Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni — prezzi, orari, disponibilità, indirizzi — sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio volete rappresenti "un'esperienza di vita da ricordare per sempre, che possa essere un viaggio ma anche un bagaglio di vita, soprattutto per vostro figlio." È una frase che dice molto: non cercate solo le fotografie davanti ai templi, cercate qualcosa che rimanga. Ho costruito questo GiappoPlan tenendo esattamente quella frase in testa, scelta dopo scelta, giorno dopo giorno.
Avete aggiunto che sperate di "imparare tante cose che in questo momento non vi aspettate, culturali e non, assieme allo stupore e al divertimento." Quella combinazione, stupore e divertimento, è rara. Il Giappone la produce con una naturalezza che sorprende chi arriva dalla prima volta. Il vostro tracciato è costruito per lasciarvi spazio a entrambe le cose.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa aspettarsi. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, salite verso Kawaguchiko per i panorami sul Monte Fuji, scendete nel cuore culturale del paese tra Kyoto e Osaka, e tornate a Tokyo per gli ultimi due giorni prima di Haneda. Nessun zig-zag, nessun backtracking inutile.
| Città | Date | Notti | Alloggio |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 14–17 giu | 3 | Hotel già prenotato |
| Kawaguchiko | 17–19 giu | 2 | Ryokan con onsen privato (da prenotare) |
| Kyoto | 19–24 giu | 5 | Zona Kawaramachi/Gion (da prenotare) |
| Osaka | 24–27 giu | 3 | Zona Shinsaibashi/Namba (da prenotare) |
| Tokyo | 27–29 giu | 2 | Zona Shinjuku/Shibuya (da prenotare) |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivete su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Narita alle 8:50. Dopo il controllo passaporti e il ritiro bagagli calcolate almeno un'ora e mezza: i corridoi dell'immigrazione a Narita possono essere lunghi, soprattutto con voli che arrivano insieme. Prendetela con calma. Fuori dalla dogana trovate il banco del Narita Express: comprate i biglietti per il centro di Tokyo e salite sul treno. È un'ora e mezza seduti, con le valigie sistemate. Dal finestrino vedete case basse e campi che pian piano diventano grattacieli: è il vostro primo sguardo al Giappone, e vale la pena guardarlo.
Arrivate in hotel verso le 13. La prima cosa che farete è la più giusta: appoggiate le valigie, uscite e camminate senza meta per un paio d'ore. Il jet lag è presente, il fuso è pesante (7 ore), e il modo migliore di gestirlo è resistere fino a sera e non dormire nel pomeriggio. Il tempio Senso-ji ad Asakusa è il posto perfetto per la prima passeggiata giapponese: la grande lanterna rossa all'ingresso, la via Nakamise con le bancarelle di street food e artigianato, il cortile del tempio dove la gente brucia bastoncini di incenso. Calcolate un'ora e mezza abbondante, senza fretta.
La sera: ramen o sushi vicino all'hotel. Mangiate qualcosa, tornate, dormite presto. Domani inizia il viaggio vero.
La mattina la passate nel silenzio del Santuario Meiji: un bosco dentro la metropoli, vialetti di ghiaia, porte torii enormi, la sensazione netta di essere lontani dal caos. Calcolate due ore buone per il santuario e il parco Yoyogi adiacente, dove i giapponesi fanno picnic, portano i cani e si siedono sull'erba. È un contrasto forte con quello che verrà dopo, e funziona benissimo come ritmo di giornata.
Nel tardo mattino scendete su Takeshita Street ad Harajuku: cinquecento metri di negozi coloratissimi, crepe dolci, moda stravagante. Per vostro figlio è probabilmente una delle strade più divertenti di Tokyo. Mezz'ora-quaranta minuti bastano, poi uscite e prendete un boccone.
Il pomeriggio è Shibuya. L'incrocio di Shibuya va visto almeno una volta: quattrocento persone che attraversano contemporaneamente da sei direzioni diverse, tutto perfettamente ordinato, nessuno che si tocca. Osservatelo dalla passerella del centro commerciale Shibuya 109 o dal caffè al primo piano di fronte. Due ore di shopping nei negozi attorno completano la giornata.
Mattina di altezze e tecnologia. La Tokyo Skytree è la torre più alta del Giappone: dalla piattaforma panoramica a 350 metri vedete la città espandersi in tutte le direzioni fino all'oceano. Nella giornata limpida di giugno si vede il Monte Fuji all'orizzonte, a 100 chilometri di distanza. Calcolate due ore tra torre e zona commerciale ai piedi. Prenotate il biglietto su Klook prima di partire: risparmiate la fila.
A dieci minuti di metro c'è Akihabara, il quartiere dell'elettronica, dei videogiochi e dell'animazione. Per un ragazzo di 13 anni è uno dei posti più straordinari di Tokyo: sette piani di figurine da collezione, arcade con giochi introvabili altrove, negozi di manga, console vintage. Calcolate un'ora e mezza abbondante, poi prendete qualcosa da mangiare nella zona.
Il pomeriggio è dedicato a TeamLab Borderless, ora ad Azabudai Hills. È una delle installazioni d'arte digitale più grandi del mondo: stanze che reagiscono ai movimenti, fiori digitali che si aprono al passaggio, specchi infiniti, luce che si muove come se respirasse. Non è una mostra: è un ambiente da abitare. Calcolate due ore buone. Prenotate sul sito ufficiale teamlab.art prima di partire: i biglietti si esauriscono sempre.
Fate il check-out in mattinata e prendete il bus diretto da Tokyo per Kawaguchiko: due ore e mezza seduti, e quando il bus svolta verso le pendici del Monte Fuji la montagna appare improvvisamente dal finestrino, scura e maestosa. È uno di quei momenti che non si dimentica facilmente.
Arrivate al ryokan nel primo pomeriggio. Il check-in è un rito: vi danno gli yukata (le vesti tradizionali in cotone leggero), vi mostrano come funziona la camera con il tatami e il futon, vi spiegano gli orari della cena kaiseki. Prendete il tempo che serve per sistemarvi, poi fate una passeggiata tranquilla lungo il lago Kawaguchiko.
La cena kaiseki è servita in camera o in sala: piatti piccoli, ingredienti di stagione, tempi lenti. È uno dei pasti che ricorderete di più del viaggio.
La mattina alzatevi presto: se il cielo è sereno, è il momento migliore per cercare il Fuji prima che le nuvole salgano. Fate colazione al ryokan e poi noleggiate le biciclette: il giro completo del lago Kawaguchiko è circa 15 km con qualche saliscendi, e ogni curva offre una prospettiva diversa sulla montagna. Il lago è tranquillo, trafficato solo da cigni e qualche barca. Per un ragazzo di 13 anni il giro è divertente, ma se piove o il caldo umido è intenso, il bus locale fa lo stesso giro con fermate panoramiche: non è una sconfitta, è semplicemente la scelta giusta per quella giornata.
Nel pomeriggio salite alla Pagoda Chureito: si trova a Fujiyoshida, a circa 4 km dalla stazione di Kawaguchiko. Il modo più semplice è prendere il treno Fujikyu dalla stazione di Kawaguchiko fino a Shimoyoshida (10 minuti, ¥310), poi 15 minuti a piedi fino al santuario. In alternativa c'è il World Heritage Loop Bus che ferma a Chureito Iriguchi, ma passa ogni 90 minuti: verificate l'orario prima di partire. Dal santuario ci sono circa 400 gradini da salire. In cima trovate la pagoda rossa con il Monte Fuji sullo sfondo, esattamente come nelle fotografie più famose del Giappone. È la vista iconica per eccellenza, e vederla dal vivo ha un effetto diverso da qualsiasi schermo. Questo vale ovviamente se il Fuji è visibile: se il cielo è coperto, quella mezz'ora di salita porta comunque alla pagoda cinquecentesca nel bosco, che è bella anche senza la montagna sullo sfondo.
Il rientro al ryokan è per l'ora dell'aperitivo. L'onsen privato in camera è vostro per tutta la sera: acqua termale calda, vista sul giardino o sul lago, silenzio. È esattamente l'esperienza per cui siete venuti a Kawaguchiko. Seconda cena kaiseki, poi notte profonda.
Check-out dal ryokan. Invece di tornare a Tokyo per prendere lo Shinkansen (che costerebbe due ore di viaggio in più), prendete il bus diretto da Kawaguchiko verso Mishima: circa un'ora e venti di percorso verso sud attraverso le pendici del Monte Fuji. Da Mishima prendete lo Shinkansen per Kyoto: circa due ore. Totale del trasferimento: tre ore e mezza invece delle cinque e mezza del percorso via Tokyo. Con le valigie e un ragazzo di 13 anni, quelle due ore guadagnate sono preziose. Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio.
Dopo il check-in in hotel, uscite a piedi verso il quartiere di Gion. Sono le vie più tradizionali di Kyoto: machiya di legno, lanterne che si accendono al crepuscolo, ogni tanto una figura in kimono che svolta l'angolo. Non è una ricostruzione: Gion è un quartiere vivo, e la sera è il momento migliore per camminarci. Calcolate un'ora e mezza passeggiando senza meta fissa lungo Hanamikoji Street e i vicoli laterali.
Cena nella zona di Gion: troverete ristoranti di tutte le fasce di prezzo a pochi passi dall'hotel. Il ramen, il tofu in tutti i modi, il soba freddo di giugno. Dormite presto: domani la giornata inizia a Fushimi Inari e il mattino presto fa la differenza.
Alzatevi presto e andate direttamente al Santuario Fushimi Inari: migliaia di porte torii arancioni che si inseguono lungo la montagna per quattro chilometri. La mattina presto i visitatori sono pochi e la luce filtra tra i torii in modo diverso rispetto al pomeriggio. Non serve salire fino in cima: i primi trenta-quaranta minuti di sentiero, fino al primo incrocio di viali, sono già sufficienti per capire perché questo è uno dei posti più fotografati del Giappone. Calcolate due ore e mezza con calma.
Nel tardo mattino risalite verso il Tempio Kiyomizu-dera: la terrazza di legno sospesa sulla valle, costruita senza un chiodo, con Kyoto che si stende sotto. Da lì scendete a piedi attraverso il quartiere Higashiyama, le viuzze di Sannenzaka e Ninenzaka, lastricati di pietra, negozietti di ceramica e tè, le case di legno con i noren alle porte. Calcolate due ore abbondanti tra il tempio e la passeggiata.
Pranzo in uno dei tanti ristoranti lungo Ninenzaka, poi rientro in hotel. Giornata intensa ma perfettamente bilanciata: la storia, l'architettura, il paesaggio, e la camminata a piedi che avete detto di amare.
Giornata fuori Kyoto: prendete il treno per Nara, quarantacinque minuti di viaggio. Nara è la prima capitale del Giappone, e lo si sente camminandoci: le strade sono larghe, l'aria è diversa, e appena usciti dalla stazione incontrate i primi cervi. Sono circa 1.300 e vivono liberi nel parco dalla mattina alla sera: si avvicinano alle persone, mangiano dai venditori di crackers appositi, si lasciano accarezzare. Per vostro figlio è probabilmente uno dei posti più memorabili del viaggio intero.
Il Tempio Todai-ji ospita il Grande Buddha in bronzo più grande del Giappone: quindici metri di statua seduta all'interno di un edificio di legno che è il più grande del suo genere al mondo. È uno di quei posti che non si capisce del tutto finché non ci si è dentro. Calcolate un'ora e mezza tra il tempio e il parco attorno. Il Santuario Kasuga Taisha è a venti minuti a piedi nel bosco: centinaia di lanterne di bronzo appese lungo il vialetto, accese due volte l'anno. Anche nel grigio di giugno è molto suggestivo.
Pomeriggio nel quartiere antico di Naramachi: case mercantili dell'epoca Edo trasformate in caffè, gallerie, laboratori artigiani. Rientrate a Kyoto in tarda serata. È una giornata lunga, ma i cervi soli valgono il viaggio.
Mattina al Padiglione d'Oro, Kinkaku-ji: i tre piani ricoperti di foglia d'oro che si riflettono nello stagno. È uno dei posti più fotografati del Giappone per un motivo semplice: il riflesso funziona davvero, in qualsiasi ora del giorno. Poi Ryoan-ji, a dieci minuti a piedi: il giardino di rocce più famoso del mondo, quindici pietre disposte in modo tale che non si possono mai vedere tutte insieme dal bordo del padiglione. È un'esperienza di qualche minuto che resta in testa per molto tempo. Calcolate due ore e mezza per entrambi.
Il pomeriggio è ad Arashiyama. Qui fate l'esperienza del kimono: noleggiate l'abito (prenotate su Klook o su mai-ko.com prima di partire), vi aiutano a indossarlo, e poi passeggiate nel quartiere vestiti così per quattro ore. La foresta di bambù di Arashiyama con il kimono è una delle fotografie più belle che porterete a casa. Il Tempio Tenryu-ji e il suo giardino completano il pomeriggio. Calcolate di rientrare in hotel per la cena: avrete camminato tanto e sarà ora di riposare.
Mattina presto al Padiglione d'Argento, Ginkaku-ji: apre alle 8:30 e nelle prime ore ci sono pochi visitatori. Il giardino di sabbia rastrellata e i muschi sono tra i posti più silenziosi di Kyoto. Calcolate un'ora abbondante. Da lì percorrete il Sentiero del Filosofo verso sud: due chilometri lungo un canale fiancheggiato da aceri e camelie, con negozi di artigianato ai lati. A giugno il verde è pieno. Il sentiero termina in zona Nanzen-ji, dove potete fermarvi a pranzo.
Nel pomeriggio spostatevi verso il centro per il Castello Nijo: era la residenza dello shogun a Kyoto, e i pavimenti scricchiolano apposta perché nessun assassino potesse avvicinarsi di notte in silenzio. Visita di circa due ore tra l'interno del castello e i giardini. Poi a piedi fino al Mercato Nishiki, quattrocento metri di bancarelle coperte con tofu fresco, polpo su spiedo, decine di tipi di pickles, sake da assaggiare nei barattolini. Mangiate camminando.
La sera è per la cerimonia del tè: prenotate su mai-ko.com, che offre cerimonie in ambienti tradizionali con istruttori in kimono. Molte sessioni serali iniziano alle 17:30 e durano un'ora e mezza, includendo la preparazione del matcha, i dolci di stagione e la spiegazione dei gesti. È la chiusura giusta per l'ultima sera a Kyoto.
Da Kyoto a Osaka ci vuole mezz'ora con il treno JR locale: non è uno spostamento vero, è quasi come cambiare quartiere. Eppure le due città sono completamente diverse. Kyoto è composita e silenziosa, Osaka è diretta e rumorosa nel senso migliore: la gente parla forte, ride, mangia per strada. Fate il check-in e uscite subito.
Il Castello di Osaka vale un paio d'ore: il parco attorno è enorme, i fossi sono pieni di carpe, e dalla torre si vede la città moderna tutt'intorno al castello storico. Nel tardo pomeriggio scendete a Dotonbori: il canale con le insegne luminose, il takoyaki (polpo in pastella) appena sfornato, il tonkatsu, gli okonomiyaki. Mangiate camminando, mangiate seduti, mangiate di nuovo. Dotonbori la sera è il posto in cui Osaka si sente di più.
La vita notturna di Namba è a pochi passi: bar, izakaya, locali su più piani. Non è necessario rientrare presto questa sera.
Mattina al Mercato Kuromon: è il mercato storico di Osaka, aperto sin dall'Ottocento. Le bancarelle vendono granchio fresco, gamberi alla griglia sul momento, sashimi da mangiare in piedi, frutta di stagione. Arrivate a stomaco non troppo pieno e mangiate mentre camminate: è questo il modo in cui funziona. Calcolate due ore tra il mercato e il quartiere attorno.
Nel pomeriggio fate un giro nel quartiere di Shinsekai, il "Nuovo Mondo" costruito nel 1912 che oggi sembra un pezzo di Osaka dimenticata nel tempo: la torre Tsutenkaku, i ristoranti di kushikatsu (spiedini fritti), le insegne vintage. È un quartiere che non si incontra nelle guide generiche e che ha un carattere molto preciso. Poi risalite verso Shinsaibashi per gli ultimi acquisti: dalla grande via commerciale coperta ai negozietti di nicchia nei vicoli paralleli.
La sera è per la cena di carne wagyu: la avete chiesta espressamente, ed è giusto viverla come un evento. Cercate un ristorante che proponga il sukiyaki o lo yakiniku con wagyu di grado A4 o A5, la fascia in cui il grasso si scioglie in cottura. Il budget per questa cena è più alto della media: calcolate €80-100 a persona come ordine di grandezza, e vale ogni euro. Prenotate in anticipo cercando su Google "wagyu restaurant Osaka Namba" oppure chiedete alla reception dell'hotel di aiutarvi: i migliori posti si esauriscono.
Giornata lunga, da gestire con buon ritmo. Prendete lo Shinkansen la mattina presto da Osaka verso Hiroshima: un'ora e mezza di viaggio. Hiroshima è una città normale, viva, con traffico e bar e bambini che vanno a scuola. Il Parco Memoriale della Pace è al centro di questa normalità, e questo contrasto è esattamente il punto. Il museo è sobrio, potente, costruito senza retorica. Calcolate un'ora e mezza tra il museo e il parco. È una visita che pesa, ma in modo necessario: è cultura, è storia, è una delle cose più importanti che vedrete nel viaggio.
Poi il traghetto per l'isola di Miyajima: quindici minuti di navigazione e arrivate sull'isola con il torii dell'Itsukushima che emerge dall'acqua. La marea alta lo isola completamente dalla riva, la marea bassa permette di avvicinarsi a piedi. Verificate gli orari delle maree il giorno prima su miyajima.or.jp: il torii galleggiante è visibile nelle 2-3 ore intorno all'alta marea, mentre con la bassa marea si può avvicinare a piedi ma vederlo emergere dal fango ha meno impatto visivo. Entrambe le versioni hanno il loro carattere, ma scegliere l'orario di arrivo in base alla marea fa differenza. I cerbiatti dell'isola camminano liberamente tra i visitatori esattamente come quelli di Nara. Calcolate due ore per il santuario e la passeggiata sull'isola.
Rientrate a Osaka in tarda serata. È la giornata più lunga del viaggio in termini di trasporti, ma nessuno torna da Miyajima senza essere contento di esserci andato.
Check-out da Osaka e Shinkansen verso Tokyo: due ore e mezza. Guardatelo in modo consapevole questo treno, perché sulla via del ritorno le cose si vedono diversamente. La pianura, i paesini, le risaie, le fabbriche: il Giappone visto dal finestrino dello Shinkansen è una sintesi del paese.
Check-in in hotel nel primo pomeriggio. Poi i Giardini Hamarikyu: un giardino formale del Settecento con un laghetto di acqua salata collegato alla baia di Tokyo, circondato dai grattacieli di Shiodome. Il contrasto è visivo e immediato. È uno dei parchi più tranquilli della città, perfetto per decomprimere dopo la giornata di Hiroshima e il trasferimento. Calcolate un'ora e mezza.
Serata a Ginza: il quartiere elegante di Tokyo, boutique internazionali, architettura contemporanea, ristoranti di ogni tipo. Non è necessario comprare nulla: si passeggia, si guarda, si cena bene. È un ritmo leggero dopo una fase intensa del viaggio.
Ultimo giorno pieno. Mattina presto al Mercato esterno di Tsukiji: sushi, uova di ricci di mare, tamagoyaki appena fatto, brodo di dashi caldo nelle tazze di ceramica. Arrivate entro le nove per trovare tutto aperto e i banconi ancora pieni. È il street food più elegante di Tokyo, e il momento migliore per viverlo è la mattina. Calcolate due ore abbondanti tra assaggi e acquisti.
Nel pomeriggio spostatevi a Toyosu per TeamLab Planets: è un'esperienza diversa da Borderless (vista al Giorno 3), più fisica e immersiva. Si cammina a piedi scalzi nell'acqua, si entra in stanze dove il pavimento è fatto di fiori digitali che reagono al peso, si galleggia visivamente in spazi specchiati infiniti. Prenotate sul sito ufficiale teamlab.art prima di partire. Calcolate un'ora e mezza. Nota pratica: TeamLab Planets si raggiunge con la linea Yurikamome, fermata Shin-Toyosu (1 minuto a piedi dall'uscita nord). Non scendete a Shijo-mae, che è la fermata successiva ed è quella per il Mercato di Toyosu.
Tardo pomeriggio e sera: shopping finale a Shibuya o Harajuku. Gli ultimi souvenir, i regali che avete rimandato, qualcosa per voi. Cena finale memorabile: sceglietela voi in base a quello che vi è mancato nelle settimane precedenti.
Check-out in mattinata. Se avete ancora spazio nelle valigie e voglia di muovervi, due ore di shopping vicino all'hotel sono l'ultimo spazio utile. Poi prendete il monorail per l'aeroporto di Haneda: venticinque minuti di viaggio, diretto, senza cambi.
Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo rispetto all'orario di partenza. I negozi duty-free di Haneda sono tra i migliori del Giappone: whisky giapponese, cosmetici, tè, dolci confezionati. È un ultimo giro tra cose giapponesi prima di tornare a casa.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi si sale su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass bisogna prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico, la tratta Tokyo-Kawaguchiko usa la Fujikyu Railway, che il JR Pass non copre. I biglietti singoli costano circa €395 a persona, leggermente di più del JR Pass settimanale, ma vi danno massima flessibilità senza vincoli di attivazione o tratte escluse. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japan-experience.com: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Narita - Tokyo centro | Narita Express | 1h 30min | € 35 |
| Tokyo - Kawaguchiko (a/r) | Bus diretto (Fujikyu) | 2h 30min | € 40 |
| Kawaguchiko - Kyoto (via Mishima) | Bus + Shinkansen | ~3h 30min | € 85 |
| Kyoto - Osaka | JR locale | 30min | € 5 |
| Osaka - Hiroshima/Miyajima (a/r) | Shinkansen + traghetto | 1h 30min + 15min | € 125 |
| Osaka - Tokyo | Shinkansen (Nozomi) | 2h 30min | € 95 |
| Tokyo - Haneda | Monorail | 25min | € 10 |
| IC Card + pass urbani (metro) | IC Card Welcome Suica | € 90 |
IC Card: prendete ognuno la Welcome Suica all'aeroporto appena atterrate. È una tessera prepagata ricaricabile che appoggiate ai tornelli della metro e dei treni locali: il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini per pagare. Caricatela di circa €30 e ricaricatela quando scende sotto i 5.000 yen (circa €30).
Tutto calcolato a persona, con i voli esclusi come indicato. Il totale di €2.470 rientra nel budget di €2.500 dichiarato con un margine di €30. Il margine è stretto: la tratta Osaka-Hiroshima A/R pesa circa €125 a persona. Tenetelo presente soprattutto per il Giorno 13: quella giornata ha i trasporti più costosi del viaggio.
| Alloggi (15 notti) | € 992 |
| Trasporti intercity + IC Card | € 485 |
| Cibo (16 giorni, include cena wagyu) | € 640 |
| Attività e ingressi | € 303 |
| Assicurazione sanitaria | € 50 |
| Totale a persona | € 2.470 |
La voce alloggi è la più variabile: il ryokan a Kawaguchiko con onsen privato incide di più rispetto a un hotel standard. Sul cibo, i €40 al giorno a persona sono una media che comprende colazioni leggere (kombini o caffè), pranzi da €8-15 e cene da €15-30. La cena wagyu è stimata a €90 a persona e rientra nella media mensile. La voce attività include i due TeamLab (Borderless €30, Planets €20), il kimono €50, la cerimonia del tè €40, il Tokyo Skytree €25 e tutti gli ingressi a templi e castelli.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Con questo GiappoPlan avete il tracciato del viaggio. Per i dettagli dentro le singole giornate avete due strumenti inclusi.
La guida "300 Cose da Fare in Giappone" è il vostro approfondimento zona per zona. Quando sapete che nel pomeriggio siete a Higashiyama o nella zona di Arashiyama, potete aprirla e scegliere esattamente cosa fare in base ai vostri interessi di giornata. Non è obbligatorio: moltissime persone esplorano a sensazione e va benissimo così. Ma se volete costruirvi le giornate con ancora più controllo, ce l'avete lì.
La guida culinaria funziona allo stesso modo ma per i ristoranti. Invece di cercare su Google e trovare i posti più turistici, aprite la guida, cercate la zona in cui siete e trovate i ristoranti selezionati per quella area. Si può usare prima di partire per segnarli su Maps, oppure in loco quando avete fame.
Durate, mezzi e fermate che trovate in questo documento sono metriche di riferimento: servono per capire la logistica del viaggio mentre lo pianificate, e come punto di orientamento se per qualsiasi motivo non avete internet sul momento. Nella pratica, per qualsiasi spostamento — che sia lo Shinkansen tra due città o il bus da un tempio al successivo — lo strumento giusto è Google Maps: inserite il nome del posto in cui siete e il nome del posto dove volete andare, e Maps vi dice esattamente quale linea prendere, da quale uscita, quante fermate, dove scendere. Funziona perfettamente in tutto il Giappone, in italiano, in tempo reale. Non c'è niente da pianificare in anticipo per gli spostamenti urbani: si apre Maps quando serve.
Tenetevi sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non avete bisogno dei bus: la metro copre tutto. A Kyoto si sale dalla porta posteriore e si prende il bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Alla fermata di discesa si scende dalla porta anteriore e si paga la tariffa corrispondente al proprio numero (mostrata sul tabellone sopra l'autista), inserendo i soldi o appoggiando la IC card. A Osaka il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card alla salita e all'uscita. In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: scrivete la frase prima, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è il servizio di consegna espresso giapponese che permette di spedire le valigie da un hotel all'altro: arrivano il giorno successivo, e il costo è circa €15-20 a valigia. È utile nei giorni di trasferimento più impegnativi, soprattutto quando avete molte ore di viaggio davanti.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Per il vostro itinerario le tratte più utili sono due: da Kawaguchiko verso Kyoto (il giorno del trasferimento via Mishima), e da Osaka verso il secondo hotel di Tokyo (l'ultimo trasferimento prima della partenza). In entrambi i casi viaggiate leggeri per il giorno e trovate le valigie in hotel all'arrivo.
Il Giappone è uno dei paesi migliori al mondo per comprare oggetti di qualità: ceramica, carta washi, prodotti di stationery, sake, tè, coltelli da cucina, cosmetici. Non i souvenir da aeroporto: i veri negozi di artigianato, che si trovano ad Asakusa, lungo Higashiyama a Kyoto, nel quartiere Naramachi a Nara e nei vicoli attorno al Mercato Kuromon a Osaka.
La strategia migliore è esplorare senza comprare nei primi giorni, segnarsi i posti che vi piacciono su Google Maps, e fare gli acquisti seri negli ultimi due-tre giorni a Tokyo. I grandi negozi (Takashimaya, Isetan, Mitsukoshi) applicano il rimborso IVA ai turisti stranieri con passaporto: mostratelo alla cassa per avere lo sconto del 10%.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, antidolorifico (Brufen o Tachipirina), antidiarroico, antisettico, termometro, medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi. Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Giugno è l'inizio della stagione delle piogge (tsuyu) in Giappone: le temperature sono tra 25 e 30 gradi di giorno, intorno ai 22 di notte a Tokyo e Osaka, qualche grado in meno a Kawaguchiko. L'umidità è alta, molto più dell'estate italiana. A Kyoto in particolare il caldo umido può essere intenso nel pomeriggio.
Cosa portare: abiti leggeri in fibra naturale o tecnica che traspirino bene, scarpe comode che non trattengano l'umidità, un ombrello compatto ciascuno (le piogge di giugno sono frequenti ma brevi), crema solare ad alta protezione. Evitate le scarpe con lacci complicati: le rimuoverete spesso nei templi.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Avete scritto che volete "un bagaglio di vita, soprattutto per vostro figlio." È da quella frase che tutto è partito. Non da una lista di templi da spuntare, ma dalla domanda: cosa rimane, di un viaggio, a un ragazzo di 13 anni tra dieci anni? Rimangono i cervi di Nara che mangiano dai palmi delle mani. Rimane il Monte Fuji visto all'alba dal lago, in yukata, con la cena del giorno prima ancora nei ricordi. Rimane Dotonbori la sera, l'odore del takoyaki, il rumore della città. Rimane Hiroshima, perché alcune cose si capiscono solo stando nel posto in cui sono accadute.
I due giorni a Kawaguchiko sono stati inseriti per rispettare esattamente ciò che avete indicato come interesse massimo: il Monte Fuji e i panorami. Non una sosta di poche ore, ma due giorni interi con il lago, la bicicletta, la Pagoda Chureito e l'onsen privato la sera. Il ryokan con onsen privato non è solo un desiderio espresso nel questionario: è anche l'unica soluzione corretta per il vostro gruppo, data la presenza di tatuaggi.
Cinque notti a Kyoto possono sembrare tante. Sono giuste. Avete detto che volete i templi con un voto di 9 su 10, che volete camminare, che volete imparare. Kyoto non si vive di corsa. Ogni giornata è costruita su un cluster geografico preciso, senza zig-zag: il Kyoto est con Fushimi Inari e Kiyomizu-dera, la giornata a Nara, il Kyoto nord e Arashiyama con il kimono, il centro con il Mercato Nishiki e la cerimonia del tè. Sono quattro giornate completamente diverse una dall'altra, tutte nella stessa città.
Lo street food è un interesse di 9 su 10 nel vostro questionario, e si vede nell'itinerario: Nakamise ad Asakusa, Nishiki a Kyoto, Dotonbori e Kuromon a Osaka, Tsukiji a Tokyo. Non sono aggiunte: sono il filo conduttore del viaggio. Mangiare in Giappone non è fare rifornimento: è capire dove siete.
La scelta di usare biglietti singoli invece del JR Pass non è stata casuale: la tratta per Kawaguchiko usa la Fujikyu Railway, che il Pass non copre, e il costo totale dei biglietti singoli è praticamente identico al Pass settimanale. Massima flessibilità, nessun compromesso sulle tratte.
Il routing Tokyo-Kawaguchiko-Kyoto-Osaka-Tokyo segue la geografia del paese da est verso ovest senza ritorni inutili. Il percorso che avevate proposto (Tokyo-Osaka-Kyoto-Kawaguchiko-Tokyo) avrebbe comportato 450 chilometri di backtracking. Questo percorso è lineare, logico e risparmia almeno quattro ore di viaggio totali che avete usato molto meglio altrove.
Questo è il vostro viaggio, Giorgia. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Quando avrete prenotato tutto, se volete un ultimo controllo prima di partire potete prenotare un GiappoCheck: una videochiamata di un'ora (€150) in cui rivediamo insieme l'intero itinerario, verifichiamo che tutto sia a posto e rispondiamo a qualsiasi dubbio rimasto aperto. Non è necessario. Molte persone partono tranquillamente con solo il GiappoPlan. Ma per chi vuole la sicurezza in più, c'è.
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