Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni — prezzi, orari, disponibilità, indirizzi — sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo viaggio per te significa "un sogno che si avvera" e che vuoi "camminare tra templi antichi e metropoli luminose, assaggiare sapori nuovi, perderti nei dettagli della cultura." Hai scritto anche che volete "sentire l'anima del posto", non solo vederne le attrazioni: "vivere la realtà del posto fuori da tutto quello che sia il turismo, per cogliere l'anima del posto."
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di tre persone dove uno ha 23 mesi, dove il 17 aprile è una data speciale, e dove la curiosità per la cultura vera è grande quanto la necessità di andare con calma.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, attraversate le Alpi giapponesi passando per Kanazawa e Takayama, esplorate il cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag. L'ultima notte a Narita è pura logistica: il Tobu Hotel Airport è a dieci minuti di shuttle dal terminal.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 12–16 apr | 4 | APA Hotel Higashi Shinjuku Kabukicho Tower |
| Kanazawa | 16–17 apr | 1 | Hotel Intergate Kanazawa |
| Takayama | 17–18 apr | 1 | Ryokan Kutsuroginoya Yuu |
| Kyoto | 18–22 apr | 4 | Hotel Monterey Kyoto |
| Osaka | 22–24 apr | 2 | Hotel Brighton City Osaka Kitahama |
| Narita | 24–25 apr | 1 | Tobu Hotel Airport |
Gli alloggi sono già prenotati, quindi questa sezione non serve per scegliere dove dormire. Serve per capire dove siete, cosa trovate fuori dalla porta e come muovervi da lì. È una cosa che fa differenza nel modo in cui si vive una città.
Una regola che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. I vostri alloggi sono tutti in zone studiate per il vostro itinerario.
Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), prendete il Narita Express fino a Shinjuku: un'ora e mezza di treno, seduti, con le valigie sistemate. Il vostro primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino: campi e sobborgi che si trasformano lentamente nei grattacieli di Tokyo.
Siete in hotel verso le 13. La prima cosa che farete sarà la più giusta: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme e caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciandosi investire.
Nel tardo pomeriggio, a cinque minuti a piedi dall'hotel, c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: 60 ettari di verde, vialetti larghi e panchine. È il posto perfetto per il primo pomeriggio giapponese con un bambino piccolo. Si cammina, si respira, si guarda. Chiude al tramonto, ingresso circa €3 a testa. Vostro figlio avrà spazio per muoversi e voi potete iniziare a decomprimere dopo il volo.
La sera: ramen. Ce ne sono ovunque attorno all'hotel, a tutti i prezzi. Mangiate, tornate, dormite presto.
Questa mattina avete una guida italiana che vi accompagna per quattro ore nella Tokyo storica. Partirete da Asakusa, il quartiere più antico della città: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise con le bancarelle di street food e artigianato, la passeggiata lungo il fiume Sumida. La guida vi spiega mentre camminate: chi è il dio Kannon, cosa significa quella fontana dell'acqua all'ingresso del tempio, perché si bruciano bastoncini d'incenso. Sono cose che da soli difficilmente capireste, e che cambiano completamente il modo in cui si guarda un posto. Calcolate due ore buone per Asakusa.
Tornate in hotel per la pausa pomeridiana di vostro figlio.
Nel pomeriggio, dodici minuti di metro da Shinjuku: Akihabara. Sette piani di figurine da collezione, negozi di manga e anime, sale giochi, elettronica ovunque. Super Potato per i videogiochi retro, Mandarake per i manga rari, Yodobashi Camera per la tecnologia. Calcolate un paio d'ore: ci si perde facilmente, ed è esattamente quello che deve succedere.
La sera, ramen o izakaya nel quartiere.
La mattina è dedicata a un'esperienza che non esiste da nessun'altra parte: il TeamLab Borderless di Azabudai Hills, circa venti minuti di metro. È un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze dove le proiezioni si muovono su muri, pavimento e soffitto, labirinti di specchi, ambienti che cambiano in base a dove camminate. Calcolate almeno tre ore.
Nel pomeriggio, il Santuario Meiji Jingu: immerso in una foresta di 170 mila alberi nel mezzo di Tokyo, silenzio assoluto a trenta metri dal caos. Un'ora e mezza, tutto pianeggiante, perfetto per il passeggino. Poi la via Takeshita a Harajuku con i suoi negozi pop e kawaii.
La sera, Shibuya Crossing e cena a Shibuya Yokocho: street food e izakaya all'aperto, il rumore e l'energia della Tokyo che avete sempre immaginato.
Sveglia verso le 7:00, ritrovo con la guida alle 7:45. Il jet lag vi aiuterà: probabilmente siete già svegli.
A Ryogoku, venti minuti di metro, una guida italiana vi porta a vedere l'allenamento mattutino dei lottatori di sumo in una vera scuderia: il keiko. Non è uno spettacolo per turisti: è l'allenamento reale che i lottatori fanno ogni mattina. Si osserva seduti in silenzio per circa due ore, mentre la guida spiega i rituali, la gerarchia dentro la scuderia, il significato di ogni gesto. Aprile non è mese di tornei a Tokyo, quindi questa è l'unica opportunità di vedere il sumo dal vivo in questo viaggio: è la scelta giusta.
Il pomeriggio è libero: Shibuya, il Nintendo Store, Tokyu Hands. Shopping e relax prima del cambio di città.
L'ultima mattina a Tokyo è leggera: Ikebukuro per un Pokemon Center e gli ultimi acquisti o souvenir. Poi check-out e shinkansen.
Lo Hokuriku Shinkansen Tokyo–Kanazawa dura due ore e mezza. Vostro figlio guarda fuori dal finestrino o dorme, mentre voi mangiate un bento dal kombini e guardate il paesaggio che cambia lentamente.
Kanazawa nel pomeriggio è una sorpresa. È una città piccola e curata che molti viaggiatori saltano, ed è esattamente per questo che vale. Il quartiere di Higashi Chaya, il distretto delle geisha, è fatto di strade acciottolate e case di legno con le finestre a griglia, intatto da duecento anni. Una passeggiata lenta di un'ora e mezza, il passeggino scivola bene, le luci del pomeriggio sono bellissime.
La sera, cena con pesce fresco del Mar del Giappone. Kanazawa è famosa per il granchio e per il tonno: ordinate quello che non riuscite a trovare altrove.
Prima di partire, il Giardino Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. Due ore lente, vostro figlio in passeggino tra i pini e i laghetti. Se avete fortuna con i ciliegi tardivi, ancora meglio.
Poi il Nohi Bus verso Takayama: due ore e mezza di autobus che salgono verso le Alpi giapponesi. Il paesaggio fuori dal finestrino cambia tutto: boschi, fiumi, montagne, villaggi. Uno dei percorsi più scenografici del Giappone. Il Nohi Bus parte dalla stazione di Kanazawa: prenotate i posti su nouhibus.co.jp o tramite Klook con qualche giorno di anticipo, specialmente in aprile.
Arrivate a Takayama nel primo pomeriggio. Il ryokan è lì ad aspettarvi.
Nel quartiere storico di Sanmachi Suji, tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake visitabili, botteghe di artigianato. L'atmosfera è quella di un Giappone che non esiste quasi più, fermato nel tempo da tre secoli. Una passeggiata tranquilla di un'ora e mezza.
La sera, la cena kaiseki nella sala del ryokan: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna, verdure di stagione, pesce del fiume, carne di Hida. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto.
E dopo cena, l'onsen privato per la famiglia: i tatuaggi non sono un problema perché è un bagno esclusivo, solo per voi tre. Acqua calda di sorgente, vapore, silenzio.
La colazione tradizionale del ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti, tofu) è parte dell'esperienza tanto quanto la cena.
Prima del check-out, il mercato mattutino di Miyagawa: lungo le rive del fiume, bancarelle di verdure di montagna, artigianato, pickle, fiori. I venditori sono le stesse famiglie da generazioni. Una mezz'ora di passeggiata tranquilla prima di riprendere il treno.
Poi il treno più lungo del viaggio: Takayama–Kyoto via Nagoya, circa quattro ore con un cambio. Portate qualcosa per vostro figlio, ma di solito i bambini piccoli sui treni giapponesi sono insolitamente tranquilli: il ritmo, il paesaggio, il cullarsi del vagone.
Arrivate a Kyoto nel tardo pomeriggio. Check-in all'Hotel Monterey, prima esplorazione del quartiere di Kawaramachi, cena tranquilla a Pontocho: vicoli stretti, lanterne, cuochi visibili dietro i banconi. Un'introduzione perfetta a Kyoto.
Oggi avete la guida italiana per l'intera giornata.
La mattina, a sud: Fushimi Inari Taisha, il santuario dei diecimila torii rossi. I torii sono gate di legno laccato arancione che si susseguono per chilometri lungo il sentiero di montagna. Li avete visti mille volte nelle foto, ma dal vivo (specialmente la mattina presto quando la luce filtra di lato tra un torii e l'altro) è un'altra cosa completamente. Con vostro figlio non si sale fino in cima, ma le prime trenta–quaranta minuti del sentiero sono le più belle. Calcolate due ore e mezza qui.
Pausa pranzo in un ristorante tradizionale nella zona di Gion.
Il pomeriggio, verso est: Kiyomizu-dera, il tempio del periodo Heian costruito su una collina con una terrazza di legno che si affaccia sulla città (un'ora e mezza).
Poi il quartiere di Gion, le stradine di Hanamikoji con le lanterne rosse. E per finire, il Mercato Nishiki: quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale di Kyoto (tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini di polpo, tè matcha in tutte le forme). Un'ora e mezza di degustazioni continue.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto e arrivate in un posto che non assomiglia a nessun altro posto al mondo.
Nara Park è un parco pubblico dove vivono liberamente millesettecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, aspettano i crackers di riso (shika senbei) che vendono le bancarelle. Per vostro figlio, che a fine aprile avrà quasi due anni, l'effetto è magico.
La guida vi accompagna per tutta la giornata.
Dopo i cervi, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Patrimonio UNESCO. Calcolate un'ora e mezza.
Se vostro figlio ha ancora energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne vale altri quarantacinque minuti. Se è esausto, si torna a Kyoto nel pomeriggio: il Buddha gigante è il punto di forza della giornata, il resto è complementare.
Arashiyama si raggiunge con venticinque minuti di treno dall'ovest della città, e merita una giornata intera.
Arrivate verso le 9, prima che la zona si riempia. La Foresta di Bambù: un sentiero attraverso canne alte venti metri, la luce che filtra tra di loro, il suono del vento, il verde ovunque. Trenta–quaranta minuti: breve, ma intenso.
A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen: specchio d'acqua, pini, rocce, il monte Arashiyama sullo sfondo. Patrimonio UNESCO, uno dei giardini più belli di Kyoto. Un'ora.
Il ponte Togetsukyo sul fiume, la Foresta dei Kimono alla stazione Randen, le botteghe artigiane della via principale. Pranzo in uno dei ristoranti sul fiume. Shopping tranquillo nel pomeriggio.
Il Parco delle Scimmie è un'opzione pomeridiana: centoventi macachi liberi su una collina. Saltate se vostro figlio è già stanco: la salita è faticosa anche per gli adulti con bambino in braccio (20 minuti su sentiero irregolare), e a 23 mesi non cammina da solo su quel tipo di terreno. Avete già visto il meglio di Arashiyama.
Rientro a Kyoto centro la sera.
L'ultima mattina a Kyoto per il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji): il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti. Arrivate appena apre, un'ora e mezza, poi check-out in hotel.
Check-out e trasferimento a Osaka. Il 22 aprile è mercoledì: il Kyo Train Garaku (il treno turistico che avevate richiesto) opera solo nei weekend e festivi, quindi quel giorno non è disponibile. Il trasferimento si fa con il treno espresso Kintetsu da Kyoto a Osaka Namba: circa cinquanta minuti, comodo, frequente, nessuna prenotazione necessaria. Non è il Garaku, ma il percorso è bello lo stesso. Se volete assolutamente fare il Garaku, l'unica alternativa sarebbe anticipare il trasferimento a Osaka a domenica 19 aprile, ma questo rivoluziona l'itinerario di Kyoto: non vale la pena.
Arrivate a Osaka nel pomeriggio. Check-in all'Hotel Brighton City Kitahama e la sera il vostro primo impatto con Dotonbori: il canale con le insegne al neon, il Glico Man, il granchio luminoso di Kani Doraku. Takoyaki freschi fatti al momento, okonomiyaki sulla piastra. Cibo di strada, folla, luce ovunque.
La mattina al Castello di Osaka: il castello più iconico del Giappone con il parco intorno. Due ore.
Il pomeriggio e la sera si concentrano in un'area che potete girare completamente a piedi.
Il Mercato Kuromon: centoquaranta anni di storia, 600 metri di bancarelle coperte con sashimi fresco tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, fugu, ricci di mare. Uno dei mercati più belli del Giappone, frequentato da chi ci vive. Un'ora e mezza. Poi la via degli utensili da cucina Doguyasuji (trenta minuti), la galleria coperta di Shinsaibashi con negozi di elettronica e tech (un'ora).
La sera, il wagyu: yakiniku o teppanyaki con wagyu A5 di Kobe o Matsusaka. La carne si cucina sul braciere al centro del tavolo, si mangia un pezzo alla volta, e si scioglie. Prenotate con una settimana o due di anticipo: per un ristorante di qualità vera serve prenotazione. Chiedete consiglio alla guida italiana del Giorno 8: sa dove vale la pena andare davvero.
L'ultima mattina in Giappone è al DenDen Town, il quartiere dell'elettronica di Osaka: negozi di anime, manga, gaming e tech, più un Pokemon Center. Due ore di shopping finale nel posto giusto.
Shinkansen Osaka–Tokyo (due ore e quindici con il Nozomi, che con i biglietti singoli potete prendere senza sovraprezzi), poi Narita Express fino all'aeroporto (un'ora). Check-in al Tobu Hotel Airport nel tardo pomeriggio, intorno alle 15:30–16:00.
Il Tempio Narita-san Shinshoji è nella città di Narita, raggiungibile in taxi o treno, ma i padiglioni principali chiudono alle 16:00. Arrivereste tardi. Meglio non pianificarlo come tappa: la sera è per il packing, controllare il peso delle valigie, mangiare qualcosa tranquilli vicino all'hotel, andare a letto presto. Il volo è alle 11:00 e con un bambino le mattine in aeroporto non sono mai veloci.
Poi bagagli, check-in, buonanotte al Giappone.
Sveglia alle 6, check-out alle 7, shuttle per il terminal alle 7:30. Il volo parte alle 11: tre ore di anticipo sono giuste per un internazionale con bambino piccolo.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico.
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costerebbe circa €325 a persona. Ma attivandolo il 16 aprile con scadenza al 22, il treno Osaka–Tokyo del 24 aprile (il più costoso del viaggio) cadrebbe fuori dalla validità. Inoltre il Nohi Bus Kanazawa–Takayama e il treno Kintetsu Kyoto–Osaka non sono coperti dal JR Pass perché sono operatori privati: li pagate comunque. Con i biglietti singoli risparmiate circa €350 sulla famiglia.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo famiglia |
|---|---|---|---|
| Narita verso Shinjuku | Narita Express | 90 min | €70 |
| Tokyo verso Kanazawa | Hokuriku Shinkansen | 2h 30min | €180 |
| Kanazawa verso Takayama | Nohi Bus diretto | 2h 30min | €50 |
| Takayama verso Kyoto | Limited Express con cambio a Nagoya | 4h | €120 |
| Kyoto verso Osaka | Kintetsu Express | 50 min | €10 |
| Osaka verso Tokyo | Tokaido Shinkansen (Nozomi) | 2h 15min | €190 |
| Tokyo verso Narita | Narita Express | 1h | €70 |
Voli e alloggi sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone. Avete detto di non voler definire un budget preciso perché siete consapevoli che potrebbero esserci esperienze uniche da vivere: i numeri qui sotto riflettono esattamente quella filosofia.
| Biglietti treni intercity | €690 |
| IC Card e trasporti urbani | €230 |
| Cibo (14 giorni) | €1.820 |
| Attività e ingressi | €600 |
| Guide in italiano (3 tour) | €1.060–1.300 |
| Assicurazione completa | €250 |
| Totale stimato | €4.650–4.890 |
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto d'ingresso sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Con questo GiappoPlan avete il tracciato del viaggio. Per i dettagli dentro le giornate avete due strumenti inclusi.
È il vostro approfondimento zona per zona. Quando sapete che nel pomeriggio siete ad Akihabara, potete aprirla e leggere esattamente quali sono i negozi e le esperienze più adatte ai vostri interessi specifici, nell'ordine migliore. Non è obbligatorio usarla: moltissime persone esplorano a sensazione e va benissimo così. Ma se volete costruirvi le giornate con ancora più controllo, ce l'avete lì.
Funziona allo stesso modo ma per i ristoranti. Invece di cercare su Google e trovare i posti più turistici, aprite la guida, cercate la zona in cui siete e trovate i ristoranti selezionati per quella area. Potete farlo prima di partire per segnarveli su Maps, oppure in loco quando avete fame. È il modo più semplice per mangiare dove mangiano i giapponesi invece di dove mangiano i turisti.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello sotto pressione: da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
Tre situazioni concrete:
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini piccoli. Le stazioni dei treni e i grandi magazzini hanno stanze cambio e aree allattamento segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室). I kombini hanno fasciatoi. Il passeggino funziona ovunque: le uniche eccezioni sono il sentiero del Parco delle Scimmie ad Arashiyama (salita ripida, si salta senza rimpianti) e alcune scale dei templi più antichi dove vostro figlio va preso in braccio.
Il ritmo che ho costruito ha sei giorni leggeri e sette giorni medi, mai giorni intensi. Questo è intenzionale. Quando sentite che vostro figlio ha bisogno di fermarsi, fermatevi. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le spedite avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: vai alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Kyoto–Osaka (Giorno 11): arrivate con solo uno zaino, il trasferimento è più leggero e rilassato. Potete usarlo anche Tokyo–Kanazawa se volete esplorare Tokyo l'ultimo mattino senza il peso dei bagagli. Con un bambino piccolo da portare, viaggiare con solo uno zaino in spalla cambia completamente la giornata.
Con i vostri interessi (anime, manga, elettronica, videogiochi, mercati) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Per anime, manga e videogiochi: Akihabara a Tokyo e DenDen Town a Osaka sono i due poli principali. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro, da Animate le edizioni giapponesi di tutto quello che amate. Le sale giochi retro sono un'esperienza a sé.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il 10% su ogni acquisto.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali a Takayama, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: Osaka ha DenDen Town l'ultimo giorno. Non comprate tutto il primo giorno ad Akihabara pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Porta da casa quello che usi normalmente: con un bambino piccolo è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico per adulti (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per vostro figlio, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi. Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Temperature tra i 14 e i 22 gradi di giorno, fresche la sera specialmente a Takayama (zona alpina: portatevi un maglione in più). Vestiti a strati. I ciliegi potrebbero essere ancora in fiore nelle prime settimane: dipende dall'anno, ma aprile è uno dei mesi più belli del Giappone e voi arrivate nel momento giusto.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando hai scritto "voglio sentirmi parte di un mondo che ho sempre desiderato conoscere" e "vivere la realtà del posto fuori da tutto quello che sia il turismo, per cogliere l'anima del posto", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete detto che volete l'anima del posto, non le attrazioni. Per questo il viaggio non si ferma a Tokyo e Kyoto come farebbero il 90% dei pacchetti: include Kanazawa, che i turisti di massa saltano, e Takayama, che non trovi in nessun itinerario standard di agenzia. Sono i posti dove il Giappone di duecento anni fa è ancora intatto, dove la gente del posto vive davvero, dove i mercati mattutini sono frequentati dai residenti, non dai turisti.
Avete chiesto cultura, templi, mercati: tutto al massimo. Li avete trovati tutti, ma non come elenco di attrazioni da spuntare: li avete trovati con spiegazioni (le guide italiane a Tokyo, Kyoto e Nara), con il tempo giusto per viverli, con il contesto per capirli davvero. Otto occasioni di visita a templi e santuari, sei esperienze di mercato e street food, tre sessioni anime e videogiochi tra Akihabara e DenDen Town.
Il 17 aprile è il compleanno di tuo marito. Per questo Takayama è quella notte lì, con il ryokan, la cena kaiseki, l'onsen privato. Non è un caso che sia la notte più speciale del viaggio: quella data era già nella struttura quando ho costruito il tracciato.
Avete i tatuaggi. Per questo l'onsen è privato: nessun bagno comune, nessun problema, nessuna situazione imbarazzante. I tatuaggi sono un elemento gestito in ogni scelta dell'itinerario.
Viaggiate con un bambino di 23 mesi. Per questo non c'è nemmeno un giorno intenso in tutto il viaggio. I giorni di trasferimento sono leggeri, i giorni con guida hanno flessibilità esplicita per accorciare, ogni giornata ha la pausa pomeridiana. Il ritmo è costruito per una famiglia vera: i cervi di Nara per la meraviglia di vostro figlio, Arashiyama con i macachi come opzione se ha energia, le guide italiane che gestiscono i ritmi al posto vostro.
Avete chiesto esperienze che non si trovano su un normale catalogo: il sumo dal vivo (e non il museo), il TeamLab Borderless nella location corretta di Azabudai Hills, il wagyu vero. Sono tutti dentro, con le istruzioni per prenotarli. Il Kyo Train Garaku era nella vostra lista: non è possibile farlo il 22 aprile perché opera solo nei weekend, e spostare l'intera tappa a un giorno feriale alternativo avrebbe complicato Kyoto senza un guadagno reale. Il Kintetsu Express che lo sostituisce copre la stessa tratta in cinquanta minuti, senza stress.
Questo è il vostro viaggio, Romina. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Quando avrete prenotato tutto (treni, guide, TeamLab, wagyu), se volete un ultimo controllo prima di partire potete prenotare un GiappoCheck: una videochiamata di un'ora (€150) in cui rivediamo insieme l'intero itinerario, verifichiamo che tutto sia a posto e rispondiamo a qualsiasi dubbio rimasto aperto.
Non è necessario. Molte persone partono tranquillamente con solo il GiappoPlan. Ma per chi vuole la sicurezza in più, c'è.
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