Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo viaggio per te significa "un sogno che si avvera" e che vuoi "camminare tra templi antichi e metropoli luminose, assaggiare sapori nuovi, perderti nei dettagli della cultura." Hai scritto anche che vuoi "sentire l'anima del posto", non solo vederne le attrazioni.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di tre persone dove uno ha 23 mesi, dove il 17 aprile è una data speciale, e dove la voglia di cultura vera è grande quanto la necessità di andare con calma.
La struttura è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivi a Tokyo, attraversi le Alpi giapponesi, esplori il cuore culturale del paese, chiudi con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 12–16 apr | 4 | APA Hotel Higashi Shinjuku Kabukicho Tower |
| Kanazawa | 16–17 apr | 1 | Hotel Intergate Kanazawa |
| Takayama | 17–18 apr | 1 | Ryokan Kutsuroginoya Yuu |
| Kyoto | 18–22 apr | 4 | Hotel Monterey Kyoto |
| Osaka | 22–24 apr | 2 | Hotel Brighton City Osaka Kitahama |
| Narita | 24–25 apr | 1 | Tobu Hotel Airport |
Gli alloggi sono già prenotati, quindi questa sezione non serve per scegliere dove dormire. Serve per capire dove sei, cosa trovi fuori dalla porta e come muoverti da lì. È una cosa che fa differenza nel modo in cui si vive una città.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. I tuoi alloggi sono tutti in zone studiate per il tuo itinerario: eccoti spiegato perché.
Dopo bagagli e immigrazione (calcola un'ora e mezza abbondante), prendi il Narita Express dalla stazione JR dell'aeroporto (Terminal 1 o Terminal 2·3, a seconda del tuo terminal di arrivo) fino a Shinjuku Station: un'ora e mezza di treno, seduti, con le valigie sistemate. Il tuo primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino: case e campi che si trasformano lentamente nei grattacieli di Tokyo.
Sei in hotel verso le 13. La prima cosa che farete sarà la più giusta: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme e caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciandosi investire.
Nel tardo pomeriggio, a cinque minuti a piedi dall'hotel, c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: 60 ettari di verde, vialetti larghi e panchine. È il posto perfetto per il primo pomeriggio giapponese con un bambino piccolo. Si cammina, si respira, si guarda. Chiude al tramonto, ingresso circa €3 a testa.
La sera: ramen. Ce ne sono ovunque attorno all'hotel, a tutti i prezzi. Mangiate, tornate, dormite presto.
Questa mattina hai una guida italiana che vi accompagna per quattro ore nella Tokyo storica. Partirete da Asakusa, il quartiere più antico della città: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise con le bancarelle di street food e artigianato, la passeggiata lungo il fiume Sumida. La guida vi spiega mentre camminate: chi è il dio Kannon, cosa significa quella fontana dell'acqua all'ingresso del tempio, perché si bruciano bastoncini di incenso. Sono cose che da soli difficilmente capireste, e che cambiano completamente il modo in cui si guarda un posto. Calcola due ore buone per Asakusa.
Tornate in hotel per la pausa pomeridiana di vostro figlio.
Nel pomeriggio, dodici minuti di metro da Shinjuku: Akihabara. Sette piani di figurine da collezione, negozi di manga e anime, sale giochi, elettronica ovunque. Super Potato per i videogiochi retro, Mandarake per i manga rari, Yodobashi Camera per la tecnologia. Calcola un paio d'ore: ci si perde facilmente.
La sera, ramen o izakaya nel quartiere.
La mattina è dedicata a un'esperienza che non esiste da nessun'altra parte: il TeamLab Borderless di Azabudai Hills, circa venti minuti di metro. È un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze dove le proiezioni si muovono su muri, pavimento e soffitto, labirinti di specchi, ambienti che cambiano in base a dove cammini. Calcola almeno tre ore.
Nel pomeriggio, il Santuario Meiji Jingu: immerso in una foresta di 170 mila alberi nel mezzo di Tokyo, silenzio assoluto a trenta metri dal caos. Un'ora e mezza, tutto pianeggiante, perfetto per il passeggino. Poi la via Takeshita a Harajuku con i suoi negozi pop e kawaii.
La sera, Shibuya Crossing e cena a Shibuya Yokocho.
Questo giorno inizia alle 6:30, ma il jet lag vi aiuterà: probabilmente siete già svegli.
A Ryogoku, venti minuti di metro, una guida italiana vi porta a vedere l'allenamento mattutino dei lottatori di sumo in una vera scuderia: il keiko. Non è uno spettacolo per turisti: è l'allenamento reale che i lottatori fanno ogni mattina. Si osserva seduti in silenzio per circa due ore, mentre la guida spiega i rituali, la gerarchia dentro la scuderia, il significato di ogni gesto. Aprile non è mese di tornei a Tokyo, quindi questa è l'unica opportunità di vedere il sumo dal vivo.
Il pomeriggio è libero: Shibuya, il Nintendo Store, Tokyu Hands. Shopping e relax.
L'ultima mattina a Tokyo è leggera: Ikebukuro per un Pokemon Center e gli ultimi acquisti o souvenir. Poi check-out e shinkansen.
Lo Hokuriku Shinkansen da Tokyo Station a Kanazawa Station dura due ore e mezza. Il bambino guarda fuori dal finestrino o dorme, mentre tu e tuo marito mangiate un bento dal kombini e guardate il paesaggio che cambia.
Kanazawa nel pomeriggio è una sorpresa. È una città piccola e curata che molti viaggiatori saltano, ed è esattamente per questo che vale. Il quartiere di Higashi Chaya, il distretto delle geisha, è fatto di strade acciottolate e case di legno con le finestre a griglia, intatto da duecento anni. Una passeggiata lenta di un'ora e mezza, il passeggino scivola bene, le luci del pomeriggio sono bellissime.
La sera, cena con pesce fresco del Mar del Giappone. Kanazawa è famosa per il granchio e per il tonno: ordina quello che non riesci a trovare altrove.
Prima di partire, il Giardino Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. Due ore lente, il bambino in passeggino tra i pini e i laghetti. Se avete fortuna con i ciliegi tardivi, ancora meglio.
Poi il Nohi Bus da Kanazawa a Takayama: due ore e un quarto di bus che salgono verso le Alpi giapponesi attraversando montagne, boschi e villaggi. Il bus parte dalla fermata #2 all'uscita est della stazione di Kanazawa e arriva al Takayama Nohi Bus Center, proprio accanto alla stazione ferroviaria. La prenotazione è obbligatoria (vedi la sezione trasporti per i dettagli). Se volete, il bus fa tappa a Shirakawa-go, villaggio patrimonio UNESCO con le famose case dal tetto in paglia a spiovente: potreste scendere, visitare per un paio d'ore, e riprendere un bus successivo verso Takayama. È un'opzione, non un obbligo: valutate in base all'energia di vostro figlio quel giorno.
Arrivi a Takayama nel primo pomeriggio. Il ryokan è lì ad aspettarvi.
Nel quartiere storico di Sanmachi Suji, tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake visitabili, botteghe di artigianato. L'atmosfera è quella di un Giappone che non esiste quasi più, fermato nel tempo da tre secoli. Una passeggiata tranquilla di un'ora e mezza.
La sera, la cena kaiseki nella sala del ryokan: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna, verdure di stagione, pesce del fiume, carne di Hida. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto.
E dopo cena, l'onsen privato per la famiglia: i tatuaggi non sono un problema perché è un bagno esclusivo, solo per voi tre. Acqua calda di sorgente, vapore, silenzio. Vostro figlio probabilmente adorerà l'acqua calda.
La colazione tradizionale del ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti, tofu) è parte dell'esperienza tanto quanto la cena.
Prima del check-out, il mercato mattutino di Miyagawa: lungo le rive del fiume, dalle 7 alle 12, bancarelle di verdure di montagna, artigianato, pickle, fiori. I venditori sono le stesse famiglie da generazioni. Mezz'ora di passeggiata tranquilla.
Poi il treno più lungo del viaggio: Takayama–Kyoto via Nagoya, circa quattro ore con un cambio. Partite da Takayama Station con il Limited Express Hida fino a Nagoya Station (due ore e mezza), poi cambiate sul Tokaido Shinkansen fino a Kyoto Station (trentacinque minuti). Portate qualcosa per il bambino, ma di solito i bambini piccoli sui treni giapponesi sono insolitamente tranquilli: il ritmo, il paesaggio, il cullarsi del vagone.
Arrivi a Kyoto nel tardo pomeriggio. Check-in all'Hotel Monterey, prima esplorazione del quartiere di Kawaramachi, cena tranquilla a Pontocho.
Oggi hai la guida italiana per l'intera giornata, dalle 9 alle 18.
La mattina, a sud: Fushimi Inari Taisha, il santuario dei diecimila torii rossi. I torii sono gate di legno laccato arancione che si susseguono per chilometri lungo il sentiero di montagna. Li hai visti mille volte nelle foto, ma dal vivo (specialmente la mattina presto quando la luce filtra di lato tra un torii e l'altro) è un'altra cosa completamente. Con un bambino piccolo non si sale fino in cima, ma le prime trenta–quaranta minuti del sentiero sono le più belle. Calcola due ore e mezza qui.
Pausa pranzo in un ristorante tradizionale nella zona di Gion.
Il pomeriggio, verso est: Kiyomizu-dera, il tempio del periodo Heian costruito su una collina con una terrazza di legno che si affaccia sulla città (un'ora e mezza). Poi il quartiere di Gion, le stradine di Hanamikoji con le lanterne rosse. E per finire, il Mercato Nishiki: quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale di Kyoto (tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini di polpo, tè matcha in tutte le forme). Un'ora e mezza di degustazioni continue.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto e arrivi in un posto che non assomiglia a nessun altro posto al mondo.
Nara Park è un parco pubblico dove vivono liberamente millesettecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, aspettano i crackers di riso (shika senbei) che vendono le bancarelle. Per un bambino di quasi due anni, l'effetto è magico.
La guida vi accompagna per l'intera giornata, dalle 9 alle 17.
Dopo i cervi, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Patrimonio UNESCO. Calcola un'ora e mezza.
Se il bambino ha ancora energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne vale altri quarantacinque minuti. Se è esausto, si torna a Kyoto nel pomeriggio: il Buddha gigante è l'highlight vero, il resto è complementare.
Arashiyama si raggiunge con venticinque minuti di treno, e merita una giornata intera.
Arrivate verso le 9, prima che la zona si riempia. La Foresta di Bambù: un sentiero attraverso canne alte venti metri, la luce che filtra tra di loro, il suono del vento, il verde ovunque. Trenta–quaranta minuti: breve, ma intenso.
A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen: specchio d'acqua, pini, rocce, il monte Arashiyama sullo sfondo. Patrimonio UNESCO, uno dei giardini più belli di Kyoto. Un'ora.
Il ponte Togetsukyo sul fiume, la Foresta dei Kimono alla stazione Randen, le botteghe artigiane della via principale. Pranzo in uno dei ristoranti sul fiume. Shopping tranquillo nel pomeriggio.
Il Parco delle Scimmie è un'opzione pomeridiana se vostro figlio ha energia: centoventi macachi liberi su una collina, salita ripida di venti minuti. Se è stanco, saltate: avete già visto il meglio.
Rientro a Kyoto centro la sera.
L'ultima mattina a Kyoto per il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji): il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti. Un'ora e mezza. Poi il Giardino di Rocce del Ryoan-ji a cinque minuti (trenta minuti, facoltativo).
Check-out e poi il momento che aspettavi: il Kyo Train Garaku, il treno panoramico della Hankyu Railway da Kyoto a Osaka. È un treno con sei carrozze, ognuna decorata con un tema stagionale diverso che evoca l'atmosfera di Kyoto: giardini zen, tatami, shoji, foglie d'acero, fiori di pruno. Gli interni in legno scuro e design tradizionale giapponese, finestroni grandi, atmosfera completamente diversa da qualsiasi altro treno. Il viaggio dura circa quarantacinque minuti, da Kyoto-Kawaramachi (stazione Hankyu, non JR) a Osaka-Umeda. Non richiede prenotazione: si paga la tariffa ordinaria Hankyu (410 yen a persona, circa €2,50; vostro figlio viaggia gratis sotto i 6 anni). Si sale e ci si siede liberamente. Attenzione: il Garaku circola solo nei weekend e nei festivi. Verifica il calendario prima di contarci: se il tuo giorno di trasferimento è un giorno feriale, puoi comunque prendere un treno Hankyu ordinario sulla stessa tratta, stesso prezzo, stesse stazioni, solo senza il design speciale.
Arrivi a Osaka nel pomeriggio. Check-in all'Hotel Brighton City Kitahama e la sera il tuo primo impatto con Dotonbori: il canale con le insegne al neon, il Glico Man, il granchio luminoso di Kani Doraku. Takoyaki freschi fatti al momento, okonomiyaki sulla piastra. Cibo di strada, folla, luce.
La mattina al Castello di Osaka: il castello più iconico del Giappone con il parco intorno. Due ore.
Il pomeriggio e la sera si concentrano in un'area che puoi girare completamente a piedi.
Il Mercato Kuromon: centoquaranta anni di storia, 600 metri di bancarelle coperte con sashimi fresco tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, fugu, ricci di mare. Uno dei mercati più belli del Giappone. Un'ora e mezza. Poi la via degli utensili da cucina Doguyasuji (trenta minuti), la galleria coperta di Shinsaibashi (un'ora).
La sera, il wagyu: yakiniku o teppanyaki con wagyu A5 di Kobe o Matsusaka. La carne si cucina sul braciere al centro del tavolo, si mangia un pezzo alla volta, e si scioglie. Prenota con una settimana o due di anticipo: per un ristorante di qualità vera serve prenotazione. Chiedi consiglio alla guida italiana del Giorno 8: sa dove vale la pena andare davvero.
L'ultima mattina in Giappone è al DenDen Town, il quartiere dell'elettronica di Osaka: negozi di anime, manga, gaming e tech, più un Pokemon Center. Due ore.
Shinkansen Shin-Osaka Station → Tokyo Station (Tokaido Shinkansen, due ore e mezza), poi Narita Express da Tokyo Station fino all'aeroporto (un'ora). Check-in al Tobu Hotel Airport nel tardo pomeriggio.
La sera, a dieci minuti a piedi dall'hotel, c'è qualcosa che la maggior parte dei turisti non sa: il Tempio Narita-san Shinshoji, mille anni di storia, imponente e silenzioso. La via Omotesando che porta al tempio è lastricata di negozi tradizionali. Un'ora tranquilla come ultima cosa del viaggio.
Poi bagagli, buonanotte al Giappone.
Sveglia alle 6, check-out alle 7, shuttle per il terminal alle 7:30. Il volo parte alle 11.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il tuo itinerario specifico. Nella tabella trovi ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costerebbe circa €325 a persona. Ma attivandolo il 16 aprile e con scadenza al 22, il treno Osaka–Tokyo del 24 aprile (il più costoso del viaggio) cadrebbe fuori dalla validità. Pagheresti il pass e il biglietto extra. Inoltre il Nohi Bus Kanazawa–Takayama e il Kyo Train Garaku (Hankyu) non sono coperti dal JR Pass. I biglietti singoli risparmiano circa €180 alla famiglia.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo famiglia |
|---|---|---|---|
| Narita → Shinjuku Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) → Shinjuku Station |
Narita Express (JR) | 90 min | €70 |
| Tokyo → Kanazawa Tokyo Station → Kanazawa Station |
Hokuriku Shinkansen (JR) | 2h 30min | €180 |
| Kanazawa → Takayama Kanazawa Station (fermata bus #2, uscita est) → Takayama Nohi Bus Center |
Nohi Bus (highway bus diretto, via Shirakawa-go) | 2h 15min | €45 |
| Takayama → Kyoto Takayama Station → Nagoya Station (cambio) → Kyoto Station |
Limited Express Hida (JR) + Tokaido Shinkansen (JR) | 4h | €120 |
| Kyoto → Nara Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €15 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (Hankyu Railway, solo weekend/festivi) oppure treno Hankyu ordinario | 45 min | €5 |
| Osaka → Tokyo Shin-Osaka Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen (JR) | 2h 30min | €190 |
| Tokyo → Narita Tokyo Station (o Shinjuku Station) → Narita Airport |
Narita Express (JR) | 1h – 1h 30min | €70 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggi ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricala in piccole quantità verso fine viaggio). I bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis su tutti i treni.
A Narita: appena superi l'immigrazione e ritiri i bagagli, segui le indicazioni per i treni JR. Troverai le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Sono il metodo più veloce: selezioni la lingua, scegli l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), paghi in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, vai al JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostra il passaporto e chiedi la Welcome Suica.
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, segui le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se hai un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, puoi creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Apri l'app Wallet → tocca il pulsante "+" in alto a destra → seleziona "Carta trasporti" → scegli "Suica" → scegli un importo iniziale → conferma il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggi il telefono ai tornelli esattamente come faresti con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se hai un Apple Watch, puoi trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: parti con 2.000–3.000 yen e ricarica quando scendi sotto i 1.000 yen. Puoi ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se hai la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenota in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne la tratta Kyoto–Nara e il Kyo Train Garaku che non richiedono prenotazione), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza. Per il Nohi Bus Kanazawa–Takayama, prenotate su Japan Bus Online (prenotazione obbligatoria per quel bus).
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (ad esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione (e aprile lo è) il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. È raro, ma può capitare. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Voli e alloggi sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderai in Giappone.
| Biglietti treni e bus intercity | €695 |
| IC Card e trasporti urbani | €230 |
| Cibo (14 giorni) | €1.820 |
| Attività e ingressi | €600 |
| Guide in italiano (3 tour) | €1.060–1.300 |
| Assicurazione completa | €250 |
| Totale stimato | €4.655–4.895 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del tuo viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i tuoi condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai tuoi gusti.
Il tocco personale al tuo itinerario. Questa guida è il tuo catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usala prima della partenza. Prenditi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterai. Se trovi un negozio o un'esperienza che ti ispira, aggiungila al tuo GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferisci la libertà? Se ami esplorare seguendo il flusso del momento, puoi anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui hai due modi diversi per muoverti, a seconda della tua personalità:
L'Esploratore Spontaneo: apri la guida direttamente sul posto quando inizi ad avere fame. Cerca la zona in cui ti trovi e vai a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non vuoi perdere neanche un minuto, usa la guida prima di partire. Segnati i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal tuo itinerario. Così, una volta in Giappone, saprai già esattamente verso quale insegna dirigerti.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto d'ingresso sul posto e si entra. Non devi organizzare nulla in anticipo per la maggior parte del viaggio.
Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e te le indico qui sotto con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Kanazawa), il consiglio più importante di questo documento è: usa Google Maps. Non ti do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Ti dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e ti propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se ti scrivo "prendi la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, tu sei bloccato con un'informazione sbagliata. Google Maps ti ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sai qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove devi andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Apri Google Maps, scrivi il nome di quel posto nella barra di ricerca, tocca "Indicazioni", e seleziona l'icona del treno/metro. Google Maps ti mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Segui le indicazioni passo passo. È più preciso, più aggiornato e più dettagliato di qualsiasi guida cartacea o digitale.
Preparati prima di partire: scarica l'app Google Maps (App Store o Google Play) se non ce l'hai già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrai bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tieni sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passi davanti a un kombini e sei sotto i 5.000 yen, preleva 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne hai bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al tuo numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a te che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se hai dubbi, appoggia la IC card quando sali e quando scendi: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps ti dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguilo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivi la frase, poi vai dal tizio. Non andare allo sportello e poi cercare di scrivere con qualcuno che ti aspetta: prenditi il tempo che ti serve da parte, scrivi la frase su Google Translate con calma, poi mostri lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma tu ti senti molto più sicuro.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" ti mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riesci a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivi su Google Translate: "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usa il nome della città (Kyoto, Osaka, Nara) o il nome di una stazione grande. Non serve mettere il nome del tempio o dell'attrazione: basta arrivare nella città giusta, poi ci pensi tu. Mostri il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, ti dice quanto pagare.
Non sai da quale binario parte il tuo treno: scrivi: "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riesci a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase ti dà la risposta diretta. Lo staff delle stazioni giapponesi è abituato a indicare con il dito: spesso te lo mostrano senza nemmeno parlare.
La tua IC card non funziona ai tornelli o hai il credito esaurito: scrivi: "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se sei bloccata al tornello in uscita perché il credito non bastava per il tragitto: mostra la tessera e scrivi "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione, e lo staff te la indica subito.
In tutti e tre i casi: scrivi prima, avvicinati dopo, mostra lo schermo, aspetta. Funziona sempre.
Queste frasi sono il tuo paracadute. In linea generale non ne avrai bisogno: Google Maps ti guida ovunque e la Suica ti fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non hai internet, se sei in una stazione e non sai cosa fare, queste frasi ti tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiale nelle note del telefono prima di partire. Quando ne hai bisogno, apri la nota, copia la frase, incollala su Google Translate, traduci in giapponese, e mostra lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambia solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le tue informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traduci in giapponese con Google Translate, mostra lo schermo, e aspetta. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e ti aiuterà con grande gentilezza.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini piccoli. Stazioni dei treni e grandi magazzini hanno stanze cambio e aree allattamento segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室). I kombini hanno fasciatoi. Il passeggino funziona ovunque: le uniche eccezioni sono il sentiero del Monkey Park ad Arashiyama (salita ripida, si salta senza rimpianti) e alcune scale dei templi più antichi dove va preso in braccio.
Il ritmo che ho costruito ha sei giorni leggeri e sette giorni medi, mai giorni intensi. Questo è intenzionale. Quando senti che vostro figlio ha bisogno di fermarsi, fermati. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandi avanti e viaggi solo con uno zaino.
Come funziona: vai alla reception del tuo hotel la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dici "Takkyubin please" e ti danno un modulo da compilare. Scrivi il tuo nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (puoi cercarlo su Google). Scegli la data di consegna desiderata, paghi circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedisci la mattina.
Quando usarlo nel tuo viaggio: la tratta più utile è Kyoto–Osaka (Giorno 11), soprattutto con il Kyo Train Garaku dove l'atmosfera è da godersi senza pensare alle valigie. Puoi usarlo anche Tokyo–Kanazawa se vuoi esplorare Tokyo l'ultimo giorno senza il peso dei bagagli. Non è obbligatorio, ma quando hai un bambino piccolo da portare, viaggiare con solo uno zaino in spalla cambia completamente la giornata.
Con i tuoi interessi (anime, manga, tech, mercati) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Per anime, manga e gaming: Akihabara a Tokyo e DenDen Town a Osaka sono i due poli principali. Da Mandarake trovi manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro, da Animate le edizioni giapponesi di tutto quello che ami. Nakano Broadway a Tokyo è ancora più autentico di Akihabara per le rarità: è a venti minuti da Shinjuku se hai tempo.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: porta il passaporto alla cassa e risparmi il 10% su ogni acquisto.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi: cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali a Takayama, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplori e capisci cosa vuoi. Gli acquisti seri falli verso la fine: Osaka ha DenDen Town l'ultimo giorno e i prezzi sono spesso migliori che a Tokyo. Non comprare tutto il primo giorno ad Akihabara pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovi.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Porta da casa quello che usi normalmente: in particolare con un bambino piccolo è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico per adulti (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usi abitualmente. Per vostro figlio, porta quello che il pediatra ti ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Temperature tra i 14 e i 20 gradi di giorno, fresche la sera. Porta strati. I ciliegi potrebbero essere ancora in fiore nelle prime settimane: dipende dall'anno, ma aprile è comunque uno dei mesi più belli del Giappone.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard e non dovete fare nulla di complicato.
Cosa succede allo scalo: scenderete dall'aereo, dovrete passare di nuovo i controlli di sicurezza (metal detector, scanner bagagli a mano), e poi andrete al vostro gate per il secondo volo. Seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights" all'interno dell'aeroporto: sono sempre ben segnalate, anche in inglese.
I bagagli non vi riguardano: le vostre valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia aerea dal primo volo al secondo. Non dovete ritirarle allo scalo e non dovete fare nulla. Le ritroverete direttamente al nastro bagagli all'aeroporto di arrivo in Giappone.
Lo smarrimento bagagli sui voli con scalo è un evento raro. Le statistiche delle compagnie aeree internazionali indicano che oltre il 99% dei bagagli arriva a destinazione senza problemi, e il Giappone è tra i paesi con i tassi di smarrimento più bassi al mondo.
Prima di partire: consiglio sempre di attaccare fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivilo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore. Vi daranno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando hai scritto "voglio sentirmi parte di un mondo che ho sempre desiderato conoscere" e "vivere la realtà del posto fuori da tutto quello che sia il turismo", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che hai visto in questo documento.
Hai detto che vuoi l'anima del posto, non le attrazioni. Per questo il viaggio non si ferma a Tokyo e Kyoto come farebbero il 90% dei pacchetti: include Kanazawa, che i turisti di massa saltano, e Takayama, che non trovi in nessun itinerario standard di agenzia. Sono i posti dove il Giappone di duecento anni fa è ancora intatto, dove la gente del posto vive davvero, dove i mercati mattutini sono frequentati dai residenti non dai turisti.
Hai chiesto culture, templi, mercati: tutto al massimo. Li hai trovati tutti, ma non come elenco di attrazioni da spuntare: li hai trovati con spiegazioni (le guide italiane a Tokyo, Kyoto e Nara), con il tempo giusto per viverli (non due ore a Fushimi Inari e via, ma una mattinata intera), con il contesto per capirli davvero.
Il 17 aprile è il compleanno di tuo marito. Per questo Takayama è quella notte lì, con il ryokan, la cena kaiseki, l'onsen privato. Non è un caso che sia la notte più speciale del viaggio.
Hai i tatuaggi. Per questo l'onsen è privato: nessun bagno comune, nessun problema, nessuna situazione imbarazzante.
Viaggiate con un bambino di 23 mesi. Per questo non c'è nemmeno un giorno intenso in tutto il viaggio. I giorni di trasferimento sono leggeri, i giorni con guida hanno la flessibilità esplicita per accorciare, ogni giornata ha la pausa pomeridiana. Il ritmo è costruito per una famiglia vera, non per una coppia di ventiquattrenni senza bagagli.
Hai chiesto esperienze che non si trovano su Booking: il sumo dal vivo (e non il museo), il Kyo Train Garaku, il TeamLab Borderless nella location corretta di Azabudai Hills, il wagyu vero. Sono tutti dentro, con le istruzioni per prenotarli.
Questo è il tuo viaggio, Maria. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il tuo ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampala o screenshottala. Quando hai spuntato tutto, sei pronta.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerai tra i templi di Kyoto, quando ti siederai davanti a un giardino zen, quando guarderai un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conosci già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entri nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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