Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo è "il viaggio dei sogni", la vostra prima volta in Giappone, e che lo volete vivere "con calma, senza tour de force", camminando e perdendovi nei dettagli. Avete anche detto una cosa che ho preso alla lettera: niente fretta, niente giornate da spuntare una dopo l'altra.
Ho costruito questo GiappoPlan attorno a quello, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per due persone alla prima volta in Giappone, che amano camminare (l'avete messo a 9 su 10), che vanno matti per templi, street food, mercati e shopping, e che vogliono un viaggio comodo e rilassato con i suoi momenti speciali, dal Fuji all'onsen privato fino al Gundam.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, scendete verso le montagne di Hakone per il Fuji e l'onsen, vi immergete nel cuore culturale a Kyoto, e chiudete con l'energia e lo street food di Osaka, da dove ripartite. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 10–16 mag | 6 | Quartieri, templi, anime e tech; escursioni a Nikko e Kamakura |
| Hakone | 16–18 mag | 2 | Monte Fuji in tranquillità e onsen privato |
| Kyoto | 18–25 mag | 7 | Fushimi Inari, Higashiyama, Arashiyama; escursione a Nara |
| Osaka | 25–28 mag | 3 | Street food, castello, Harry Potter; partenza da Kansai |
Quattro basi in venti giorni, con il grosso del tempo dove serve: sei notti a Tokyo per assorbire la città senza correre, sette a Kyoto perché il suo cuore culturale è enorme e va vissuto a piedi. Le gite a Nikko, Kamakura e Nara partono e tornano dalla stessa base, così non disfate e rifate le valigie ogni due giorni. Osaka è l'unica città che avete aggiunto rispetto alla vostra lista iniziale: la trovate spiegata più avanti.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Cercate il vostro profilo: comfort senza lusso, camere anche piccole ma silenziose, bollitore in camera, posizione un po' decentrata ma comoda. Gli hotel tipo Dormy Inn (spesso con onsen interno e ramen serale gratis), Mitsui Garden o le catene comfort giapponesi sono esattamente questo.
Si parte da Milano. Il volo per il Giappone è lungo e attraversa diversi fusi orari: cercate di dormire quando in Giappone è notte, così arrivate già un po' allineati. Per via del fuso, atterrate il giorno dopo.
Non c'è nulla da organizzare oggi se non godervi l'attesa: state andando dove volevate andare da tempo.
Atterrate a Tokyo. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), dal Terminal 3 dell'aeroporto di Haneda raggiungete la zona di Ueno o Asakusa: la linea Keikyu prosegue diretta verso Asakusa, altrimenti c'è il Tokyo Monorail. Mezz'ora circa di viaggio, ed è già il vostro primo sguardo sulla città dal finestrino.
Siete in hotel nel primo pomeriggio. La cosa migliore da fare al primo giorno è anche la più semplice: posate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'oretta. Il jet lag c'è, quindi niente di impegnativo. Ameyoko, il mercato sotto i binari vicino a Ueno, è perfetto per il primo assaggio: bancarelle, street food, gente, rumore giusto.
La sera, una cena leggera vicino all'hotel: un'izakaya, un ramen, quello che vi attira. Poi a letto presto, che domani si comincia davvero.
Si parte da Asakusa, il quartiere più antico della città. Il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise con le bancarelle di street food e souvenir, la passeggiata lungo il fiume Sumida. È templi, mercato e cibo di strada tutto insieme: quattro dei vostri interessi forti in una mattinata sola. Calcolate due ore buone, senza fretta.
Nel pomeriggio, una manciata di fermate e siete ad Akihabara, il regno di anime, manga, videogiochi ed elettronica. Sette piani di figurine, negozi di gunpla, retrogaming, sale giochi. Per Andrea è pane quotidiano: Super Potato per i videogiochi retro, Mandarake per i manga, Yodobashi Camera per la tecnologia. Lasciatevi un'ora abbondante per perdervi tra i negozi senza guardare l'orologio.
La sera, street food e izakaya tra Ueno e Ameyoko. E una nota sulle stazioni, dato che vi piacciono: la Tokyo Station con la sua facciata in mattoni di Marunouchi vale una deviazione anche solo per guardarla.
Oggi uscite da Tokyo verso le montagne. Dalla stazione Tobu di Asakusa prendete il treno espresso della Tobu Railway fino a Tobu-Nikko Station: circa un'ora e cinquanta, con i posti a sedere riservati (la prenotazione va fatta in anticipo, è semplice). Partite presto: è la giornata più lunga del blocco di Tokyo, ma ne vale ogni minuto.
Nikko è un insieme di santuari patrimonio UNESCO immersi in una foresta di cedri secolari. Il Toshogu, con le sue sculture dorate e le famose tre scimmie, è il cuore della visita; il ponte rosso Shinkyo all'ingresso è una cartolina. Si cammina molto, tra alberi enormi e scalinate di pietra: per chi mette l'esplorazione a piedi a 9 su 10, è una giornata fatta su misura.
Nel tardo pomeriggio rientrate a Tokyo con calma e vi concedete una cena tranquilla. Domani il ritmo si abbassa di nuovo.
Dopo Nikko, una giornata morbida nei quartieri occidentali della città. Si comincia dal Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di centinaia di migliaia di alberi nel mezzo di Tokyo: silenzio assoluto a pochi metri dal caos, tutto pianeggiante, perfetto per camminare con calma. Poi Harajuku e la via Takeshita, con i negozi pop e colorati.
Nel pomeriggio scendete a Shibuya: lo Shibuya Scramble, l'incrocio più fotografato del mondo, e la sua stazione, una delle "stazioni particolari" che vi incuriosiscono. C'è shopping per i souvenir, ci sono i grandi magazzini, c'è da girare a piedi quanto volete.
La sera, per assaggiare la vita notturna soft di Tokyo senza strafare: Omoide Yokocho a Shinjuku, i vicoli stretti pieni di minuscole izakaya e spiedini alla griglia. Un paio di bicchieri, due chiacchiere, e a casa.
Seconda gita fuori porta, questa volta verso il mare. Dalla Tokyo Station la linea JR Yokosuka vi porta diretti a Kamakura Station in circa un'ora, senza cambi. Kamakura è l'antica capitale dei samurai: templi tra le colline, un'atmosfera costiera rilassata, e il celebre Grande Buddha di bronzo di Kotoku-in, alto oltre undici metri, seduto all'aperto da quasi otto secoli.
Oltre al Buddha, vale la pena il tempio Hasedera con la sua vista sulla baia, e una passeggiata lungo Komachi-dori, la via dello shopping e dello street food dove assaggiare dolci e specialità locali. Tra un tempio e l'altro si cammina parecchio, in un paesaggio che è l'opposto della metropoli: è il "posto tranquillo" tra due città grandi.
Rientro a Tokyo nel pomeriggio inoltrato e cena in città.
Ultima giornata piena a Tokyo, dedicata alla zona del lungomare di Odaiba e Toyosu. Qui c'è il Gundam Base Tokyo, il negozio ed espositore ufficiale del marchio a DiverCity: per Andrea è una tappa quasi obbligata, ingresso allo store gratuito, e tutti i gunpla che si possano desiderare.
Nella stessa zona, a Toyosu, c'è teamLab Planets, un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze dove le proiezioni si muovono su muri, pavimento e acqua, ambienti che cambiano mentre li attraversate. Calcolate un paio d'ore e prenotate in anticipo, perché i posti vanno a ruba.
La sera, cena sul waterfront o rientro in centro per l'ultima serata a Tokyo. Domani si cambia aria.
Si lascia la metropoli per le montagne. L'Odakyu Romancecar parte da Shinjuku Station e arriva diretto a Hakone-Yumoto in circa un'ora e mezza, con i posti riservati e i grandi finestrini panoramici: il viaggio è già parte dell'esperienza. È un treno comodo, niente cambi, ci si rilassa e si guarda il paesaggio che da urbano diventa collinare.
Hakone è la risposta alla vostra richiesta di vedere il Monte Fuji in tranquillità, senza scalate e senza folla, e di concedervi un onsen. Oggi è una giornata leggera: arrivo, check-in, e il primo bagno termale.
La sera, cena in zona e onsen serale. Questo è il momento "lento" del viaggio, godetevelo fino in fondo.
Oggi fate il classico giro panoramico di Hakone, tutto coperto dall'Hakone Free Pass (ve ne parlo nella sezione trasporti). È un anello che combina più mezzi, ognuno parte del divertimento: la ferrovia di montagna a cremagliera, la funicolare, la funivia su Owakudani, la valle vulcanica dove sbuffano i vapori sulfurei e si mangiano le uova nere cotte nelle sorgenti, e la crociera sul Lago Ashi su un battello in stile galeone.
È dal lago e dalla funivia che, col bel tempo, si apre la vista sul Monte Fuji. Vi avverto con sincerità: il Fuji è "timido", a volte resta nascosto dalle nuvole anche in giornate belle. Se si mostra, è un momento che ricorderete; se non lo fa, il giro resta bellissimo lo stesso.
Lungo il percorso vale una sosta l'Hakone Open-Air Museum, un museo di sculture all'aperto immerso nel verde con vista sulle montagne. La sera, di nuovo onsen e relax: domani vi aspetta il treno verso Kyoto.
Dal vostro hotel scendete a Odawara Station con la ferrovia di montagna o un breve trasferimento, e da lì prendete il Tokaido Shinkansen Hikari fino a Kyoto Station: circa due ore di treno veloce (i superveloci Nozomi non fermano a Odawara, quindi è l'Hikari il treno giusto). Sedetevi sul lato destro nel senso di marcia: con un po' di fortuna, scorgerete di nuovo il Monte Fuji passando vicino a Shizuoka.
Arrivate a Kyoto nel pomeriggio. La prima immersione è dolce: il quartiere centrale di Kawaramachi e il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale di Kyoto, tofu, mochi, spiedini, tè matcha in ogni forma. È esattamente la "cultura culinaria" che cercate, da assaggiare camminando.
La sera, una passeggiata tra Pontocho e Gion, le stradine delle lanterne, e una cena tranquilla. Avete sette notti qui: non c'è bisogno di correre.
Oggi camminate nella Kyoto da cartolina, la zona orientale di Higashiyama. Si sale al Kiyomizu-dera, il tempio costruito su una collina con la grande terrazza di legno affacciata sulla città. Da lì scendete per le vie pedonali in pietra di Sannenzaka e Ninenzaka, fiancheggiate da botteghe, sale da tè e negozi di souvenir e dolci: è una delle passeggiate più belle del Giappone, e mette insieme templi, shopping e street food in un colpo solo.
Si prosegue verso il Santuario Yasaka e si entra nel quartiere di Gion, le stradine delle lanterne e delle case da tè in legno. Camminate tanto, vi fermate spesso, assaggiate quello che capita.
La sera, Gion ha tutto un altro fascino con le luci accese: cena nei dintorni e rientro con calma.
Questa è una delle giornate che aspettavate: il Fushimi Inari-taisha, il santuario dei diecimila torii vermigli che si rincorrono per chilometri lungo il sentiero di montagna. Lo avete visto mille volte nelle foto, ma dal vivo, con la luce che filtra di lato tra un portale e l'altro, è un'altra cosa.
Il consiglio che fa la differenza: arrivate presto, verso le sette o le otto del mattino. Più tardi il primo tratto si riempie di gente e le foto senza folla diventano impossibili. La salita è libera e non serve arrivare in cima: i primi quaranta minuti di sentiero sono i più scenografici, e potete tornare indietro quando volete. Per chi ama camminare, però, salire ancora un po' regala scorci sempre più silenziosi.
Lì vicino, il tempio Tofuku-ji con i suoi giardini vale la sosta nel ritorno. Pomeriggio e sera liberi, con il passo rilassato che avete chiesto.
Vi spostate nella parte occidentale di Kyoto, ad Arashiyama, la zona più verde e tranquilla. La foresta di bambù di Sagano è il motivo per cui in tanti vengono fin qui: gli steli altissimi che filtrano la luce e fanno quel suono particolare quando il vento li muove. Anche qui, andateci di prima mattina per goderla con pochi altri intorno.
Accanto c'è il tempio Tenryu-ji con uno dei più bei giardini zen del paese, e il ponte Togetsukyo sul fiume, con le colline sullo sfondo. È una giornata di natura, templi e camminate lente: tre cose che amate.
Nel tardo pomeriggio rientrate in centro e vi godete la sera a Kyoto senza programmi rigidi.
Gita classica e rilassata. Dalla Kyoto Station la JR Nara Line vi porta a Nara Station in circa 45 minuti. Nara è stata la primissima capitale del Giappone, e oggi è famosa soprattutto per una cosa che vi farà sorridere: i cervi liberi che passeggiano nel parco e si avvicinano per un saluto (e per i biscotti che si comprano sul posto).
Oltre ai cervi, c'è il Todai-ji, uno degli edifici in legno più grandi del mondo, che custodisce un Buddha di bronzo gigantesco, e il Kasuga Taisha, il santuario delle migliaia di lanterne. Tra il parco e i templi si cammina molto, in un'atmosfera distesa e all'aria aperta.
Rientro a Kyoto nel pomeriggio e cena in città.
Giornata un po' più morbida, dopo qualche giorno intenso di templi. La mattina salite a nord per il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro che si specchia nel laghetto: è iconico, e di prima mattina la luce è perfetta. Poco distante, il giardino di pietre zen del Ryoan-ji, da contemplare in silenzio seduti sulla veranda.
Scendendo verso il centro c'è il Castello di Nijo, con i suoi famosi "pavimenti dell'usignolo" che cinguettano sotto i passi e i giardini che cambiano colore con le stagioni.
La sera è quella che avevate chiesto: una cena a base di wagyu, la carne giapponese che si scioglie in bocca. Vale la pena prenotare un buon locale qualche giorno prima (trovate come nella sezione prenotazioni); è il momento da concedersi, e c'è margine nel budget per farlo bene.
Ultima giornata a Kyoto, volutamente leggera: dopo tanti templi, oggi si rallenta davvero. La Passeggiata del Filosofo, il sentiero lungo il canale fiancheggiato dagli alberi, è la camminata perfetta per un mattino senza fretta, e porta fino al Ginkaku-ji, il Padiglione d'Argento, con il suo giardino di muschio e sabbia.
Per il resto, lasciatevi la giornata libera: un caffè, una sala da tè, gli ultimi acquisti di souvenir, o semplicemente il riposo prima di cambiare città. Avete chiesto un ritmo sostenibile, e questa è la giornata cuscinetto che lo rende tale.
La sera, l'ultima cena a Kyoto, tranquilla. Domani si scende a Osaka.
Il trasferimento più breve del viaggio: Kyoto e Osaka sono vicinissime. Dalla stazione Hankyu di Kyoto-Kawaramachi raggiungete Osaka-Umeda in una quarantina di minuti con un treno locale Hankyu, oppure dalla Kyoto Station con la JR fino a Osaka. Poche fermate di metro e siete in zona Namba.
Osaka è la capitale dello street food, e voi lo amate: la sera si va a Dotonbori, il canale delle insegne luminose giganti, dove provare i takoyaki (polpette di polpo), l'okonomiyaki (la frittata salata) e i kushikatsu (spiedini fritti). Vicino c'è il Mercato Kuromon per altri assaggi. È rumorosa, accesa, viva: tutto il contrario della quiete di Kyoto, ed è bello chiudere così.
Giornata dedicata agli Universal Studios Japan e in particolare al Wizarding World of Harry Potter, il desiderio di Chiara: il castello di Hogwarts, il villaggio di Hogsmeade, la burrobirra, le attrazioni a tema. È l'unica giornata ad alta energia di tutto il viaggio, ed è una scelta consapevole: una sola, in mezzo a un piano fatto di passi lenti.
Se all'avvicinarsi del viaggio sentite che preferite il massimo relax anche qui, questa giornata è la più facile da alleggerire: si può sostituire con il Castello di Osaka e il quartiere di Umeda (vedi il giorno seguente), restando in pieno spirito rilassato. Decidete voi, è il vostro viaggio.
Ultima giornata piena in Giappone, da vivere senza fretta. La mattina, il Castello di Osaka, circondato dal suo parco e dal fossato: una delle immagini simbolo della città, bella da girare a piedi. Nel pomeriggio salite all'Umeda Sky Building per la vista dall'alto (facoltativa, ma con bel tempo ne vale la pena), oppure dedicatevi agli ultimi acquisti.
E qui torna lo shopping che amate: Osaka ha DenDen Town, il quartiere dell'elettronica, dei manga e dei videogiochi, sorella minore di Akihabara e spesso con prezzi migliori. È il posto giusto per chiudere l'haul di Andrea e portarsi a casa gli ultimi souvenir.
La sera, l'ultima cena del viaggio: tornate a Dotonbori, ordinate quello che vi è piaciuto di più, e salutate il Giappone con lo stomaco pieno.
Ultimo giorno. Dalla zona di Namba raggiungete l'aeroporto di Kansai (KIX) con il treno: la linea Nankai da Namba Station arriva alla Kansai Airport Station in circa 45 minuti (treno Airport Express), oppure col più rapido Rapi:t. In alternativa, la JR con il Limited Express Haruka dalle stazioni principali. Calcolate i tempi con un buon margine per i controlli.
Da qui si vola verso casa. Vi restano negli occhi venti giorni di templi, mercati, montagne, torii e luci al neon: la prima volta in Giappone, fatta con calma, come volevate.
Per gli spostamenti tra le città viaggiate con biglietti singoli: per il vostro itinerario è la scelta più conveniente. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, comprese le tre gite in giornata.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo (Asakusa/Ueno) Haneda Airport Terminal 3 → Asakusa (linea Keikyu) o Tokyo Monorail |
Keikyu / Tokyo Monorail | 30 min | €5 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romancecar (espresso diretto) | 1h 30min | €8 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto → Odawara Station (cambio) → Kyoto Station |
Ferrovia Hakone Tozan + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €70 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (weekend/festivi) oppure treno Hankyu ordinario | 45 min | €5 |
| Osaka → Kansai (KIX) Namba Station (Nankai) → Kansai Airport Station |
Nankai Airport Express (o Rapi:t) | 45 min | €10 |
| Gita: Tokyo ↔ Nikko Tobu Asakusa Station → Tobu-Nikko Station (andata e ritorno) |
Tobu Railway (espresso limitato) | 1h 50min a tratta | €20 |
| Gita: Tokyo ↔ Kamakura Tokyo Station → Kamakura Station (andata e ritorno) |
JR Yokosuka Line | 1h a tratta | €12 |
| Gita: Kyoto ↔ Nara Kyoto Station → Nara Station (andata e ritorno) |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min a tratta | €10 |
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi.
Per questo viaggio specifico il pass non conviene: avete un solo Shinkansen lungo (Hakone-Kyoto) e il volo di ritorno parte da Osaka, quindi non c'è il rientro a Tokyo che di solito rende utile il pass. Comprando i biglietti singoli risparmiate circa €375 a testa. Se in futuro decideste di usarlo, si acquista su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3, disponibili in inglese. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (per iniziare vanno bene 2.000 yen), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Se invece atterrate a Narita: le macchinette Welcome Suica sono proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. In alternativa, allo sportello con personale del JR East Travel Service Center, sullo stesso piano.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono, e l'appoggiate ai tornelli come la tessera fisica. La ricarica si fa da Wallet. Funziona anche senza internet, con il telefono in standby, e si può aggiungere anche all'Apple Watch.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i trasporti intercity (lo Shinkansen Hakone-Kyoto, il Romancecar per Hakone, i treni delle gite), conviene prenotare i biglietti su Klook prima di partire: avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza. Fanno eccezione le tratte che non richiedono prenotazione, come Kyoto-Nara e il Kyo Train Garaku.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, comprate i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno, e dovreste prendere il successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
I voli e gli alloggi non sono ancora prenotati. Questa stima è a persona e comprende tutto quello che spenderete in Giappone, alloggi inclusi (da prenotare con i criteri della sezione "Gli alloggi"); restano fuori solo i voli.
| Alloggi (18 notti, in camera doppia) | €1.030 |
| Trasporti (biglietti intercity, IC card, Hakone Free Pass) | €252 |
| Cibo (19 giorni) | €760 |
| Attività e ingressi | €286 |
| Assicurazione sanitaria | €50 |
| Totale stimato a persona | €2.378 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo: se vi scrivessi "prendete quella linea da X a Y" e quel giorno ci fosse un problema, restereste bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo: vi mostra quale linea prendere, dove cambiare e persino da quale uscita uscire.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto i bus sono fondamentali per raggiungere templi e quartieri fuori dalla metro, e a Osaka tornano utili.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, e su molte linee si appoggia la IC card alla salita e all'uscita. In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, ma da parte, con calma, e poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte: "Vorrei un biglietto per Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi, "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Lo staff è abituato a indicare con il dito.
La IC card è bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Cambiate solo le parti tra parentesi quadre. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate. Il personale è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Hakone-Kyoto (Giorno 10), che prevede un cambio a Odawara e un viaggio in Shinkansen: spedire le valigie avanti rende quel giorno molto più leggero. Lo stesso vale per Tokyo-Hakone se volete arrivare in montagna senza pesi. Non è obbligatorio, ma alleggerisce parecchio le giornate di trasferimento.
Con i vostri interessi (anime, manga, tech, mercati, souvenir a 8 su 10) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per anime, manga e gaming: Akihabara a Tokyo e DenDen Town a Osaka sono i due poli principali. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro, da Animate le edizioni giapponesi. Per i gunpla e il mondo Gundam, il Gundam Base Tokyo a Odaiba è la tappa giusta. E se avete un'ora in più, Nakano Broadway a Tokyo è ancora più autentico di Akihabara per le rarità.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate circa il 10% nei grandi negozi.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake), il tè matcha sfuso nei negozi di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone) che sono leggeri e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine, a Osaka (DenDen Town l'ultimo giorno pieno), dove i prezzi sono spesso migliori che a Tokyo. Quasi tutto lo ritrovate, quindi non serve comprare tutto il primo giorno ad Akihabara.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e i medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, di ottima qualità.
Avete scelto un periodo ideale: a metà-fine maggio le temperature stanno tra i 20 e i 25 gradi di giorno, fresche la sera, con tempo perlopiù secco prima della stagione delle piogge che arriva a giugno. La Golden Week è finita ai primi del mese, quindi niente folla né sovrapprezzi. La fioritura dei ciliegi è già passata, ma il verde è splendido. Portate strati leggeri e qualcosa per la sera.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco "Lost & Found" o "Baggage Service" (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva del check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che volevate "il viaggio dei sogni" vissuto "con calma, senza tour de force", quelle parole hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete chiesto un ritmo rilassato, niente tour de force. Per questo in venti giorni c'è una sola giornata davvero intensa (gli Universal Studios), e tutto il resto alterna giornate medie a giornate leggere, con basi fisse e gite che partono e tornano dalla stessa città. Sette notti a Kyoto e sei a Tokyo servono proprio a non correre: avete il tempo di camminare, che avete messo a 9 su 10.
Avete messo templi, street food, mercati e souvenir tutti a 8. Li trovate ovunque, ma non come elenco di cose da spuntare: i torii di Fushimi Inari di prima mattina, il Mercato Nishiki di Kyoto, Ameyoko e Dotonbori per lo street food, le vie storiche di Higashiyama dove templi e shopping si mescolano. Sono pensati per essere vissuti a piedi, lentamente.
Avete chiesto il Monte Fuji in tranquillità, senza scalarlo, e un onsen. Per questo c'è Hakone, e non un'altra tappa: lì il Fuji si ammira dal lago e dalla funivia, e l'onsen è a portata di mano. Una sola sosta risolve due desideri, senza appesantire il viaggio.
Avete i tatuaggi. Per questo l'onsen di Hakone è privato: un bagno solo per voi due, dove i tatuaggi non sono mai un problema. Nessun bagno comune, nessuna situazione imbarazzante.
Andrea è appassionato di Gundam, anime e manga. Per questo ci sono Akihabara, il Gundam Base Tokyo, Nakano Broadway e DenDen Town a Osaka, con margine nel budget per gli acquisti. E per questo vi ho detto la verità sul Gundam gigante: preferisco prepararvi che deludervi sul posto.
Chiara sognava il mondo di Harry Potter. Per questo c'è Osaka con gli Universal Studios, anche se non era nella vostra lista iniziale: l'ho aggiunta perché tiene insieme tre cose vostre, lo street food, il parco e il volo di ritorno comodo da Kansai. È l'unica tappa "in più", e potete confermarla o toglierla.
Questo è il vostro viaggio, Chiara e Andrea. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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