Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo viaggio per voi è il "viaggio di nozze" e che quello che sperate di portarvi a casa sono le "memorie". Hai scritto anche una cosa che ho preso alla lettera: "vorremmo vedere molte cose ma sappiamo che i giorni non sono molti, quindi ci affidiamo a te su cosa vale la pena visitare e vivere veramente in Giappone."
Ho costruito questo GiappoPlan esattamente su quella frase, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per due persone in luna di miele, con i templi, i giardini, i panorami e lo street food segnati tutti al massimo, e con un ritmo disteso che lascia spazio a fermarsi, guardarsi e godersi il momento senza correre.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, scendete verso il cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia e lo street food di Osaka. Il Monte Fuji e Nara sono gite in giornata, la notte in ryokan è ad Arashiyama dentro il blocco di Kyoto. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag: ogni spostamento vi porta sempre più a ovest, fino all'aeroporto di Osaka da cui ripartite verso le Maldive.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 26–29 ott | 3 | Metropoli, santuari, gita al Monte Fuji |
| Kyoto | 29 ott – 2 nov | 4 | Templi, kimono, Nara, notte in ryokan |
| Osaka | 2–5 nov | 3 | Street food, castello, cena wagyu |
Kyoto ha quattro notti, ed è voluto: con i templi e i santuari segnati a 10 su 10, è la città che merita più tempo di tutte, e le vie di Higashiyama, Fushimi Inari, Arashiyama e Nara chiedono giornate intere, non ritagli. Osaka ne ha tre perché lo street food, anche lui a 10 su 10, si vive soprattutto di sera, e tre notti vi danno due serate piene a Dotonbori più una gita se vorrete. Tokyo apre il viaggio con tre notti, il tempo giusto per orientarsi e salire al Fuji senza fretta.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Tokyo Haneda. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), raggiungete Shinjuku con il Tokyo Monorail o la Keikyu più un cambio in metro, circa mezz'ora. Il vostro primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino: la città che si compone piano piano attorno a voi.
La prima cosa da fare è anche la più giusta: appoggiate le valigie in hotel, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme, caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciandosi investire. A cinque minuti a piedi c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen, sessanta ettari di verde: il posto perfetto per il primo pomeriggio, quando il fuso comincia a farsi sentire.
La sera, il primo assaggio vero: ramen o un'izakaya nelle stradine attorno all'hotel. Mangiate, tornate, dormite presto. Domani si va al Fuji.
Oggi il panorama più famoso del Giappone. Partite presto: il bus diretto per Kawaguchiko impiega circa due ore, e il Fuji al mattino è molto più limpido che nel pomeriggio, quando tende a coprirsi di nuvole.
Il lago Kawaguchi è uno dei posti da cui il Monte Fuji si vede in tutta la sua altezza, riflesso nell'acqua nelle giornate calme. Salite con la funivia panoramica al belvedere sopra il lago, poi passeggiate lungo la riva. Se avete voglia di camminare, la Pagoda Chureito regala la cartolina classica: la pagoda rossa in primo piano e il Fuji dietro. Calcolate una giornata piena, con calma.
Rientro a Tokyo in serata, cena tranquilla in zona hotel.
Una giornata che tiene insieme le due anime di Tokyo, quella antica e quella luminosa, senza fretta.
La mattina a est, ad Asakusa: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise piena di bancarelle di street food e artigianato, la passeggiata verso il fiume. Poco lontano, il quartiere di Ueno con il suo grande parco. Qui la mattina scorre tra templi e verde, e lungo Ameya-Yokocho trovate il primo vero street food della giornata, spiedini e dolci da mangiare camminando.
Il pomeriggio a ovest: il Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di alberi nel mezzo della città, silenzio assoluto a pochi passi dal caos. Poi Harajuku e la sua via Takeshita, e infine Shibuya con il celebre incrocio. Al tramonto salite allo Shibuya Sky, la terrazza panoramica sopra il quartiere: la città che si accende dall'alto è uno dei momenti più belli da vivere in due.
La sera, la Tokyo notturna: le stradine di Omoide Yokocho o del Golden Gai a Shinjuku, lanterne, izakaya minuscole, un bicchiere e qualcosa da mangiare al banco.
Check-out e poi il treno più iconico del viaggio: lo Shinkansen Hikari da Tokyo Station a Kyoto Station, circa due ore e quaranta minuti. Sistemate le valigie, un bento preso al kombini, e il paesaggio che scorre veloce dal finestrino: se siete fortunati con il cielo, sulla destra rivedete il Fuji un'ultima volta.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Check-in nella zona di Kawaramachi e prima esplorazione a piedi, che è il modo giusto di entrare in questa città: le vie di Gion, il quartiere delle geisha con le case di legno e le lanterne, e il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di banchi di cibo tradizionale (tofu, mochi, spiedini, matcha in ogni forma).
La sera, cena tranquilla lungo Pontocho, il vicolo stretto in riva al fiume: uno dei posti più suggestivi dove chiudere la prima serata a Kyoto.
La giornata più "Kyoto" di tutte, e non è un caso che sia anche quella del kimono. La mattina indossate il kimono tradizionale: Kyoto è il posto ideale al mondo per farlo, e camminare vestiti così tra i templi e le vie antiche è una delle immagini che vi porterete a casa.
Salite verso il Kiyomizu-dera, il tempio con la grande terrazza di legno che si affaccia sulla città: la vista da lassù, in autunno, è tra le più belle. Scendete a piedi lungo Sannenzaka e Ninenzaka, le vie in pietra fiancheggiate da botteghe e case da tè, fino a Gion. Nel primo pomeriggio, a completare la giornata, la cerimonia del tè: un'ora lenta, gesti precisi, il silenzio. È il contrappunto perfetto al camminare.
Verso sera, il Fushimi Inari Taisha, il santuario dei diecimila torii arancioni che salgono lungo la montagna. Andarci nel tardo pomeriggio significa trovarlo più vuoto e con la luce che filtra di lato tra un torii e l'altro: non serve salire fino in cima, i primi trenta o quaranta minuti di sentiero sono i più belli.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto Station a Nara Station e arrivate in un posto che non assomiglia a nessun altro.
Il Parco di Nara è un grande parco pubblico dove vivono liberamente più di mille cervi sika, semi-addomesticati: camminano tra le persone, si avvicinano, aspettano i crackers di riso (shika senbei) che vendono le bancarelle. Per due panorami di verde e foto memorabili come li avete chiesti, è una mattinata che vale da sola il viaggio.
Dentro il parco, il Tempio Todai-ji: uno dei più grandi edifici in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e per un po' non si dice niente. Patrimonio UNESCO. Se avete ancora energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue migliaia di lanterne vale un'altra mezz'ora, immerso nel bosco.
Rientro a Kyoto in serata, cena in centro.
Oggi la giornata più romantica del viaggio, e la si vive con calma. La mattina, prima del check-out dalla base centrale, fate spedire i bagagli grossi direttamente all'hotel di Osaka con il servizio Takkyubin (ve lo spiego nei consigli pratici): salite ad Arashiyama con un piccolo bagaglio per la notte, e vi godete tutto senza pesi.
Arashiyama merita una giornata intera. Arrivate presto, prima che la zona si riempia: la Foresta di bambù, il sentiero tra le canne alte venti metri con la luce che filtra e il suono del vento. A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen, specchio d'acqua, pini e il monte sullo sfondo, uno dei giardini più belli di Kyoto e Patrimonio UNESCO. Nel pomeriggio, il ponte Togetsukyo, le botteghe artigiane, e se avete voglia il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji), il tempio ricoperto di foglia d'oro che si specchia nel laghetto.
La sera, il ryokan: cena kaiseki servita in stanza o in sala, otto o dieci portate presentate come piccole opere, e poi il bagno termale. Avete i tatuaggi, e per questo l'onsen è privato: nessun bagno comune, nessun problema, solo voi due, l'acqua calda e il silenzio. È la notte che ricorderete di più.
Colazione al ryokan, che fa parte dell'esperienza tanto quanto la cena, e poi il breve trasferimento verso Osaka. Kyoto e Osaka sono vicinissime: dalla stazione Hankyu di Kyoto-Kawaramachi arrivate a Osaka-Umeda in una mezz'ora scarsa, oppure con il treno JR in tempi simili. I bagagli grossi vi aspettano già in hotel.
Il pomeriggio è per prendere le misure alla città, il vostro primo impatto con Dotonbori: il canale con le insegne al neon, il celebre Glico Man, il granchio luminoso di Kani Doraku. Takoyaki fatti al momento, okonomiyaki sulla piastra, folla e luce. Osaka è la capitale dello street food giapponese, e voi l'avete messo al massimo: questa è la sera in cui inizia il bello.
La mattina al Castello di Osaka, uno dei più iconici del Giappone, con il grande parco intorno: si sale in cima per la vista sulla città e si passeggia tra i vialetti, che in autunno hanno il loro colore.
Il resto della giornata è un percorso a piedi fatto di cibo. Il Mercato Kuromon, centoquaranta anni di storia e seicento metri di banchi coperti: sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, ricci di mare, frutta. Poi la galleria coperta di Shinsaibashi per lo shopping e i souvenir, e di nuovo Dotonbori appena cala la sera, quando i neon danno il meglio.
Se preferite una gita al posto della giornata in città, da Osaka in meno di un'ora raggiungete Kobe (la patria del wagyu, più il porto e la funivia panoramica) o Himeji con il suo castello bianco Patrimonio UNESCO. È un'opzione, non un obbligo: ditemelo e vi organizzo la variante.
L'ultima giornata piena, dedicata a chiudere in bellezza. La mattina salite all'Umeda Sky Building e al suo giardino panoramico sospeso tra le due torri: da lassù Osaka si apre a trecentosessanta gradi, un ultimo grande panorama dopo il Fuji, il Kiyomizu e Shibuya. Il resto del giorno è per gli ultimi acquisti e gli angoli che vi siete segnati camminando.
La sera, il wagyu: yakiniku o teppanyaki con carne di qualità, cotta sul braciere al centro del tavolo, un pezzo alla volta, che si scioglie. È la cena speciale del viaggio di nozze, il modo giusto di salutare il Giappone prima della seconda parte della vostra luna di miele.
L'ultima mattina in Giappone è leggera: un ultimo giro tra le vie di Namba per i souvenir e un ultimo assaggio di street food, poi il trasferimento in aeroporto.
Dal cuore di Osaka raggiungete l'aeroporto con il Nankai Rapi:t da Namba Station a Kansai Airport Station, circa quaranta minuti, con spazio per i bagagli. Da lì parte il volo verso la seconda metà della vostra luna di miele.
Sayonara, Giappone. Le Maldive vi aspettano.
Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station (Tokyo Monorail o Keikyu + metro) |
Tokyo Monorail / Keikyu | 30 min | €5 |
| Tokyo → Kawaguchiko (andata e ritorno) Shinjuku (Busta Shinjuku) → Kawaguchiko Station |
Bus diretto per il Monte Fuji | 2h a tratta | €15 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 40min | €80 |
| Kyoto → Nara (andata e ritorno) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu), oppure Kyoto Station → Shin-Osaka (JR) |
Treno Hankyu ordinario o JR | 30–45 min | €5 |
| Osaka → Kansai Airport Namba Station → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t | 40 min | €9 |
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo–Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 2h40 contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico non conviene: avete una sola tratta lunga in Shinkansen (Tokyo–Kyoto), e il pass da circa €280 a persona resterebbe per metà inutilizzato. Con i biglietti singoli risparmiate circa €185 a persona. Se in futuro decideste di usarlo, si acquista su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono, si appoggia ai tornelli esattamente come la tessera fisica e si ricarica da Wallet. Funziona anche offline e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferirla anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per lo Shinkansen Tokyo–Kyoto e per il Nankai Rapi:t verso l'aeroporto, consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza. Le tratte brevi (Kyoto–Nara e Kyoto–Osaka) non richiedono prenotazione: si sale e si viaggia con la Suica.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente agli sportelli JR nelle stazioni principali: mostrate la destinazione e la data, e ve li stampano. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
Quella che segue è la stima di spesa a persona per la parte giapponese del viaggio, esclusi i voli. Il totale rientra con ampio margine nel budget che avete indicato: resta spazio per gli imprevisti, per qualche cena in più o per un ryokan di categoria superiore ad Arashiyama, se vorrete.
| Alloggi (10 notti, di cui 1 in ryokan) | €780 |
| Biglietti intercity e trasporti urbani | €214 |
| Cibo (11 giorni) | €425 |
| Attività ed esperienze (kimono, tè, ingressi, wagyu) | €205 |
| Assicurazione sanitaria | €50 |
| Totale stimato a persona | €1.674 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento, zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali. Per due persone che hanno messo lo street food al massimo, è lo strumento giusto.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono utili per raggiungere alcuni templi e quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la Suica. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, e in molte linee si appoggia la Suica alla salita e all'uscita. In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, ma da parte, con calma, scrivete la frase su Google Translate, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Nara), non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La Suica si blocca ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è la notte in ryokan ad Arashiyama (Giorno 7). La mattina, dalla base centrale di Kyoto, spedite i bagagli grossi direttamente all'hotel di Osaka: salite ad Arashiyama con un piccolo bagaglio per la notte, vi godete il ryokan senza pesi, e ritrovate le valigie ad Osaka il giorno dopo.
Con i vostri interessi (templi, mercati, cibo, souvenir tipici) il Giappone è il posto giusto per portarsi a casa qualcosa che altrove non si trova.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi, cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco. A Kyoto, la zona di Higashiyama è piena di botteghe di artigianato tradizionale.
Esenzione IVA: nei grandi magazzini e in molti negozi, mostrando il passaporto alla cassa risparmiate l'imposta sugli acquisti sopra una certa soglia. Portatelo con voi quando fate shopping serio.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete, gli acquisti seri fateli verso la fine, a Osaka. Quasi tutto lo ritrovate, quindi non serve comprare tutto il primo giorno.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Temperature tra i 15 e i 20 gradi di giorno, più fresche la sera (8–12 gradi). È uno dei periodi più belli e comodi per viaggiare: aria tersa, cielo spesso limpido, ideale per i panorami e per il Fuji. Portate strati e una giacca leggera per la sera. Ad Arashiyama e nelle zone di quota gli aceri iniziano già a colorarsi.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che alla partenza dal Giappone verso le Maldive, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco "Lost & Found" o "Baggage Service", nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale. Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva del check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo è il vostro "viaggio di nozze" e che volete portarvi a casa delle "memorie", e quando avete aggiunto "ci affidiamo a te su cosa vale la pena visitare e vivere veramente in Giappone", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete messo templi, giardini, panorami e cibo di strada tutti a 10 su 10. Per questo l'itinerario ruota attorno a loro, non a un elenco di cose da spuntare. Kyoto ha quattro notti perché i templi lo meritano, con giornate intere a Higashiyama, Fushimi Inari, Arashiyama e Nara. Osaka ne ha tre perché lo street food si vive di sera, e tre notti vi danno due serate piene a Dotonbori. I panorami li trovate al Fuji, dalla terrazza del Kiyomizu, dallo Shibuya Sky e dall'Umeda Sky Building.
Avete scelto fine ottobre e inizio novembre. Non è un periodo qualsiasi: è tra i migliori dell'anno per vedere il Monte Fuji, quando l'aria fredda e secca lo rende nitido e la vetta si copre della prima neve. Per questo la gita al Fuji è nei primi giorni, quando siete freschi, e con la raccomandazione di partire al mattino.
Avete indicato il ryokan tra le esperienze che volete vivere. Per questo c'è una notte ad Arashiyama, sul fiume, con cena kaiseki e onsen: l'ho messa nel punto più bello del blocco di Kyoto, perché in un viaggio di nozze quella notte lì è la più speciale.
Avete i tatuaggi. Per questo l'onsen del ryokan è privato: nessun bagno comune, nessun problema, nessuna situazione imbarazzante. Solo voi due.
Avete chiesto il kimono e il wagyu. Il kimono è a Kyoto, il posto giusto al mondo per indossarlo, abbinato alla cerimonia del tè. Il wagyu è la cena dell'ultima sera a Osaka, il modo giusto di salutare il Giappone prima delle Maldive.
Avete scritto che i giorni non sono molti e vi fidate di me su cosa vale la pena. Per questo l'itinerario è lineare, senza zig-zag, e non strafà: niente escursioni lontane solo per riempire, ma profondità sulle cose che avete detto di amare. Il ritmo è disteso, da luna di miele, con giornate leggere ai cambi e il tempo per fermarsi.
Questo è il vostro viaggio, Chiara. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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