Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio è "un sogno che si realizza", "un richiamo spirituale a cui sento di dover rispondere dopo aver affrontato un lutto terribilmente difficile", e che a voi famiglia "il diverso ci affascina". Avete scritto anche che cercate "la rilassatezza, i tempi lenti e la riflessione", e che volete portarvi a casa "il segreto per rallentare anche qui a Roma".
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di tre dove Noah ha 8 anni e non ama camminare, dove i templi e le tradizioni vengono prima di tutto, e dove la voglia di scoprire è grande quanto il bisogno di andare piano.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove in modo lineare e poi rientra a Tokyo per il volo: arrivate nella capitale, scendete verso il cuore culturale del paese, fate tappa tra i cervi di Nara e chiudete con l'energia di Osaka, prima di tornare a Tokyo per le ultime due notti. Nessuno zig-zag inutile: Nara cade naturalmente sulla strada tra Kyoto e Osaka.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 4–8 lug | 4 | Hotel zona Higashi-Shinjuku |
| Kyoto | 8–11 lug | 3 | RAKURO Kyoto by The Share Hotels |
| Osaka | 11–14 lug | 3 | Hotel LEGALIE Osaka Shinsaibashi East |
| Tokyo | 14–16 lug | 2 | Hotel già prenotato (zona da confermare) |
Quattro tappe, dodici notti, una sola direzione. Tokyo apre e chiude il cerchio perché il vostro volo parte e arriva da Haneda. In mezzo, Kyoto e Osaka, con Nara come deviazione perfetta nel giorno di trasferimento: invece di un viaggio "vuoto" da una città all'altra, quel giorno diventa una delle giornate più belle.
Gli alloggi sono già prenotati, quindi questa sezione non serve per scegliere dove dormire. Serve per capire dove siete, cosa trovate fuori dalla porta e come muovervi da lì. È una cosa che fa la differenza nel modo in cui si vive una città.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. I vostri alloggi sono tutti in zone centrali e ben studiate per il vostro itinerario: eccovi spiegato perché.
Atterrate a Haneda alle 10:25. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), dal Terminal 3 prendete il Tokyo Monorail oppure la linea Keikyu, e con un breve cambio sulla metro arrivate in zona Higashi-Shinjuku, dove c'è il vostro hotel. Il primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino: la città che cresce piano fino a diventare grattacieli.
Siete in hotel verso ora di pranzo. La prima cosa da fare è la più giusta: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta. Shinjuku è enorme e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciandovi avvolgere, senza fretta.
Nel tardo pomeriggio, a pochi minuti a piedi, c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: prati larghi, alberi enormi, panchine all'ombra. È il posto perfetto per il primo pomeriggio giapponese con Noah, soprattutto contro il jet lag: si cammina poco, ci si siede, si respira. La sera, ramen in uno dei tanti locali attorno all'hotel, e poi a dormire presto.
Partite con calma verso le otto e mezza, prima del grande caldo. La mattina è a ovest, al Santuario Meiji Jingu: immerso in una foresta di centosettantamila alberi nel mezzo della città, silenzio assoluto a trenta metri dal traffico. Qui scoprite il primo gesto della spiritualità giapponese, la fontana per purificarsi all'ingresso, l'inchino davanti al santuario. È tutto pianeggiante e ombreggiato, perfetto per il ritmo lento che cercate. Calcola un'ora e mezza buona.
A due passi c'è la via Takeshita di Harajuku, l'esplosione pop e kawaii di Tokyo: negozi di dolci colorati, pupazzetti, gadget. Per Noah è il primo "ad ogni angolo mi innamoro di qualcosa": lasciatelo guardare con calma, qui i souvenir costano poco.
Nelle ore più calde del primo pomeriggio rientrate o cercate un locale con aria condizionata: in luglio è una regola che ripeterò spesso. Verso sera, Shibuya: il celebre incrocio, le insegne, le foto. Cena nei vicoli di Shibuya, tra izakaya e street food.
Oggi la Tokyo antica e quella elettrica nello stesso giorno, proprio come piace a voi: da un tempio a un mercato a un quartiere di luci. La mattina ad Asakusa, il quartiere più antico della città: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, l'incenso che si alza davanti all'ingresso, la via Nakamise con le bancarelle di street food e artigianato. È un buon momento per il primo dolce di strada e per i piccoli oggetti fatti a mano che amate.
Nelle ore centrali, pausa e pranzo al fresco. Il pomeriggio, dodici minuti di metro, è dedicato ad Akihabara: piani interi di figurine, manga, anime, sale giochi, elettronica ovunque. Qui Noah trova il suo paradiso, da Dragonball a tutto il resto: lasciatelo cercare i suoi tesori, e voi godetevi i negozi di tecnologia. È tutto al chiuso e climatizzato, l'ideale per il caldo del pomeriggio.
La mattina è dedicata a un'esperienza che non esiste da nessun'altra parte: teamLab, il museo di arte digitale completamente immersivo. Stanze dove le proiezioni si muovono su muri, pavimento e soffitto, labirinti di luce e specchi, ambienti che cambiano in base a dove camminate. Per un bambino di otto anni è pura magia, ed è al chiuso e fresco. Calcola almeno un paio d'ore abbondanti.
Il pomeriggio, verso est, il parco di Ueno: grandi viali alberati, laghetti, ombra. C'è lo zoo (Noah e gli animali), e ci sono musei se vi va, ma soprattutto c'è spazio per rallentare e fare una di quelle "pause rigeneranti" che avete detto di voler imparare. Un gelato, una panchina, il tempo che scorre piano.
L'ultima mattina a Tokyo è leggera: un caffè con calma, gli ultimi sguardi a Shinjuku, poi check-out e treno. Lo Shinkansen da Tokyo Station a Kyoto Station (lo Hikari) dura circa due ore e un quarto: Noah guarda fuori dal finestrino o dorme, voi mangiate un bento preso al kombini in stazione e guardate il paesaggio scorrere. Se siete fortunati, in lontananza appare il Monte Fuji.
Arrivate a Kyoto nel pomeriggio. Check-in al RAKURO, nel quartiere tranquillo di Nakagyo. Per il primo contatto con la città, due passi al Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale di Kyoto: tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini, tè matcha in ogni forma. E se Noah ha ancora energia, il Museo Internazionale del Manga è a otto minuti dall'hotel.
La sera, una passeggiata lenta lungo Pontocho e il quartiere di Kawaramachi: lanterne, il fiume Kamo, una cena tranquilla. Kyoto si presenta piano, ed è giusto così.
Questa è la giornata "cuore" del viaggio, quella che racconta perché siete venuti fin qui. Si comincia con il noleggio del kimono: vestiti come si deve, camminate tra le vie tradizionali di Higashiyama, e ogni foto diventa un ricordo diverso. Salite verso il Tempio Kiyomizu-dera, con la grande terrazza di legno sospesa sulla collina e la vista su tutta Kyoto. Poi scendete piano lungo Sannenzaka e Ninenzaka, le viette acciottolate di botteghe, ceramiche e artigianato che cercavate: sono esattamente quelle "viette particolari, anche inusuali" che avete chiesto.
Nelle ore calde, pausa lunga e fresca. Verso sera entrate nel quartiere di Gion, il distretto delle geisha, fatto di case di legno e lanterne lungo la via Hanamikoji.
Cena a Gion, lenta, con il fresco della sera.
Giornata di natura e di respiro, con un ritmo morbido. Al mattino, treno per Arashiyama, alla periferia ovest di Kyoto. La Foresta di bambù: un sentiero tra canne altissime, la luce che filtra, il suono del vento. Breve ma intenso. A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen, uno dei più belli del Giappone, fatto per fermarsi a guardare e basta.
Per Noah c'è la parte che amerà di più: il parco delle scimmie di Iwatayama, dove i macachi vivono liberi su una collina (c'è una salita, ma ne vale la pena). Poi il ponte Togetsukyo e le rive del fiume, perfette per una sosta con un pic-nic o un gelato all'ombra.
Oggi il trasferimento diventa una delle giornate più belle. Spedite i bagagli avanti con il Takkyubin (ve lo spiego nei consigli pratici) e partite leggeri. Sulla JR Nara Line, a pochi minuti da Kyoto, c'è la fermata Inari: scendete per il Fushimi Inari Taisha, il santuario dei mille torii rossi che si rincorrono lungo la montagna. Andateci presto, quando fa più fresco e la luce filtra di lato: anche solo i primi tratti del sentiero valgono il viaggio, e sono tra le foto più belle che porterete a casa.
Risalite sul treno e proseguite per Nara. Qui c'è il momento di Noah: il parco di Nara, dove vivono liberi più di mille cervi mansueti che si avvicinano alle persone in cerca dei biscotti di riso. Per un bambino che ama gli animali da accarezzare è pura gioia. Poco oltre, il Tempio Todai-ji custodisce un Buddha di bronzo alto quindici metri dentro il più grande edificio in legno del mondo: si entra, si alza la testa e si resta in silenzio.
Nel pomeriggio, l'ultimo treno della giornata: da Kintetsu-Nara Station a Osaka-Namba Station con la linea Kintetsu, una quarantina di minuti, e siete a due passi dal vostro hotel di Shinsaibashi. Check-in, e la sera il primo impatto con Dotonbori: il canale, le insegne al neon, il Glico Man, i takoyaki fatti al momento. Lo street food capitale, esattamente come lo immaginavate.
Oggi Osaka si gira quasi tutta a piedi, dal vostro hotel. È la giornata dello street food per eccellenza: il Mercato Kuromon, seicento metri di bancarelle coperte con pesce tagliato al momento, spiedini di gambero alla griglia, frutta, dolci; e di nuovo Dotonbori di giorno, tra takoyaki e okonomiyaki sulla piastra.
Per Noah e per il vostro amore per anime, manga e tecnologia c'è Den Den Town, l'Akihabara di Osaka: negozi di figurine, manga, videogiochi retro, e tanto Dragonball. La galleria di Shinsaibashi, coperta e climatizzata, è perfetta per camminare al fresco nelle ore calde e per qualche souvenir.
La sera si resta nel quartiere: luci, folla, profumo di street food. Non serve andare lontano, è tutto qui intorno.
Giornata più tranquilla, di quelle che fanno bene a metà viaggio. La mattina al Castello di Osaka: il parco intorno è grande e ombreggiato, bello da girare con calma, e il castello è una delle immagini più belle della città. Poco distante, il Tempio Shitenno-ji, il più antico tempio buddhista del Giappone: silenzioso, raccolto, un altro tassello del "cuore" del paese che cercate.
Nel pomeriggio, se vi va, il quartiere retrò di Shinsekai con la torre Tsutenkaku e i suoi kushikatsu (spiedini fritti): è un'altra Osaka, popolare e genuina. Una giornata pensata per non riempire troppo, con spazio per le pause e per godervi quello che avete intorno.
La mattina, check-out e Shinkansen da Shin-Osaka Station a Tokyo Station, circa due ore e tre quarti. Arrivate a Tokyo nel pomeriggio e fate il check-in nel vostro hotel per le ultime due notti.
La sera ha un significato speciale. In questi giorni, al Santuario Yasukuni, si tiene il Mitama Matsuri: trentamila lanterne illuminano il viale del santuario in una delle immagini più intense dell'estate giapponese. È un festival che durante l'Obon onora e consola le anime di chi non c'è più. Avete scritto di un richiamo spirituale dopo un lutto difficile: questa sera, tra le lanterne, è il punto in cui questo viaggio incontra davvero quel richiamo. La sera del 14 ci sono anche le processioni dei carri illuminati di Aomori e la danza Awa Odori. L'ingresso è libero, e ci sono banchi di street food.
Ultimo giorno pieno, pensato per i ricordi e per le cose che amate davvero. Al mattino, la via di Kappabashi, la strada degli artigiani e degli utensili da cucina: ceramiche, coltelli, oggetti fatti a mano, la riproduzione del cibo finto giapponese. È un piccolo paradiso per chi ama l'artigianato del posto e cerca souvenir veri, non da bancarella turistica.
Poi un momento tutto per Noah: un cat café, dove può finalmente accarezzare i gatti come sogna di fare, in un'oretta di pura felicità al fresco. E per gli ultimi acquisti, un Pokemon Center o il quartiere di Nakano Broadway, regno del manga e del vintage che vi piace tanto: è il posto giusto per gli ultimi "mille pupazzini" di Noah e per qualche rarità.
Se vi resta voglia, le lanterne del Mitama Matsuri brillano anche stasera: un ultimo saluto silenzioso prima di chiudere il cerchio.
Il volo da Haneda parte alle 12:40, quindi la mattina è tranquilla ma puntuale: sveglia con calma, check-out, e in aeroporto per le dieci circa (tre ore prima, come vi spiego più avanti). Se c'è tempo, un ultimo giro veloce tra i negozi vicino all'hotel o in aeroporto per quello che vi siete ripromessi di non dimenticare.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto viaggiate con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte. Noah ha 8 anni, quindi su quasi tutti i treni paga la tariffa ridotta per bambini (circa la metà).
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costerebbe molto di più di quello che spendete in treni. I vostri unici due Shinkansen (Tokyo–Kyoto e Osaka–Tokyo) insieme costano circa la metà del pass, e una delle tratte (Nara–Osaka con Kintetsu) non sarebbe nemmeno coperta. I biglietti singoli sono semplicemente la scelta giusta qui.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo famiglia |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo Haneda Airport Terminal 3 → zona Higashi-Shinjuku |
Tokyo Monorail / Keikyu + metro | 40 min | €13 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €200 |
| Kyoto → Fushimi Inari → Nara Kyoto Station → Inari Station → Nara Station (JR Nara Line) |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €13 |
| Nara → Osaka Kintetsu-Nara Station → Osaka-Namba Station |
Kintetsu Nara Line (Rapid Express, non coperto da JR Pass) | 40 min | €13 |
| Osaka → Tokyo Shin-Osaka Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 45min | €200 |
| Tokyo → Haneda Zona hotel → Haneda Airport Terminal 3 |
Metro + Tokyo Monorail / Keikyu | 40 min | €13 |
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo–Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa tre ore contro le due e un quarto del Nozomi. Per questo viaggio specifico il pass non conviene, perché i due soli Shinkansen del vostro itinerario costano insieme molto meno del pass settimanale, e la tratta Nara–Osaka con Kintetsu non sarebbe comunque coperta. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio). Per Noah, che ha 8 anni, esiste la versione per bambini con tariffa ridotta: chiedetela alla macchinetta o allo sportello.
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
A Narita (se mai atterraste lì): le macchinette Welcome Suica sono davanti ai tornelli JR sia al Terminal 1 sia al Terminal 2·3, disponibili in inglese. In alternativa c'è il JR East Travel Service Center, lo sportello con personale sullo stesso piano.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. La appoggiate ai tornelli esattamente come la tessera fisica, e la ricaricate da Wallet. Funziona anche senza internet e in standby, e si può aggiungere anche all'Apple Watch.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete farlo alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure da Wallet se avete la Suica su iPhone.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i due Shinkansen (Tokyo–Kyoto e Osaka–Tokyo) consiglio di comprare i biglietti su Klook prima di partire: avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza. Le tratte Kyoto–Nara e Nara–Osaka non richiedono prenotazione: sono treni locali frequenti, si sale e si appoggia la Suica.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite flessibilità, andate agli sportelli JR nelle stazioni principali, mostrate destinazione e data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione (e luglio lo è) il treno all'ora esatta che volevate sia pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
Voli e alloggi sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, come famiglia, per tutti e tre.
| Biglietti treni intercity | €450 |
| IC Card e trasporti urbani | €225 |
| Cibo (13 giorni) | €1.300 |
| Attività ed esperienze | €535 |
| Assicurazione sanitaria | €150 |
| Totale stimato | €2.660 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i giapponesi.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo: se vi scrivessi "prendete questa linea da qui a lì" e quel giorno ci fosse un problema, restereste bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni" e selezionate l'icona del treno/metro. Vi mostra dove andare, quale linea prendere, dove cambiare e da quale uscita uscire. Seguite passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono utili per i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, in molte linee si appoggia la IC card alla salita e all'uscita. In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, ma da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La IC card si blocca ai tornelli in uscita: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Il resto resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate. Il personale è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini. Stazioni e grandi magazzini hanno aree dedicate segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室), i kombini hanno bagni puliti e gratuiti ovunque. Noah ha 8 anni, quindi su quasi tutti i treni paga la tariffa ridotta per bambini, circa la metà: alla Welcome Suica si richiede la versione per bambini.
Il punto più importante è il ritmo. Avete detto che Noah non ama camminare e che fate spesso varie pause: per questo l'itinerario non ha nemmeno un giorno intenso, parte verso le otto e mezza e non all'alba, e prevede sempre soste in parchi, mercati e punti di ristoro lungo il cammino. Quando sentite che ha bisogno di fermarsi, fermatevi. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto. Una piccola scorta di acqua e snack nello zaino, e l'aria condizionata nelle ore calde, rendono ogni giornata più serena.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente, e per le vostre pause con Noah è perfetto.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le dieci, undici per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta perfetta è Kyoto–Osaka (Giorno 8). Quel giorno fate Fushimi Inari e Nara con i cervi e i templi: spedendo le valigie avanti la sera prima, girate tutto il giorno leggeri con solo uno zaino. Con Noah che non ama camminare, cambia completamente la giornata.
Con i vostri interessi (templi, artigianato, anime, manga, tech, e i tesori di Noah) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per anime, manga e gaming: Akihabara a Tokyo e Den Den Town a Osaka sono i due poli principali. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro, da Animate le edizioni giapponesi di tutto. Per il vintage che amate, Nakano Broadway a Tokyo è ancora più autentico di Akihabara, a venti minuti da Shinjuku.
Per l'artigianato e i ricordi veri: le ceramiche e gli oggetti fatti a mano lungo la via di Kappabashi a Tokyo e nelle botteghe di Higashiyama a Kyoto, il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, i tenugui (gli asciugamani decorati in cotone) che sono leggeri, bellissimi e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: quasi tutto lo ritrovate, e così non vi caricate di pacchi a metà viaggio. Nei grandi negozi, portando il passaporto alla cassa, avete l'esenzione IVA per i turisti stranieri e risparmiate circa il 10%.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente: con un bambino è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e i medicinali personali. Per Noah, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici. In luglio aggiungete una crema solare e qualcosa per le punture di zanzara. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
Luglio in Giappone è caldo e umido: di giorno tra i 30 e i 35 gradi, con tassi di umidità alti, e qualche temporale pomeridiano nella prima parte del mese. Vestite leggero e traspirante, portate cappellino, occhiali da sole, una bottiglia d'acqua sempre con voi e un piccolo ventaglio (li vendono ovunque). La regola del viaggio è semplice: mattina e sera all'aperto, ore centrali al fresco. È esattamente così che è costruito il vostro itinerario.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard. Scendete dall'aereo, seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights", passate di nuovo i controlli di sicurezza e raggiungete il gate del secondo volo.
I bagagli non vi riguardano: le valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia dal primo volo al secondo. Non dovete ritirarle allo scalo. Le ritrovate al nastro all'arrivo in Giappone. In oltre il 99% dei casi i bagagli arrivano senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva del check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo viaggio è "un richiamo spirituale a cui sento di dover rispondere dopo aver affrontato un lutto terribilmente difficile" e che cercate "i tempi lenti e la riflessione", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete messo i templi e i santuari al primo posto, dieci su dieci. Per questo sono ovunque, e non come elenco da spuntare: Meiji Jingu nel bosco, il Senso-ji di Asakusa, l'Higashiyama con Kiyomizu-dera, i mille torii di Fushimi Inari, il grande Buddha di Nara, lo Shitenno-ji a Osaka. Avete il tempo di viverli piano, che è l'unico modo per sentirli davvero.
Avete scritto di un richiamo spirituale dopo un lutto. Per questo la sera del 14 luglio, al ritorno a Tokyo, c'è il Mitama Matsuri: un festival di trentamila lanterne che durante l'Obon consola le anime di chi non c'è più. Non è un caso che cada proprio quando rientrate: è il momento in cui questo viaggio incontra il motivo per cui lo state facendo.
Avete sognato di vedere una geisha, con due punti esclamativi. Per questo a Gion non ho lasciato la cosa al caso: c'è uno spettacolo con una maiko, così quel sogno si realizza per certo e non per fortuna.
Volevate i festival e le tradizioni, dieci su dieci. Le vostre date cadono proprio sull'apertura del Gion Matsuri a Kyoto e sul Mitama Matsuri a Tokyo: due festival veri, vissuti dal vivo, senza dover spostare nulla. E il kimono tra le vie di Kyoto chiude il cerchio delle tradizioni che cercavate.
Avete chiesto le viette particolari, l'artigianato e le cerimonie. Per questo ci sono Sannenzaka e Ninenzaka a Kyoto, le botteghe di Higashiyama, la via degli artigiani di Kappabashi a Tokyo. È il "cuore" del paese su cui avete detto di voler puntare, non la cartolina.
Noah ha 8 anni, non ama camminare e adora Dragonball, i manga e gli animali da accarezzare. Per questo non c'è un solo giorno intenso, si parte con calma e si fanno tante pause; e per lui ci sono Akihabara e Den Den Town, il teamLab, i cervi di Nara, le scimmie di Arashiyama e un cat café tutto suo. Il ritmo è costruito per una famiglia vera.
Avete dei tatuaggi, e l'ho tenuto a mente: in questo viaggio non c'è nessun onsen pubblico né ryokan, quindi non vi troverete mai in situazioni imbarazzanti. Se vi venisse voglia di provare un bagno termale lungo la strada, verificate prima che accetti i tatuaggi (alcuni chiedono solo di coprirli con un cerotto se piccoli).
Questo è il vostro viaggio, Anastasia. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete le lanterne del Mitama Matsuri, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il kintsugi, in particolare, parla a chi ha attraversato una perdita: la rottura non si nasconde, si trasforma in oro. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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