Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo è "il viaggio della vita, un coronamento dei vostri 15 anni insieme", un sogno "rimasto nel cassetto per troppo tempo". Hai scritto che vorreste tornare a casa "con gli occhi pieni di tutti i paesaggi, templi nascosti e mercati e viuzze viste", con "il cuore pieno", dopo aver "provato ogni tipo di cosa da mangiare" e "svaligiato un Don Quijote".
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una coppia che ama Miyazaki e la cucina, che vuole templi veri e non solo attrazioni da spuntare, e per cui il 20 ottobre — il vostro anniversario — doveva cadere in viaggio.
La struttura è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, scendete a Nagoya per il Ghibli Park, raggiungete il cuore culturale del paese a Kyoto, salite una notte sul Monte Koya, e chiudete con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag.
Un consiglio che vale oro sui voli: arrivate a Tokyo Haneda (HND) e tornate da Osaka Kansai (KIX). È il cosiddetto "open-jaw": non prenotate andata e ritorno dallo stesso aeroporto. Così vi risparmiate un viaggio di ritorno fino a Tokyo (circa 3 ore di treno e una notte d'hotel in più). Le date qui sotto sono indicative e pensate per farvi trovare a Kyoto il 20 ottobre: se i voli si spostano di qualche giorno, la struttura resta identica.
| Città | Date | Notti | Zona consigliata |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 14–18 ott | 4 | Asakusa |
| Nagoya | 18–19 ott | 1 | Zona Stazione (Meieki) |
| Kyoto | 19–23 ott | 4 | Kawaramachi / Shijo |
| Koyasan | 23–24 ott | 1 | Shukubo (alloggio nel tempio) |
| Osaka | 24–27 ott | 3 | Namba / Shinsaibashi |
Fuori dai pernottamenti, due gite in giornata che avevate chiesto: Kamakura da Tokyo e Nara da Kyoto. Entrambe a meno di un'ora di treno.
Gli alloggi non sono ancora prenotati: questa sezione vi dice esattamente in quale zona prenotare in ogni città e perché, con qualche nome di riferimento.
La regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse.
Come prenotare: su Booking.com, imposta il filtro "Punteggio struttura: 8+" e cerca nella zona indicata. Avete scritto che non avete pretese di lusso — bastano hotel pratici, strategici, vicini ai mezzi, con la finestra e lo spazio per le valigie (le scorte di skin care!). Una sola richiesta che rispetto alla lettera: niente hotel-capsula. Tutte le strutture qui sotto rientrano in questa logica.
Quattordici giorni, raccontati uno per uno. I giorni di trasferimento sono leggeri, le giornate piene hanno sempre una pausa, e il ritmo alterna città e respiro. Seguite il filo, ma senza rigidità: se un giorno volete rallentare, rallentate.
Atterrate ad Haneda dopo il volo più lungo che abbiate mai fatto. Il primo consiglio è anche il più semplice: oggi non si corre. Dal Terminal 3 la Keikyu Airport Line vi porta diretti fino ad Asakusa Station (la linea prosegue come Toei Asakusa senza cambi: salite su un treno diretto verso Oshiage/Narita e scendete ad Asakusa, circa 45 minuti). Check-in, doccia, e poi fuori.
Asakusa è la Tokyo tradizionale, ed è lì che dormite. La sera, due passi fino al Senso-ji, il tempio più antico della città: la grande lanterna rossa del Kaminarimon, la via Nakamise, la pagoda illuminata. Di sera, quando i pullman turistici se ne sono andati, è di una calma irreale.
Prima cena leggera: street food lungo Nakamise o un izakaya nelle viuzze dietro il tempio. Niente di impegnativo. Domani comincia sul serio.
Oggi il primo dei due momenti Ghibli del viaggio, e questo è quello più intimo. Al mattino raggiungete Mitaka (a ovest, circa 20 minuti da Shinjuku) per il Museo Ghibli: non un parco, ma la casa-laboratorio dove la magia dei film prende forma. Tavoli da disegno coperti di schizzi, una sala cinema (il Saturn Theater) che proietta un cortometraggio esclusivo che non vedrete da nessun'altra parte, e sul tetto il robot gigante di "Laputa". Accanto, il Parco Inokashira, perfetto per una passeggiata lenta tra alberi e laghetto.
Nel pomeriggio, la Tokyo opposta: Shibuya e il suo incrocio (lo avete visto mille volte, ma viverlo è un'altra cosa), Harajuku e Takeshita-dori, e il santuario Meiji-jingu immerso nel bosco a due passi dal caos.
La sera, TeamLab Borderless ad Azabudai Hills: stanze infinite di arte digitale che reagisce a chi la attraversa. Per chi mette le "foto memorabili" a 10 su 10, è il posto più fotografabile di Tokyo.
Un'ora di treno (JR Yokosuka Line da Tokyo Station a Kamakura Station) e siete in un'altra epoca. Kamakura è stata la capitale del Giappone medievale, ed è piena di templi tra le colline e il mare.
Il simbolo è il Grande Buddha di Kamakura (Kotoku-in): una statua di bronzo alta più di undici metri, seduta all'aperto da quasi otto secoli. Poco lontano, il tempio Hase-dera con i giardini terrazzati e la vista sulla baia. Tra un tempio e l'altro, la via Komachi-dori: bancarelle, street food, dolcetti, artigianato.
Se vi avanza energia, il trenino Enoden corre lungo la costa, un tratto panoramico tra le case e il Pacifico che vale il biglietto da solo. Rientro a Tokyo per cena.
Oggi la Tokyo a misura dei vostri due mondi. Al mattino, Asakusa con calma (siete già qui): il Senso-ji di giorno e soprattutto Kappabashi, la via degli utensili da cucina. Per il tuo compagno, ex macellaio, è il posto giusto: coltelli giapponesi forgiati a mano, dai santoku ai coltelli da pesce, in negozi specializzati dove si compra il pezzo della vita. Un souvenir che dura per sempre.
Poi Ueno: il grande parco, i musei se vi va (storia e arte, a vostra scelta), e il mercato Ameyoko, un dedalo di bancarelle di cibo di strada sotto i binari.
Nel pomeriggio, il tuo momento, Elena: un head spa giapponese. Tu sei estetista, e l'head spa (massaggio profondo del cuoio capelluto, trattamento, lavaggio rituale) è una di quelle esperienze che in Giappone hanno portato a un altro livello. Mentre tu ti rilassi, lui può perdersi tra i coltelli di Kappabashi o le bancarelle di Ueno. La sera, izakaya ad Asakusa.
Oggi è il giorno che avete sognato. Si parte presto: prendete uno dei primi Shinkansen da Tokyo Station a Nagoya Station (Tokaido Shinkansen, circa 1 ora e 40). Lasciate le valigie in hotel vicino alla stazione e puntate dritti al Ghibli Park.
Come arrivare: dalla stazione di Nagoya, metropolitana Higashiyama (linea gialla) fino al capolinea Fujigaoka (~30 min), poi il Linimo — l'unico treno a levitazione magnetica del Giappone — fino alla fermata Ai-Chikyuhaku-kinen-koen. Uscita 2, e siete all'ingresso nord del parco.
Dentro, i mondi di Miyazaki diventano reali, area dopo area. Per te, Elena, il Castello di Howl (il tuo film del cuore) nella Valle delle Streghe, e la torre-ascensore di Howl e Laputa sulla Collina della Gioventù. Per lui, il Grande Magazzino Ghibli con la Città Incantata, il Senza-Volto, Ponyo… e l'angolo di Porco Rosso. C'è anche la casa di Satsuki e Mei di "Totoro" nella foresta di Dondoko, e il villaggio di Mononoke. Con il Premium Pass entrate in tutte e cinque le aree, interni compresi.
La sera, rientro a Nagoya: cena con un piatto locale, magari l'hitsumabushi (anguilla).
Trasferimento breve e dolce: Shinkansen da Nagoya a Kyoto, appena 36 minuti. Arrivate presto, lasciate i bagagli e cominciate ad assaggiare Kyoto con calma (oggi è leggero, domani è il giorno speciale).
Nel pomeriggio, il Mercato Nishiki: quattrocento metri coperti di banchi di cibo tradizionale, tofu, mochi appena fatti, spiedini, tè matcha in ogni forma. Un'ora di assaggi continui. Poi la zona di Kawaramachi e, al tramonto, Pontocho: il vicolo stretto lungo il canale, lanterne, ristorantini. È la Kyoto serale più suggestiva.
Oggi è il 20 ottobre. Quindici anni insieme, e li festeggiate qui, nella città più bella del Giappone. Ho costruito tutto perché questa data cadesse a Kyoto.
La mattina, l'Higashiyama orientale: salite verso il Kiyomizu-dera, il tempio con la grande terrazza di legno sospesa sulla collina, con tutta Kyoto ai vostri piedi. Scendete per le viuzze acciottolate di Sannenzaka e Ninenzaka, tra case di legno, botteghe e sale da tè. Poi Gion, il quartiere delle geisha, con le sue lanterne e — se siete fortunati — una maiko che attraversa veloce una via.
La sera, la cena speciale: wagyu. Niente lusso sfarzoso (non fa per voi), ma un ottimo yakiniku o teppanyaki dove la carta del manzo è protagonista: un piacere doppio per chi la carne la conosce davvero. È la vostra cena d'anniversario.
Quarantacinque minuti di treno (JR Nara Line da Kyoto Station, o Kintetsu) e arrivate a Nara, prima capitale del Giappone.
Il Nara Park è un parco pubblico dove vivono liberi più di mille cervi sika, abituati alle persone: si avvicinano, fanno l'inchino per ricevere i shika senbei (i biscotti che vendono le bancarelle). Per chi ama le foto memorabili, è una miniera.
Poi il Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, che custodisce un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e per un attimo non si dice niente. Se vi avanza tempo, il santuario Kasuga Taisha con le sue tremila lanterne lungo il sentiero nel bosco. Rientro a Kyoto.
Giornata piena, partite presto. La mattina ad Arashiyama, a ovest: la foresta di bambù (camminare tra le canne altissime con la luce che filtra è una di quelle immagini che restano), il giardino del tempio Tenryu-ji, il ponte Togetsukyo sul fiume.
Poi il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro che si specchia nel laghetto. E nel tardo pomeriggio, il gran finale per le foto: Fushimi Inari, il santuario dei diecimila torii arancioni che salgono lungo il fianco della montagna. Andateci verso il tramonto: i pullman se ne vanno, la luce si fa calda, e i torii illuminati di sera sono quasi vuoti.
Oggi si sale in montagna, e si dorme in un tempio. Da Kyoto raggiungete Osaka e la stazione Nankai Namba; da lì la linea Nankai-Koya vi porta a Gokurakubashi (treno Express/Rapid Express, ~100 min, di solito con cambio a Hashimoto). A Gokurakubashi prendete la funicolare che in cinque minuti sale fino alla stazione di Koyasan, e poi il bus Rinkan fino al centro. Circa 2 ore e mezza in tutto, ma il viaggio è parte dell'esperienza.
Koyasan è il cuore del buddhismo Shingon: un altopiano sacro a 800 metri, pieno di templi. Questa è la vostra notte tradizionale, lo shukubo: stanza con tatami, futon, e la cena shojin ryori, la cucina vegetariana dei monaci, una delle sfaccettature più sorprendenti della gastronomia giapponese.
Nel pomeriggio, l'Okunoin: il più grande cimitero del Giappone, duecentomila tra lapidi e monumenti tra cedri secolari altissimi, fino al mausoleo di Kobo Daishi. Tornateci dopo il tramonto, con le lanterne accese: è uno dei luoghi più intensi che vedrete. E al mattino presto, la cerimonia buddhista nel tempio.
Sveglia con i monaci: la cerimonia del mattino e la colazione nel tempio chiudono l'esperienza di Koyasan. Poi si scende: funicolare e Nankai vi riportano a Osaka (Namba), dove dormite per le ultime tre notti. Giornata di recupero, dolce.
Nel pomeriggio, il primo assaggio di Osaka — ed è subito amore per chi mette lo street food a 10: Dotonbori. Il canale, le insegne al neon, l'omino della Glico che corre, e soprattutto il cibo: takoyaki (polpette di polpo), okonomiyaki (la frittata-pizza di Osaka), kushikatsu. La sera, Dotonbori illuminata è pura energia.
La giornata di Osaka piena. Il Mercato Kuromon, la "cucina di Osaka": banchi di pesce e carne alla griglia sul momento, frutta, dolci. Per il tuo compagno è il paradiso — ricci di mare, capesante scottate, wagyu allo spiedo. Poi Shinsaibashi per lo shopping, e il Castello di Osaka, imponente sul suo parco (bella la salita e la vista dall'ultimo piano).
La sera si torna verso Namba e Dotonbori: street food, vita notturna, l'Osaka che non dorme.
Ultimo giorno pieno, più morbido. La mattina a Umeda: salite all'Umeda Sky Building, il "giardino galleggiante" sospeso tra le due torri, con la vista a 360 gradi su tutta Osaka (al tramonto è spettacolare). Spunta la casella "viste panoramiche".
E poi il momento che aspettavi, Elena: svaligiare un Don Quijote. La filiale di Dotonbori (quella con la ruota panoramica) è aperta fino a tardi, sei piani di tutto: souvenir, snack assurdi, e soprattutto skin care e cosmetica giapponese, il tuo mondo. Tra il Don Quijote e le drugstore (Matsumoto Kiyoshi, @cosme) fate scorta. Ultima cena giapponese come si deve.
L'ultima mattina. Check-out, un ultimo giro (o un'ultima colazione al kombini), e poi all'aeroporto. Da Namba, il Nankai "Rapi:t" vi porta a Kansai (KIX) in circa 40 minuti. Arrivate con ampio anticipo (vedi il consiglio sul check-in al banco nei consigli pratici).
Tornate a casa con gli occhi pieni, il cuore pieno, e una valigia piena di skin care. Esattamente come avevate scritto.
I voli, come detto, conviene prenderli "open-jaw": arrivo Haneda, ritorno da Kansai. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte (costi indicati per la coppia).
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costa circa €290 a persona. Le poche tratte coperte dal pass nel vostro itinerario (Tokyo→Nagoya, Nagoya→Kyoto, più le escursioni a Kamakura e Nara) valgono in tutto circa €108 a persona: molto meno del pass. In più, la salita a Koyasan (linea Nankai), il Linimo del Ghibli Park e il Rapi:t per l'aeroporto non sono coperti dal JR Pass in nessun caso. I biglietti singoli vi fanno risparmiare oltre €180 a persona.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo coppia |
|---|---|---|---|
| Haneda → Asakusa Haneda Airport Terminal 3 → Asakusa Station |
Keikyu Airport Line (diretto su Toei Asakusa, nessun cambio) | ~45 min | €10 |
| Tokyo ↔ Kamakura (a/r) Tokyo Station → Kamakura Station |
JR Yokosuka Line (treno locale) | ~1h a tratta | €16 |
| Tokyo → Nagoya Tokyo Station → Nagoya Station |
Tokaido Shinkansen | 1h 40min | €120 |
| Nagoya ↔ Ghibli Park (a/r) Nagoya Station → Fujigaoka → Ai-Chikyuhaku-kinen-koen |
Metro Higashiyama + Linimo (maglev) | ~1h a tratta | €10 |
| Nagoya → Kyoto Nagoya Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen | 36 min | €60 |
| Kyoto ↔ Nara (a/r) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | ~45 min a tratta | €20 |
| Kyoto → Koyasan → Osaka Nankai Namba → Gokurakubashi → funicolare → Koyasan → bus → ritorno a Namba |
Nankai-Koya + funicolare + bus (Koyasan World Heritage Ticket, a/r incluso) | ~2h 30min | €44 |
| Osaka → Kansai (KIX) Namba Station → Kansai-Airport Station |
Nankai Limited Express Rapi:t | ~40 min | €18 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggi ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricala in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): appena superi l'immigrazione e ritiri i bagagli, segui le indicazioni per i treni. Le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) sono nella zona arrivi del Terminal 3. Selezioni la lingua, scegli l'importo (consiglio 2.000 yen per iniziare), paghi in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, cerca lo sportello con personale nella stessa area, mostra il passaporto e chiedi la Welcome Suica.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se hai un iPhone 8 o successivo e una carta (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, puoi creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Apri l'app Wallet → tocca il pulsante "+" in alto a destra → seleziona "Carta trasporti" → scegli "Suica" → scegli un importo iniziale → conferma con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggi il telefono ai tornelli esattamente come la tessera fisica, e la ricarichi da Wallet. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby.
Quanto caricare: parti con 2.000–3.000 yen e ricarica quando scendi sotto i 1.000 yen. Puoi ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se hai la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenota in anticipo su Klook. Per gli Shinkansen (Tokyo→Nagoya, Nagoya→Kyoto) conviene avere tutto pronto prima di partire. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza. Anche il Rapi:t per l'aeroporto Kansai si può comprare su Klook (o in stazione a Namba).
Il Koyasan World Heritage Ticket (circa ¥2.860 a persona) lo comprate direttamente alla stazione Nankai Namba il giorno della salita: include andata e ritorno Namba↔Koyasan su treno e funicolare, più tutti i bus sulla montagna. Comodissimo e già scontato.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite flessibilità, comprate i biglietti agli sportelli JR (in tutte le stazioni principali): mostrate destinazione e data, ve li stampano. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate sia pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
I voli non sono inclusi (li prenoterete a parte: stima ~€700 a persona andata/ritorno dall'Italia, prenotando con anticipo). Tutto il resto, alloggi compresi, è qui sotto, calcolato per la coppia.
| Alloggi (13 notti, da prenotare) | €1.430 |
| Biglietti treni intercity | €298 |
| IC Card e trasporti urbani | €180 |
| Cibo (14 giorni) | €1.090 |
| Attività e ingressi | €440 |
| Assicurazione completa | €200 |
| Totale stimato (voli esclusi) | €3.638 |
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra.
Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e te le indico qui sotto in ordine di urgenza, con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Nagoya), il consiglio più importante di questo documento è: usa Google Maps. Non ti do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Ti dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo o una linea chiusa, lo sa e ti propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo: se ti scrivo "prendi la linea X" e quel giorno c'è un problema, tu sei bloccata con un'informazione sbagliata. Google Maps ti ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sai qual è il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Apri Google Maps, scrivi il nome del posto, tocca "Indicazioni", seleziona l'icona del treno/metro. Ti mostra dove andare, quale linea, dove cambiare, persino da quale uscita uscire. Più preciso e aggiornato di qualsiasi guida.
Preparati prima di partire: scarica l'app se non ce l'hai. In Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi serve la eSIM attiva (un motivo in più per attivarla prima).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada, e soprattutto i templi di Koyasan. Tieni sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passi davanti a un kombini e sei sotto i 5.000 yen, preleva 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne hai bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al tuo numero, e si paga inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a te che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. Se hai dubbi, appoggiala quando sali e quando scendi: il sistema fa il resto. In entrambe le città Google Maps ti dice quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivi la frase, poi vai dal tizio. Non andare allo sportello e poi cercare di scrivere con qualcuno che ti aspetta: prenditi il tempo da parte, scrivi la frase su Google Translate con calma, poi mostri lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma tu ti senti molto più sicura.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" ti mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non c'è internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando servono, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni. Il resto della frase resta uguale. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni, funicolari e bus, le mandi avanti e viaggi solo con uno zaino.
Come funziona: vai alla reception la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dici "Takkyubin please" e compili un modulo con il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione. Paghi circa €15–20 per valigia e loro fanno il resto.
Quando usarlo nel vostro viaggio: il momento perfetto è la salita a Koyasan (Giorno 10). Spedite le valigie grandi direttamente all'hotel di Osaka mentre salite in montagna con un solo zaino: sulla funicolare e sul bus lo spazio è poco, e con tutte le vostre cose (e le scorte di skin care) viaggiare leggeri quel giorno cambia tutto.
Con i vostri interessi, il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero e si trovano solo lì.
Per te, Elena — cosmetica e skin care: è il tuo mondo. Le drugstore Matsumoto Kiyoshi e la catena @cosme hanno tutta la cosmetica giapponese (maschere, creme, sieri, protezioni solari) a prezzi bassi, con esenzione IVA per i turisti (porta il passaporto). Il Don Quijote di Dotonbori, a Osaka, è la tappa-scorta finale: sei piani aperti fino a tardi.
Per lui — coltelli e cucina: Kappabashi a Tokyo è la via dei coltelli da cucina forgiati a mano. Il coltello giusto è il souvenir di una vita per chi è stato macellaio. Molti negozi incidono il nome sulla lama.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti introvabili fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi: cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone) che sono leggeri, belli e costano poco.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete, gli acquisti seri falli verso la fine. Osaka all'ultimo giorno è perfetta, e quasi tutto si ritrova.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è un ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente, così non dovete cercarlo.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Ottobre è uno dei mesi più belli per il Giappone: temperature tra i 15 e i 23 gradi di giorno, più fresche la sera. Portate strati e una giacca leggera. In quota (Koyasan, a 800 metri) fa più freddo la sera, e potreste trovare l'inizio del foliage autunnale. Pioggia possibile ma non frequente: un ombrellino pieghevole non guasta (si comprano ovunque al kombini).
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per i bagagli. Mettetevi tra i primi della fila appena aprono il banco e fate tutto lì: check-in, consegna bagagli, documenti, con lo staff davanti a voi che vi assiste se serve.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard.
Cosa succede allo scalo: scendete dall'aereo, ripassate i controlli di sicurezza, e andate al gate del secondo volo. Seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights": sono sempre ben segnalate, anche in inglese.
I bagagli non vi riguardano: le valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia dal primo volo al secondo. Non dovete ritirarle allo scalo. Le ritroverete al nastro bagagli all'arrivo in Giappone.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un cartellino ben visibile con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono ed email. Scrivetelo grande e chiaro. Se la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco "Lost & Found" / "Baggage Service" (sempre nella stessa area, prima della dogana). Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta data al check-in in Italia, conservatela sempre). Nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato all'hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando hai scritto che volete "vedere più cose possibili", "sentirvi per un attimo parte di quelle città immense e così particolari", e tornare a casa "con il cuore pieno", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Siete fan di Miyazaki — e questo è il filo del viaggio. Per questo i momenti Ghibli sono due, non uno: il Museo di Mitaka (l'arte e l'anima dei film) e il Parco di Nagoya (i mondi che diventano reali). Lì trovate i vostri film del cuore: il Castello di Howl per te, Elena, la Città Incantata e Porco Rosso per lui.
Il 20 ottobre è il vostro anniversario. Per questo l'itinerario è costruito perché quel giorno cadiate a Kyoto, tra il Kiyomizu-dera, Gion e una cena wagyu pensata apposta. Non è un caso che sia la giornata più speciale del viaggio.
Avete chiesto templi veri, paesaggi, mercati e viuzze. Li trovate tutti, e con il tempo giusto per viverli: Kyoto, Nara, Kamakura, la foresta di bambù, i diecimila torii di Fushimi Inari, e soprattutto Koyasan, dove si dorme tra i monaci. È il "sentirsi parte" che cercavate.
Koyasan o Miyajima: ho scelto Koyasan. Avevate lasciato a me la scelta, e Koyasan vince per tre motivi: è anche la vostra notte tradizionale (lo shukubo, che soddisfa il desiderio di dormire alla giapponese), evita l'onsen che al tuo compagno non piace, e i tatuaggi non sono un problema. Tutto in una sola, perfetta tappa — e dentro il budget.
Lui è stato macellaio, tu sei estetista. Per questo ci sono i coltelli di Kappabashi e il wagyu per lui, e l'head spa e lo shopping di cosmetica per te. Due mondi, entrambi dentro.
Avete chiesto street food e di "svaligiare un Don Quijote". Sono dentro alla lettera: Nishiki, Kuromon, Dotonbori, e il Don Quijote di Osaka all'ultimo giorno, con tutto il margine di budget per riempire la valigia.
È il vostro primo viaggio così lontano. Per questo il volo è "open-jaw" (niente ritorno inutile fino a Tokyo), il primo giorno è leggero per il jet lag, e i giorni di trasferimento sono morbidi. Il ritmo è costruito per godersi le cose, non per rincorrerle.
Questo è il vostro viaggio, Elena. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando guarderete i monaci a Koyasan, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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