Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni — prezzi, orari, disponibilità, indirizzi — sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio è una "vacanza in famiglia alla scoperta di un nuovo paese e di una cultura affascinante" e che volete portarvi a casa "emozioni forti, bei ricordi e la conoscenza di una cultura molto diversa dalla vostra." Avete anche dato 10 su 10 all'importanza che questo viaggio sia perfetto sotto ogni aspetto.
Questo GiappoPlan è costruito su quelle parole, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per sei adulti alla prima volta in Giappone, con la celiachia da gestire, la Golden Week da attraversare, il Monte Fuji da vedere, il sumo da vivere dal vivo, e una cena omakase da ricordare.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso parte da Tokyo, si muove verso ovest fino a Hiroshima, risale a Kyoto per il cuore culturale del Giappone, e poi torna a Tokyo per il finale con il Monte Fuji e il torneo di sumo. Nessuno zig-zag: ogni spostamento è in sequenza logica.
| Città | Date | Notti | Alloggio |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 1–4 mag | 3 | Via Inn Prime Akasaka (prenotato) |
| Hiroshima | 4–5 mag | 1 | Daiwa Roynet Hotel Hiroshima (prenotato) |
| Kyoto | 5–8 mag | 3 | Mitsui Garden Hotel Kyoto Shinmachi Bettei (prenotato) |
| Tokyo | 8–12 mag | 4 | Da prenotare, zona Shinjuku |
Sette notti su undici sono già prenotate in zone eccellenti. Qui sotto trovate cosa aspettarvi fuori dalla porta di ogni hotel e come muovervi da lì. Per le quattro notti a Tokyo al ritorno, le istruzioni per prenotare.
Atterrate a Haneda alle dieci di mattina. Siamo nel pieno della Golden Week, la settimana di festività nazionali più importante del Giappone: la città è viva, i giapponesi sono in vacanza, l'atmosfera è diversa dal solito. Più gente, più energia, più cose che succedono per strada.
Da Haneda prendete la Keikyu Line e poi la metro fino ad Akasaka: circa cinquanta minuti porta a porta. Lasciate i bagagli in hotel (il check-in potrebbe non essere pronto, ma la reception custodisce le valigie) e uscite per il primo impatto con Tokyo. Akasaka è un quartiere pieno di ristoranti e vie laterali da esplorare senza fretta.
Niente attrazioni oggi: il corpo ha bisogno di calibrarsi. Camminate, guardate, mangiate qualcosa, entrate in un kombini. La sera, cena in zona: Akasaka ha decine di opzioni e diversi ristoranti con menù adatti alla celiachia (cercate quelli che servono piatti a base di riso, sashimi, yakitori senza salsa di soia standard).
La mattina è dedicata a teamLab Planets, il museo d'arte digitale immersivo a Toyosu dove si cammina a piedi nudi nell'acqua, tra luci, fiori digitali e specchi infiniti. Calcola due ore abbondanti. È un'esperienza fisica e sensoriale, completamente diversa da qualsiasi museo europeo. Lo slot di primo mattino è il migliore: meno gente, più spazio per perdersi nelle installazioni.
Dopo teamLab, spostatevi verso nord-est: Asakusa. Il Tempio Senso-ji con il suo gigantesco lanternone rosso all'ingresso, la via Nakamise-dori piena di bancarelle di dolci tradizionali e souvenir artigianali. È uno dei punti fotografici più iconici di Tokyo. Calcolate un paio d'ore con calma, esplorando le vie laterali dove i turisti non vanno.
Dalla zona di Asakusa, al tramonto, la vista sullo SkyTree illuminato è spettacolare. Street food lungo il fiume Sumida, cibo di strada nei vicoli dietro al tempio. La sera è lunga ad Asakusa, soprattutto durante la Golden Week.
Oggi è il quartiere ovest di Tokyo, quello moderno, verde e commerciale. Si parte dal Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di centomila alberi nel cuore della città. Due minuti dalla stazione di Harajuku e siete in un altro mondo: silenzio, ghiaia, cipressi altissimi. Un'ora e mezza almeno, di più se il ritmo è quello giusto.
Usciti dal santuario, Harajuku è subito lì: Takeshita-dori con i suoi negozi eccentrici, i crêpe stand, i caffè a tema. Poi Omotesando, il viale alberato con l'architettura contemporanea più bella di Tokyo. Un'ora e mezza di passeggiata.
Nel pomeriggio, Shibuya: il famoso incrocio pedonale (fotografatelo dall'alto, dal Shibuya Sky o dallo Starbucks di fronte), Hachiko, le vie intorno. E per finire, Shinjuku: i grandi magazzini che avete chiesto, Isetan e Takashimaya, dove si può passare un pomeriggio intero tra piani di cibo, moda e artigianato. L'esenzione IVA con il passaporto vi fa risparmiare il 10% sugli acquisti.
La sera, cena a Shinjuku: è la vostra ultima sera prima di partire verso ovest.
Sveglia presto. Shinkansen da Tokyo Station: prendete l'Hikari fino a Shin-Osaka Station (circa tre ore), poi cambiate sullo Shinkansen Sakura fino a Hiroshima Station (altre due ore circa). Il viaggio è lungo ma comodissimo: sedili larghi, paesaggio che cambia dal cemento di Tokyo alle risaie e alle montagne, bento comprato in stazione da mangiare a bordo.
Arrivate a Hiroshima nel primo pomeriggio. Check-in al Daiwa Roynet (i bagagli spediti con il takkyubin dovrebbero essere già in hotel). Poi il Peace Memorial Park: la Cupola della Bomba Atomica (ingresso gratuito, patrimonio UNESCO), il Museo della Pace (un'ora e mezza, emotivo e necessario), il Cenotafio. È una giornata diversa dalle altre, intensa e silenziosa.
La sera, la leggerezza torna: okonomiyaki alla maniera di Hiroshima, la frittella a strati con noodles, cavolo, uova e salsa speciale, cucinata sulla piastra davanti a voi. Cercate i ristoranti nella zona di Hondori. Per la celiachia, chiedete l'okonomiyaki preparato con farina di riso: alcuni locali lo fanno su richiesta.
Partenza presto. Dalla stazione di Hiroshima, il tram linea 2 porta a Miyajimaguchi in circa un'ora. Poi dieci minuti di traghetto e siete sull'isola di Miyajima, con il grande torii rosso del Santuario Itsukushima che emerge dall'acqua. È una delle immagini più fotografate del Giappone, e dal vivo è ancora più potente. Patrimonio UNESCO. Un'ora e mezza per il santuario e la zona intorno.
Rientrate a Hiroshima entro mezzogiorno. Da Hiroshima Station, Shinkansen Sakura fino a Kyoto Station: circa due ore. Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio.
Check-in al Mitsui Garden Hotel Kyoto Shinmachi Bettei, nel cuore del centro. La sera è libera: passeggiata esplorativa nella zona intorno al Mercato Nishiki, che da qui è a cinque minuti a piedi. Via coperta con bancarelle di cibo tradizionale, tofu fritto, tè matcha, mochi. Il primo assaggio di Kyoto.
Questa è la giornata che definisce Kyoto. Si parte presto, verso le sette e mezza, per Fushimi Inari: il santuario con migliaia di torii arancioni che formano un tunnel continuo sulla montagna. L'ingresso è gratuito. A quell'ora la luce filtra tra i portali e la folla non è ancora arrivata. Un'ora e mezza per il primo tratto (non serve salire fino in cima).
Poi Kiyomizu-dera, il tempio costruito sulla collina con la grande terrazza di legno che si affaccia sulla città. Un'ora e mezza. E subito dopo, le vie di Higashiyama: Ninenzaka e Sannenzaka, i vicoli in discesa con le botteghe di ceramica, i negozi di souvenir artigianali, le gelaterie al matcha. Questo è il cuore fotografico di Kyoto.
Il pomeriggio scende verso Gion, il quartiere delle geisha: le stradine di Hanamikoji, le case di legno, le lanterne che si accendono al tramonto. Un'ora di passeggiata lenta.
La sera è per il wagyu: carne di manzo giapponese A5, cotta su piastra o brace, un pezzo alla volta. Si scioglie. Prenotate un ristorante nella zona di Gion o Kawaramachi con almeno una settimana di anticipo. Per la celiachia, scegliete teppanyaki o yakiniku: la carne alla griglia senza marinature è la scelta più sicura. Specificate la celiachia al momento della prenotazione.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto Station a Nara Station e arrivate in un posto che non assomiglia a nessun altro.
Nara Park è un parco dove vivono liberamente più di milleduecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, aspettano i crackers di riso venduti dalle bancarelle. È un'esperienza che non si dimentica. Il Todai-ji è a cinque minuti: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e per un attimo non si parla. Patrimonio UNESCO.
Se il gruppo ha energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne vale altri quarantacinque minuti. Rientrate a Kyoto entro le tredici.
Il pomeriggio è per Arashiyama: treno JR dalla stazione di Kyoto (quindici minuti). La Foresta di Bambù: un sentiero tra canne alte venti metri, il suono del vento che le attraversa. Trenta minuti, brevi ma intensi. Poi il Tempio Tenryu-ji con il giardino zen (patrimonio UNESCO), il ponte Togetsukyo sul fiume, le botteghe artigiane. Rientrate a Kyoto per una cena rilassante.
L'ultima mattina a Kyoto è per il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro: il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti. È l'immagine simbolo di Kyoto e uno degli spot fotografici più belli del Giappone. Un'ora e mezza, con calma.
Check-out dal Mitsui Garden Hotel. Shinkansen Hikari da Kyoto Station a Tokyo Station: circa due ore e quindici minuti. Il paesaggio dal finestrino è ipnotico: risaie, città che appaiono e scompaiono, e se il cielo è limpido, la sagoma del Monte Fuji in lontananza (lato destro del treno).
Arrivate a Tokyo nel tardo pomeriggio. Check-in al nuovo hotel in zona Shinjuku (i bagagli spediti da Kyoto con il takkyubin dovrebbero essere già arrivati). La sera è per esplorare il quartiere: Shinjuku è una città nella città, con i grattacieli illuminati, i ristoranti nei vicoli del Golden Gai, le insegne al neon di Kabukicho.
Oggi è il giorno del Monte Fuji. Bus diretto dal Shinjuku Bus Terminal a Kawaguchiko Station: circa due ore attraverso la campagna giapponese. Partenza consigliata tra le sette e mezza e le otto di mattina per avere la giornata intera.
Arrivati a Kawaguchiko, il lago con il Monte Fuji alle spalle è una di quelle viste che restano nella memoria per sempre. Se il cielo è limpido (la mattina presto è il momento migliore), la foto del vulcano riflesso nell'acqua è quella che metterete come sfondo del telefono per i prossimi anni.
La funivia Kachi-Kachi sale in pochi minuti su un belvedere con vista a 360 gradi sul lago e sul Fuji. Poi il bus turistico Red Line collega i punti panoramici lungo la sponda nord del lago. Oishi Park è perfetto per una passeggiata tra fiori e montagna. Pranzo in uno dei ristoranti con vista sul lago: provate gli hoto noodles, i noodles piatti tipici della zona (verificate che siano fatti con farina di riso per la celiachia).
Bus di ritorno verso le diciassette, arrivo a Shinjuku verso le diciannove. Cena rilassante in zona hotel.
Questa è una giornata che pochi turisti possono vivere: il Natsu Basho, il Grande Torneo di Sumo di maggio, nella sua giornata inaugurale. Il torneo si svolge al Ryogoku Kokugikan, l'arena del sumo a Tokyo, dal 10 al 24 maggio. Oggi è il primo giorno: atmosfera solenne, rituali di apertura, i lottatori più forti che si sfidano dal pomeriggio fino alle sei di sera.
Il sumo non è solo sport: è un rituale shintoista di millecinquecento anni. Il lancio del sale, lo sguardo fisso tra i due lottatori, lo scontro che dura pochi secondi. Il pubblico trattiene il respiro e poi esplode. È un'esperienza che si capisce solo dal vivo.
Arrivate verso le tredici per gli incontri dei ranghi intermedi. I combattimenti dei campioni (yokozuna e ozeki) iniziano verso le sedici. Il Museo del Sumo all'interno dell'arena è incluso nel biglietto.
Dopo il sumo, Akihabara è a pochi minuti di metro: il quartiere dell'elettronica e della tecnologia, con i negozi multipiano di gadget, componenti, e novità tech. Un'ora e mezza per esplorare.
La sera, cena a Ryogoku: provate il chanko nabe, lo stufato tradizionale dei lottatori di sumo. Molti ristoranti della zona sono gestiti da ex-lottatori. Per la celiachia, il brodo base del chanko è spesso a base di pollo e verdure, ma verificate che non contenga salsa di soia standard: chiedete il tamari.
La mattina è per il Tsukiji Outer Market, il mercato del pesce che avete chiesto: seicento metri di bancarelle con pesce freschissimo, sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati, uova di quaglia, tamagoyaki (frittata giapponese), tè verde. Un'ora e mezza di degustazioni continue, camminando tra i banchi. Per la celiachia, il sashimi fresco e il pesce alla griglia sono le scelte più sicure: evitate la tempura e le salse a base di soia standard.
Il pomeriggio è per Ginza: i grandi magazzini che avete chiesto, il livello successivo. Mitsukoshi Ginza ha dodici piani incluso un piano intero di cibo. Ginza Six è architettura contemporanea con brand giapponesi e internazionali. E per chi vuole qualcosa di diverso, i Giardini Est del Palazzo Imperiale sono a quindici minuti a piedi: ingresso gratuito, giardini perfetti, silenzio nel cuore di Tokyo.
La sera è quella che ricorderete: la cena omakase. L'omakase è il formato in cui lo chef decide tutto: si siede al bancone, si guarda il maestro lavorare, e ogni piatto è una sorpresa. È l'esperienza gastronomica giapponese nella sua forma più pura. Per prenotare, un'opzione di riferimento è Senryo. Budget massimo €150 a persona, come avete indicato. Prenotate con largo anticipo e specificate la celiachia al momento della prenotazione: i ristoranti omakase di livello possono adattare il menù (riso, pesce crudo e grigliato sono naturalmente senza glutine).
Ultima sera vera del viaggio. Tornerete a casa con questa cena in testa.
Ultimo mattino. Shopping dell'ultimo minuto in zona Shinjuku o al kombini per i souvenir alimentari: i Kit Kat in gusti giapponesi (matcha, sakura, sake), il tè matcha sfuso, i dolci di riso. Tutto si trova anche al 7-Eleven sotto l'hotel.
Transfer da Shinjuku a Haneda: Keikyu Line o Limousine Bus, circa sessanta-novanta minuti. Presentatevi in aeroporto con tre ore di anticipo.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi sali su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico, i biglietti singoli costano €255 in tratte JR contro i €280 del JR Pass 7 giorni: non conviene. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: arriva a casa un coupon da ritirare al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo centro Haneda Airport Terminal 3 → Akasaka (Keikyu + metro) |
Keikyu Line + Tokyo Metro | 50 min | €5 |
| Tokyo → Hiroshima Tokyo Station → Shin-Osaka Station (cambio) → Hiroshima Station |
Shinkansen Hikari + Sakura (JR) | 5h | €105 |
| Hiroshima → Kyoto Hiroshima Station → Kyoto Station |
Shinkansen Sakura (JR) | 2h | €60 |
| Kyoto ↔ Nara (a/r) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Tokyo Kyoto Station → Tokyo Station |
Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €80 |
| Tokyo ↔ Kawaguchiko (a/r) Shinjuku Bus Terminal → Kawaguchiko Station |
Bus diretto (Fujikyu/Keio Bus) | 2h | €15 |
| Tokyo centro → Haneda Shinjuku → Haneda Airport |
Keikyu / Limousine Bus | 60-90 min | €5 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua inglese, scegliete l'importo (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Se non le trovate, chiedete all'Information Center dell'aeroporto.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen. Ricaricate ogni volta che scendete sotto i 1.000 yen. Le macchinette sono in ogni stazione, gli ATM dei 7-Eleven funzionano sempre, e con l'iPhone la ricarica è istantanea da Wallet.
Opzione consigliata: Klook. Comprate i biglietti online prima di partire, avete tutto pronto sul telefono, sapete già su quale treno salite. Il costo è leggermente superiore, ma la comodità vale la differenza. Per il bus Kawaguchiko, usate 12go.asia.
Opzione alternativa: in stazione. Andate agli sportelli JR, mostrate la destinazione e la data, vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente, l'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno.
Il budget è calcolato a persona, esclusi i voli (già acquistati) e le sette notti di hotel già prenotate.
| Alloggi (4 notti Tokyo ritorno, da prenotare) | €288 |
| Trasporti (Shinkansen, bus, metro, takkyubin) | €395 |
| Cibo (12 giorni, regime celiaco) | €660 |
| Attività (teamLab, templi, sumo, wagyu, omakase, Kawaguchiko) | €265 |
| Assicurazione | €0 (già stipulata) |
| Totale a persona | €1.608 |
Il budget dichiarato era €2.000 a persona comprensivo di alloggi, trasporti, cibo e attività (esclusi voli e shopping). Il totale di €1.608 non include le sette notti già prenotate. Stimando quelle a circa €250-350 a persona, il totale reale del viaggio è nell'ordine di €1.850-1.960 a persona: coerente con il budget e con un margine per gli imprevisti.
Il cibo celiaco costa un po' di più della media giapponese: circa €55 al giorno a persona, perché alcune alternative senza glutine (riso, sashimi, teppanyaki) hanno un costo leggermente superiore ai piatti standard. È un investimento che vale la tranquillità di mangiare bene e in sicurezza.
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
È il tocco personale al vostro itinerario. Un catalogo di approfondimento zona per zona che vi permette di aggiungere dettagli su misura a ogni giornata.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Sfogliatela a casa, guardate cosa offre ogni quartiere che visiterete, segnatevi le cose che vi incuriosiscono di più. Aggiungetele come note mentali alle giornate del GiappoPlan.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole un programma densissimo di cose da fare. Preferite la libertà? Il GiappoPlan è già completo. La guida è un extra per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Ci sono due modi per usarla, entrambi perfetti.
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida sul posto quando avete fame, cercate la zona in cui vi trovate, e andate a colpo sicuro. Funziona benissimo in Giappone, dove anche il locale senza insegna nasconde qualcosa di straordinario.
Il Pianificatore Strategico: usate la guida prima di partire, segnatevi i ristoranti che vi ispirano su Google Maps con una stella, e avrete una mappa personalizzata dei posti dove mangiare. Particolarmente utile per la celiachia: potete identificare in anticipo i locali con opzioni senza glutine.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
I biglietti dei treni e bus intercity si gestiscono così: Opzione consigliata: Klook. Comprate i biglietti online prima di partire, avete tutto pronto sul telefono, sapete già su quale treno salite. Il costo è leggermente superiore, ma la comodità vale la differenza. Opzione alternativa: in stazione. Andate agli sportelli JR, mostrate la destinazione e la data, vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente, l'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Hiroshima, Kyoto), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. A Kyoto si sale dalla porta posteriore e si prende il bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Alla fermata di discesa si scende dalla porta anteriore e si paga la tariffa corrispondente al proprio numero (mostrata sul tabellone sopra l'autista), inserendo i soldi o appoggiando la IC card. In ogni caso, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: scrivete la frase prima, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è il servizio che vi permette di viaggiare leggeri. Invece di trascinare sei valigie su Shinkansen, metro e tram, le spedite avanti e viaggiate solo con lo zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la prima spedizione è Tokyo → Hiroshima (Giorno 1 o 3): mandate le valigie grandi al Daiwa Roynet Hotel di Hiroshima. La seconda spedizione è Kyoto → Tokyo (Giorno 5 o 7): mandate le valigie grandi al vostro nuovo hotel a Shinjuku. In entrambi i casi, viaggiate con uno zaino leggero per i giorni di spostamento. Con sei persone e altrettante valigie, questo servizio vi cambia il viaggio.
Con i vostri interessi (mercati, grandi magazzini, tecnologia, souvenir), il Giappone è un paradiso pericoloso nel senso migliore del termine.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il 10% su ogni acquisto.
Grandi magazzini: Isetan e Takashimaya a Shinjuku (Giorno 3), Mitsukoshi e Ginza Six a Ginza (Giorno 11). I piani alimentari sotterranei (depachika) sono un'esperienza a sé: centinaia di banchi con dolci, frutta perfetta, bento d'autore.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake: cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali nelle botteghe di Higashiyama, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine del viaggio: così non vi portate pacchi per dodici giorni.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, antidolorifico (Brufen o Tachipirina), antidiarroico, antisettico, termometro, medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
Temperature tra i 18 e i 25 gradi di giorno, gradevoli la sera. Può piovere (maggio è l'anticamera della stagione delle piogge, che inizia a giugno), quindi portate un ombrello pieghevole leggero e una giacca impermeabile sottile. Vestite a strati: la mattina presto può essere fresco, nel pomeriggio si cammina in maglietta. Scarpe comode e traspiranti, facili da togliere e rimettere per templi e ristoranti.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Grande e chiaro.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva dal check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che volete "emozioni forti, bei ricordi e la conoscenza di una cultura molto diversa dalla vostra", quelle parole hanno guidato ogni scelta di questo documento.
Avete dato 10 su 10 a parchi, giardini, viste panoramiche e foto memorabili. Per questo ogni giornata ha almeno un momento di natura o di bellezza visiva: il Meiji Jingu, la Foresta di Bambù, il Monte Fuji dal lago, i cervi a Nara, il torii rosso di Miyajima. Non è un caso: è la spina dorsale del viaggio.
Avete chiesto il Monte Fuji. Per questo Kawaguchiko è una giornata intera, con il bus da Shinjuku (l'hotel del ritorno è stato scelto apposta per essere vicino al terminal), la funivia, i viewpoint, il tempo per restare lì a guardare. Non un pit stop: una giornata dedicata.
Avete scritto che sapevate del torneo di sumo a maggio. Il Natsu Basho inizia esattamente il 10 maggio, il vostro Giorno 10. Non è una coincidenza: il ritorno a Tokyo l'8 maggio è calibrato anche per questo. Giorno inaugurale, l'atmosfera più intensa dell'anno.
Avete chiesto il ristorante omakase e un ristorante di lusso. L'omakase è il Giorno 11, l'ultima sera vera del viaggio: la chiusura perfetta. Il wagyu è il Giorno 6, nel cuore di Kyoto: un'esperienza diversa, ugualmente potente.
Avete chiesto il mercato del pesce e i grandi magazzini. Tsukiji è il Giorno 11, la mattina prima di Ginza. Isetan e Takashimaya sono il Giorno 3 a Shinjuku, Mitsukoshi e Ginza Six il Giorno 11. Due sessioni di shopping in contesti diversi.
Emma è celiaca. Per questo ogni giornata con un momento gastronomico importante ha una nota specifica sulla celiachia: cosa ordinare, cosa evitare, come comunicare l'allergia. La card in giapponese, il tamari, il teppanyaki come scelta sicura per il wagyu. Non è un dettaglio: è una priorità.
Avete chiesto il servizio di trasferimento bagagli. Il takkyubin è integrato nell'itinerario con due spedizioni precise: Tokyo-Hiroshima e Kyoto-Tokyo. Con sei persone e altrettante valigie, viaggiare con lo zaino nei giorni di spostamento fa una differenza enorme.
Avete detto che è la prima volta in Giappone. Per questo il ritmo non ha nemmeno un giorno intenso. Cinque giorni leggeri e sette medi, con il buffer sempre presente. Sei adulti alla prima esperienza in un paese così diverso hanno bisogno di tempo per assorbire, non solo per vedere.
Questo è il vostro viaggio, Emma. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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