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"Andare in Giappone è il mio sogno della vita, da quando avevo 15 anni." Questa frase ha guidato ogni scelta di questo documento. Non è un itinerario costruito in serie: è pensato per due persone che aspettano questo momento da vent'anni, che vogliono "vedere dal vivo ciò che ho sempre solo immaginato", e che hanno dato 10 su 10 alla domanda su quanto sia importante che tutto sia perfetto.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vivere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso parte da Tokyo, scende verso Hakone per il ryokan, poi si muove a ovest verso Kyoto e Osaka, e rientra a Tokyo per l'ultima notte prima del volo. Un flusso lineare, nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 11–15 giu | 4 | Arrivo, mercati, tecnologia, templi, sumo |
| Hakone | 15–17 giu | 2 | Ryokan, onsen, natura, panorami |
| Kyoto | 17–21 giu | 4 | Templi, sake, kimono, tè, giardini zen |
| Osaka | 21–24 giu | 3 | Street food, cooking class, Nara |
| Tokyo | 24–25 giu | 1 | Shopping finale, cena wagyu, partenza |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Haneda alle 8:45. Dopo immigrazione e bagagli (calcola un'ora abbondante), prendete il Tokyo Monorail o la Keikyu Line per Shinjuku: circa quarantacinque minuti tra monorail e metro. Il primo impatto con il Giappone è la precisione dei treni e il silenzio dei passeggeri.
Siete in hotel verso le 11. Lasciate le valigie e uscite: camminate senza meta per Shinjuku. Le insegne verticali, il rumore bianco della folla, i kombini a ogni angolo. Il jet lag è minimo perché arrivate al mattino, ma non forzate: il primo giorno è fatto per respirare.
La sera, Omoide Yokocho e Golden Gai: due vicoli opposti e complementari. Omoide Yokocho è il vialetto degli yakitori fumanti con i banconi da sei posti, Golden Gai è il labirinto di micro-bar dove ogni locale ha cinque sgabelli e un tema diverso. Il vostro primo assaggio di street food giapponese e di vita notturna: due interessi che avete segnato entrambi molto alti.
Sveglia presto, ma ne vale la pena. Oggi è il giorno del Toyosu Market, il mercato ittico più grande del mondo: dalla galleria al secondo piano si osserva l'asta del tonno, i tagli enormi spostati sui carrelli, il ritmo frenetico dei grossisti. L'ingresso alla galleria è gratuito e aperto dalle 5:30, ma potete arrivare verso le 7 e godervi il mercato con calma. Dopo la visita, la colazione più fresca della vostra vita: sushi appena preparato con pesce venduto mezz'ora prima nei ristoranti del mercato.
Da Toyosu, in quindici minuti di metro raggiungete il Tsukiji Outer Market: le bancarelle rimaste dopo il trasferimento a Toyosu, con street food, tamagoyaki appena cotti, spiedini di pesce, frutta di stagione. Un'ora e mezza di assaggi continui.
Il pomeriggio lo dedicate ad Akihabara: sette piani di elettronica, negozi di anime e manga, gaming center, figurine da collezione. Con il vostro 9 in tecnologia e 8 in anime, qui potreste non uscire mai. Yodobashi Camera per l'elettronica seria, Mandarake per i manga rari, le sale giochi retro per il divertimento puro. Pausa indoor nelle ore centrali: il caldo di giugno a Tokyo è serio.
La mattina è dedicata a un'esperienza che avete chiesto espressamente: il sumo. A giugno non ci sono tornei ufficiali a Tokyo (il Natsu Basho finisce a maggio, il Nagoya Basho è a luglio), ma esistono tour interattivi con ex-lottatori professionisti nella zona di Asakusa e Ryogoku. Si assiste a dimostrazioni dal vivo, si ascoltano le spiegazioni sui rituali, sulla gerarchia e sulla vita quotidiana dei rikishi, e in alcune esperienze si può anche provare. È un'immersione autentica nella cultura del sumo, non uno spettacolo turistico.
Il pomeriggio, Asakusa: il Tempio Senso-ji con la grande lanterna rossa di Kaminarimon, la via Nakamise con le bancarelle di artigianato e dolci tradizionali, il quartiere vecchio di Tokyo dove il Giappone antico resiste tra i grattacieli. Calcola due ore buone. Il vostro 10 ai templi trova qui la prima risposta.
Poi Ueno, a pochi minuti: il parco con il lago dei fiori di loto, i santuari nascosti tra gli alberi, il quartiere di Ameyoko sotto i binari con le bancarelle di street food e spezie.
La sera, Asakusa illuminata: il Senso-ji di notte, senza la folla, è un'altra esperienza. Lo SkyTree sullo sfondo.
La mattina inizia al Santuario Meiji Jingu: si entra attraverso un torii enorme di legno di cipresso, poi si cammina in una foresta di centosettantamila alberi piantati un secolo fa, nel silenzio totale. È il tempio shintoista più importante di Tokyo, e con il vostro 10 ai templi e 10 ai parchi è il posto giusto per iniziare la giornata. Un'ora e mezza, tutta pianeggiante.
Uscendo dal santuario, Harajuku è a due passi: la via Takeshita con i negozi pop e kawaii, i crepe stand, le vetrine colorate. Un'ora di passeggiata.
Il pomeriggio è per il TeamLab Planets: un museo di arte digitale immersivo dove si cammina a piedi nudi attraverso stanze d'acqua, specchi, proiezioni che reagiscono al movimento. Con il vostro 9 in tecnologia, è un'esperienza che unisce arte e innovazione come nient'altro. Calcola due ore. Il pomeriggio è perfetto: è tutto indoor, al fresco, lontano dal caldo estivo.
La sera, Shibuya: lo Shibuya Crossing al tramonto, Shibuya Yokocho per la cena. L'ultima sera nella Tokyo moderna.
Check-out dall'hotel e treno da Shinjuku Station (Odakyu): con il Romance Car in un'ora e venti siete a Hakone-Yumoto Station, la porta della zona termale. Il paesaggio dal finestrino cambia gradualmente: i grattacieli scompaiono, compaiono le colline verdi e i fiumi.
Il pomeriggio, l'Hakone Open Air Museum: sculture contemporanee all'aperto tra i prati con le montagne sullo sfondo, un padiglione dedicato a Picasso, un mosaico di vetro dentro una torre a spirale. Due ore buone, in un posto dove arte e natura si fondono.
Il tardo pomeriggio è il momento del check-in in ryokan: vi accolgono con un tè, vi mostrano la stanza con tatami e futon, vi danno gli yukata (i kimono leggeri da indossare in struttura). Poi la cena kaiseki: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un piccolo quadro. Pesce di montagna, tofu, verdure di stagione, tutto locale.
Dopo cena, il primo onsen: acqua calda di sorgente vulcanica, vapore, silenzio. Il momento più lontano dalla vita di tutti i giorni che possiate immaginare. Avete chiesto il ryokan tre volte nel questionario: eccolo.
Il circuito completo di Hakone è una delle esperienze panoramiche più belle del Giappone: si sale con la funicolare e poi con la ropeway fino a Owakudani, la valle vulcanica dove il terreno fuma e si mangiano le famose uova nere cotte nelle sorgenti sulfuree (la leggenda dice che ognuna allunga la vita di sette anni). Dall'alto, se il cielo è limpido, si vede il Monte Fuji. In giugno la visibilità è spesso limitata, ma al mattino presto le probabilità sono migliori.
Poi la crociera sul Lago Ashi con le navi in stile galeone: il torii rosso del Santuario di Hakone emerge dall'acqua, le montagne tutto intorno. Un'ora di navigazione silenziosa.
Il pomeriggio è libero: potete tornare al ryokan per un secondo giro di onsen, passeggiare nella zona di Gora, visitare il Museo del Vetro di Hakone. Il ritmo è volutamente lento: dopo quattro giorni intensi a Tokyo, il corpo ha bisogno di rallentare.
Ultima cena kaiseki, ultimo onsen serale. Domani si riparte.
Colazione tradizionale al ryokan (riso, pesce grigliato, miso, sottaceti, tofu) e check-out. Da Hakone-Yumoto prendete il treno Hakone Tozan fino a Odawara Station (quindici minuti), poi lo Shinkansen Hikari da Odawara a Kyoto Station: due ore di viaggio, seduti, con il paesaggio che scorre veloce. Se siete fortunati, dal finestrino destro appare il Monte Fuji.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Check-in in hotel zona Kawaramachi/Shijo e prima esplorazione: il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle con tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini di polpo, tè matcha in tutte le forme. È la "cucina di Kyoto" in versione passeggiata. Un'ora e mezza di assaggi continui.
La sera, Gion: le stradine di Hanamikoji con le lanterne di carta, le case di legno, l'atmosfera sospesa nel tempo. Se siete fortunati, incrociate una maiko (apprendista geisha) che cammina verso il suo appuntamento serale.
Oggi il Giappone sacro e quello del sake si incontrano nella stessa giornata.
Si parte prestissimo per Fushimi Inari Taisha: il santuario dei diecimila torii rossi che salgono lungo la montagna. Alle 6:30-7:00 del mattino non c'è quasi nessuno, la luce filtra di lato tra i torii, il silenzio è rotto solo dai corvi. È uno dei luoghi più fotografati del Giappone, ma viverlo nella quiete dell'alba è un'esperienza completamente diversa. Un'ora e mezza di camminata in salita (non serve arrivare in cima: le prime sezioni sono le più belle).
Scendendo, a quindici minuti di treno Keihan, si entra nel distretto del sake di Fushimi: un quartiere di canali e magazzini in legno dove si produce sake da quattro secoli. Il Museo Gekkeikan Okura (ingresso circa €2, include degustazione e una bottiglietta da portare via) racconta la storia della produzione. Poi Kizakura Kappa Country per assaggiare sake e birra artigianale. Per chi vuole approfondire, la Fushimi Sake Village offre l'assaggio di diciotto etichette diverse in un unico posto. La degustazione di sake che avete chiesto trova qui la sua risposta migliore.
Il pomeriggio, risalite verso est: Kiyomizu-dera, il tempio sulla collina con la terrazza di legno sospesa nel vuoto. Poi le vie storiche di Ninenzaka e Sannenzaka, scalinate in pietra fiancheggiate da botteghe tradizionali e case di legno. Un'ora e mezza, lenta, con il caldo di giugno che impone le pause all'ombra.
Oggi si esce da Kyoto e si entra nel Giappone rurale che avete chiesto: risaie e piantagioni di tè.
Da Kyoto Station prendete la JR Nara Line fino a Kamo Station (un'ora circa), poi il bus Nara Kotsu fino a Wazuka (venti minuti). Wazuka è un villaggio di tremila abitanti che produce la metà del tè di tutta la prefettura di Kyoto: colline coperte di filari di tè verde brillante, risaie appena piantate (giugno è il periodo perfetto), templi rurali silenziosi.
Al Wazuka Cha Cafe o al centro informazioni turistiche si noleggiano le e-bike: il percorso attraverso i campi di tè è di circa venti chilometri, con salite dolci (l'assistenza elettrica fa la differenza). Si pedala tra filari di tè curatissimi, si passa accanto a risaie allagate che riflettono il cielo, ci si ferma ai punti panoramici sulla valle. Il momento più lontano dal turismo di massa di tutto il viaggio.
Se al ritorno avete ancora energia, una sosta a Uji (sulla strada per Kyoto) per il Byodo-in e i negozi di matcha vale un'ora extra.
Rientro a Kyoto la sera.
Oggi indossate il kimono e camminate nel Giappone che avete sempre immaginato.
Arrivate ad Arashiyama verso le 8:30, prima della folla. Il negozio di noleggio kimono vi veste in circa trenta minuti (scegliendo tessuto, obi, accessori). Poi uscite e il mondo cambia: la Foresta di Bambù si attraversa con il fruscio del vento tra le canne alte venti metri, e voi siete vestiti come in un'altra epoca. Trenta minuti, brevi ma intensi. Subito dopo, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen: specchio d'acqua, pini, rocce disposte secondo principi che hanno settecento anni. Patrimonio UNESCO. Un'ora qui, con calma.
Nel pomeriggio, bus per il Kinkaku-ji (il Padiglione d'Oro): il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto. Il giardino che lo circonda è uno dei giardini zen più celebri del mondo. Un'ora e mezza.
La sera, Pontocho: la stradina stretta lungo il fiume Kamo, con i ristoranti affacciati sull'acqua. L'ultima cena a Kyoto.
Check-out da Kyoto e un'esperienza speciale per il trasferimento: il Kyo Train Garaku, il treno panoramico della Hankyu Railway. Sei carrozze, ognuna decorata con un tema stagionale che evoca l'atmosfera di Kyoto: interni in legno scuro, tatami, shoji, finestroni grandi, atmosfera completamente diversa da qualsiasi altro treno. Il viaggio dura circa quarantacinque minuti, da Kyoto-Kawaramachi (stazione Hankyu, non Kyoto Station JR) a Osaka-Umeda. Non richiede prenotazione: si paga la tariffa ordinaria Hankyu (410 yen a persona, circa €2,50) e ci si siede liberamente. Il 21 giugno è una domenica, quindi il Garaku è in servizio.
Arrivate a Osaka a metà giornata. Check-in in hotel zona Namba/Shinsaibashi e poi il tuffo in quello che vi aspettavate: Dotonbori. Il canale con le insegne al neon, il Glico Man, il granchio luminoso di Kani Doraku. Takoyaki freschi fatti al momento davanti a voi, okonomiyaki sulla piastra, kushikatsu da intingere una volta sola nella salsa comune. Con il vostro 10 al cibo di strada, questa sera è una festa.
La vita notturna di Osaka è diversa da Tokyo: più rumorosa, più aperta, più diretta. Esplorate Namba e Amerikamura dopo cena.
Quaranta minuti di treno da Osaka Namba e arrivate in un posto che non assomiglia a nient'altro.
Il Parco di Nara è il posto dove milleduecento cervi sika vivono liberi e semi-addomesticati tra i visitatori. Si avvicinano, aspettano i crackers di riso (shika senbei) che vendono le bancarelle, inchinano la testa quando glieli date. Non è uno zoo: è un parco pubblico dove gli animali sono sacri dalla notte dei tempi.
Poi il Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Patrimonio UNESCO. Un'ora e mezza.
Il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne di pietra e bronzo, disposte lungo un sentiero nel bosco, vale altri quarantacinque minuti. Poi Naramachi, il quartiere storico con le machiya (case tradizionali) e le botteghe artigiane.
Rientro a Osaka nel tardo pomeriggio. La sera: esplorazione di Shinsekai, il quartiere vecchio con la Tsutenkaku Tower e i ristoranti di kushikatsu, oppure secondo giro a Dotonbori.
La mattina, l'esperienza che avete chiesto espressamente, nella città che avete indicato: una cooking class di cucina tradizionale giapponese a Osaka. Due-tre ore in cui imparate a preparare piatti come ramen, gyoza, sushi o okonomiyaki (dipende dal corso scelto), guidati da un insegnante locale. Si cucina, si mangia quello che si è preparato, e si torna a casa con una competenza che dura più di qualsiasi souvenir.
Nel primo pomeriggio, il Kuromon Market: centoquaranta anni di storia, seicento metri di bancarelle coperte con sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati, ricci di mare, frutta di stagione perfetta. Un'ora e mezza di assaggi. L'ultimo grande mercato del viaggio.
Poi il Castello di Osaka: il castello più iconico del Giappone con il suo parco immenso. Un'ora e mezza tra giardino e museo interno.
La sera, Shinsaibashi per lo shopping: la galleria coperta più lunga di Osaka, con negozi di ogni tipo. Ultima notte a Osaka.
Check-out da Osaka la mattina. Lo Shinkansen Hikari da Shin-Osaka Station a Tokyo Station dura due ore e mezza: l'ultimo viaggio in treno del Giappone, con il bento dal kombini e il paesaggio che scorre al contrario rispetto all'andata.
Arrivate a Tokyo dopo pranzo. Come avete chiesto, non tardi: avete tutto il pomeriggio libero per godervi la città con calma. Check-in in hotel a Shinjuku e pomeriggio di shopping finale: gli ultimi souvenir, l'ultimo giro ad Akihabara per l'elettronica e gli anime, gli ultimi Kit Kat in gusti introvabili fuori dal Giappone. Nessuna fretta, nessun programma.
La sera, la chiusura perfetta: cena wagyu. Yakiniku o teppanyaki con wagyu A5, la carne che si scioglie. Si cucina un pezzo alla volta sul braciere al centro del tavolo, si mangia lentamente, si brinda al viaggio.
Il volo da Narita parte alle 11:00. Presentatevi tre ore prima, quindi alle 8:00 al terminal. Il Narita Express da Shinjuku Station impiega un'ora e mezza: partite dall'hotel verso le 6:30. Colazione veloce al kombini della stazione, bento per il viaggio se volete.
Sayonara.
Per questo viaggio specifico i biglietti singoli sono più convenienti del JR Pass. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico i biglietti singoli costano circa €180 a persona, mentre il JR Pass 7 giorni costa €280: non conviene perché le tratte coperte dal JR Pass non sono abbastanza per ammortizzarlo. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station (monorail + metro) |
Tokyo Monorail + metro | 45 min | €5 |
| Shinjuku → Hakone Shinjuku Station (Odakyu) → Hakone-Yumoto Station |
Hakone Free Pass 2gg (Odakyu, include trasporti Hakone) | 80 min | €30 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto → Odawara Station (Hakone Tozan, 15 min) → Kyoto Station (Shinkansen Hikari) |
Treno locale + Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €65 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (Hankyu Railway, domenica) | 45 min | €3 |
| Osaka ↔ Nara (a/r) Osaka Namba Station → Kintetsu-Nara Station (andata e ritorno) |
Kintetsu Nara Line | 40 min | €10 |
| Kyoto ↔ Wazuka (a/r) Kyoto Station → Kamo Station (JR Nara Line) + bus Nara Kotsu → Wazuka |
JR + bus locale | 1h 20min | €10 |
| Osaka → Tokyo Shin-Osaka Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 30min | €80 |
| Shinjuku → Narita Shinjuku Station → Narita Airport |
Narita Express (JR) | 1h 30min | €18 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Disponibili in inglese: selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, la tessera esce.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Lo appoggiate ai tornelli come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa da Wallet con Apple Pay. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne Kyoto-Nara, Kyoto-Osaka e Osaka-Nara che non richiedono prenotazione), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore, ma la comodità vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, andate agli sportelli JR nelle stazioni principali, mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno. È raro, ma può capitare. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
I voli sono già pagati (€1.500 totali per due). Quello che segue è il costo stimato per tutto il resto, a persona.
| Alloggi (14 notti) | €1.188 |
| Biglietti treni e bus intercity | €223 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (15 giorni) | €570 |
| Attività e ingressi | €353 |
| Assicurazione completa | €100 |
| Totale stimato a persona | €2.524 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non avete bisogno dei bus: la metro copre tutto. A Kyoto si sale dalla porta posteriore e si prende il bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Alla fermata di discesa si scende dalla porta anteriore e si paga la tariffa corrispondente al proprio numero (mostrata sul tabellone sopra l'autista), inserendo i soldi o appoggiando la IC card. A Osaka il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card alla salita e all'uscita.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
La regola è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello a cercare le parole con qualcuno che vi aspetta: da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città]. Prossimo treno disponibile." Mostrate il telefono allo sportello JR.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
In tutti e tre i casi: scrivete prima, avvicinatevi dopo, mostrate lo schermo, aspettate. Funziona sempre.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Hakone-Kyoto (Giorno 7), dove viaggiare leggeri sullo Shinkansen rende tutto più semplice. Potete usarlo anche per Kyoto-Osaka (Giorno 11) per godervi il Kyo Train Garaku senza valigie. Non è obbligatorio, ma cambia completamente l'esperienza.
Con il vostro 9 in tecnologia, 8 in anime e 8 in shopping, il Giappone è un posto meravigliosamente pericoloso. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Per anime, manga e tecnologia: Akihabara a Tokyo è il polo principale. Yodobashi Camera per l'elettronica seria, Mandarake per i manga rari, le sale giochi retro per il divertimento. DenDen Town a Osaka è l'equivalente più piccolo ma spesso con prezzi migliori. Porta il passaporto alla cassa per l'esenzione IVA (10% di risparmio su ogni acquisto).
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake: cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto e Wazuka, le ceramiche artigianali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: il Giorno 14 a Tokyo è perfetto. Non comprate tutto il primo giorno ad Akihabara pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, antidolorifico (Brufen o Tachipirina), antidiarroico, antisettico, termometro, medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
Giugno in Giappone è l'inizio dell'estate e la stagione delle piogge (tsuyu). Temperature tra i 25 e i 33 gradi di giorno, umidità elevata. Portate vestiti leggeri e traspiranti, un ombrello pieghevole sempre in borsa (piogge improvvise sono frequenti), e idratazione costante. Nelle ore centrali (11-15) cercate attività indoor o pause all'ombra: il caldo umido si sente. La sera la temperatura scende ma resta piacevole.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi. Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Grande e chiaro.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva dal check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando hai scritto "andare in Giappone è il mio sogno della vita, da quando avevo 15 anni" e "vorrei che tutto fosse organizzato bene e con attenzione, per poter godere di ogni istante e rendere questo viaggio IL viaggio della vita", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete chiesto templi, giardini zen e cultura tradizionale al massimo. Li avete trovati ovunque: Senso-ji e Meiji Jingu a Tokyo, Fushimi Inari e Kiyomizu-dera a Kyoto, la Foresta di Bambù e il Kinkaku-ji, il Todai-ji e Kasuga Taisha a Nara. Non come elenco di attrazioni da spuntare, ma con il tempo giusto per viverli (Fushimi Inari all'alba, non alle 11 con la folla) e con il contesto per capirli.
Il ryokan era una richiesta forte, menzionata tre volte. Per questo Hakone ha due notti, non una. Una sola notte in ryokan è un assaggio. Due notti sono un'immersione: la prima sera scoprite il rituale, la seconda sera lo vivete. Due cene kaiseki, due sessioni di onsen, il tempo per rallentare davvero dopo l'intensità di Tokyo.
Avete chiesto esperienze specifiche che non si trovano in un itinerario standard: il sumo dal vivo (con ex-lottatori, fuori dal periodo dei tornei), il mercato ittico di Toyosu con l'asta del tonno, le piantagioni di tè con la bicicletta tra le risaie di Wazuka, la cooking class a Osaka come avevate chiesto espressamente, la degustazione di sake nel distretto di Fushimi a Kyoto, l'onsen in ryokan. Sono tutte dentro, con le istruzioni per prenotarle.
Avete dato 10 al cibo di strada. Per questo Osaka ha tre notti invece delle due standard, e l'intero viaggio è punteggiato di mercati: Toyosu e Tsukiji a Tokyo, Nishiki a Kyoto, Kuromon a Osaka, le bancarelle di Wazuka. Non c'è un giorno senza street food.
Avete dato 9 alla tecnologia e 8 ad anime. Akihabara appare due volte nell'itinerario (Giorno 2 e Giorno 14), il TeamLab Planets è una delle esperienze più tecnologiche che esistano, e il pomeriggio di shopping finale del Giorno 14 è pensato proprio per i vostri ultimi acquisti.
Il ritmo è costruito per l'estate. Zero giorni intensi, nove giorni medi e sei leggeri, con pause indoor nelle ore centrali e buffer in ogni giornata. Giugno a Tokyo e Osaka è caldo e umido: questo piano lo sa e vi protegge.
Questo è il vostro viaggio, Chiara. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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