Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio per voi è "una sfida personale, il primo viaggio in famiglia", e che speravate di portarvi a casa "sicurezza nel viaggiare con bambini piccoli". Avete chiesto "una vacanza autentica ma sempre con attenzione ai bisogni dei piccoli", senza orari troppo impostati e giornate troppo frenetiche.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di sei persone dove il più piccolo ha quindici mesi e dove la priorità è che i bambini stiano bene. Ogni giornata ha il suo respiro, ogni pomeriggio ha la sua pausa, ogni esperienza è stata scelta perché funziona davvero con due bimbi così piccoli al seguito.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da ovest verso est in modo lineare: arrivate a Osaka dal Kansai, salite a Kyoto per il cuore culturale del Giappone, chiudete con Tokyo prima di ripartire da Narita. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag, nessun cambio di città inutile con due bambini piccoli al seguito.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Osaka | 4–6 lug | 2 | Apartment Hotel 11 Namba |
| Kyoto | 6–10 lug | 4 | Apartment Hotel 7Key S Kyoto |
| Tokyo | 10–14 lug | 4 | Sakuranogawa Shin-Okubo |
Gli alloggi sono già prenotati, quindi questa sezione non serve per scegliere dove dormire. Serve per capire dove siete, cosa trovate fuori dalla porta e come muovervi da lì. Con due bambini così piccoli, la zona dell'alloggio è la cosa che fa più differenza nella giornata.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. I vostri tre alloggi sono tutti appartamenti con cucina e lavatrice in stanza, in tre zone perfette per una famiglia: ecco perché.
Una premessa importante: luglio in Giappone è caldo, dai 33 ai 38 gradi con umidità alta. Con due bambini piccoli, ogni giornata è costruita sulla regola del "tre tempi": mattina presto fino alle undici, pausa lunga in hotel o in luogo climatizzato dalle undici alle quindici, ripresa nel tardo pomeriggio fino a sera. Niente giornate intense, niente attività outdoor nelle ore centrali. Questa è la base, sempre.
Atterrate al Kansai International Airport (KIX) alle 15:55. Calcolate circa un'ora e mezza tra immigrazione, ritiro bagagli e dogana: con due bambini piccoli, mai correre. Da KIX a Namba ci sono due opzioni concrete.
La prima, e quella più comoda con sei persone più bagagli più due bimbi stanchi: un transfer privato con van per sei posti dal terminal direttamente al portone dell'appartamento. Costa circa cento euro a famiglia, scendete una sola volta. La seconda è il Nankai Rapi:t, treno panoramico diretto da Kansai Airport Station a Namba Station: trentaquattro minuti, accessibile con passeggino, una traversata di luce sui ponti del Kansai. Costa circa dieci euro a persona. Entrambe sono opzioni valide: scegliete la prima se volete azzerare lo stress, la seconda se preferite l'esperienza del primo treno giapponese.
La prima sera è leggera: una passeggiata di mezz'ora nelle vie attorno all'hotel, una cena precoce in un ramen-ya o in un izakaya familiare di Namba, poi a letto presto. Il jet lag con i bimbi piccoli è la sfida principale del primo giorno: meglio non forzarli, anticipate la routine serale di un'ora rispetto al normale, e lasciate che il sonno faccia il suo lavoro.
Avete scritto che il cibo di strada per voi è un dieci pieno. Questa giornata è disegnata su quel voto. Tutto è raggiungibile a piedi dall'hotel, niente metro, niente cambi.
La mattina presto al Mercato Kuromon: seicento metri di bancarelle coperte, a quindici minuti a piedi dall'appartamento. È coperto, quindi al fresco, ed è l'unico modo civile di stare in centro Osaka prima di mezzogiorno in luglio. Sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, takoyaki, fugu, ricci di mare, melanzane fritte, mango appena tagliato. Calcolate un'ora e mezza tranquilla, mangiate quello che vi attira passando di banco in banco.
Verso le undici si rientra in hotel. La pausa pomeridiana è obbligatoria: caldo, riposino dei bimbi, ricarica di tutti.
Alle sedici si esce di nuovo. Dotonbori è a un quarto d'ora a piedi: il canale con le insegne al neon, il Glico Man che corre, il granchio luminoso di Kani Doraku, le luci che accendono i riflessi sull'acqua. Per la cena, takoyaki freschi fatti al momento e okonomiyaki sulla piastra. È street food, è famiglia, è la prima vera serata giapponese.
Rientro tranquillo, tutto a piedi.
L'ultima mattina a Osaka è dedicata al Castello di Osaka: una metropolitana di venti minuti, il parco enorme intorno è alberato e ombreggiato, accessibile col passeggino. Per i bimbi è uno spazio aperto dove correre e respirare, per gli adulti è una delle architetture più iconiche del Giappone. L'ingresso al castello costa circa cinque euro e non è obbligatorio: il parco fuori è già lo spettacolo. Un'ora e mezza, due al massimo.
Pranzo veloce, check-out, e in stazione. Da Osaka-Umeda Station (Hankyu) a Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) sono trenta minuti di treno locale, costo cinque euro a persona. È una tratta breve, niente cambi, valigie con voi.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Il vostro Apartment Hotel 7Key S è a tre minuti a piedi dalla stazione Hankyu. Check-in dalle 15:00.
Nel tardo pomeriggio una prima esplorazione lenta del quartiere: Kawaramachi con i suoi negozi e gallerie, una passeggiata sul fiume Kamogawa che attraversa il centro, l'inizio della via di Pontocho con le sue case di legno, le lanterne accese, il fresco dell'acqua. La sera, cena in uno dei ristorantini sul fiume: a luglio molti hanno le terrazze sopraelevate sul Kamogawa, le kawayuka, una tradizione di Kyoto fatta apposta per le sere d'estate.
Questa è la giornata più tradizionale del viaggio. Avete chiesto un'esperienza autentica e l'esperienza del kimono: oggi entrambe.
La mattina presto, prima del caldo, si va al noleggio kimono. Lo studio si trova a Kyoto centro (vi consiglio Mai-ko o Kyoto Kimono Rental Wargo, vedi sezione prenotazioni): scegliete il kimono che vi piace, vi vestono, vi truccano, e siete pronte. Per gli adulti che vogliono provare l'esperienza è un'ora ben spesa.
Vestiti di kimono, si attraversa il fiume e si sale verso est, nel quartiere di Higashiyama: Sannenzaka e Ninenzaka, le due vie acciottolate più belle di Kyoto, con le case di legno e le botteghe artigiane. Si arriva al Tempio Kiyomizu-dera, costruito su una collina con la sua famosa terrazza in legno che si affaccia sulla città. Si scende al Santuario Yasaka e si chiude nel Parco Maruyama: alberi, ombra, panchine, un punto perfetto per riposarsi a metà giornata.
Pausa pomeridiana lunga in hotel. Riposino dei bimbi, doccia, ricarica di tutti.
La sera è la cena kaiseki, il momento clou della giornata. Il kaiseki è il banchetto cerimoniale tradizionale giapponese: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di stagione, pesce dal mercato, verdure di montagna, brodo dashi, riso bianco. Avevate espresso interesse per dormire in un ryokan tradizionale: con tutti gli alloggi già prenotati in città, il ryokan in itinerario non era inseribile. La cena kaiseki è la stessa cucina che vi servirebbero in un ryokan, in un ristorante. Per un futuro viaggio, una notte in ryokan a Hakone o Takayama vi aspetta.
Sveglia presto: oggi si parte per Arashiyama, alla periferia ovest di Kyoto. Da Kyoto Station ci sono venti minuti di treno fino alla stazione di Saga-Arashiyama. Arrivare presto è essenziale: la Foresta di bambù alle nove di mattina è quasi vuota, fresca, il verde altissimo che filtra la luce. Mezz'ora di passeggiata lenta, il sentiero principale è accessibile col passeggino. Per i bambini è uno scenario fantastico: alberi alti come palazzi, suono del vento tra le canne, niente macchine, niente folla.
A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen patrimonio UNESCO: specchio d'acqua, pini, rocce, le montagne di Arashiyama sullo sfondo. Un'ora tranquilla, area ombreggiata.
Si rientra a Kyoto centro per pranzo. Da qui in avanti la giornata è interna e leggera.
Pomeriggio al Mercato Nishiki, a due minuti dall'appartamento. Quattrocento metri di mercato coperto, paradiso degli assaggi: spiedini di polpo, mochi appena fatti, dolcetti di riso, tofu fritto, tè matcha in tutte le forme. Per i bimbi è una passeggiata lenta tra colori e profumi, per voi è il momento di assecondare il dieci pieno sul cibo di strada.
Tra le bancarelle e i negozi del centro c'è il Pokemon Center Kyoto, nella zona Karasuma: gadget, peluche, carte, edizioni esclusive Kyoto-version. Avete dato un otto a Pokemon nel test: questo è il primo dei tre Pokemon Center del viaggio. Un'ora di shopping tranquillo per il piccolo di due anni e mezzo che inizia a riconoscere i personaggi, e per voi che potete portarvi a casa souvenir veri.
La sera, cena leggera in zona Pontocho o Kawaramachi.
Quarantacinque minuti di treno dalla Kyoto Station alla Nara Station, e arrivate in un posto che non assomiglia a nessun altro al mondo. Per i vostri bimbi, oggi è la giornata che ricorderanno.
Nara Park è un parco pubblico dove vivono liberamente più di milletrecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, si fanno accarezzare, aspettano i biscotti chiamati shika senbei che vendono i banchetti del parco. Per un bimbo di quindici mesi e uno di due anni e mezzo, l'effetto è magico: animali grandi quanto loro, dolci, che mangiano dalle mani.
Dopo i cervi, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Anche per i bimbi piccoli, l'effetto della scala è impressionante. Patrimonio UNESCO. Calcolate un'ora e mezza, tutto pianeggiante, accessibile col passeggino.
Se i bimbi reggono ancora (la cosa più probabile è che non reggano, e va bene così), il Santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne in pietra vale altri quarantacinque minuti. Se sono finiti, si rientra a Kyoto nel primo pomeriggio: il Buddha e i cervi sono il vero spettacolo, il resto è complementare.
Pomeriggio di riposo in hotel. La sera, cena in zona Kawaramachi.
L'ultima mattina a Kyoto è speciale. Il 10 luglio, esattamente nelle vie sotto il vostro hotel, comincia lo Yamahoko-tate: l'assemblaggio dei carri ceremoniali del Gion Matsuri, il festival più antico del Giappone, in corso per tutto luglio. Gli artigiani montano le strutture di legno alte fino a venticinque metri usando solo corde di paglia, senza un singolo chiodo, con tecniche tramandate da secoli. Le grandi parate cadono il 17 e il 24 luglio (quindi non durante il vostro soggiorno), ma vedere i carri prendere forma per le strade del centro è un'esperienza autentica e ben più tranquilla della parata stessa: niente folla, niente turisti, solo Kyoto che si prepara a se stessa. Una passeggiata lenta di mezz'ora prima del check-out, e i bimbi che guardano questi giganti di legno crescere a vista d'occhio.
Pranzo, e in stazione. Lo Shinkansen Hikari da Kyoto Station a Tokyo Station dura due ore e quindici, posti riservati. Il treno è un universo a parte: ampio, silenzioso, pulito, con i finestroni grandi che mostrano il paesaggio che cambia. I bambini di solito sui treni giapponesi sono insolitamente tranquilli: il ritmo, il paesaggio, il cullarsi del vagone fanno il loro lavoro. Comprate due bento al kombini della stazione prima di salire, e mangiate in viaggio.
Da Tokyo Station alla stazione di Shin-Okubo sono venti minuti di Yamanote Line. Check-in al Sakuranogawa nel tardo pomeriggio.
La sera, prima impressione di Tokyo. Shin-Okubo è la "Korea Town" della città: cenate qui senza spostarvi, in un ristorantino di Korean BBQ o in un piccolo locale di kimbap e bibimbap. Le porzioni sono generose, l'atmosfera familiare, i prezzi onesti.
La Yamanote Line vi porta a Ueno in venti minuti. La giornata è disegnata sui bambini: oggi sono loro i protagonisti.
Lo Zoo di Ueno apre alle 9:30. Arrivate alle 9:15 per evitare la coda del sabato mattina. È il più antico zoo del Giappone, con oltre trecento specie: leoni, elefanti, tigri, gorilla, giraffe, foche, orsi polari. I percorsi sono ombreggiati, ci sono fontane d'acqua per rinfrescarsi, c'è un trenino interno che attraversa il parco e che i bimbi adoreranno. Il passeggino è accessibile ovunque. L'ingresso costa circa quattro euro a persona, i bambini sotto i sei anni entrano gratis. Calcolate due–tre ore, fino a poco prima della pausa pranzo.
Pranzo all'Ameya-Yokocho, il mercato sotto i binari di Ueno: ramen, gyoza, takoyaki, frutta tropicale a fette. È coperto e ombreggiato, perfetto per il caldo del primo pomeriggio.
Pausa breve in hotel se ne sentite il bisogno (Yamanote Line, venti minuti). Altrimenti si prosegue.
Verso le sedici, da Ueno si va ad Asakusa in metro (dieci minuti, linea Ginza). Asakusa è il cuore antico di Tokyo. Il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa è il più antico tempio della città. La via Nakamise, che porta al tempio, è una galleria coperta di duecentocinquanta metri lunga di bancarelle: souvenir tradizionali, yukata in cotone, ventagli, dolcetti, gadget di ogni tipo. È il paradiso dello shopping souvenir che avete messo a nove pieno.
La sera, cena nei vicoli di Asakusa o rientro a Shin-Okubo.
Mattina presto al Santuario Meiji Jingu: una foresta di centosettantamila alberi nel cuore di Tokyo, silenzio assoluto a trecento metri dal caos. Si arriva dalla stazione di Harajuku con la Yamanote in dieci minuti. Il viale d'ingresso è largo, alberato, completamente ombreggiato: si entra a passo lento col passeggino, l'aria è dieci gradi più fresca che fuori dalla foresta. Un'ora e mezza tranquilla, è l'ossigeno della giornata.
All'uscita del santuario c'è Harajuku: la via Takeshita è la strada pop più famosa della città, piena di crepes coloratissime, negozi kawaii, accessori, abiti vintage. Domenica è giorno di affluenza alta, e con due bimbi nei passeggini la via stretta può essere stancante: valutate se fare un giro veloce o se andare diretti su Omotesando, il viale parallelo, più largo, alberato, con i grandi negozi che permettono di camminare senza stress.
Pranzo in zona Harajuku o Omotesando, in uno dei ristoranti climatizzati dei grandi centri commerciali.
Pausa pomeridiana, due fermate di Yamanote da Harajuku a Shin-Okubo.
Verso le diciassette si va a Shibuya, una sola fermata da Harajuku. Shibuya Crossing è l'incrocio più famoso del mondo: lo guardate dall'alto dallo Shibuya Sky o dal terzo piano dello Starbucks Tsutaya, gratuito, con vista perfetta. Per i bimbi è la prima volta che vedono "tutta Tokyo" muoversi sotto i loro occhi. Cena in zona Shibuya, area Yokocho o nei tanti ristoranti dei centri commerciali. Prima del rientro, il Pokemon Center Shibuya al Parco Shibuya è il secondo Pokemon Center del viaggio: ci passate al volo, i bimbi sceglieranno qualcosa.
Lunedì estivo in Tokyo: la giornata è costruita per stare al fresco. Tutto al chiuso, tutto climatizzato.
Apertura del Tokyo Skytree alle 10:00, arrivate alle 9:45 per evitare la coda. È la torre più alta del Giappone e la seconda struttura più alta del mondo, seicentotrentaquattro metri. L'ascensore è familiare, vetrato, sale a sessanta chilometri all'ora. La Tembo Deck a trecentocinquanta metri è il piano panoramico classico: vista di tutta Tokyo, del Sumida, di Asakusa più in basso, e nelle giornate limpide del Monte Fuji a ovest. Costo circa venticinque euro a persona, bambini sotto i quattro anni gratis. Calcolate un'ora e mezza sulla terrazza, tra foto, finestra rotonda di vetro nel pavimento, e gli sguardi dei bimbi.
Sotto la torre c'è il Tokyo Solamachi, un grande centro commerciale con oltre trecento negozi, ristoranti, area giochi per bambini, e il Pokemon Center Skytree (il terzo del viaggio, e l'ultimo). È il posto perfetto per il pranzo, per il riposino dei bimbi nelle aree lounge, per gli ultimi acquisti di souvenir, per i giocattoli. Calcolate tutto il pomeriggio qui dentro: è il giorno della pausa dal caldo, e Solamachi è enorme.
Verso le diciotto si rientra a Shin-Okubo, doccia, riposino veloce, e poi la cena della serata: il wagyu.
Avete chiesto di provare il wagyu durante il viaggio. Stasera è la sera. La scelta giusta per una famiglia con bimbi piccoli è uno yakiniku familiare, non un ristorante di lusso (l'avete escluso esplicitamente). Lo yakiniku è il barbecue giapponese: ogni tavolo ha la sua griglia al centro, ordinate il wagyu A5 in fettine sottili, lo grigliate voi un pezzo alla volta, lo mangiate con una salsa di soia. La carne si scioglie in bocca, letteralmente. Un yakiniku familiare a Shinjuku o Shibuya costa circa quaranta euro a persona per una cena di buona qualità. Per i bimbi: tenete le mani lontane dalla griglia (la regola d'oro), e ordinate riso bianco e porzioni semplici di carne ben cotta che possano mangiare con voi.
L'ultima mattina è leggera, in zona hotel. Una fermata di Yamanote da Shin-Okubo a Shinjuku, e siete nel cuore degli ultimi acquisti: Don Quijote per i souvenir economici e gli snack giapponesi (Kit Kat in gusti impossibili, dolcetti, gadget kawaii, alcolici), Bicqlo (il combo di UNIQLO e Bic Camera) per elettronica e abbigliamento. Pranzo presto.
Il Narita Express da Shinjuku Station al Narita Airport è il treno comodo con valigie e bambini: posti riservati, finestroni grandi, scaldabagagli, novanta minuti di viaggio. Costo circa diciotto euro a persona.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è il costo. Per il vostro itinerario specifico (un solo Shinkansen, Kyoto–Tokyo, e il Narita Express in chiusura) il JR Pass settimanale a circa duecentottanta euro a persona non si ripaga: pagando i biglietti singoli risparmiate circa centottanta euro a persona. Se in futuro decidessi di usarlo per un altro viaggio, lo acquisti su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| KIX → Namba (Osaka) Kansai Airport Station → Namba Station |
Nankai Rapi:t (treno panoramico) | 34 min | €10 |
| Osaka → Kyoto Osaka-Umeda Station (Hankyu) → Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) |
Treno locale Hankyu | 30 min | €5 |
| Kyoto ↔ Nara (a/r) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Tokyo Kyoto Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR), posto riservato | 2h 15min | €80 |
| Tokyo → Narita Shinjuku Station → Narita Airport Terminal |
Narita Express (JR) | 1h 30min | €18 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio). I bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis su tutti i treni: entrambi i vostri bimbi non hanno bisogno di tessera.
Voi atterrate al Kansai Airport, non al Narita. La Welcome Suica si compra anche al Kansai: ci sono macchinette JR West dedicate (la versione Kansai si chiama anche "ICOCA & HARUKA" o si può acquistare la "ICOCA" semplice, che funziona esattamente come la Suica in tutto il Giappone). Le trovate vicino ai tornelli della stazione JR all'interno dell'aeroporto. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Se atterrate alla zona Nankai e non alla zona JR: potete comprare la Suica direttamente alla biglietteria Nankai oppure aspettare di arrivare a Namba e comprarla in qualsiasi macchinetta della metro Osaka. Non cambia nulla, la Suica ICOCA è interoperabile in tutto il Giappone.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i biglietti dello Shinkansen Kyoto–Tokyo e del Narita Express finale (le due tratte più importanti), consiglio di prenotare su Klook prima di partire. Avete tutto pronto sul telefono come QR code, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Con due bambini piccoli e bagagli, la differenza pratica è enorme. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione (luglio è alta stagione) il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e doveste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Per le tratte locali (Osaka–Kyoto Hankyu, Kyoto–Nara JR, Nankai Rapi:t da KIX): non serve prenotare niente. Si compra il biglietto al volo dalla macchinetta o si appoggia la Suica al tornello.
Voli e alloggi sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, calcolato a persona per i quattro adulti. I bambini sotto i sei anni viaggiano gratis sui treni, hanno ingressi gratuiti o ridotti in quasi tutte le attrazioni, e mangiano molto meno: il costo per loro è una frazione di quello adulto e l'ho tenuto fuori da questa tabella per leggerla più facilmente.
| Biglietti treni intercity | €123 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (11 giorni) | €440 |
| Attività e ingressi | €199 |
| Totale stimato a persona | €852 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Non dovete organizzare nulla in anticipo per la maggior parte del viaggio.
Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui sotto con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Osaka, Kyoto, Tokyo), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta. Con il passeggino, la maggior parte degli autisti aiuta a salire dalla porta posteriore: chiedete con un sorriso e vi tendono una mano.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal personale. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, e voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Tokyo" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Tokyo, Kyoto, Osaka) o il nome di una stazione grande. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Lo staff delle stazioni giapponesi è abituato a indicare con il dito: spesso ve lo mostrano senza nemmeno parlare.
La vostra IC card è bloccata ai tornelli in uscita: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini piccoli. Stazioni dei treni, grandi magazzini e centri commerciali hanno stanze cambio e aree allattamento segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室): le trovate nelle stazioni principali (Osaka, Kyoto, Tokyo, Shin-Osaka, Tokyo Station, Shinjuku), nei mall come Solamachi e Lalaport, in tutti i grandi magazzini. I kombini hanno fasciatoi nei bagni più grandi. Il passeggino funziona ovunque tranne che nelle vie storiche di Sannenzaka e Ninenzaka a Kyoto (Giorno 4) dove va preferito il marsupio o il baby carrier. Ricordate: bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis su tutti i treni JR e privati: i vostri due piccoli non hanno bisogno di tessera né di biglietto.
Il ritmo del GiappoPlan ha tutti giorni leggeri o medi, mai intensi. Questo è intenzionale e non negoziabile: con un quindici mesi e un due anni e mezzo, in luglio, niente giornate da otto ore in giro. Quando sentite che i bimbi hanno bisogno di fermarsi, fermatevi. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto. La pausa pomeridiana 11–15 è scolpita nel programma: se servisse anticiparla, anticipatela.
Per la sicurezza nelle aree dove ci sono animali (Nara), per i ristoranti con griglia (yakiniku Tokyo) e per le strade affollate (Dotonbori, Harajuku), le note specifiche sono nelle giornate corrispondenti.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone, soprattutto con bimbi piccoli. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, latte fresco, omogeneizzati, pannolini di emergenza, pastelli, peluche piccoli, bagni pulitissimi e gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Per la colazione di una famiglia con bimbi piccoli, è spesso la soluzione più sensata: rapida, varia, economica.
Importante per l'allergia ai latticini: i kombini hanno tutti gli ingredienti scritti sulla confezione, spesso anche con icone allergeni. Imparate a riconoscere il katakana di "milk" (ミルク) e "cream" (クリーム): basta un'occhiata e capite se un prodotto contiene latticini.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Kyoto → Tokyo (Giorno 7). Lo Shinkansen è ampio e con scaldabagagli, ma con sei persone, due bimbi, due passeggini e i bagagli di una famiglia di sei, viaggiare con solo uno zaino in spalla cambia completamente la giornata. Spedite le valigie grandi la mattina del Giorno 7 dall'appartamento di Kyoto direttamente al Sakuranogawa di Shin-Okubo: arrivano la mattina del Giorno 8. Per la prima notte a Tokyo avete con voi solo il necessario nello zaino, e il giorno dopo trovate le valigie già in camera.
Avete dato un nove pieno allo shopping souvenir e un sette ai centri commerciali e mercati. Il viaggio è già costruito su queste indicazioni, ma una mappa mentale aiuta a ottimizzare.
Per gli oggetti tradizionali e gli omiyage: il Mercato Nishiki di Kyoto (Giorno 5) per ceramiche, ventagli, prodotti artigianali e piccoli souvenir per amici. La via Nakamise di Asakusa (Giorno 8) per tutto il tradizionale: yukata, sandali geta, ventagli decorati, lanterne piccole, dolcetti tipici. Ognuno di questi mercati ha un'energia diversa: Nishiki più gastronomico, Nakamise più "souvenir di Tokyo".
Per i Pokemon (interesse 8 pieno): tre Pokemon Center diversi nel viaggio. Il Pokemon Center Kyoto al Karasuma (Giorno 5) ha le edizioni esclusive Kyoto (peluche con kimono, gadget tematici). Il Pokemon Center Shibuya (Giorno 9) è il più grande e moderno. Il Pokemon Center Skytree al Solamachi (Giorno 10) è l'ultima fermata, perfetto per gli acquisti finali.
Per il "tutto economico": Don Quijote a Shinjuku (Giorno 11). Sette piani di tutto: snack, gadget, cosmetici, alcolici, gadget kawaii, costumi, elettronica. È il posto dove portate via i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi: cambiano per stagione e città), gli snack particolari per amici, i piccoli gadget. Esenzione IVA con passaporto sopra un certo importo.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: a Tokyo, soprattutto a Shinjuku, trovate praticamente tutto e i prezzi sono spesso migliori. Non comprate tutto il primo giorno a Osaka pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate. Considerate di portare una valigia mezza vuota o di comprare una valigia extra a Don Quijote l'ultimo giorno per il ritorno (i prezzi sono onesti, dai trenta euro in su).
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente: con due bambini piccoli è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare.
Il minimo utile per gli adulti: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per i bambini, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce o sciroppo (paracetamolo pediatrico), qualcosa per le irritazioni cutanee da sudore (luglio è il mese più sudato dell'anno), cerotti pediatrici, eventualmente una crema solare specifica per pelle baby. La crema solare è importante: anche con cappellino, l'esposizione cumulata in undici giorni è alta.
Per l'allergia ai latticini di Chiara: portate l'autoiniettore se l'avete prescritto, e tutti i farmaci di salvataggio nella vostra borsa a mano (mai in stiva).
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità: i biberon dei bimbi possono essere preparati direttamente con l'acqua del rubinetto degli appartamenti.
Luglio è il mese più caldo e umido dell'anno in Giappone. Temperature tra i 28 e i 35 gradi di giorno (con punte fino a 38), umidità sopra il 70%, possibili piogge improvvise nelle prime due settimane (coda della stagione tsuyu). Portate vestiti leggeri in cotone o lino, due cappellini per ciascun bimbo, crema solare alta, scarpe che si possano togliere e rimettere velocemente (templi e ryokan), un piccolo ombrello compatto a famiglia per i temporali estivi. Molti centri commerciali hanno aria condizionata gelida: una felpina leggera per i bimbi può servire al chiuso. L'idratazione è la priorità: i distributori automatici (con bibite, té, acqua) sono ovunque, ogni cento metri.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale, e con sei persone più due bimbi tra cui passaporti pediatrici da gestire, non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: consiglio sempre di attaccare fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore. Vi daranno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che volete "una vacanza autentica ma sempre con attenzione ai bisogni dei piccoli" e che "i bambini sono la priorità per noi, l'importante è che stiano bene e che non siano troppo scombussolati e sballottati a destra e sinistra", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete chiesto un ritmo lento, niente orari impostati, niente giornate frenetiche. Per questo il viaggio non ha un solo giorno intenso. Tutti i giorni sono medi o leggeri, con pausa pomeridiana obbligatoria 11–15 nelle ore più calde di luglio. Ogni giornata ha un buffer di rientro precoce in hotel se i bimbi non reggono. Niente è irrinunciabile: il GiappoPlan è una guida, non un contratto.
Avete dato un dieci pieno al cibo di strada e un nove allo shopping souvenir. Per questo Osaka apre il viaggio con il giorno dedicato a Dotonbori e al Mercato Kuromon, Kyoto include il Mercato Nishiki, Tokyo ha la via Nakamise di Asakusa e Don Quijote di Shinjuku. Sei occasioni distinte per il cibo di strada, sei zone diverse per shopping souvenir. Il viaggio è disegnato attorno ai vostri due voti più alti.
Avete espresso interesse forte per i Pokemon (8 pieno). Per questo l'itinerario include tre Pokemon Center diversi: Kyoto al Karasuma, Shibuya al Parco Shibuya, Skytree al Solamachi. Tre tappe distinte, ognuna con merchandise differente. È un thread che attraversa il viaggio.
Avete chiesto di provare il kimono. Per questo il Giorno 4 a Kyoto è dedicato all'esperienza completa: noleggio kimono al mattino, passeggiata nel quartiere antico di Higashiyama vestiti tradizionalmente, foto memorabili nei punti più iconici (Sannenzaka, Kiyomizu-dera). È il giorno più "Giappone classico" del viaggio.
Avete chiesto di provare il wagyu e di soggiornare in un ryokan. Il wagyu è nella cena del Giorno 10 a Tokyo, in uno yakiniku familiare (non un ristorante di lusso, come avete chiesto esplicitamente). Sul ryokan: con tutti gli alloggi già prenotati in città, una notte ryokan in itinerario non era inseribile. Vi ho proposto una cena kaiseki tradizionale a Kyoto al Giorno 4, che vi serve la stessa cucina elaborata e lo stesso menù multi-portata che mangereste in un ryokan, in un ristorante. È il sostituto più vicino possibile dato il vincolo. Per un futuro viaggio, una notte ryokan vera a Hakone o Takayama vi aspetta.
Avete segnalato l'allergia al latte. Per questo la frase utile in giapponese ("Nyuseihin arerugii desu") è scritta nei giorni in cui mangerete fuori in posti a rischio (Osaka street food, kaiseki Kyoto, Harajuku, yakiniku Tokyo). La cucina kaiseki tradizionale, lo yakiniku, il sushi, soba, udon e la maggior parte dello street food sono naturalmente sicuri. I rischi veri sono ramen tonkotsu cremoso, dolci occidentali, gelati, crepes di Harajuku, e maionese sull'okonomiyaki: tutti segnalati nei giorni corrispondenti.
Avete tatuaggi. Per questo non c'è un solo onsen pubblico nel programma (i tatuaggi sono ancora un problema nella maggior parte degli onsen tradizionali). Gli alloggi che avete prenotato non hanno onsen, quindi il problema è risolto a monte. Se in futuro vorrete provare l'onsen, esistono ryokan con vasca privata in camera (kashikiri-buro): per voi è l'unica strada percorribile, e a Hakone o Takayama trovate diverse strutture pensate apposta.
Viaggiate con un quindici mesi e un due anni e mezzo. Per questo non c'è un solo giorno intenso in tutto il viaggio. I cluster sono pensati per evitare zig-zag, le distanze sono brevi, le pause obbligatorie. Le zone con scalini o ciottoli (Sannenzaka a Kyoto, alcune scale di templi) sono segnalate con la nota "preferite il marsupio al passeggino". I cervi di Nara, l'esperienza più potente del viaggio per i bimbi, ha la sezione di sicurezza dedicata.
Questo è il vostro viaggio, Chiara. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerai tra i templi di Kyoto, quando ti siederai davanti a un giardino zen, quando guarderai un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conosci già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entri nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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