Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto due cose che valgono più di tutte le altre risposte messe insieme. La prima è "voglia di ASIA". La seconda è che da questo viaggio volete portarvi a casa "tutto e soprattutto legame con chi viaggia con me".
Questo GiappoPlan è costruito su quelle due frasi, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico da nove giorni: è pensato per due persone che hanno chiesto Nara come cosa da fare assolutamente, che hanno scelto Nikko al posto della giornata al Monte Fuji, che mettono giardini, panorami, foto e cibo di strada tutti a dieci su dieci, e che di musei, anime e tecnologia non sanno cosa farsene. Ogni giornata che leggerete sotto è il risultato di quel profilo lì, non di un modello.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa guardare. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso è una linea sola, da est verso ovest, senza mai tornare sui propri passi. Atterrate a Tokyo, e da lì salite a nord per la giornata a Nikko: è un'escursione in andata e ritorno in giornata, quindi la linea non si rompe. Poi scendete verso Hakone, che sta esattamente a metà strada tra Tokyo e Kyoto, dormite due notti, e proseguite fino a Kyoto. Nessuno zig-zag, nessun chilometro sprecato.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 30 ott / 2 nov | 3 | Giardini, panorami dall'alto, street food. Base per la giornata a Nikko. |
| Hakone | 2 / 4 nov | 2 | Ryokan con onsen privato, il lago Ashi, la valle vulcanica di Owakudani, il Fuji all'orizzonte. |
| Kyoto | 4 / 7 nov | 3 | Templi, giardini, foresta di bambù. Base per la giornata a Nara. |
Tre città in nove giorni, non cinque. È una scelta precisa: ogni cambio di città costa mezza giornata di valigie, stazioni e sistemazioni. Con Tokyo, Hakone e Kyoto come basi fisse, Nikko e Nara entrano come giornate intere senza costarvi nemmeno una notte in più.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Haneda in tarda serata. Tra immigrazione, bagagli e dogana calcolate un'oretta abbondante, poi il treno: dalla stazione dell'aeroporto (Haneda Airport Terminal 3) prendete il Tokyo Monorail oppure la linea Keikyu e arrivate a Shinjuku Station in una quarantina di minuti.
Questa giornata non ha un programma, e va bene così. Arrivate in hotel a notte fonda, appoggiate le valigie e dormite. Il Giappone comincia domani.
L'unica cosa che vale la pena fare stasera, se non siete a pezzi, è prendere la Welcome Suica alle macchinette dell'aeroporto: sono nella zona arrivi del Terminal 3, alla sinistra dei tornelli del Tokyo Monorail. Vi spiego tutto nella sezione dedicata più avanti. Se avete un iPhone, potete crearla direttamente da casa prima di partire e saltare del tutto questo passaggio.
Il primo giorno vero è calibrato sul fuso: si comincia con calma, si finisce in alto. Tutto quello che fate oggi sta in un raggio di tre fermate di metro, quindi non perdete tempo a spostarvi.
Si parte a piedi dall'hotel con Shinjuku Gyoen, il giardino nazionale: cinquantotto ettari con tre giardini diversi dentro, uno giapponese, uno inglese e uno francese, e un laghetto con i ponti. A fine ottobre gli aceri cominciano a virare e i ginkgo sono già gialli. Calcolate un'ora e mezza buona, seduti almeno una volta su una panchina a non fare niente. Ingresso poco più di due euro.
Da lì, due fermate e siete al Santuario Meiji: ci si arriva attraversando un bosco di centomila alberi piantati a mano cent'anni fa, con un torii di cipresso alto dodici metri all'ingresso. È il posto più silenzioso di Tokyo e sta in mezzo alla città. Un'ora.
Uscite dal lato opposto e vi ritrovate a Harajuku, che è l'esatto contrario: via Takeshita è una galleria stretta di crêpe giganti, dolci colorati e negozietti, ed è il vostro primo assaggio serio di street food. Poi scendete lungo Omotesando, il viale alberato, fino a Shibuya.
Il Crossing di Shibuya va guardato due volte: una volta attraversandolo, una volta dall'alto. Per l'alto c'è Shibuya Sky, la terrazza panoramica a 229 metri sul tetto dello Shibuya Scramble Square: 360 gradi su Tokyo, il Crossing che da lassù sembra un circuito stampato, e nelle giornate limpide il Monte Fuji all'orizzonte a ovest. A fine ottobre il sole tramonta poco prima delle cinque: prendete lo slot che comincia una quarantina di minuti prima e vi godete la città di giorno, all'ora dorata e accesa, con un biglietto solo.
La sera si torna a Shinjuku e si mangia in piedi: Omoide Yokocho è un budello di vicoli con una sessantina di banconi da sei posti l'uno, yakitori sulla brace, fumo, lanterne, gente stretta. È street food e vita notturna nello stesso metro quadro. Se volete qualcosa di ancora più stretto e strano, a due passi c'è Golden Gai.
Nikko è un'escursione a nord di Tokyo che meritava una giornata intera, e la ragione per partire presto è semplice: i santuari aprono alle nove, il treno buono passa un'ora e mezza prima, e con quel margine visitate tutto con calma invece di correre nell'ultima ora di luce. Quindi sveglia presto, colazione al kombini e via.
Da Shinjuku Station prendete il limited express diretto JR-Tobu delle 7:31, quello che va sotto il nome "Nikko" o "SPACIA Nikko": nessun cambio, posto riservato, e in circa due ore siete a Tobu-Nikko Station alle 9:27. C'è anche una corsa successiva, alle 9:34, ma vi farebbe perdere l'apertura di Toshogu, che è il pezzo più importante della giornata. Dalla stazione all'area dei santuari ci sono cinque-dieci minuti di bus locale (circa 240 yen), oppure trenta-quaranta minuti a piedi se volete scaldarvi camminando: fa cinque-sei gradi in meno che a Tokyo, massime intorno ai 14.
Prima tappa il ponte Shinkyo, laccato di rosso sul fiume Daiya: si fotografa gratis dalla strada, e se volete attraversarlo costa 300 yen. Subito dopo entrate al Toshogu, il mausoleo di Tokugawa Ieyasu, aperto dalle nove alle quattro (ultimo ingresso 15:30, biglietto 1.600 yen): la porta Yomeimon istoriata, il gatto dormiente scolpito sopra una trave, le tre scimmiette sacre sulla stalla, e la pagoda a cinque piani, alta trentasei metri, con dentro un pilastro sospeso che oscilla per assorbire i terremoti. Dentro la Honji-do fermatevi sotto il soffitto dipinto con il drago che piange: un monaco batte due bastoncini di legno proprio sotto la testa dell'animale e il suono rimbomba come un ruggito. Da lì salite i 207 gradini di pietra tra i cedri fino all'Okumiya, la tomba di Ieyasu sulla cima della collina: calcolate un'ora e mezza, due, per l'intera visita. Il museo dei tesori è a parte e non aggiunge granché: lasciatelo perdere.
Poco più in là c'è il Taiyuin, il mausoleo di Iemitsu, biglietto combinato con il Rinno-ji (e la sua sala del Sanbutsudo) a 900 yen. È più piccolo di Toshogu, immerso negli stessi cedri, molto meno affollato e altrettanto fotogenico: un'ora, un'ora e mezza.
Per pranzo scendete lungo la via principale verso la stazione e provate lo yuba, il velo di tofu che è la specialità del posto: uno yuba musubi, l'onigiri avvolto nello yuba (circa 450 yen), oppure lo yuba manju fritto (circa 220 yen), o una ciotola di soba con yuba. Lungo la stessa via ci sono botteghe e banchetti di manju, senbei, dolci di fagioli e gelato: è cibo di strada vero, non turistico. Se vi resta tempo e gambe, il Futarasan Jinja è a due passi ed è gratuito da visitare; il suo giardino Shinen, a parte, costa 300 yen ed è facoltativo.
Nel pomeriggio camminate fino al Kanmangafuchi Abyss, una gola scavata nel fiume Daiya da un'eruzione antica del Monte Nantai: un sentiero fiancheggiato da circa settanta statue di pietra, i Bake Jizo, allineate una dietro l'altra e coperte di muschio. È gratuito, sta a mezz'ora a piedi dall'area dei santuari, e vi serve un'ora buona. E qui in basso, tra la città, i santuari, Shinkyo e questa gola, il foliage il 1° novembre è esattamente al suo picco: in quota, sopra i mille metri, è già finito.
Tornate verso la stazione con le ultime luci: il sole tramonta poco prima delle cinque. Il treno di ritorno parte da Tobu-Nikko alle 16:38 e arriva a Shinjuku alle 18:35: cena a Tokyo, stanchi ma con le gambe piene di bosco.
Giornata di trasferimento, quindi leggera. Ma prima di lasciare Tokyo c'è una cosa che non potete non fare, e la fate presto la mattina quando è ancora quasi vuota.
Asakusa è il quartiere più antico della città. Il Tempio Senso-ji è del settimo secolo e ci si arriva passando sotto una lanterna rossa alta quattro metri e poi lungo la via Nakamise, duecento metri di bancarelle che vendono dolci di riso caldi, senbei grigliati sul momento, dorayaki, ventagli, artigianato. Con lo street food a dieci su dieci, questa è la vostra strada. Arrivateci per l'apertura e la troverete quasi vostra: dalle dieci in poi è un fiume di persone. Calcolate un paio d'ore in tutto, con la passeggiata lungo il fiume Sumida da cui si vede lo SkyTree.
Poi si parte. Lasciate le valigie in un deposito alla stazione di Shinjuku prima di andare ad Asakusa, così tornate e salite senza passare dall'hotel. Da Odakyu Shinjuku Station parte il Romancecar, il treno panoramico con i finestroni grandi, e in poco più di un'ora e venti siete a Hakone-Yumoto Station. Guardate fuori: la città finisce, cominciano le colline, poi la montagna.
Il pomeriggio è del ryokan e di niente altro. Yukata, tatami, tè, il bagno termale privato tutto per voi, e la cena kaiseki servita a più portate. Non organizzate nulla dopo: è quello il programma.
Hakone si gira in cerchio, e il cerchio è mezzo spettacolo di per sé: quattro mezzi diversi, tutti compresi nel pass che avete in tasca, ognuno con una vista che il precedente non aveva. Partite presto, verso l'apertura degli impianti.
Si comincia con il trenino Tozan, che sale da Hakone-Yumoto a Gora inerpicandosi a zigzag lungo il fianco della montagna e invertendo la marcia tre volte per guadagnare quota. A inizio novembre gli aceri lungo i binari sono nel loro momento. Poi una funicolare, e poi la funivia: si passa sopra Owakudani, la valle vulcanica, con il fumo di zolfo che sale dal terreno spoglio sotto la cabina. Scendete alla stazione intermedia, camminate sul belvedere e mangiate un uovo nero, bollito nelle sorgenti sulfuree: dice la leggenda che ognuno allunghi la vita di sette anni.
Dopo Owakudani la funivia scollina e, se il cielo è limpido, il Monte Fuji vi appare davanti sopra il lago Ashi. È la seconda occasione del viaggio: la stagione, con l'aria secca dell'autunno, è la migliore dell'anno per vederlo.
Si scende a Togendai e si attraversa il lago sul battello. Sbarcate a Moto-Hakone e a pochi minuti a piedi c'è il torii del Santuario di Hakone, piantato dentro l'acqua, rosso sul blu del lago. Ecco l'altra fotografia che vi porterete a casa. Ci si torna a Hakone-Yumoto in bus, sempre con lo stesso pass.
Seconda notte in ryokan, secondo onsen, seconda cena kaiseki. Questa volta senza sorprese, e proprio per questo migliore.
Mattina senza fretta, colazione al ryokan, ultimo bagno. Poi il trenino Tozan vi riporta da Hakone-Yumoto Station a Odawara Station in un quarto d'ora, ed è lì che si prende lo Shinkansen.
Il treno è un Hikari della linea Tokaido e ferma direttamente a Kyoto in poco più di due ore. Chiedete i posti sul lato del Fuji quando prenotate: nei primi minuti dopo Odawara, con il cielo giusto, la montagna passa dal finestrino. È il vostro terzo tentativo, e i tre insieme rendono molto improbabile tornare a casa senza averlo visto.
Arrivate a Kyoto Station nel primo pomeriggio. Sistemate le valigie e il resto della giornata è a piedi, tutto attorno all'hotel.
Il Mercato Nishiki è una galleria coperta lunga quattrocento metri, centotrenta banchi, quattrocento anni di storia. Si mangia camminando: spiedini di polpo, tamagoyaki caldo, mochi, pesce alla griglia, sottaceti, tè. È la vostra prima cena, o quasi.
Al tramonto, che qui arriva presto, scendete verso il fiume e infilatevi in Pontocho: un vicolo largo due metri, lanterne, ristoranti su entrambi i lati, il rumore del Kamo che scorre a fianco. Se continuate oltre il ponte siete a Gion, il quartiere delle case di legno e delle strade lastricate, e la sera è il momento in cui vale davvero la pena camminarci.
Oggi è la giornata dei giardini, ed è costruita per un motivo solo: li avete messi a dieci su dieci. Ma funziona solo se vi alzate presto, e vi spiego perché.
La foresta di bambù di Arashiyama, alle otto del mattino, è un sentiero di luce verde in cui siete quasi soli. Alle dieci è una processione. La differenza fra le due esperienze è enorme e costa solo un'ora e mezza di sonno.
Dentro Arashiyama c'è il Tenryu-ji, e dietro al tempio c'è il suo giardino: uno stagno, le montagne sullo sfondo usate come parte del disegno, e una progettazione rimasta identica dal quattordicesimo secolo. È considerato uno dei giardini più belli del Giappone e a novembre gli aceri intorno allo stagno sono la ragione per cui esiste. Prendetevi il tempo, sedetevi sulla veranda di legno.
Poi il ponte Togetsukyo sul fiume, e se avete gambe la salita al parco delle scimmie di Iwatayama: venti minuti di sentiero in salita e in cima ci sono i macachi in libertà e tutta Kyoto stesa sotto di voi. È il panorama migliore della città e quasi nessuno ci va.
Nel pomeriggio, un bus vi porta al Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji): due piani interamente ricoperti di foglia d'oro che si riflettono in uno stagno immobile. È una di quelle cose che sembrano photoshoppate e poi sono lì. Un'ora, non serve di più: si guarda, si fotografa, si cammina intorno.
Sera a Kyoto, cena in zona hotel.
La seconda cosa che avete chiesto assolutamente. E c'è una fortuna geografica di cui approfitteremo: Nara e Fushimi Inari stanno sulla stessa linea ferroviaria, quindi in una sola giornata li fate entrambi senza tornare indietro di un metro.
La mattina, da Kyoto Station prendete la linea JR Nara e in tre quarti d'ora siete a Nara Station. Il parco di Nara è cinquecento ettari con più di mille cervi in libertà che girano tra i templi e si inchinano se vi inchinate voi. I biscotti per darglieli da mangiare li vendono ovunque per pochi spiccioli. Questa non è un'attrazione, è mezz'ora di risate.
Dentro il parco c'è il Todai-ji: uno degli edifici in legno più grandi del mondo, e dentro un Buddha di bronzo alto quindici metri, fuso nell'ottavo secolo. Poi il Kasuga Taisha, a cui si arriva per un sentiero nel bosco fiancheggiato da tremila lanterne di pietra coperte di muschio. E se vi resta fame, Naramachi, il vecchio quartiere dei mercanti, ha una bottega famosa dove il mochi lo battono a mano davanti a voi con due mazze, urlando, a una velocità che non sembra reale. Si mangia caldo.
Nel pomeriggio si torna verso Kyoto ma si scende una fermata prima, a Inari. Il Fushimi Inari Taisha è il santuario dai diecimila torii arancioni che formano gallerie continue su tutto il fianco della montagna. È gratuito, è aperto ventiquattro ore, ed è la ragione per cui ci andate nel tardo pomeriggio: la folla si dirada, la luce cala dentro i torii e diventa arancione anche l'aria. Non serve arrivare in cima (sono due ore e mezza di salita): fino al belvedere di Yotsutsuji ce ne vuole meno di una, e da lì Kyoto è tutta lì sotto.
Cena a Kyoto al rientro. Oggi camminerete molto: è la giornata più piena del viaggio ed è anche l'ultima piena.
Il volo è in tarda serata, quindi la mattina è tutta vostra. E ve la giocate nel modo migliore possibile: alzandovi prima di tutti.
Il Kiyomizu-dera apre alle sei del mattino. Il suo terrazzo di legno, costruito su un'impalcatura di pilastri alta tredici metri e montata senza un chiodo, si affaccia su un versante di aceri e sulla città in lontananza. Arrivarci all'apertura significa averlo praticamente per voi.
Poi si scende a piedi lungo Sannenzaka e Ninenzaka: due stradine lastricate in discesa, case di legno, botteghe, e la pagoda che spunta in fondo. A quell'ora sono deserte, e chi le ha viste solo a mezzogiorno non le ha viste. Qui trovate anche i souvenir che vale la pena portare a casa: ceramiche, tè, ventagli, dolci.
Rientro, uscita dall'hotel, valigie in deposito alla stazione. Nel primo pomeriggio si parte: Shinkansen Kyoto Station verso Tokyo Station (due ore e un quarto), poi il Narita Express fino all'aeroporto (un'ora). Arrivate a Narita con largo anticipo sul volo, che è quello che serve.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli e un pass regionale: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, perché sbagliare stazione in Giappone è più facile di quanto sembri.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station |
Tokyo Monorail oppure Keikyu, poi JR | 40 min | €5 |
| Shinjuku → Nikko (andata e ritorno) Shinjuku Station → Tobu-Nikko Station. Include i bus locali tra la stazione e l'area dei santuari |
Limited express diretto JR-Tobu "Nikko" (posto riservato obbligatorio) | 2h a tratta | €48 |
| Shinjuku → Hakone-Yumoto Odakyu Shinjuku Station → Hakone-Yumoto Station |
Romancecar (supplemento sul pass) | 1h 25min | €7 |
| Hakone Free Pass, 3 giorni Include Shinjuku → Odawara, il trenino Tozan, la funicolare, la funivia, il battello sul lago Ashi, i bus di Hakone e il rientro a Odawara |
Pass Odakyu, tutti i mezzi della zona | 3 giorni | €42 |
| Odawara → Kyoto Odawara Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen, treno Hikari (diretto) | 2h 05min | €72 |
| Kyoto → Nara (andata e ritorno, con sosta a Inari) Kyoto Station → Nara Station. Fushimi Inari è alla fermata Inari, sulla stessa linea |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Tokyo Kyoto Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen, treno Hikari | 2h 15min | €80 |
| Tokyo → Narita Tokyo Station → Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) |
Narita Express (JR) | 1h | €18 |
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi.
Per questo viaggio specifico il JR Pass non conviene, e il conto è semplice: le tratte del vostro itinerario coperte dal pass valgono circa €180 a persona, mentre il pass da 7 giorni ne costa €280 e coprirebbe comunque solo sette dei vostri nove giorni. Il treno per Nikko, poi, è un servizio congiunto JR-Tobu: il pass ne coprirebbe solo la prima metà del percorso, la parte JR, mentre la tratta sulla rete Tobu si paga comunque a parte. Tutto il blocco di Hakone (Odakyu, trenino Tozan, funivia, battello) resta invece interamente scoperto in ogni caso. Con i biglietti singoli risparmiate circa €100 a testa.
Se in futuro decideste di usarlo per un altro viaggio, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile: quindi caricatela in piccole quantità verso la fine del viaggio.
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o con carta, e la tessera esce.
A Narita (dove passerete solo alla fine, ma è utile saperlo): le macchinette Welcome Suica sono davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3, e sono disponibili in inglese. In alternativa c'è il JR East Travel Service Center, uno sportello con personale, sullo stesso piano.
Opzione iPhone, da casa, prima di partire: se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay, senza contanti. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure, se avete la Suica su iPhone, direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity della tabella sopra (esclusa la tratta Kyoto-Nara, che non richiede prenotazione) consiglio di comprare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto in tasca vale la differenza. Su Klook trovate anche il Hakone Free Pass in versione digitale.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite più flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione, e novembre lo è per il foliage, il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Il Hakone Free Pass, in questo caso, lo comprate all'Odakyu Sightseeing Service Center dentro la stazione di Shinjuku. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
I voli sono già pagati e non entrano in questo conto. Tutto il resto sì, alloggi compresi. La cifra è a persona, per tutti e nove i giorni.
| Alloggi (8 notti, ryokan di Hakone compreso) | €737 |
| Biglietti treni, bus e pass intercity | €282 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (9 giorni) | €330 |
| Attività e ingressi | €119 |
| Assicurazione | già stipulata |
| Totale stimato a persona | €1.558 |
Sul budget che avevate in mente. Avevate indicato 1.000-1.500 euro a testa escluso il volo. Il piano si chiude a 1.558, quindi con onestà: siete leggermente sopra, circa il quattro per cento oltre la cifra alta. È un margine fisiologico e non richiede di tagliare niente di quello che avete chiesto. Se volete recuperare qualcosa, scegliendo per Nikko l'alternativa via Asakusa descritta più sopra risparmiate una decina di euro a testa.
Sugli alloggi. I prezzi sono già maggiorati del dieci per cento rispetto al listino base, perché prenotate a circa tre mesi e mezzo dalla partenza e in Giappone il prezzo sale con l'avvicinarsi della data. Se prenotate nei prossimi giorni, quel dieci per cento potrebbe rivelarsi prudente e risparmiare qualcosa.
Sul ryokan. Da solo pesa €374 a testa, cioè metà della voce alloggi in due sole notti. Sembra tanto ed è tanto, ma dentro c'è la cena kaiseki di entrambe le sere, che quindi non pagate a parte. Al netto della cena, il costo reale della notte scende parecchio.
Sul cibo. Sono €40 al giorno a testa nei giorni normali e €25 nei due giorni di ryokan, dove la cena è già inclusa. Con quaranta euro al giorno in Giappone si mangia bene davvero: ramen, izakaya, mercati, street food. Non è un budget da contare al centesimo.
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il catalogo di approfondimento, zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al GiappoPlan per condire la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Con il cibo di strada a dieci su dieci nelle vostre risposte, questa è la guida che userete di più. Ci sono due modi diversi di muoversi, a seconda della vostra personalità.
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dall'itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Hakone, Kyoto, Nara), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se io vi scrivo "prendete la linea Yamanote dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi restate bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare, perché è scritto nell'itinerario giorno per giorno. Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno o della metro. Google Maps vi mostra dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio: un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. E il cibo di strada, nel vostro caso, è ovunque nel programma. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto i bus sono fondamentali, perché la metro non arriva né alla foresta di bambù né al Padiglione d'Oro.
Si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello, sotto pressione, cercando di scrivere mentre qualcuno vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, con calma, poi mostrate lo schermo.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette il biglietto in mano in trenta secondi.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La IC card si blocca ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. E la mattina in cui vi alzate presto per prendere il treno delle 7:31 per Nikko, il kombini sotto casa è la vostra colazione.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni, funicolari e funivie, le mandate avanti e viaggiate con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le dieci o le undici), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Nel vostro viaggio la tratta giusta è una sola, ed è quella che cambia davvero le cose: Tokyo verso Kyoto. La mattina del Giorno 4, prima di uscire dall'hotel di Shinjuku, spedite le valigie grandi direttamente all'hotel di Kyoto indicando come data di consegna mercoledì 4 novembre. A Hakone ci andate con un piccolo bagaglio per due notti, e vi risparmiate di portare le valigie su un trenino a cremagliera, una funicolare, una funivia e un battello. Chiunque abbia fatto il giro di Hakone con un trolley in mano vi dirà che è la cosa più intelligente di tutto il viaggio.
Avete messo i souvenir a sette e i grandi magazzini a sei: non siete qui per comprare, ma qualcosa ve lo porterete a casa. Vi indico le cose che valgono davvero e che si trovano solo lì.
A Kyoto, che è dove comprerete quasi tutto: il tè matcha sfuso nelle botteghe specializzate del Mercato Nishiki (chiedete il grado da bere, non quello da cucina, e vi cambia la vita), le ceramiche di Kiyomizu lungo Sannenzaka e Ninenzaka, i ventagli, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese, leggerissimi e bellissimi, costano poco e non pesano in valigia).
Ad Asakusa, sulla via Nakamise: artigianato, bacchette, dolci tradizionali. È il posto giusto per i regali da portare a chi è rimasto a casa.
I Kit Kat in gusti che fuori dal Giappone non esistono (matcha, sakura, sake, wasabi, patata dolce) cambiano per stagione e per città: si trovano in qualsiasi kombini e nei negozi delle stazioni.
La strategia: nei primi giorni guardate e basta, gli acquisti seri fateli a Kyoto verso la fine. Nei grandi negozi c'è l'esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il dieci per cento.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature diverse e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, un termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Aggiungo una cosa su misura per voi: camminerete molto, e due delle giornate prevedono scalinate serie (i duecentosette gradini di pietra dell'Okumiya a Nikko, la salita di Fushimi Inari). Portate cerotti per le vesciche, di quelli buoni. Sembra un dettaglio finché non serve.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, di ottima qualità.
È probabilmente il periodo migliore dell'anno per andare in Giappone. A Tokyo e Kyoto avrete tra i 12 e i 19 gradi di giorno, aria secca, cielo limpido. Hakone, che sta in quota, è più fredda: mettete in conto qualche grado in meno, e a Owakudani anche parecchi. Anche Nikko è più fredda di Tokyo, di cinque-sei gradi: aspettatevi massime intorno ai 14 gradi.
Due cose da sapere. La prima: il sole tramonta poco prima delle cinque, quindi le viste panoramiche vanno programmate nel pomeriggio, ed è esattamente quello che ho fatto. La seconda: proprio l'aria secca dell'autunno è il motivo per cui il Monte Fuji, nelle occasioni che restano nel viaggio (Shibuya Sky, la funivia di Owakudani, il finestrino dello Shinkansen), si vede meglio in questa stagione che in qualsiasi altra.
Portate strati: una maglia leggera, un pile o una felpa, una giacca antivento. E scarpe da camminata vere, non da passeggio.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service, che si trova sempre nella stessa area del nastro, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il baggage claim tag, cioè l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia: conservatela sempre. Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24 ore su 24: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che da questo viaggio volete portarvi a casa "tutto e soprattutto legame con chi viaggia con me", avete detto la cosa più importante di tutto il questionario. Non avete chiesto di vedere il massimo numero di posti: avete chiesto di viverli insieme. Ogni scelta di questo documento nasce da lì.
Avete scritto "Monte FUJI e Nara" alla domanda su cosa volete fare assolutamente, e poi mi avete chiesto di sostituire la giornata al Fuji con Nikko. Ve lo dico con onestà: è quello che ho fatto, e non è un ripiego. Nikko è una scelta coerente con tutto il resto del vostro profilo, santuari immersi in un bosco di cedri secolari, foliage esattamente al suo picco proprio in quei giorni, cibo di strada lungo la via che sale ai templi, una camminata vera fino alla gola di Kanmangafuchi. Il Fuji, comunque, resta nel viaggio: non ha più una giornata dedicata, ma ha tre occasioni di avvistamento, da Shibuya Sky, dalla funivia di Owakudani sopra il lago Ashi, e dal finestrino dello Shinkansen tra Odawara e Kyoto. Nara resta la seconda richiesta forte, con una giornata intera, non tre ore di corsa. Le richieste forti non si tagliano: si costruisce il viaggio intorno.
Avete messo giardini, panorami, foto memorabili e cibo di strada tutti e quattro a dieci su dieci. Contateli nelle giornate: i giardini e i parchi naturali compaiono cinque volte (Shinjuku Gyoen, il bosco di cedri e la gola di Kanmangafuchi a Nikko, Hakone, il giardino del Tenryu-ji, il parco di Nara), i panorami quattro (Shibuya Sky, Owakudani, Iwatayama, Fushimi Inari), le foto memorabili sei, lo street food quattro. Non è un caso: sono le quattro colonne su cui è appoggiato il piano.
Avete messo musei, anime, tecnologia, videogiochi, Pokémon e Ghibli tutti a zero. E infatti in questo documento non li troverete. Niente Akihabara, niente teamLab, niente musei di Hakone. Ho tolto tutto quello che non vi interessa, e il tempo che si è liberato è finito nelle cose che vi interessano. È per questo che Tokyo ha tre notti e non cinque.
Avete chiesto un ryokan tradizionale. E lo avete a Hakone, per due notti e non una, perché una notte sola in un ryokan è una notte sprecata: arrivate, cenate, dormite, ripartite. Con due notti c'è il giorno intero in mezzo, il bagno termale la sera e la mattina, la seconda cena kaiseki senza la fretta della partenza.
Avete i tatuaggi. Per questo l'onsen del ryokan deve essere privato, e per questo la sezione alloggi vi dice esattamente cosa cercare su Booking e con quali parole. Niente bagno comune, niente cartelli, nessuna situazione imbarazzante. È l'unico punto del viaggio dove un errore in prenotazione vi rovinerebbe un'esperienza, e per questo è la prima cosa da fare.
Avete scritto "voglia di ASIA", ed è la prima volta che ci andate. Per questo il ritmo alterna: quattro giornate leggere, tre medie, due piene. Per questo dopo la giornata di Nikko c'è il pomeriggio in ryokan a non fare niente. Per questo non ci sono cinque città in nove giorni, ma tre. La prima volta in Giappone non si vince facendo più cose: si vince avendo il tempo di accorgersi di dove si è.
Questo è il vostro viaggio, Claudia. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti al giardino del Tenryu-ji, quando guarderete il Monte Fuji apparire sopra il lago Ashi, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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