagli in hotel se il ryokan non è ancora pronto per il check-in, e pranzate in una delle trattorie vicino alla stazione: soba, udon, tempura, tutto leggero dopo il viaggio.
Il pomeriggio è di riposo e di arrivo nel ryokan vero e proprio. Check-in verso le tre. Vi accolgono con il tè e lo yukata. La stanza è sul tatami: Marco dorme sul futon in tutta sicurezza, nessun rischio di cadute dal letto.
Nel tardo pomeriggio c'è tempo per una passeggiata breve lungo il fiume Hayakawa e una visita al Santuario di Hakone, se volete: è raggiungibile con l'autobus del Free Pass, ha un torii rosso direttamente sul lago Ashi, ed è particolarmente bello nella luce della sera.
La sera è la cena kaiseki: dieci o più portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna, verdure di stagione, pesce del fiume, piccoli assaggi che vi spiegano senza parole cosa sia la cucina tradizionale giapponese. Con Marco, fate presente in anticipo al ryokan che siete una famiglia con un bambino di ventidue mesi: spesso preparano una versione più semplice per i piccoli o accettano di servire in camera se preferite più intimità.
Questa è la giornata per cui Hakone merita due notti. Il "loop di Hakone" è un giro classico di mezza giornata che combina funicolare, funivia, nave sul lago e treno di montagna, ed è tutto incluso nel Hakone Free Pass che avete comprato.
Colazione tradizionale al ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti, tofu: è parte dell'esperienza tanto quanto la cena). Poi partite con calma.
Dalla stazione di Hakone-Yumoto prendete il treno di montagna per Gora (il treno serpeggia su pendenze ripide con tre cambi di direzione, Marco guarderà fuori ipnotizzato), poi la funicolare per Sounzan, poi la funivia che scavalca la valle di Owakudani: fumarole, zolfo nell'aria, e nelle giornate limpide il Monte Fuji in lontananza che toglie il fiato. A Owakudani c'è la tradizione delle uova nere cotte nelle sorgenti sulfuree: ne mangiate una per tradizione (si dice che allunghi la vita di sette anni).
Proseguite in funivia fino a Togendai, dove vi aspetta la nave pirata sul lago Ashi: quaranta minuti di traversata con vista sul Fuji dal lago. Scendete a Motohakone: qui c'è il torii rosso del Santuario di Hakone che si staglia sull'acqua, uno dei luoghi più fotografati del Giappone.
Rientro a Hakone-Yumoto con il bus del Free Pass. Nel pomeriggio, se Marco regge, vale la pena una sosta al Hakone Open-Air Museum (ingresso scontato col Free Pass): è un museo all'aperto con sculture contemporanee sparse in un parco, perfetto per un bambino piccolo che può correre mentre voi guardate Picasso. Se è stanco, rientro e riposo al ryokan.
Seconda cena kaiseki, secondo onsen, seconda notte sul tatami.
Oggi è un giorno di treni ma bello: ogni cambio è un pezzo di paesaggio diverso. Colazione tradizionale al ryokan e saluti.
Dalla Hakone-Yumoto Station prendete il treno locale Hakone Tozan fino a Odawara Station (quindici minuti, coperto dal Free Pass). A Odawara cambiate sul Tokaido Shinkansen Kodama che vi porta a Tokyo Station in circa trentacinque minuti. A Tokyo Station cambiate banchina (i cartelli Hokuriku Shinkansen sono ovunque, non è difficile) e prendete il Hokuriku Shinkansen Kagayaki diretto a Kanazawa Station, due ore e mezza di viaggio attraverso le campagne, poi le montagne, poi la pianura costiera del Mar del Giappone. Marco dormirà probabilmente per gran parte del tragitto.
Arrivate a Kanazawa nel primo pomeriggio. Check-in, posate le valigie, uscite.
Kanazawa è una sorpresa: una città piccola e curata che molti viaggiatori saltano e che rappresenta esattamente quello che avete chiesto ("i luoghi meno frequentati e inaspettati"). Il primo assaggio nel pomeriggio è il Kenrokuen, uno dei tre giardini più belli del Giappone. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. Un'ora e mezza lenta, il passeggino scorre bene tra pini, laghetti e ponti di legno.
La sera, cena con pesce fresco del Mar del Giappone: Kanazawa è famosa per il sushi e il kaiten (sushi sui tappeti mobili) di qualità eccellente a prezzi umani. Il mercato Omicho, nei pressi della stazione, ha ottime trattorie di sushi. Questa è una delle cene che avete chiesto quando avete scritto "mangiare del buon sushi".
Oggi è una giornata che ripaga della salita verso nord: Shirakawa-go, il villaggio patrimonio UNESCO con le famose case dal tetto di paglia a spiovente (le gassho-zukuri, "mani che pregano", perché il tetto ricorda due mani giunte).
Dalla stazione di Kanazawa, fermata bus numero due all'uscita est, parte il Nohi Bus per Shirakawa-go: un'ora e un quarto di strada che sale verso le Alpi giapponesi attraverso boschi e gole. La prenotazione è obbligatoria su Japan Bus Online: prenotate almeno due settimane prima, in alta stagione i posti si esauriscono.
Arrivate a Shirakawa-go nella tarda mattinata. Il villaggio è piatto, attraversato da canali e campi di riso, con le case in paglia che si succedono una dopo l'altra. Si cammina senza guida: c'è un punto panoramico sulla collina (trenta minuti di salita a piedi, una navetta opzionale) che vi dà la foto classica dall'alto. Poi si scende e si passeggia tra le case: alcune sono ancora abitate, altre sono botteghe, ristoranti, o case-museo visitabili.
Pranzo in una delle trattorie del villaggio: soba di montagna, riso con verdure di stagione, hida gyu (la carne di manzo locale). Semplice, saporito, e una pausa gradita per Marco.
Nel primo pomeriggio, Nohi Bus di ritorno per Kanazawa. In ottobre inizia il foliage sulle montagne: i colori sul ritorno valgono il viaggio.
Arrivo a Kanazawa nel tardo pomeriggio. La sera, passeggiata serale nel quartiere di Higashi Chaya, il distretto storico delle geisha di Kanazawa: strade acciottolate e case di legno con finestre a griglia, intatte da due secoli. Le botteghe di foglia d'oro (Kanazawa è famosa per questo: il 99% della foglia d'oro del Giappone si produce qui) sono aperte fino a tardi, alcune sale da tè servono dolci tradizionali con oro vero sopra.
Prima del check-out, una veloce visita al Mercato Omicho, dietro la stazione: duecento anni di storia, pescivendoli che tagliano il tonno al momento, botteghe di pickle e verdure, piccoli banconi dove si mangia sashimi freschissimo in piedi. Un'ora di atmosfera vera.
Poi verso la stazione e il treno più panoramico del viaggio: il Thunderbird Limited Express da Kanazawa Station fino a Tsuruga Station, circa un'ora attraverso la costa del Mar del Giappone e le risaie. A Tsuruga cambiate banchina (è una stazione piccola, il cambio è immediato) e prendete il Hokuriku Shinkansen per Kyoto Station: un'altra ora scarsa. Totale circa due ore e mezza di viaggio.
Arrivate a Kyoto a metà mattina o primo pomeriggio. Check-in, posate le valigie, e siete fuori.
Il primo pomeriggio a Kyoto è libero: una passeggiata rilassata per orientarvi nel quartiere di Kawaramachi, un giro tra le insegne della galleria coperta, un tè. Nel tardo pomeriggio vi suggerisco il Mercato Nishiki: quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale di Kyoto (tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini di polpo, tè matcha in tutte le forme). Perfetto per un primo assaggio lento di Kyoto e per cenare assaggiando tre o quattro cose diverse.
La sera, passeggiata in Gion: le stradine di Hanamikoji con le lanterne rosse, case di legno, forse una geiko di passaggio. Con Marco stanco probabilmente nel passeggino, tornate in hotel presto.
Oggi è il giorno in cui il vostro vantaggio "sveglia presto" paga davvero. Fushimi Inari alle sette del mattino è quasi vuoto, alle dieci è una folla.
Dalla stazione di Kyoto, quindici minuti di JR Nara Line fino a Inari Station, e siete alla base del santuario. I diecimila torii rossi che si susseguono lungo il sentiero di montagna sono uno dei luoghi iconici del Giappone per una buona ragione: dal vivo, con la luce del mattino che filtra di taglio tra un torii e l'altro, è una cosa che le foto non rendono.
Tornate verso Kyoto in mattinata inoltrata. Pausa pranzo nel quartiere di Higashiyama.
Nel pomeriggio, Kiyomizu-dera: il tempio del periodo Heian costruito su una collina con una grande terrazza di legno che si affaccia sulla città. La salita da Gion è in pendenza (con passeggino è gestibile ma non banale), il tempio stesso è meraviglioso, la vista sulla città al tramonto è tra le più belle di Kyoto. Un'ora e mezza qui, incluso il sentiero che riporta giù tra le botteghe di ceramiche e dolci tradizionali della via Sannenzaka.
La sera, cena a Pontocho o a Gion: i ristoranti hanno prezzi variabili, le trattorie nascoste tra i vicoli sono spesso le più belle.
Tre perle del nord e del centro di Kyoto, tutte raggiungibili in bus dall'hotel.
Iniziate dal Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji), il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti. Arrivate all'apertura alle nove: con una domenica, più tardi è affollato. Il percorso nel tempio è un cerchio di una mezz'ora, tutto pianeggiante, adatto al passeggino.
A cinque minuti di bus, il Ryoan-ji: il giardino di rocce zen più famoso del Giappone. Quindici pietre disposte su un rettangolo di ghiaia, muri antichi, alberi oltre il muro. Quaranta minuti, in silenzio. Marco non capirà cosa sta succedendo ma l'atmosfera si sente anche a ventidue mesi.
Rientrate verso il centro per il pranzo (un ramen, un udon, un bento del konbini, qualsiasi cosa).
Nel pomeriggio, il Castello Nijo: residenza dello shogun Tokugawa, con le famose "nightingale floors" che cigolano come fossero uccelli per segnalare gli intrusi. Il palazzo Ninomaru ha stanze affrescate con oro e dipinti del periodo Edo, il giardino esterno è ampio e rilassante. Un'ora e mezza.
La sera, cena leggera nel quartiere. Con quattro giorni di templi avanti, oggi è il giorno per andare a letto presto.
Oggi è la giornata che Marco ricorderà più di qualunque altra (o che ricorderete voi per lui). Quarantacinque minuti di JR Nara Line dalla Kyoto Station alla Nara Station, e arrivate in un posto che non assomiglia a nessun altro posto al mondo.
Il Parco di Nara è un parco pubblico dove vivono liberamente millesettecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, aspettano i cracker di riso (shika senbei) che vendono le bancarelle per circa un euro e mezzo. Per un bambino di quasi due anni, l'effetto è magico: il primo cervo che si avvicina è un momento che gli rimane addosso anche se non lo ricorderà mai.
Dopo i cervi, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Patrimonio UNESCO. Calcolate un'ora e mezza qui.
Se Marco ha ancora energia nel pomeriggio, il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne di pietra e bronzo vale altri quarantacinque minuti. Se è esausto, il Buddha gigante è il momento clou vero, il resto è extra: tornate a Kyoto, pausa pomeridiana, cena tranquilla.
Ovest di Kyoto, raggiungibile con venticinque minuti di treno. Arashiyama merita una giornata intera, e anche oggi il vostro "sveglia presto" è l'arma vincente.
Arrivate alle otto, otto e mezza, quando i torpedoni non sono ancora scesi. La Foresta di bambù: un sentiero attraverso canne alte venti metri, la luce che filtra tra di loro, il rumore del vento tra il bambù. Trenta-quaranta minuti, breve ma intensa. Alle dieci del mattino è già piena di turisti: la differenza con le sette e mezza è il giorno e la notte.
A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen: uno specchio d'acqua, pini curati a mano, rocce, il monte Arashiyama sullo sfondo. Patrimonio UNESCO, uno dei giardini più belli di Kyoto. Un'ora buona.
Il ponte Togetsukyo sul fiume Katsura è l'icona di Arashiyama: passeggiata rilassante con Marco nel passeggino, vista sul fiume, colline alberate. In ottobre il foliage inizia a farsi vedere sugli alberi della valle.
Pranzo in uno dei ristoranti tradizionali sul fiume: tofu di Arashiyama (la zona è famosa per questo), yudofu (tofu cotto in brodo leggero), tempura di verdure di stagione.
Il pomeriggio è rilassato: passeggiata nelle botteghe della via principale (ceramiche, tè, dolci tradizionali), eventualmente il Parco delle Scimmie Iwatayama se Marco regge (salita di venti minuti a piedi, centoventi macachi liberi in cima, vista su Kyoto). Se è stanco, saltate senza rimpianti: avete già visto il meglio.
Rientro a Kyoto nel tardo pomeriggio. La sera, cena a Pontocho sul fiume Kamo: le case di legno con i balconi di bambù sospesi sull'acqua sono uno degli angoli più belli di Kyoto la sera.
L'ultima mattina a Kyoto, leggera: un ultimo caffè nel quartiere, un ultimo giro al Mercato Nishiki se volete comprare qualche cosa da portare a casa (tè matcha, condimenti, dolci tradizionali, ceramiche piccole). Check-out.
Dal vostro hotel andate a piedi o in metro fino alla Kyoto-Kawaramachi Station (stazione Hankyu, non Kyoto Station che è JR: sono in due punti diversi della città). Il treno che prendete è il normale Hankyu ordinario fino a Osaka-Umeda Station: quarantacinque minuti, sei euro a persona per tutta la famiglia, Marco gratis.
Arrivate a Osaka-Umeda a mezzogiorno. Dalla stazione Umeda prendete la metropolitana per Namba: dieci minuti, e siete all'hotel.
Nel pomeriggio il vostro primo impatto con l'Osaka vera. Dotonbori: il canale con le insegne al neon, il Glico Man, il granchio luminoso di Kani Doraku. Qui si respira quello che avete chiesto quando avete scritto "cibo di strada": takoyaki (polpette di polpo) fatti al momento, okonomiyaki sulla piastra, spiedini di pollo kushikatsu.
A pochi minuti a piedi, il Mercato Kuromon: centoquaranta anni di storia, seicento metri di bancarelle coperte con sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, fugu, ricci di mare. Uno dei mercati più belli del Giappone, e uno dei posti dove trovate il "buon sushi" che avete chiesto, a prezzi umani: contatori di sushi dentro il mercato dove vi sedete e ordinate pezzo per pezzo.
Il Castello di Osaka è a due fermate di metro: se avete ancora energia, una passeggiata al parco del castello al tramonto vale la pena. Altrimenti, cena a Dotonbori e rientro in hotel.
L'altra giornata "speciale" del viaggio. Avete scritto che Universal è un "sicuramente" al pari di Disneyland, e anche qui la scelta del giorno è importante: giovedì 22 ottobre è un giorno feriale, quindi il parco è meno affollato del weekend.
Dalla metro di Namba, circa trenta minuti per arrivare a Universal City Station. Arrivate all'apertura con i biglietti già comprati sul telefono. Come a Disneyland, Marco entra gratis avendo meno di quattro anni: pagate solo voi due.
Universal è meno family-friendly di Disneyland per un bambino così piccolo: molte attrazioni hanno limiti di altezza, le montagne russe sono forti, Super Nintendo World è pensata per bambini un po' più grandi. Ma ci sono sezioni che funzionano benissimo anche per un ventidue mesi: Minion Park è perfetto (giostre morbide, atmosfera colorata, i Minion che passeggiano e si fanno fotografare), Universal Wonderland è l'area dedicata ai bambini piccoli con Snoopy, Hello Kitty e Sesame Street, e alcune attrazioni di Harry Potter (il percorso nel castello di Hogwarts senza la giostra, i negozi di Hogsmeade) sono scenografie che Marco guarderà con gli occhi spalancati anche senza capire nulla.
Rientro in hotel nel tardo pomeriggio. Cena leggera, tutti a letto: domani è la giornata più lunga del viaggio.
Miyajima era una delle richieste più chiare del vostro test e oggi ci andate. È una giornata lunga ma compensata da uno dei luoghi più belli del Giappone.
Sveglia presto. Dalla Shin-Osaka Station prendete il Tokaido-Sanyo Shinkansen Sakura fino a Hiroshima Station: un'ora e mezza. Da Hiroshima cambiate sulla JR Sanyo Line fino a Miyajimaguchi Station (venticinque minuti) e camminate cinque minuti fino al molo del traghetto. Il ferry JR Miyajima traversa in dieci minuti: dal ponte del traghetto, mentre vi avvicinate, il grande torii di Itsukushima spunta dall'acqua. È la foto che avete in testa da sempre.
Arrivate sull'isola verso le dieci: andate subito al Santuario di Itsukushima, costruito su palafitte direttamente sul mare. La marea decide lo spettacolo: con marea alta il santuario e il torii sembrano galleggiare, con marea bassa potete camminare fino alla base del torii sulla sabbia. Controllate il calendario delle maree prima di partire.
Pranzo nella via Omotesando che porta al santuario: la specialità dell'isola sono le ostriche grigliate (il mare attorno a Miyajima è famoso per questo) e le momiji manju, piccoli dolci a forma di foglia di acero riempiti di pasta di fagioli dolci.
Nel pomeriggio avete una scelta. Opzione A: restate sull'isola, salite con la funivia sul Monte Misen (vista spettacolare sul Mare Interno), passeggiate. Opzione B: ferry di ritorno a Miyajimaguchi, treno fino a Hiroshima centro, visita al Peace Memorial Park e alla Cupola A-Bomb (ingresso gratuito nel parco, Peace Memorial Museum a poco più di due euro). La seconda opzione è storicamente fondamentale ma emotivamente pesante, e con Marco piccolo può essere tanto: se vedete che siete tutti stanchi, rimanete sull'isola ed è una scelta giusta.
Rientro a Osaka con il percorso inverso: Shinkansen Sakura da Hiroshima a Shin-Osaka. Arrivate in hotel verso le otto di sera. Cena veloce, doccia, crollo.
Il volo parte alle nove e mezza. Per un volo internazionale servono tre ore di anticipo: dovete essere in aeroporto entro le sei e mezza.
Sveglia presto, check-out e colazione al konbini sotto l'hotel. Dalla Nankai Namba Station prendete il Nankai Rapi:t diretto alla Kansai Airport Station: trentaquattro minuti, i vagoni sono spaziosi, c'è spazio per i bagagli. Marco, avendo meno di sei anni, viaggia gratis.
Una volta al terminal, andate direttamente al banco del check-in (non online, vi spiego perché nella sezione dei consigli pratici), consegnate i bagagli, passate la sicurezza.
Sayonara, Giappone.
I voli sono già prenotati, andata dal Narita e ritorno dal Kansai: la scelta di aeroporti diversi è intelligente e vi fa risparmiare la tratta di ritorno verso Tokyo. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte e il costo indicativo per la famiglia (Marco gratis su tutti i treni fino a sei anni, senza posto proprio).
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costa circa €280 a persona. Sommate le vostre tratte JR coperte dal pass (Shinkansen Odawara-Tokyo, Tokyo-Kanazawa, Thunderbird-Shinkansen Kanazawa-Kyoto, JR Nara, Shinkansen Osaka-Hiroshima-Miyajima), in biglietti singoli state sotto i €260 a persona, e il pass dovreste attivarlo in una finestra di sette giorni che non copre bene tutto il viaggio di quindici notti. I biglietti singoli sono leggermente più convenienti e molto più flessibili.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo famiglia |
|---|---|---|---|
| Narita → Ueno Narita Airport Terminal 1 Station → Keisei Ueno Station |
Keisei Skyliner (linea privata, non JR) | 41 min | €36 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station (Odakyu) → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romancecar (non coperto da JR Pass) | 1h 25min | €36 |
| Hakone → Kanazawa Hakone-Yumoto → Odawara Station → Tokyo Station → Kanazawa Station |
Hakone Tozan + Tokaido Shinkansen Kodama + Hokuriku Shinkansen Kagayaki | 3h 40min | €150 |
| Kanazawa → Kyoto Kanazawa Station → Tsuruga Station (cambio) → Kyoto Station |
Hokuriku Shinkansen + Thunderbird Limited Express (JR) | 2h 15min | €86 |
| Kyoto → Nara Kyoto Station → Nara Station (andata e ritorno) |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min sola andata | €20 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Hankyu ordinario (il Kyo Train Garaku circola solo nei weekend/festivi, il 21 ottobre è un mercoledì feriale) | 45 min | €10 |
| Osaka → Miyajima Shin-Osaka Station → Hiroshima Station → Miyajimaguchi Station → Miyajima (andata e ritorno) |
Tokaido-Sanyo Shinkansen Sakura + JR Sanyo Line + ferry JR Miyajima | 2h 30min sola andata | €240 |
| Osaka → Kansai Airport Nankai Namba Station → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t (linea privata, non JR) | 34 min | €20 |
Per Hakone c'è un pass separato dedicato: il Hakone Free Pass (due giorni, circa €30 a persona, Marco gratis sotto i sei anni). Include il Romancecar da Shinjuku (con un piccolo supplemento), tutti i mezzi della zona di Hakone (treno di montagna, funicolare, funivia, nave pirata sul lago Ashi, bus), più sconti su musei e attrazioni. È obbligatorio per un soggiorno come il vostro: da solo il giro del loop costa più del pass. Si compra alla Shinjuku Station (Odakyu Sightseeing Service Center) o online in anticipo.
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metropolitana, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei konbini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida ventotto giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio). Marco, avendo meno di sei anni, viaggia gratis su tutti i treni e bus senza bisogno di tessera.
A Narita: dopo l'immigrazione e il ritiro bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) sono proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, c'è il JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Importante nel vostro caso: arrivate al Narita alle ventuno circa ed entrerete in stazione dopo le ventidue. La macchinetta Welcome Suica potrebbe essere chiusa e lo sportello JR East sicuramente lo è. Se partite dall'Italia con una Suica digitale sull'iPhone (vedi sotto), non avete il problema. In alternativa: non prendete la Suica la prima sera (prendete lo Skyliner con biglietto singolo) e la comprate il giorno dopo alla Keisei Ueno Station o alla Ueno JR Station.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo con una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale, confermate con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen a testa (circa €15-18) e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne la tratta Kyoto-Nara con biglietto Suica e il Kyoto-Osaka Hankyu che si paga al tornello), prenotate i biglietti su Klook prima di partire. Avrete tutto pronto sul telefono, saprete già su quale treno salite, non dovrete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza, specialmente con un bambino. Per il Nohi Bus Kanazawa-Shirakawa-go, prenotate su Japan Bus Online: è obbligatorio e i posti si esauriscono.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Agli sportelli JR delle stazioni principali mostrate destinazione e data e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione (ottobre lo è in parte) il treno all'ora che vorreste potrebbe essere pieno e dobbiate prendere il successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Voli e assicurazione sono già pagati. Quello che segue è la stima realistica di quanto spenderete in Giappone per la famiglia di tre (Marco conta per il cibo ma non per treni, parchi tematici, ingressi, Suica). Gli alloggi sono stimati sulla base delle zone consigliate, prenotabili su Booking con voto 8+.
| Alloggi (15 notti totali, 2 delle quali in ryokan con cena inclusa) | €2.490 |
| Biglietti treni e bus intercity + ferry | €598 |
| IC Card (due adulti) e Hakone Free Pass | €240 |
| Cibo (16 giorni, 14 standard + 2 ryokan con cena inclusa) | €1.236 |
| Attività e ingressi (Disneyland, Universal, templi, castelli, Hakone, Kenrokuen, Nara, Miyajima) | €490 |
| Totale stimato famiglia | €5.054 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Kanazawa), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metropolitana prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metropolitana. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un konbini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei konbini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, ventiquattr'ore su ventiquattro. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metropolitana copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metropolitana.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal tizio. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metropolitana?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Nara) o il nome di una stazione grande. Non serve mettere il nome del tempio o dell'attrazione: basta arrivare nella città giusta, poi ci pensate voi. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta.
La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava per il tragitto: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione.
In tutti e tre i casi: scrivete prima, avvicinatevi dopo, mostrate lo schermo, aspettate. Funziona sempre.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini piccoli. Stazioni dei treni e grandi magazzini hanno stanze cambio e aree allattamento segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室). I konbini hanno fasciatoi. Il passeggino funziona ovunque, con alcune eccezioni specifiche del vostro itinerario: Fushimi Inari ha scale oltre la zona di accesso (portatelo in fascia per i tratti in alto, lasciate il passeggino alla base), i tratti in ciottoli di Gion e Higashi Chaya richiedono un passeggino robusto, la foresta di bambù ad Arashiyama è pianeggiante e comoda.
Marco, avendo meno di sei anni, viaggia gratis su tutti i treni giapponesi senza occupare un posto proprio (lo tenete in braccio o con voi). Questo vale per Shinkansen, treni locali, metropolitana, bus. Per Disneyland e Universal, avendo meno di quattro anni, entra gratis.
Il ritmo che ho costruito ha tre giorni leggeri (arrivo, secondo giorno a Tokyo, partenza), due giorni speciali (Disneyland, Universal), dieci giorni medi, e un solo giorno intenso (Miyajima). Questo è intenzionale. Quando sentite che Marco ha bisogno di fermarsi, fermatevi. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto. Avete scritto che siete abituati anche a farlo dormire nel passeggino e che potete rientrare presto: questa è un'arma che pochi viaggiatori in famiglia hanno e vi permette di essere molto flessibili.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti ventiquattr'ore su ventiquattro, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al konbini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Con Marco piccolo sono anche una salvezza per i cambi urgenti, un succo di frutta, uno snack improvviso.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metropolitana, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le dieci-undici per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: le tratte più utili sono Hakone-Kanazawa (Giorno 6, con tre cambi di treno le valigie sono un peso) e Kanazawa-Kyoto (Giorno 8, cambio a Tsuruga e metro a Kyoto). Per Osaka (Giorno 13) la metro diretta da Umeda a Namba è breve e potete fare a meno del Takkyubin se volete. Non è obbligatorio, ma con Marco nel passeggino e due valigie grandi, mandare avanti le valigie cambia completamente la giornata.
Avete indicato interesse per mercati e centri commerciali. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo in Giappone.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi, cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, la foglia d'oro di Kanazawa (Kanazawa produce il 99% della foglia d'oro del Giappone: dolci con oro, cosmetici con oro, piccoli oggetti decorativi), le ceramiche artigianali di Kyoto, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco. Per Marco, il Giappone ha giocattoli di legno artigianali (Kanazawa è famosa per questi) e vestiti per bambini di qualità altissima.
Per il cibo: condimenti locali (shichimi, furikake, shoyu premium), matcha e sencha sfusi da comprare nei negozi di tè di Uji (vicino Kyoto) o direttamente a Kyoto, dolci tradizionali come wagashi. Sono regali leggeri e autentici.
Per l'esenzione IVA: nei grandi negozi (BIC Camera, Don Quijote, grandi department stores) con un acquisto totale superiore a 5.000 yen potete richiedere l'esenzione IVA mostrando il passaporto alla cassa: risparmiate il 10%.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa vi piace. Gli acquisti seri fateli verso la fine: Osaka ha DenDen Town e molti negozi di grande formato, i prezzi sono spesso simili a Tokyo ma le code sono minori. Non comprate tutto il primo giorno pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente: in particolare con Marco piccolo è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare in una farmacia dove non capite le etichette.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico per adulti (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per Marco, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce o sciroppo, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici, eventualmente un sciroppo per il raffreddore se soffre.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità: riempite le borracce senza pensare.
Ottobre in Giappone è uno dei mesi migliori: temperature tra i 15 e i 22 gradi di giorno nelle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), più fresco la sera (intorno ai 10-12). A Hakone e Kanazawa, essendo più in montagna o più a nord, aspettatevi 5-7 gradi in meno. A Shirakawa-go nelle Alpi giapponesi può scendere vicino allo zero di notte. Il foliage (koyo) inizia a farsi vedere alle quote più alte: Hakone, Arashiyama e Shirakawa-go avranno i primi rossi e gialli; Kyoto raggiunge il picco in novembre inoltrato quindi per voi sarà un inizio.
Portate strati: t-shirt sotto, pile o giacca leggera, giacca a vento per Hakone e la mattina presto. Per Marco, vestitelo a cipolla come fate di solito. Un cappellino e una sciarpetta leggera per le sere.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale con un bambino piccolo non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore. Vi daranno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo è "il vostro primo viaggio intercontinentale in tre" e che volete "un bel mix di cultura e avventura, i luoghi iconici ma anche quelli meno frequentati e inaspettati", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete chiesto il mix iconico e meno frequentato. Per questo il viaggio non si ferma a Tokyo-Kyoto-Osaka come farebbe un pacchetto standard: include Hakone per il ryokan e il Fuji, Kanazawa che i turisti di massa saltano, e Shirakawa-go dove le case col tetto in paglia sono rimaste come duecento anni fa. Sono i posti dove il Giappone "inaspettato" che avete in testa è davvero intatto.
Avete chiesto Disneyland e Universal insieme al resto. Sono lì, ognuna nel suo giorno dedicato, ognuna con la strategia giusta per Marco che ha ventidue mesi: Disneyland (non DisneySea) la domenica con arrivo all'apertura, Universal un giovedì feriale con Minion Park e Wonderland come focus. Entrambe includono l'entrata gratuita per Marco.
Avete chiesto Miyajima. È lì, come giornata da Osaka, con il torii rosso sul mare e le ostriche grigliate di Omotesando. È l'unico giorno intenso del viaggio perché l'andata e ritorno da Osaka è lunga, ma è una richiesta forte e merita la giornata.
Avete chiesto il ryokan. Due notti a Hakone, non una: un ryokan vissuto per una sola notte è un assaggio, due notti sono l'esperienza completa. Cena kaiseki, onsen privato (così Marco non è un problema), colazione tradizionale, secondo onsen, e la giornata intera del loop di Hakone nel mezzo.
Avete scritto che vorreste appartamenti per preparare cibo a Marco. Per questo ho indicato esplicitamente di cercare appartamenti con kitchenette a Tokyo, Kyoto e Osaka, non solo hotel. Cinque notti di fila a Kyoto in un appartamento significa routine stabile per Marco, colazioni con calma, una o due cene leggere a casa.
Avete scritto che vi svegliate presto, andate a letto presto, e vi adattate. Per questo Fushimi Inari è alle sette del mattino, Arashiyama all'apertura, Sensoji all'alba. Con il vostro vantaggio vedete il Giappone vero, quello senza folla, che il 90% dei turisti non vede.
Avete scritto "mangiare del buon sushi". Per questo Kanazawa (una delle migliori zone di sushi in Giappone, dove il pesce del Mar del Giappone arriva la mattina stessa) e il Kuromon Market di Osaka sono due cene specifiche indicate nell'itinerario.
Marco ha ventidue mesi. Per questo non c'è nemmeno un giorno intenso in tutto il viaggio a parte Miyajima (inevitabile). Non ci sono quattro templi in una mattina. Non c'è la corsa a vedere tutto. Il ritmo è costruito per una famiglia vera che viaggia con un bambino piccolo, non per una coppia senza bagagli che può camminare dieci ore al giorno.
Questo è il vostro viaggio, Camilla. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio a Kanazawa battere la foglia d'oro, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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