Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo viaggio è "un sogno d'infanzia" e che quello che vuoi portarti a casa sono "memorie". Sono due parole semplici che dicono tutto: non cercate un'agenda fitta di monumenti da spuntare, cercate esperienze che restino. Per tre amici che partono insieme in Giappone per la prima volta, con le passioni specifiche che ognuno di voi si porta dietro, questa cosa cambia tutto.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo insieme quello che accomuna il gruppo, ovvero street food, vita notturna, camminare senza meta nei quartieri, e quello che appartiene a ognuno di voi singolarmente: il modellismo per Marco, gli orologi e le fotocamere vintage per Davide, l'architettura contemporanea per Daniele. Ogni giornata ha una zona principale, un senso, e i dettagli che servono a ciascuno.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove in modo lineare da est verso ovest: arrivate a Tokyo, scendete alle terme di Hakone, attraversate il cuore culturale di Kyoto, passate da Osaka. Per il volo ITA diretto, l'ultimo giorno tornate a Tokyo dove dormite una notte in zona Ginza, in modo da non stare stretti con gli orari del treno e del volo. La sezione trasporti spiega il dettaglio.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 15–20 set | 5 | Metropoli, Shibuya Sky, Gundam, escursioni a Kawaguchiko e Kamakura, raduno JDM |
| Hakone | 20–22 set | 2 | Ryokan tradizionale con onsen, Monte Fuji dal lago Ashi |
| Kyoto | 22–26 set | 4 | Templi, foresta di bambù di Arashiyama, escursione a Nara |
| Osaka | 26–29 set | 3 | Street food, Dotonbori, castello, wagyu, architettura di Umeda |
| Tokyo (Ginza) | 29–30 set | 1 | Tsukiji per il pranzo, architettura di Ginza, ultima notte vicino ad Haneda |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Siete tre adulti quindi prenotate sempre camere triple. Sono meno comuni delle doppie, quindi cercatele esplicitamente ("triple room" nei filtri di Booking) e iniziate presto: cinque mesi prima è già un buon anticipo, ma non aspettate oltre.
Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante, soprattutto se siete un gruppo da tre), prendete il Tokyo Monorail o la Keikyu Line dall'Haneda Airport Terminal 3 fino a Shinjuku (un cambio in centro, circa quarantacinque minuti totali). Il vostro primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino: prima la baia di Tokyo, poi i grattacieli che compaiono piano uno dopo l'altro.
Siete in hotel nel primo pomeriggio. La cosa più giusta è anche la più semplice: appoggiate le valigie, uscite a piedi senza meta per un'ora, e lasciatevi investire da Shinjuku. Le prime sensazioni del Giappone, quell'ordine in mezzo al caos, non si programmano.
La sera, ramen. Ce ne sono ovunque attorno all'hotel, a tutti i prezzi. Mangiate, tornate, dormite presto: il jet lag si gestisce meglio così.
Partite dal Santuario Meiji Jingu, che è immerso in una foresta di 170.000 alberi nel mezzo della città. Dopo dieci minuti di cammino nel bosco vi dimenticate di essere a Tokyo: silenzio assoluto, vialetti di ghiaia, i tori di legno all'ingresso. È il modo giusto per iniziare a Tokyo dopo il jet lag, calmo e grande. Un'ora abbondante.
A cinque minuti a piedi, la via Takeshita di Harajuku: pop, kawaii, crepes a forma di cono, negozi di moda di strada. Una mezz'ora basta. Poi Omotesando, che è il viale proprio accanto e cambia completamente registro: è il boulevard dell'architettura contemporanea di Tokyo. Per Daniele in particolare questa strada vale un'ora buona: il Tod's di Toyo Ito, il Dior di SANAA, l'Omotesando Hills di Tadao Ando, l'Hermes di Renzo Piano sono tutti nel raggio di cinquecento metri. È un museo a cielo aperto di architettura che non trovate da nessun'altra parte al mondo così concentrato.
Pranzo libero in zona Shibuya. Nel pomeriggio Shibuya Crossing (l'incrocio più fotografato al mondo) e la passeggiata nei vicoli di Center Gai.
Il clou della giornata è alla fine: Shibuya Sky, la terrazza panoramica a 229 metri in cima allo Shibuya Scramble Square. Prenotate la fascia del tramonto, che inizia circa alle 17:30 a fine settembre: salite mentre il sole è ancora alto, vivete il passaggio del cielo da arancione a rosa, poi la città che si illumina piano tutta intorno. Sono quaranta minuti di uno dei panorami più belli del mondo, con il Monte Fuji all'orizzonte se la giornata è limpida.
La sera, cena e bar a Kabukicho. Se volete provare qualcosa di specifico, il Golden Gai (a dieci minuti dall'hotel) è un labirinto di sei vicoli con duecento micro-bar, alcuni di tre posti a sedere, ognuno con il suo tema. Entrate dove vi ispira.
Partenza presto per Asakusa: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa è il posto più antico di Tokyo, costruito nel 645. La via Nakamise che porta al tempio principale è lastricata di bancarelle di street food e artigianato: melon pan appena sfornato, senbei (crackers di riso), ningyo-yaki (dolcetti a forma di bambola) cotti davanti a voi. Per il vostro 10/10 sullo street food, questa mattinata è una festa. Due ore buone.
Dopo Asakusa, dieci minuti di metro per Ueno: mercato Ameyoko, cibo di strada tra i binari del treno sopraelevato, l'atmosfera un po' caotica che a Tokyo non trovate quasi più da nessun'altra parte. Pranzo qui.
Pomeriggio ad Akihabara, il quartiere dell'elettronica e della cultura otaku. Sette piani di Mandarake per i manga rari, Super Potato per i videogiochi retro, Yodobashi Camera per la tecnologia, i gachapon ovunque. Per Marco questo è il giorno principale: Volks Akihabara e la Tamiya Plamodel Factory Shimbashi (venti minuti di treno da Akiba) sono i templi del modellismo statico, con kit e accessori che in Europa non trovate. Per Davide, la stessa Akihabara ha diversi negozi di macchine fotografiche usate (Lemon Camera, Map Camera ad Ochanomizu, a venti minuti): il Giappone è il paradiso delle fotocamere vintage a prezzi che altrove non esistono.
La sera dedicatela a Odaiba, l'isola artificiale nella baia di Tokyo. Yurikamome Line da Shinbashi: il treno automatico attraversa il Rainbow Bridge ed è uno spettacolo da solo. Uscite alla stazione Daiba o Tokyo Teleport.
Davanti al DiverCity Tokyo Plaza, sulla Festival Plaza al secondo piano, vi aspetta la Statua a grandezza reale del Gundam Unicorn RX-0: 19,7 metri, 49 tonnellate, composta di 230 parti. Durante il giorno è imponente così com'è; la sera, a orari fissi (tipicamente 19:30, 20:30 e 21:30), parte lo show della Destroy Mode: luci, musica, la statua che "si trasforma" con le carenature che si aprono, le linee rosse che si accendono ovunque. Verificate gli orari esatti al DiverCity Plaza il giorno stesso. Dentro il mall, al settimo piano, c'è il Gundam Base Tokyo: il negozio ufficiale di modellini Gunpla, con versioni esclusive che non trovate altrove. Ingresso gratuito, Marco impazzirà.
Cena a Odaiba con vista sul ponte illuminato, poi rientro in hotel.
Avete scritto "vedere il Monte Fuji" come una delle cose più importanti del viaggio, e avete ragione a chiederlo: per un sogno d'infanzia giapponese quella montagna è il simbolo. Per questo il Fuji è pianificato due volte nell'itinerario, da due angolazioni diverse: oggi da Kawaguchiko, tra quattro giorni da Hakone. Le probabilità di una giornata limpida a settembre sono sul 35-40%, quindi pianificarlo due volte è la strategia giusta.
Il bus diretto Keio Bus Kanto parte dal Busta Shinjuku Terminal (al quarto piano dell'edificio sopra la JR Shinjuku Station, uscita sud) e arriva a Kawaguchiko Station in due ore, senza cambi, con i bagagli nel vano sotto. Prenotate anticipato (la prenotazione è obbligatoria, vedi sezione trasporti). Partenza consigliata alle 7:30-8:00 del mattino: le ore limpide sul Fuji sono le prime della giornata, con il passare delle ore le nuvole si alzano dalle pendici.
Dalla stazione di Kawaguchiko prendete la Kachi Kachi Ropeway (tre minuti di funivia, uno dei migliori panorami di Fuji del paese) e fate la passeggiata a piedi al Tenjo Park sulla cima. Pranzo sul lago. Nel pomeriggio il Chureito Pagoda, una pagoda rossa a cinque piani con il Fuji dietro, che è una delle foto iconiche del Giappone: per raggiungerla ci sono 398 scalini, ma la vista dall'alto è esattamente quella delle cartoline. Se il Fuji è coperto da nuvole il salto vale comunque: la pagoda da sola è bellissima.
Rientro a Tokyo con il bus del tardo pomeriggio (due ore), cena tranquilla in hotel.
Una giornata con due anime opposte: il Giappone antico dei templi la mattina, la sottocultura automobilistica notturna contemporanea la sera. Sono entrambe cose che avete chiesto nel test, ed è sabato, che è il giorno perfetto per entrambe.
Partite presto per Kamakura: una delle antiche capitali del Giappone, oggi una città tranquilla sul mare a un'ora di treno da Tokyo. Prendete la Shonan-Shinjuku Line da Shinjuku Station fino a Kamakura Station (un'ora diretta).
In mattinata salite all'Hasedera Temple, un tempio sul fianco della collina con vista sul Pacifico: giardini, una grotta con statue buddhiste, e una delle statue di Kannon (dea della misericordia) in legno più grandi del Giappone. Poi in breve cammino al Grande Buddha di Kamakura (Daibutsu), una statua in bronzo di tredici metri seduta all'aperto dal 1252. È più intimo del Buddha di Nara che vedrete più avanti: questo non ha tetto, quindi ha la patina del tempo vera. Calcolate due ore e mezza abbondanti per i due insieme.
Pranzo lungo la Komachi-dori, la via commerciale principale che collega la stazione al Tsurugaoka Hachimangu. È piena di street food locale (lo shirasu-don, il manju ripieno, il matcha-soft), artigianato e botteghine di souvenir. Nel pomeriggio il Tsurugaoka Hachimangu, il santuario shintoista più importante di Kamakura, con il suo viale di torii rossi che sale dalla spiaggia alla collina.
Rientro a Tokyo nel tardo pomeriggio. Cena rapida in hotel, doccia, riposo breve.
Poi, il pezzo forte: il tour notturno al Daikoku Parking Area, il raduno JDM di Davide. Il Daikoku PA è un'area di sosta sulla superstrada Bayshore di Yokohama dove, da decenni, gli appassionati giapponesi di auto (Japanese Domestic Market) si radunano la notte. Skyline R32, R33, R34, Supra, RX-7, S14, Lancer Evolution: le stesse auto dei videogiochi e dei film, ma vere, parcheggiate in fila, con i proprietari che parlano tra loro, lucidano le carrozzerie, fanno rombare i motori. Il sabato è il giorno di picco, l'unico della settimana in cui Daikoku è davvero "pieno".
Si va con un tour organizzato, perché il Daikoku non è raggiungibile in metro e ci vuole qualcuno che sappia la scena: operatori come Niche Drive, Real Tokyo Runner Club o equivalenti (prenotabili su Viator o Klook) vi passano a prendere a Shibuya in una loro auto JDM, vi portano attraversando il Rainbow Bridge, vi fermano al Daikoku per un'ora o due, e vi riportano indietro con la città di notte che passa dai finestrini. Quattro ore in totale, rientro tra mezzanotte e l'una. È una delle esperienze più particolari che possiate fare a Tokyo, e non c'è un solo altro modo di farla.
Mattinata tranquilla a Tokyo dopo la serata lunga di ieri. Check-out, e verso mezzogiorno prendete l'Odakyu Romance Car dalla Shinjuku Station fino a Hakone-Yumoto Station: un'ora e mezza di treno panoramico, posti riservati, valigie sistemate sopra. Il paesaggio cambia dopo Odawara: i palazzi lasciano spazio a colline boscose, un piccolo fiume, e all'arrivo siete a Hakone, un villaggio termale ai piedi di monti antichi.
Il ryokan vi aspetta. Il check-in è più lento e cerimonioso di un hotel normale: vi offrono un tè verde all'arrivo, vi spiegano come funziona l'onsen, vi consegnano gli yukata (kimono in cotone leggero che indosserete tutto il soggiorno, anche a cena e in giro per il ryokan). La stanza ha i tatami, un tavolino basso, i futon srotolati la sera mentre siete a cena.
Pomeriggio con il primo onsen al tramonto: acqua termale sulfurea, vapore, silenzio. L'onsen giapponese segue un rituale preciso che è più semplice di quello che sembra: prima si fa la doccia seduti, ci si lava con cura (questa è la parte importante), poi si entra nudi nella vasca d'acqua calda a quaranta-quarantadue gradi. Nessuno di voi ha tatuaggi, quindi l'onsen comune è a vostra completa disposizione senza bisogno di chiedere onsen privato.
La sera la cena kaiseki: otto-dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna, verdure di stagione, sashimi, pesce di fiume grigliato, e probabilmente un assaggio del manzo di Hida nella forma che il ryokan ha deciso. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto, e voi la vivete con gli yukata addosso seduti su un tatami. Dopo cena, altro onsen (la sera è la volta migliore: stelle, aria fresca, corpo rilassato).
Colazione tradizionale giapponese in ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti, tofu: fa parte dell'esperienza tanto quanto la cena).
La giornata è il classico Hakone Round Course, coperto dall'Hakone Free Pass che avete già attivato al viaggio di ieri. È un circuito ad anello che ha senso farsi in sequenza, quattro mezzi diversi ognuno con un suo ruolo: treno Hakone Tozan che sale tra i boschi, funicolare a Gora, ropeway di Owakudani con il panorama sulla valle vulcanica, barca pirata sul Lago Ashi.
Il punto più importante della giornata è a Owakudani, in cima alla ropeway: siete a mille metri, in una valle di zolfo con vapori caldi che escono dalla terra, e se la giornata è limpida avete il Monte Fuji perfettamente visibile da qui, nella sua forma conica classica. Questa è la seconda chance del Fuji del vostro viaggio. A Owakudani provate le kuro-tamago, le "uova nere": uova cotte nelle sorgenti sulfuree, il guscio diventa nero, la leggenda dice che ognuna allunga la vita di sette anni.
Dopo la ropeway la barca pirata sul Lago Ashi: mezz'ora di navigazione da Togendai a Hakone-machi, con il torii rosso del Santuario Hakone che galleggia in acqua visibile da una parte del lago, e il Fuji sullo sfondo dall'altra. È una delle foto più classiche del Giappone.
Rientro al ryokan nel pomeriggio. Seconda serata di kaiseki e onsen: stessa formula di ieri, ma ormai avete preso il ritmo.
Ultima colazione in ryokan, check-out con calma. Da Hakone-Yumoto Station prendete il trenino locale Hakone Tozan fino a Odawara Station (venti minuti). Lì salite sul Tokaido Shinkansen Hikari diretto fino a Kyoto Station: due ore e mezza di treno ad alta velocità, il Giappone che scorre dal finestrino tra palazzi e risaie, i bento comprati al kombini della stazione per pranzo. È una delle esperienze più giapponesi che possiate fare: silenzio, efficienza, ventosa.
Arrivate a Kyoto verso metà pomeriggio. Check-in in zona Kawaramachi. Per la prima sera a Kyoto, non forzate attrazioni grandi: questa città chiede ritmo lento. Camminata di avvicinamento al quartiere di Gion nelle ore del tramonto: le vie Hanamikoji e Shirakawa con le case da tè in legno, i portici bassi, le lanterne rosse. Se avete la fortuna di vedere una maiko o una geiko in movimento verso un appuntamento, sappiate che sono persone che lavorano: niente foto ravvicinate, nessuno che le ferma. Si guardano passare.
Cena in uno dei locali di Pontocho, il vicolo parallelo al fiume Kamogawa pieno di izakaya e piccoli ristoranti tradizionali. È il posto di Kyoto dove si mangia bene spendendo quello che volete (da economico a stellato, senza vie di mezzo).
Oggi è la giornata dei templi di Kyoto. Partite presto, verso le sette e mezza: Kiyomizu-dera si riempie di turisti dopo le nove, se arrivate prima avete il tempio quasi vuoto e la luce del mattino sulla terrazza.
Il Kiyomizu-dera è uno dei templi più famosi del Giappone: costruito nel 778, ha una gigantesca terrazza di legno che sporge sulla collina di Otowa, con vista sulla città. Il nome significa "acqua pura" per la cascata sacra sotto la terrazza. Calcolate un'ora e mezza. Dopo, scendete a piedi lungo le vie Sannenzaka e Ninenzaka: due stradine acciottolate del periodo Edo con botteghe di ceramiche, tè matcha, mochi appena fatti da mangiare mentre camminate. Sono le vie più belle di Kyoto per la foto memorabile che voi avete segnato al 6/10 ma che qui diventa automatica.
Proseguite verso il Santuario Yasaka e rientrate nel cuore di Gion. Pranzo in zona.
Nel pomeriggio il pezzo più scenografico: il Fushimi Inari Taisha, quindici minuti di treno locale JR verso sud. È il santuario dei 10.000 torii rossi: un sentiero sulla montagna dove migliaia di gate arancioni si susseguono formando gallerie continue. La salita completa fino alla cima dura due ore e mezza, ma il tratto più bello è nei primi quaranta minuti dove i torii sono più fitti. Visita gratuita. Il momento migliore è dopo le sedici e trenta, quando i pullman turistici se ne vanno e la luce filtra di lato tra un gate e l'altro. Fate foto e tornate.
Cena lungo il fiume Kamogawa: in estate e inizio autunno molti ristoranti aprono le kawadoko, le terrazze di legno sull'acqua dove si cena all'aperto con il rumore del fiume sotto. Chiedete in hotel per un consiglio specifico, ne vale la pena.
Altra giornata da aprire presto. Arashiyama è a ovest di Kyoto, venticinque minuti di treno locale (JR Sagano Line da Kyoto Station). Arrivate verso le otto: la foresta di bambù, una delle cose che avete chiesto esplicitamente, è bellissima quando è quasi vuota e la luce del mattino filtra tra le canne. Dopo le dieci diventa una processione di gruppi, rovinando completamente l'atmosfera.
Il sentiero della foresta è corto, trenta-quaranta minuti di camminata lenta, ma intensi: canne di bambù alte venti metri, il vento che le fa scricchiolare, il verde ovunque. Alla fine del sentiero sbucate al Tempio Tenryu-ji, patrimonio UNESCO con il giardino zen più bello di Kyoto (specchio d'acqua, pini, monte Arashiyama sullo sfondo). Un'ora qui.
Poi la zona bassa di Arashiyama: il ponte Togetsukyo sul fiume Katsura, le botteghe artigiane della via principale, i chioschi di mochi di soia e dango. Pranzo in uno dei ristoranti sul fiume.
Nel pomeriggio rientrate in centro per il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro: il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti, uno dei simboli del Giappone. Si visita in un'ora, è tutto esterno. A dieci minuti a piedi, il Ryoan-ji con il suo famoso giardino zen di quindici pietre (facoltativo, trenta minuti se vi interessa).
Sulla strada del rientro, il Nijo Castle, che è nel percorso: fu la residenza di Tokugawa Ieyasu, ha i famosi "pavimenti dell'usignolo" che cigolano quando ci si cammina sopra (sistema anti-ninja, dicono). Un'ora.
Cena tranquilla in Kawaramachi, riposo. Domani è giornata piena.
Quarantacinque minuti di treno locale dalla Kyoto Station (JR Nara Line) e arrivate alla Nara Station, in quella che fu la prima capitale permanente del Giappone nell'ottavo secolo.
La particolarità di Nara, quella che tutti ricordano, sono i cervi sika del Nara Park: millesettecento cervi semi-addomesticati che vivono liberamente dentro un parco urbano. Si avvicinano, si fanno toccare, si inchinano quando hanno imparato che facendolo ricevono i crackers (shika senbei) venduti dalle bancarelle a due euro il pacco. È una cosa che sembra una foto di viaggio e invece è normale: quella normalità è l'esperienza.
Dentro al parco c'è il Tempio Todai-ji, patrimonio UNESCO, il più grande edificio in legno del mondo: ospita il Daibutsu di Nara, un Buddha di bronzo alto quindici metri fuso nel 752. Si entra, si alza la testa, e non si dice niente per un po'. Calcolate un'ora e mezza abbondante per il tempio, più il tempo al parco.
Se avete ancora energia, il Kasuga Taisha: il santuario shintoista di Nara, famoso per le tremila lanterne di pietra che costeggiano il sentiero nel bosco e le tremila lanterne in bronzo che pendono dai cortili interni. Durante le feste principali le accendono tutte ed è uno degli spettacoli più belli del Giappone, ma anche in giornata normale vale il salto.
Pranzo a Nara in uno dei ristoranti di Naramachi, il quartiere vecchio dietro al parco: case in legno basse, botteghine di artigianato, qualche sake bar tradizionale. Cibo di strada nelle vie principali.
Rientro a Kyoto nel tardo pomeriggio. Serata libera, è anche un modo per riposare prima del cambio città di domani.
Oggi è sabato, che è la giornata perfetta per un regalo in più del viaggio: il Kyo Train Garaku, il treno panoramico della Hankyu Railway che collega Kyoto a Osaka. Ed è sabato perché questo treno circola solo nei weekend e nei festivi: se il trasferimento fosse stato di martedì avreste preso un Hankyu ordinario, mentre oggi potete farlo con il Garaku.
Il Garaku è un treno di sei carrozze, ognuna decorata con un tema stagionale diverso che evoca Kyoto: giardini zen, tatami, shoji, foglie d'acero, fiori di pruno. Gli interni sono in legno scuro con lampade in carta washi, i finestroni sono grandi, l'atmosfera è completamente diversa da qualsiasi altro treno. Quarantacinque minuti da Kyoto-Kawaramachi Station (stazione Hankyu, non JR, è in pieno Kawaramachi e dovrebbe essere vicinissima al vostro hotel) a Osaka-Umeda Station. Non richiede prenotazione: si sale liberamente, si paga la tariffa ordinaria Hankyu di 410 yen (circa €2,50), si scelgono i posti. Arrivate a Osaka che sembra di aver già iniziato la città nuova.
Da Osaka-Umeda, tre fermate di metro fino a Namba dove è il vostro hotel.
Check-in e primo assaggio di Dotonbori, a cinque minuti a piedi dall'hotel. Il canale con le insegne giganti illuminate (il Glico running man, il granchio luminoso di Kani Doraku, il polpo di Takoyaki Juhachiban), le bancarelle di takoyaki (polpette di polpo) e okonomiyaki (la frittata ripiena giapponese) fatte davanti a voi, la folla, le luci al neon riflesse nell'acqua. Per il vostro 10/10 sullo street food, Osaka è la patria: questa sera è solo l'antipasto di quello che farete domani.
Cena nel quartiere. Se volete un classico di Osaka, cercate un posto di kushikatsu (spiedini fritti) o un kaiten-zushi (sushi sul nastro trasportatore) della catena Kura: mangiate bene spendendo pochissimo.
La mattina al Mercato Kuromon, che è a dieci minuti a piedi dall'hotel: 600 metri coperti, 140 anni di storia, bancarelle di sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi alla griglia sul posto, fugu (pesce palla) cotto davanti a voi, ricci di mare, manzo di Kobe affettato sottile e servito su bastoncini di legno. Si cammina, si assaggia, si ordina la porzione successiva. Un'ora e mezza di degustazione continua: Osaka viene chiamata "la cucina del Giappone", e Kuromon è il motivo.
Nel primo pomeriggio, Shinsekai e la Torre Tsutenkaku: il quartiere "nuovo mondo" costruito all'inizio del Novecento ispirato a Parigi e Coney Island, oggi un po' kitsch un po' nostalgico. Bancarelle di kushikatsu (l'invenzione è di qui), vecchi negozi, l'atmosfera di una vecchia Osaka operaia. Un'ora.
Il pomeriggio può essere dedicato allo shopping: Shinsaibashi-suji, la galleria coperta lunga chilometri accanto a Dotonbori, è il paradiso dello shopping giapponese medio. Lì accanto, Amerikamura, il quartiere giovane pieno di negozi vintage, streetwear, e (per Davide) qualche negozio di macchine fotografiche usate. Si prende il tempo che si vuole.
Il pezzo forte della serata è per il vostro 10/10 sul cibo di strada: un tour dello street food di Osaka con una guida locale. Durata tre-quattro ore, cinque-sei soste in diversi locali di Dotonbori e dintorni, dove assaggiate takoyaki preparati in modo diverso da dieci botteghe diverse, okonomiyaki (quello di Osaka è diverso da quello di Hiroshima), kushikatsu tradizionali con le regole dell'etichetta (mai intingere due volte nella salsa comune), sake e birre locali. Si prenota su Klook o con operatori specializzati tipo Magical Trip. Prenotate due-tre settimane prima.
Per il profilo del vostro gruppo (cibo di strada al massimo, vita notturna alta, voglia di capire), questa è probabilmente la sera che ricorderete di più di tutto il viaggio.
L'ultima giornata piena ha una costruzione precisa: mattina al castello, pomeriggio a Umeda per Daniele e in generale per lo sguardo sulla Osaka contemporanea, sera la cena wagyu per chiudere in bellezza.
Partite dal Castello di Osaka, una fermata di metro dal vostro hotel. Il castello è la ricostruzione del Sengoku, costruito originariamente da Toyotomi Hideyoshi nel Cinquecento, distrutto e ricostruito varie volte: oggi ospita un museo dentro con armature, katana e artefatti del periodo. Il parco intorno è il momento migliore, soprattutto con il castello che si specchia nei fossati. Due ore buone.
Pranzo tranquillo in zona. Nel pomeriggio spostamento alla zona di Umeda: il centro nord di Osaka, una delle concentrazioni di architettura contemporanea più interessanti del Giappone. Il pezzo fondamentale, che per un appassionato di architettura vale il viaggio da solo, è l'Umeda Sky Building di Hiroshi Hara (1993): due torri da 173 metri collegate in cima da un Floating Garden Observatory circolare e aperto. Si sale con ascensori panoramici, poi una scala mobile sospesa nel vuoto tra le due torri, e si arriva sulla terrazza che sembra camminare tra le nuvole. È uno degli edifici più arditi dell'architettura giapponese tardo-Novecento, e la vista sulla città sopra i tetti è spettacolare. Un'ora e mezza.
Intorno ci sono Grand Front Osaka (complesso commerciale-residenziale contemporaneo di Nikken Sekkei), HEP Five con la sua ruota panoramica rossa incastrata nell'edificio, il Lucua Osaka. Se Daniele ha energia, una passeggiata architettonica di due ore qui chiude l'interesse.
La sera è il momento del wagyu, una delle cose che avete chiesto esplicitamente. Il wagyu (letteralmente "manzo giapponese") vero è la carne A5 di razze specifiche come Kobe, Matsusaka, Omi: marezzatura fittissima, grasso che si scioglie a bassa temperatura, si cuoce pochi secondi a pezzetto su un braciere al centro del tavolo (yakiniku) o su una piastra di ferro (teppanyaki). Avete detto "tutto tranne ristoranti di lusso", quindi non serve un tre stelle Michelin: uno yakiniku di qualità media in zona Namba o Umeda vi dà wagyu A5 per 40-70 euro a testa, con l'atmosfera più spontanea dei posti più blasonati. Prenotate una-due settimane prima: chiedete a chi lavora in reception dell'hotel un posto specifico, sono i consigli più affidabili.
Dopo cena, un ultimo giro a Dotonbori: una birra nel vicolo, le luci al neon un'ultima volta, il Glico running man in una foto di gruppo che riassume il viaggio.
Sveglia presto a Osaka, check-out, una metro fino a Shin-Osaka Station. Lo Shinkansen Nozomi per Tokyo parte ogni dieci-venti minuti: prendete quello delle nove circa, due ore e mezza di treno ad alta velocità (è il più veloce del Giappone, può toccare i 285 km/h), e siete a Tokyo Station per le undici e mezza. Il Nozomi non è coperto dal JR Pass ma voi non ce l'avete, quindi è la scelta naturale: stesso prezzo della classe ordinaria, mezz'ora in meno rispetto allo Hikari.
L'hotel a Ginza è a una decina di minuti dalla Tokyo Station, ma è troppo presto per il check-in: depositate le valigie alla reception e uscite a piedi. Direzione Tsukiji Outer Market: quindici minuti di passeggiata da Ginza, e siete dentro la più grande concentrazione di street food serio del Giappone. È il mercato esterno (la parte interna del grande mercato del pesce si è spostata a Toyosu nel 2018), ma resta il regno del cibo di strada: tamagoyaki appena cotto su spiedini di legno (la frittata dolce in padella di rame), sashimi di tonno tagliato al momento, uni (ricci di mare) servito direttamente nel guscio, ostriche di Hokkaido grigliate sulle braci, fragole giganti zuccherate, wagyu in spiedini sottili passati sul fuoco. Si gira, si assaggia, si ordina la prossima cosa. Per il vostro 10/10 sullo street food è una delle ore più belle del viaggio. Le bancarelle migliori chiudono verso le 14:00, quindi muovetevi.
Pomeriggio dedicato a Ginza, che è completamente diversa da tutto quello che avete visto in viaggio. È il quartiere del lusso giapponese tradizionale, ma soprattutto un libro aperto di architettura contemporanea: nel raggio di cinquecento metri intorno all'incrocio di Ginza 4-chome trovate alcuni degli edifici più interessanti del Giappone moderno. Per Daniele questa passeggiata vale una giornata da sola.
I pezzi forti sono il Ginza Six di Yoshio Taniguchi (2017), grande complesso commerciale con installazioni artistiche permanenti tra cui un'opera di Yayoi Kusama nella hall, e il MIKIMOTO Ginza 2 di Toyo Ito, una facciata in alluminio con buchi a forma irregolare che cambia colore. Poco lontano la Maison Hermès Ginza di Renzo Piano, dieci piani interamente di blocchi di vetro stampato a mano (ogni blocco è leggermente diverso, di giorno l'edificio sembra una lanterna), e il Dior Ginza di Kumiko Inui, con la facciata di motivi tessuti che ricordano la pelle di un drago. Andate anche a vedere il Kabukiza Theatre di Kengo Kuma, il teatro tradizionale del kabuki ricostruito dietro un edificio moderno: il contrasto è il punto.
Tra una sosta architettonica e l'altra, fermatevi al Itoya, undici piani dedicati a cancelleria giapponese di altissima qualità (carte washi, penne, taccuini) che è una specie di pellegrinaggio per chi ama l'oggetto fatto bene. Per Davide, in tema di fotocamere vintage, ci sono Lemon Camera Ginza e Sukiya Camera nei dintorni, due delle bottege storiche di macchine fotografiche usate di Tokyo.
Tardo pomeriggio, se vi avanza energia: Hamarikyu Gardens, a quindici minuti a piedi da Ginza verso il mare. Era il giardino feudale degli shogun Tokugawa nel Seicento, oggi un giardino tradizionale circondato dai grattacieli del distretto di Shiodome. Lo specchio d'acqua salata è collegato direttamente alla baia di Tokyo (le maree fanno cambiare il livello durante la giornata, particolarità unica per un giardino), il padiglione del tè galleggia su un'isoletta nel laghetto. Calar del sole con i grattacieli sullo sfondo: chiusura quieta della giornata.
Sera, ultima cena del viaggio. Ginza ha alcune delle migliori sushiyatai (banchi di sushi tradizionale Edomae) del mondo: per il livello "qualità senza lusso assoluto" che avete chiesto, cercate un omakase di livello medio (€60-100 a testa) in una sushiya di una piccola via interna, dove il cuoco taglia davanti a voi e serve un pezzo alla volta. La reception del vostro hotel saprà consigliarvi il posto giusto. È un modo coerente di chiudere quindici giorni in Giappone: il viaggio era partito a Tokyo, finisce a Tokyo.
Il volo ITA AZ793 parte da Haneda alle 12:25, quindi dovete essere all'aeroporto verso le 9:25 (tre ore prima, come spiego nei consigli pratici). La mattina è breve ma serena: questa zona è scelta apposta per essere a un passo dall'aeroporto.
Sveglia verso le sette, colazione veloce in hotel o in un kombini, check-out alle otto. Dalla zona di Ginza/Marunouchi prendete la JR Yamanote o Keihin-Tohoku fino a Hamamatsucho Station (cinque-dieci minuti, due-tre fermate), poi cambiate sul Tokyo Monorail diretto a Haneda Airport Terminal 3 (quindici minuti, trasferimento bagagli comodissimo). Volendo fare ancora più rapido, la Keikyu Line da Shimbashi Station ha treni espressi che vi portano a Haneda in venti-venticinque minuti.
Arrivate al Terminal 3 (terminal internazionale) entro le nove. Banco check-in ITA, consegna bagagli, controlli sicurezza, dogana. Avete il tempo per un ultimo caffè giapponese in lounge o nelle aree comuni del terminal, e gli ultimi souvenir agli shop tax-free.
Volo AZ793 Haneda 12:25 → Roma Fiumicino 20:10, dodici ore e cinque minuti di volo diretto. Atterrate a Roma in serata.
Sayonara.
Per questo itinerario specifico si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3 ore contro le 2h30 del Nozomi.
Per questo viaggio specifico il JR Pass non conviene. Anche con la tratta Osaka-Tokyo del rientro, le vostre tratte JR (Odawara-Kyoto + Osaka-Tokyo + alcune escursioni) costano circa €213 a persona in biglietti singoli. Il JR Pass di 7 giorni costa €280 a persona: il pass costerebbe comunque di più. Inoltre i trasporti da Hakone (Odakyu, Hakone Tozan), il Kyo Train Garaku (Hankyu) e il bus per Kawaguchiko non sono coperti dal JR Pass. C'è poi un altro problema: le vostre tratte JR sono distribuite dal Giorno 5 al Giorno 15, ovvero su un arco di undici giorni, mentre il pass è valido sette giorni consecutivi. Avreste un periodo scoperto. I biglietti singoli risparmiano circa €67 a persona e danno la flessibilità che il pass non ha. Se in futuro farete un viaggio diverso dove il pass conviene, si acquista su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station (con un cambio) |
Tokyo Monorail + JR Yamanote | 45 min | €5 |
| Tokyo → Kawaguchiko (A/R) Busta Shinjuku Terminal → Kawaguchiko Station |
Keio Bus Kanto (highway bus) | 2h per tratta | €15 |
| Tokyo → Kamakura (A/R) Shinjuku Station → Kamakura Station |
Shonan-Shinjuku Line (JR) | 1h per tratta | €8 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romance Car, incluso nell'Hakone Free Pass | 1h 30min | €30 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto Station → Odawara Station (cambio) → Kyoto Station |
Hakone Tozan + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 3h totali | €80 |
| Kyoto → Nara (A/R) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min per tratta | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (Hankyu Railway, sabato = weekend, circola) | 45 min | €3 |
| Osaka → Tokyo Shin-Osaka Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Nozomi (JR) | 2h 30min | €95 |
| Tokyo → Haneda Tokyo Station → Hamamatsucho Station (cambio) → Haneda Airport Terminal 3 |
JR Yamanote + Tokyo Monorail | 30 min | €5 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che si appoggia ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus: il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (caricatela quindi in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli dell'immigrazione, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail nella zona arrivi. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli del Monorail. Procedura: selezionate la lingua (inglese disponibile), scegliete l'importo di ricarica iniziale (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o con carta, la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, cercate il JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano): mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", indicate un importo iniziale, confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity della tabella sopra (con le eccezioni che spiego), consigliamo di prenotare su Klook prima di partire. Avete tutto pronto, sapete già su quale treno o bus salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza.
Eccezioni: il Kyo Train Garaku (Giorno 12) non richiede prenotazione, si sale liberamente e si paga la tariffa Hankyu. Il treno Kyoto-Nara (Giorno 11) è un treno locale che non richiede prenotazione, si paga con la Suica al volo. Per il bus Shinjuku-Kawaguchiko (Giorno 4) prenotate su Klook o sul sito ufficiale highway-buses.jp, la prenotazione è obbligatoria.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (ad esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR, mostrate la destinazione e la data, vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione il treno all'ora esatta potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. La frase da mostrare allo sportello la trovate nella sezione "Frasi di emergenza".
Il budget è calcolato a persona, escluso volo intercontinentale. I prezzi degli alloggi sono maggiorati del 10% perché state prenotando a circa cinque mesi dalla partenza, che è il range medio: prenotando più avanti le tariffe salgono ulteriormente, quindi conviene muovervi presto.
| Alloggi (15 notti, camera tripla ÷ 3) | €1.084 |
| Biglietti treni, bus e Suica urbani | €338 |
| Cibo (16 giorni, due giorni ryokan con cena inclusa) | €610 |
| Attività, ingressi, tour JDM e street food | €370 |
| Assicurazione completa | €100 |
| Totale a persona | €2.502 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del tuo viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i tuoi condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai tuoi gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira (per Marco un'altra bottega di modellismo, per Davide un negozio di fotocamere che non avevamo messo, per Daniele un edificio specifico), aggiungetela al GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dall'itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
Per il vostro 10/10 sul cibo di strada, questa guida è particolarmente preziosa nelle zone di Dotonbori, Kuromon e Shinsekai a Osaka, dove le differenze tra un takoyaki-ya e un altro sono enormi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Hakone), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo. È più preciso, più aggiornato e più dettagliato di qualsiasi guida cartacea o digitale.
Preparate prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada, molti locali di Dotonbori. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca ciascuno (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro (il Kinkaku-ji, il Ryoan-ji, a Osaka alcune linee di connessione).
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate: "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Kamakura) o il nome di una stazione grande. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete: "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La Suica non funziona o ha il credito esaurito: "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
In tutti e tre i casi: scrivete prima, avvicinatevi dopo, mostrate lo schermo, aspettate. Funziona sempre.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Per il vostro 10/10 sullo street food, considerate i kombini come pranzi veloci fra una tappa e l'altra, così poi la sera siete liberi per le cose serie.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15-20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: due tratte sono particolarmente utili. La prima è Tokyo → Kyoto: il Giorno 6 (il trasferimento a Hakone) avete già il treno panoramico Odakyu e lo zaino leggero vi fa vivere meglio il ryokan senza trascinare valigie pesanti tra ropeway e barca pirata il Giorno 7. Spedite le valigie dalla reception dell'hotel di Tokyo la mattina del Giorno 6 direttamente all'hotel di Kyoto: le ritrovate al check-in del Giorno 8. Così a Hakone arrivate con solo lo zaino da giorno e una piccola borsa per la notte. La seconda tratta utile è Osaka → Tokyo Ginza il Giorno 15: spedite le valigie dalla reception dell'hotel di Osaka la mattina presto, salite sul Nozomi con solo lo zaino, e a Ginza siete liberi per il pranzo a Tsukiji e tutto il pomeriggio senza valigie tra i piedi. Le ritrovate la sera quando rientrate in hotel dopo cena.
Per i tre profili del vostro gruppo il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per Marco, modellismo statico: Akihabara è la base (Volks, Tamiya Plamodel Factory, Yodobashi Camera al reparto hobby), ma il vero tesoro è il Gundam Base Tokyo al DiverCity di Odaiba (Giorno 3): edizioni esclusive Gunpla che in Europa non arrivano mai. Per kit più rari di altri brand, Nakano Broadway (a venti minuti da Shinjuku) ha botteghe di collezionisti senza pari.
Per Davide, orologi e fotocamere vintage: Tokyo è il paradiso. Map Camera a Shinjuku è il più grande negozio di fotocamere usate del Giappone: obiettivi Leica, Nikon, Canon anni '70-'90 a prezzi che in Europa non esistono. Lemon Camera a Ginza per il vintage di lusso. Per gli orologi, Jackroad a Nakano Broadway è leggendario tra i collezionisti (Grand Seiko, Casio rari, Seiko vintage). A Osaka, il quartiere di Den Den Town (dietro Namba) ha sezioni dedicate al retro.
Per Daniele, architettura contemporanea: più che shopping, luoghi. Omotesando a Tokyo (Giorno 2) è un libro a cielo aperto. A Osaka, Umeda Sky Building (Giorno 14). Le librerie specializzate giapponesi sono spettacolari: Aoyama Book Center a Tokyo e Tsutaya Books ovunque hanno reparti di architettura con pubblicazioni che in Italia non arrivano.
Per tutti, esenzione IVA: nei grandi negozi (Yodobashi, BIC Camera, Don Quijote, Uniqlo) con acquisti sopra i 5.500 yen potete chiedere l'esenzione IVA del 10% mostrando il passaporto. Conviene fare gli acquisti seri verso la fine del viaggio a Osaka.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico (le maratone di street food di Dotonbori possono fare scherzi), un antisettico per piccole ferite, un termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. A settembre il caldo umido può causare piccole disidratazioni: valutate integratori di sali minerali.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Fine settembre in Giappone è ancora coda d'estate: temperature tra i 24 e i 30 gradi di giorno, 18-22 la sera, umidità sul 70-80%. Portate vestiti leggeri traspiranti e un maglioncino leggero per le sere a Hakone (altitudine = più fresco). Un ombrellino pieghevole è utile: settembre è stagione tifoni, la pioggia arriva improvvisa. Scarpe comode da camminare sono fondamentali perché avete detto 8/10 sulla voglia di camminare, e alcune giornate (Kyoto, Arashiyama) sono lunghe.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard e non dovete fare nulla di complicato.
Cosa succede allo scalo: scenderete dall'aereo, dovrete passare di nuovo i controlli di sicurezza (metal detector, scanner bagagli a mano), poi andrete al vostro gate per il secondo volo. Seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights" all'interno dell'aeroporto: sono sempre ben segnalate, anche in inglese.
I bagagli non vi riguardano: le vostre valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia aerea dal primo volo al secondo. Non dovete ritirarle allo scalo e non dovete fare nulla. Le ritroverete direttamente al nastro bagagli all'aeroporto di arrivo a Tokyo Haneda. In oltre il 99% dei casi i bagagli arrivano senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando Daniele ha scritto "sogno d'infanzia" e "memorie" come le due cose che guidano il viaggio, quelle parole hanno orientato ogni scelta di questo documento.
Il Fuji visto due volte. Avete scritto "vedere il Monte Fuji" come una delle cose più importanti. A settembre le probabilità di giornate limpide sono sul 35-40%, che non è un numero da buttare ma neanche una certezza. Per questo il Fuji è pianificato da due angolazioni: Kawaguchiko il Giorno 4 (il fianco nord, il più classico) e Owakudani a Hakone il Giorno 7 (il fianco sud). Se un giorno è nuvoloso, l'altra chance è lì.
Il raduno JDM è messo di sabato. Davide ha chiesto esplicitamente il raduno JDM, e il Daikoku PA è il posto. Ma non è un raduno organizzato, è un raduno spontaneo che si crea ogni sera con diverse intensità: il sabato è il giorno in cui le auto sono tantissime, gli altri giorni ci sono meno auto e meno atmosfera. Per questo il Giorno 5 è costruito intenzionalmente di sabato: Kamakura di giorno, Daikoku di notte. È l'unica sera del viaggio con questa opportunità.
Hakone, il ryokan, l'onsen: nessuno di voi ha tatuaggi. Questa informazione ha sbloccato il ryokan tradizionale con onsen comune, che è l'esperienza più intensa del viaggio. Se aveste avuto tatuaggi vi avrei cercato un ryokan con onsen privato in camera: non è il caso, quindi potete vivere l'onsen nella sua forma più pura, con tutti gli altri ospiti del ryokan, quelli sono i momenti che ricorderete.
Osaka con tre notti invece di due. Il default per Osaka sarebbe stato 2 notti, ma il vostro 10/10 sul cibo di strada e l'8/10 sulla vita notturna hanno spostato la bilancia: avete bisogno di più tempo per Dotonbori, Kuromon, Shinsekai e un tour street food vero. Tre notti a Osaka significano una serata in più dedicata solo al cibo di Osaka, e per i vostri gusti è una scelta che pesa bene.
Le passioni individuali non sono fronzoli. Marco sul modellismo statico, Davide su orologi e fotocamere vintage, Daniele sull'architettura contemporanea: sono le tre note a piè di pagina del GiappoTest, ma nel documento sono diventate elementi ricorrenti. Omotesando nel Giorno 2 è per Daniele. Il Gundam Base Tokyo e la deviazione suggerita per Volks e Tamiya sono per Marco. Map Camera e Nakano Broadway sono per Davide. L'Umeda Sky Building è per Daniele. Il viaggio è uno, ma ha tre linee interne che passano ciascuna attraverso i propri luoghi.
Voli ITA diretti, ritorno a Tokyo per chiudere senza stress. Avete chiesto i voli diretti senza scali con ITA, e ITA opera solo da Roma a Tokyo Haneda. Questo significa che il volo di ritorno parte dal punto di arrivo, e non da Osaka. Per non passare l'ultimo giorno schiacciati tra il treno per Tokyo e il volo a Roma, l'itinerario ha aggiunto una notte in più a Tokyo, in zona Ginza che è a quindici minuti da Haneda con il Tokyo Monorail. Così l'ultima sera a Tokyo diventa un capitolo a sé, non una corsa.
Niente JR Pass. Anche con il rientro a Tokyo da Osaka aggiunto, il pass costerebbe €67 in più a persona senza coprire Hakone (Odakyu), il bus per Kawaguchiko e il Kyo Train Garaku (Hankyu). I biglietti singoli sono la scelta onesta.
Silver Week segnalata. Il periodo 20-23 settembre cade dentro il vostro viaggio e porta affollamenti nei luoghi turistici perché tanti giapponesi sono in vacanza. Non è una cosa che rovina nulla, ma vi ho segnalato la possibilità di spostare di qualche giorno indietro: sono dettagli che valgono quando avete flessibilità.
Questo è il vostro viaggio, Daniele, Davide e Marco. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerai tra i templi di Kyoto, quando ti siederai davanti a un giardino zen, quando guarderai un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conosci già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entri nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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