Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio, per voi, è "una sfida personale" e che sperate di portarvi a casa "crescita personale". Sono due frasi piccole, ma dicono tutto: non cercate un giro turistico, cercate qualcosa che vi cambi un po'. Ho costruito questo GiappoPlan tenendo questo in mente, scelta dopo scelta.
Non è un itinerario generico. È pensato per una coppia alla prima volta in Giappone, che ha messo al primo posto i templi, i giardini, il cibo di strada e la tradizione, che vuole camminare tanto e vedere il Monte Fuji, e che ha chiesto due cose precise: dormire in un ryokan e provare la cerimonia del thè. Tutto questo è dentro.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, scendete tra i monti di Hakone, entrate nel cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag. Le escursioni (il Monte Fuji, Nara, Hiroshima) partono e tornano dalla città in cui dormite, così non spostate mai le valigie senza motivo.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 13–17 nov | 4 | Metropoli, templi, quartieri, escursione al Monte Fuji |
| Hakone | 17–19 nov | 2 | Ryokan, onsen, Monte Fuji dal Lago Ashi |
| Kyoto | 19–24 nov | 5 | Templi, giardini, cerimonia del thè, kimono, escursione a Nara |
| Osaka | 24–27 nov | 3 | Street food, vita notturna, escursione a Hiroshima e Miyajima |
Kyoto ha cinque notti perché è lì che vivono i vostri interessi più forti: i templi, i giardini, la tradizione. Tokyo ne ha quattro (con un giorno dedicato al Monte Fuji), Osaka tre per lo street food e le sere. Hakone è la pausa termale a metà viaggio, quella che serve per respirare prima della seconda parte.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), dall'aeroporto di Haneda raggiungete Shinjuku: dal Terminal 3 prendete il Tokyo Monorail o la linea Keikyu e in poco più di mezz'ora siete in centro. Il vostro primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino, con le case che si trasformano piano nei grattacieli.
Siete in hotel nel primo pomeriggio. La cosa più giusta da fare è anche la più semplice: posate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme, caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciandosi investire.
Nel tardo pomeriggio, a pochi minuti a piedi, il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: verde, vialetti larghi, panchine, e in novembre gli aceri che cominciano a colorarsi. Chiude al tramonto, che qui in autunno arriva presto, verso le cinque. Ingresso circa €3.
La sera: ramen. Ce n'è ovunque attorno all'hotel, a tutti i prezzi. Mangiate, tornate, dormite presto, perché il fuso orario si farà sentire.
Oggi la Tokyo antica, tutta nella parte est della città, dove i quartieri sono vicini e si cammina bene. E camminare è una cosa che avete messo a nove su dieci: questa è una giornata fatta apposta.
Iniziate da Asakusa, il quartiere più antico: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise con le bancarelle di street food e artigianato, la passeggiata lungo il fiume Sumida. La mattina presto è ancora tranquillo. Calcolate due ore buone.
Poco distante, Ueno: il grande parco, i musei se vi ispirano (li avete messi a sei, quindi scegliete solo quello che vi va davvero), e soprattutto Ameyoko, il mercato lungo la ferrovia dove si mangia in piedi tra le bancarelle. Street food di quello vero, frequentato dai residenti.
A pochi minuti di metro, Akihabara: piani interi di anime, manga, sale giochi ed elettronica. Non è il vostro interesse più forte, ma vale un paio d'ore di curiosità, soprattutto la sera quando si accendono le insegne.
La sera, cena in un izakaya del quartiere: piccoli banconi, spiedini, birra.
Oggi si esce da Tokyo per la montagna che avete chiesto di vedere: il Monte Fuji.
Dal terminal Busta Shinjuku (il grande terminal degli autobus al quarto piano, sopra l'uscita sud della stazione di Shinjuku) parte il bus diretto per Kawaguchiko Station: circa un'ora e tre quarti, seduti, senza cambi. In novembre l'aria è tersa e la probabilità di vedere il Fuji stagliato contro il cielo è tra le più alte dell'anno.
A Kawaguchiko il lago restituisce il Monte Fuji riflesso nell'acqua. Ma la fotografia che tutti sognano è quella dalla Pagoda Chureito: cinque piani rossi con la montagna alle spalle. Si raggiunge scendendo alla stazione di Shimoyoshida, dieci minuti a piedi, e salendo una scalinata. La vista dall'alto, con la pagoda in primo piano e il Fuji sullo sfondo, è una delle immagini più belle del Giappone, e le foto memorabili le avete messe a otto.
Una passeggiata lenta lungo il lago, un pranzo caldo, e nel tardo pomeriggio il rientro a Tokyo.
Dopo la giornata in montagna, oggi la Tokyo contemporanea, tutta nella parte ovest.
La mattina, un'esperienza che non esiste da nessun'altra parte: il TeamLab, un museo di arte digitale completamente immersivo, con stanze dove le proiezioni si muovono su muri, pavimento e soffitto, labirinti di specchi, ambienti che cambiano mentre camminate. È uno dei posti più fotografati del Giappone. Calcolate almeno tre ore.
Nel pomeriggio, il Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di alberi nel mezzo della città: silenzio assoluto a trenta metri dal caos, tutto pianeggiante, un'ora e mezza. Poi la via Takeshita a Harajuku con i suoi negozi colorati, e Shibuya con il celebre incrocio.
La sera è quella giusta per la vita notturna che avete messo a otto: le stradine di Shinjuku (Omoide Yokocho e Golden Gai) o i locali di Shibuya. Lanterne, banconi piccoli, spiedini e chiacchiere.
L'ultima mattina a Tokyo è leggera: un giro per gli ultimi acquisti nella zona dell'hotel, poi il viaggio verso i monti.
Da Shinjuku Station prendete l'Odakyu Romancecar, il treno panoramico diretto fino a Hakone-Yumoto Station: circa un'ora e mezza, con i finestroni ampi e il paesaggio che sale. Nessun cambio, solo il tempo di guardare fuori.
Hakone è la parte termale del Giappone, tra montagne e laghi vulcanici. Arrivate nel primo pomeriggio e il ryokan vi aspetta: stanza con tatami, futon, yukata, e la sera la cena kaiseki servita in sala, dieci portate presentate una alla volta come piccole opere. Verdure di stagione, tofu di montagna, pesce, ognuna con la sua storia.
E dopo cena, l'onsen. Avete i tatuaggi, e per questo la scelta è un ryokan con onsen privato o bagno in camera: niente bagno comune, niente imbarazzo, solo acqua calda di sorgente per voi due. Vapore, silenzio, e il primo vero riposo del viaggio.
Una giornata più lenta, di quelle che servono per respirare a metà viaggio.
Con l'Hakone Free Pass, che copre tutti i mezzi della zona, si fa il giro classico. La funicolare e la funivia salgono fino a Owakudani, la valle vulcanica dove la terra fuma e si vendono le uova annerite dallo zolfo. Poi il battello sul Lago Ashi, e da qui, col bel tempo, il Monte Fuji si specchia nell'acqua: è la vostra seconda occasione per vederlo, da un'angolazione diversa rispetto a Kawaguchiko.
Lungo il percorso, l'Open-Air Museum di Hakone, un museo di sculture all'aperto immerso nel verde e nel foliage di novembre: arte e natura insieme, e panorami ovunque, che le viste le avete messe a otto.
La sera, ancora onsen e cena in ryokan. Questa è la notte in cui non si fa niente, e va benissimo così.
La colazione tradizionale del ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti) fa parte dell'esperienza quanto la cena.
Poi il viaggio verso il cuore culturale del Giappone. Da Hakone-Yumoto Station scendete a Odawara Station con un breve tratto sulla linea di montagna, e da Odawara prendete lo Shinkansen Hikari fino a Kyoto Station: meno di due ore sul treno veloce, con il Fuji che a volte compare dal finestrino sulla destra.
Arrivate a Kyoto nel pomeriggio. Il vostro hotel è in zona Kawaramachi, il centro: Gion a dieci minuti a piedi, Pontocho a cinque. La prima sera è una passeggiata lenta tra le lanterne di Pontocho, il vicolo stretto lungo il fiume, e una cena tranquilla.
Oggi Higashiyama, la parte est, la Kyoto delle cartoline. Si gira quasi tutta a piedi, ed è esattamente il tipo di giornata che avete chiesto: camminare a nove, templi a nove.
Salite verso il Kiyomizu-dera, il tempio con la grande terrazza di legno affacciata sulla città. In novembre gli aceri intorno sono rossi e la vista dall'alto è di quelle che restano. Scendendo, le vie tradizionali di Ninenzaka e Sannenzaka, lastricate, con le botteghe di ceramiche, tè e dolci. Poi il quartiere di Gion, le case da tè e le lanterne all'imbrunire.
La sera, se coincide con le date, una delle illuminazioni autunnali: il Kiyomizu-dera e altri templi della zona aprono dopo il tramonto e le foglie rosse illuminate si riflettono negli stagni.
Oggi la parte ovest e nord, dove Kyoto diventa giardino, e i giardini li avete messi a nove.
Arrivate presto ad Arashiyama, prima che si riempia. La Foresta di bambù: un sentiero tra canne altissime, la luce che filtra, il suono del vento. È breve ma intensa, e la mattina presto è il momento giusto per le foto. A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen: specchio d'acqua, pini, rocce, le montagne sullo sfondo, uno dei giardini più belli della città.
Nel pomeriggio, il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji), il tempio coperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto, e il Castello di Nijo, con i suoi pavimenti "usignolo" che cigolano a ogni passo per avvertire dei visitatori, e i giardini attorno.
La sera, rientro in centro e cena tranquilla.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto Station a Nara Station e arrivate in un posto che non somiglia a nessun altro.
Nara Park è un grande parco dove vivono liberi centinaia di cervi, che camminano tra le persone e aspettano i biscotti di riso venduti dalle bancarelle. In mezzo al parco, il Tempio Todai-ji, il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri: si entra, si alza la testa, e per un po' non si dice niente. Patrimonio dell'umanità.
Se avete ancora energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue migliaia di lanterne di pietra e bronzo, immerso nel bosco. Templi e giardini nella stessa giornata: i vostri due interessi più forti, uno accanto all'altro.
Rientro a Kyoto in serata.
Oggi la Kyoto più intima, quella delle cose che avete chiesto di fare.
La mattina, il Fushimi Inari Taisha: il santuario dei torii rossi che si susseguono per chilometri lungo il sentiero della collina. Li avete visti mille volte nelle foto, ma dal vivo, con la luce che filtra tra un torii e l'altro, è un'altra cosa. Non serve salire fino in cima: i primi tratti sono i più belli, e la mattina presto sono anche i più vuoti.
Poi il momento che avete scritto di volere assolutamente: la cerimonia del thè. Seduti su tatami, un maestro prepara il matcha secondo un rituale di gesti lenti e precisi, e vi spiega il significato di ognuno. È una di quelle esperienze che restano dentro, e a Kyoto è nel posto giusto per viverla.
E per viverla ancora meglio, il kimono: a Kyoto potete noleggiarlo per mezza giornata e camminare vestiti così tra Gion e le vie tradizionali. Le foto, tra gli aceri rossi di novembre, sono quelle che porterete davvero a casa.
Nel mezzo, il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo di Kyoto (tofu, mochi appena fatti, spiedini, tè matcha in ogni forma): street food, ancora, il vostro nove su dieci.
L'ultima mattina a Kyoto per un'ultima passeggiata tra le vie del centro, poi il trasferimento verso Osaka, che è vicinissima.
Da Kyoto-Kawaramachi (la stazione Hankyu, non la Kyoto Station JR) a Osaka-Umeda in una quarantina di minuti. Se il vostro giorno di trasferimento cade in un fine settimana o in un festivo, potete prendere il Kyo Train Garaku, il treno panoramico della Hankyu con sei carrozze decorate a tema stagionale, interni in legno scuro e finestroni ampi: non serve prenotare, si sale e si paga la tariffa ordinaria, circa €2,50. Se invece cade in un giorno feriale, prendete un normale treno Hankyu sulla stessa tratta, stesse stazioni, stesso prezzo, solo senza il design speciale.
Arrivate a Osaka nel pomeriggio. Il vostro hotel è in zona Namba, e la sera arriva il primo impatto con Dotonbori: il canale con le insegne al neon, il Glico Man, il granchio luminoso. Takoyaki e okonomiyaki fatti al momento sulla piastra. Osaka è la città dello street food, e voi lo avete messo a nove: qui siete a casa.
Una giornata piena, di quelle che valgono il viaggio.
Da Shin-Osaka Station lo Shinkansen Sakura vi porta a Hiroshima Station in circa un'ora e mezza. Qui il Parco della Pace, la Cupola rimasta in piedi dopo la bomba, e il museo: un luogo di silenzio e di memoria, che si visita piano, senza fretta.
Poi il treno locale della linea San-yo fino a Miyajimaguchi Station e un breve traghetto per l'isola di Miyajima, dove il grande torii del Santuario di Itsukushima sembra galleggiare sull'acqua con l'alta marea. In novembre l'isola è avvolta dal foliage e i cervi passeggiano liberi anche qui. Se i tempi lo consentono, il torii al tramonto è la fotografia della giornata.
Rientro a Osaka in serata, cena leggera in città.
L'ultima giornata piena, tutta a Osaka, e tutta a misura di piedi.
La mattina al Mercato Kuromon: seicento metri di bancarelle coperte con sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati sul posto, ricci di mare, frutta. Colazione o pranzo mangiando in piedi, come si fa qui.
Poi il Castello di Osaka con il parco intorno, bello soprattutto con i colori d'autunno e le viste dall'alto. Nel pomeriggio le gallerie coperte di Shinsaibashi per gli ultimi acquisti e i souvenir, che lo shopping di souvenir lo avete messo a otto.
La sera, di nuovo Dotonbori e Namba per l'ultima notte giapponese: luci, folla, street food. La vita notturna di Osaka è più ruspante di quella di Tokyo, e chiude il viaggio in bellezza.
L'ultima mattina, con calma. Se avanza tempo, un ultimo giro tra i negozi della zona dell'hotel per quello che vi manca.
Poi il trasferimento all'aeroporto: da Namba Station prendete il Nankai Rapi:t, il treno diretto per Kansai Airport Station, in una quarantina di minuti. All'aeroporto tre ore prima del volo (il perché è nella sezione dei consigli pratici).
Sayonara.
Per tutti gli spostamenti tra le città si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulle tratte principali, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari o il Sakura, un po' più lenti. Per questo viaggio specifico i biglietti singoli costano circa €212 a persona contro i €445 del pass da quattordici giorni, e diverse tratte importanti (il bus per Kawaguchiko, l'Odakyu per Hakone, l'Hankyu per Osaka e il Nankai per l'aeroporto) non sarebbero comunque coperte dal pass: i biglietti singoli restano la scelta giusta e vi fanno risparmiare oltre €230 a testa. Se in futuro decideste di usarlo per un altro viaggio, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station |
Tokyo Monorail o Keikyu | 30–45 min | €5 |
| Tokyo → Kawaguchiko (andata e ritorno) Busta Shinjuku (Shinjuku Expressway Bus Terminal) → Kawaguchiko Station |
Bus diretto Keio / Fujikyu | 1h 45min | €15 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romancecar (con Hakone Free Pass) | 1h 25min | €30 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto Station → Odawara Station (cambio) → Kyoto Station |
Odakyu + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €72 |
| Kyoto → Nara (andata e ritorno) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (solo weekend/festivi) o treno Hankyu ordinario | 45 min | €5 |
| Osaka → Hiroshima e Miyajima (andata e ritorno) Shin-Osaka Station → Hiroshima Station → Miyajimaguchi Station |
Sanyo Shinkansen Sakura (JR) + JR Sanyo Line + traghetto | 1h 30min (solo Shinkansen) | €120 |
| Osaka → Kansai (KIX) Namba Station (Nankai) → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t | 40 min | €8 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile, quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio.
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3, disponibili anche in inglese. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (per iniziare vanno bene 2.000 yen), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda, cercate lo sportello JR East con personale, sullo stesso piano.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono, e la appoggiate ai tornelli come la tessera fisica. La ricarica si fa da Wallet. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby, e se avete un Apple Watch potete trasferirla anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure, se avete la Suica su iPhone, direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity della tabella (tranne la tratta Kyoto verso Nara e il Kyo Train Garaku, che non richiedono prenotazione), conviene prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto sul telefono, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente agli sportelli JR nelle stazioni principali: mostrate la destinazione e la data, e ve lo stampano. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione (e novembre, con il foliage, lo è) il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
I voli non sono ancora prenotati e non rientrano in questo conto. Tutto il resto, alloggi compresi, è stimato qui sotto: è quello che spenderete in Giappone, a persona.
| Alloggi (14 notti) | €1.078 |
| Biglietti treni e bus intercity | €265 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (15 giorni) | €570 |
| Attività e ingressi | €250 |
| Assicurazione completa | €100 |
| Totale stimato a persona | €2.353 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo: se vi scrivessi "prendete questa linea da qui a lì" e quel giorno ci fosse un problema, restereste bloccati con un'informazione sbagliata, mentre Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo: da quale uscita uscire, dove cambiare, tutto.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. C'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa: basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, e in molte linee si appoggia la IC card alla salita e alla discesa. Se avete dubbi, appoggiate la card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello sotto pressione, ma da parte, con calma, scrivendo la frase su Google Translate, e poi mostrando lo schermo. La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Lo staff è abituato a indicare con il dito, spesso senza nemmeno parlare.
La IC card si blocca ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questo.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno, perché Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando servono, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10 o le 11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la mossa più comoda è spedire le valigie da Tokyo direttamente a Kyoto, così affrontate le due notti a Hakone (e la salita in treno panoramico) con un solo zaino leggero. È utile anche sulla tratta Kyoto verso Osaka, soprattutto se prendete il Kyo Train Garaku e volete godervi l'atmosfera senza il peso dei bagagli.
Avete messo lo shopping di souvenir a otto e i mercati a sette: il Giappone su questo non delude. Alcune cose valgono davvero e si trovano solo lì.
Artigianato e tradizione: le ceramiche delle botteghe di Kyoto (soprattutto lungo le vie di Higashiyama), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, belli e costano poco. A Takayama e nei mercati trovate ceramiche e lavorazioni in legno.
Cibo da riportare: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sake, wasabi, e le versioni stagionali), i dolci di riso, il tè. Si trovano ovunque nei kombini e nei grandi magazzini.
Se vi prende la curiosità per anime e tecnologia: Akihabara a Tokyo e DenDen Town a Osaka sono i due poli. Non è il vostro interesse più forte, ma per un regalo particolare valgono un salto.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete, gli acquisti seri fateli verso la fine, a Osaka. Nei grandi magazzini, con il passaporto alla cassa, avete l'esenzione IVA sopra una certa soglia: risparmiate circa il 10%.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e i medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, di ottima qualità.
Novembre è uno dei mesi più belli e limpidi dell'anno, con il foliage al culmine. Di giorno le temperature stanno tra gli 8 e i 17 gradi, la sera scendono e sui monti (Hakone, la zona del Fuji) fa più freddo. Portate strati, una giacca calda per le sere, scarpe comode per camminare e un piccolo ombrello per sicurezza. L'aria secca e tersa è anche quella che vi dà le migliori possibilità di vedere il Monte Fuji.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard. Scenderete dall'aereo, seguirete le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights", passerete di nuovo i controlli di sicurezza e raggiungerete il gate del secondo volo. Sono percorsi sempre ben segnalati, anche in inglese.
I bagagli in stiva vengono trasferiti automaticamente dalla compagnia dal primo volo al secondo: non dovete ritirarli allo scalo, li ritroverete direttamente al nastro in Giappone. Lo smarrimento sui voli con scalo è raro: oltre il 99% dei bagagli arriva senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service, sempre nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale. Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva ricevuta al check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo viaggio è "una sfida personale" e che sperate di tornare con "crescita personale", quelle due frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento. La prima volta in un paese così diverso è esattamente il tipo di sfida che cambia qualcosa: l'ho tenuto a mente costruendo un ritmo che vi spinge a scoprire senza mai travolgervi.
Avete messo templi, giardini e tradizione al massimo. Per questo Kyoto ha cinque notti, più di ogni altra città: è lì che vivono, e ne avete tanti, dai templi di Higashiyama ai giardini di Arashiyama, da Fushimi Inari a Nara con il suo Buddha gigante. Non come elenco di cose da spuntare, ma con il tempo giusto per viverle davvero.
Avete chiesto di vedere il Monte Fuji. Per questo lo incontrate due volte: una dall'acqua e dalla Pagoda Chureito a Kawaguchiko, una dal Lago Ashi a Hakone. Due occasioni al posto di una, perché il Fuji si nasconde spesso dietro le nuvole e novembre, con la sua aria limpida, è il mese giusto per provarci.
Avete chiesto di dormire in un ryokan. Per questo Hakone è quella pausa lì, con tatami, cena kaiseki e onsen. E siccome avete i tatuaggi, la scelta è un ryokan con onsen privato: niente bagno comune, niente imbarazzo, solo acqua calda per voi due.
Avete chiesto la cerimonia del thè. Per questo c'è, nel Giorno 11, a Kyoto, che è il posto giusto per viverla. E accanto il kimono, per camminare tra le vie tradizionali vestiti come si deve e portare a casa le foto che avete in mente.
Avete messo il cibo di strada al massimo e la vita notturna in alto. Per questo Osaka ha tre notti: Dotonbori, il Mercato Kuromon, le sere di Namba. E lungo tutto il viaggio ci sono i mercati dove si mangia in piedi, da Ameyoko a Tokyo al Nishiki di Kyoto.
Avete messo i festival tradizionali al massimo. A fine novembre non c'è un grande matsuri a data fissa, ma c'è lo spettacolo stagionale che vale quanto un festival: il foliage al culmine e le illuminazioni serali dei templi di Kyoto, con gli aceri rossi accesi nel buio. È la festa che l'autunno giapponese sa dare, e capita proprio nella vostra finestra.
Camminare, l'avete messo a nove. Per questo le giornate sono costruite a grappoli di cose vicine, che si girano a piedi senza zig-zag: Asakusa e Ueno insieme, tutta Higashiyama in fila, il centro di Osaka in un giro solo.
È la vostra prima volta. Per questo il ritmo alterna: giorni pieni e giorni leggeri (l'arrivo, i trasferimenti, la pausa termale di Hakone), niente giornate da corsa. Un tracciato pensato per una coppia che vuole scoprire, non per chi deve spuntare una lista.
Questo è il vostro viaggio, Davina. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
Acquista su Amazon
Iscriviti qui gratuitamente
ODIAMO lo spam. Il tuo indirizzo email è sicuro al 100%