Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio per voi significa "sogno di infanzia e viaggio di famiglia", e che sperate di portarvi a casa "ricordi e crescita personale". Sono due frasi che dicono tutto, e hanno guidato ogni scelta di questo documento.
Ho costruito questo GiappoPlan attorno a quel sogno d'infanzia (lo studio Ghibli, che avete votato dieci su dieci) e attorno alla vostra prima volta in Giappone insieme, con Margherita che a sette anni scoprirà tutto per la prima volta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di tre persone, con una bambina piccola, che vuole vedere le cose che ama davvero senza correre.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, vi godete la capitale con le sue escursioni, poi un solo trasferimento vi porta a Kyoto, da cui rientrate a casa volando da Osaka. Un cambio di hotel soltanto in tutto il viaggio, nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag: la scelta più semplice possibile con una bambina piccola.
| Città | Date | Notti | Cosa vivete |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 30 dic – 4 gen | 5 | Disneyland e DisneySea, Kamakura, cultura e shopping |
| Kyoto | 4 – 8 gen | 4 | Templi, kimono, Fushimi Inari, il Parco Ghibli |
Kamakura e il Parco Ghibli non sono tappe con pernottamento: sono escursioni in giornata, la prima da Tokyo, la seconda da Kyoto (il parco è vicino a Nagoya, che sulla linea veloce dista appena trentacinque minuti da Kyoto). Così dormite sempre in una sola città per blocco e viaggiate leggeri.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Un avviso importante: viaggiate a cavallo di Capodanno, che è alta stagione alberghiera in Giappone. Prenotate il prima possibile per trovare le zone giuste ai prezzi indicati.
Il primo giorno è tutto in discesa: niente attrazioni lontane, niente programma fitto. È il giorno per atterrare davvero. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), raggiungete la vostra zona a Ueno con la monorotaia o il treno Keikyu combinati con la linea JR Yamanote. Sono trenta, quaranta minuti seduti, con le valigie sistemate.
Per Margherita è il primo viaggio così lungo: appena arrivate in hotel, appoggiate le valigie e uscite piano. Il grande parco di Ueno è dietro l'angolo, e la via coperta del mercato di Ameyoko è perfetta per una prima passeggiata senza meta, tra bancarelle, luci e street food. Cena leggera e presto a letto: il fuso orario si sente, soprattutto per una bambina.
Oggi è una giornata intera dedicata a Tokyo DisneySea, il parco che non esiste da nessun'altra parte al mondo: laghi, vulcani, galeoni, e la nuova area Fantasy Springs dedicata a Frozen, Rapunzel e Peter Pan. È il parco più richiesto dei due, per questo ve lo faccio vivere per primo, prima del picco di affollamento dei primi tre giorni di gennaio.
Il consiglio pratico è semplice: entrate all'apertura e sfruttate l'app ufficiale di Tokyo Disney Resort per tenere d'occhio le attese e prenotare gli accessi rapidi alle attrazioni principali. Con una bambina di sette anni conviene alternare le code lunghe a pause tranquille tra spettacoli e scenografie.
Il primo dell'anno molte attrazioni sono chiuse, ma è il giorno più giapponese di tutti: è il momento dell'Hatsumode, la prima visita dell'anno ai templi. Vi muovete quindi verso est, nella Tokyo antica. Ad Asakusa trovate il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa e la via Nakamise, una fila di bancarelle di street food e artigianato che porta all'ingresso. Calcolate una mattinata tranquilla, tra incenso, cibo di strada e piccoli acquisti.
A pochi minuti c'è la Tokyo Skytree con il centro commerciale Solamachi, dove trovate anche un negozio Donguri Republic dedicato allo studio Ghibli: un primo assaggio del mondo che Margherita ama, in attesa del parco vero e proprio a Kyoto. Nel pomeriggio, se avete ancora energie, Akihabara è a pochi minuti: elettronica, anime, sale giochi e un Pokemon Center che per una bambina di sette anni è pura magia.
Seconda giornata Disney, questa volta a Tokyo Disneyland, il parco più classico e più adatto ai bambini: il castello, le parate, i personaggi, le attrazioni dolci pensate per le famiglie. È la giornata che Margherita ricorderà a lungo.
Vale lo stesso metodo del parco precedente: ingresso all'apertura, app ufficiale sempre in mano per le attese, accessi rapidi sulle attrazioni chiave. Portate strati caldi perché a gennaio le sere sono fredde, e mettete in conto qualche pausa al chiuso per scaldarvi.
Oggi lasciate per qualche ora la metropoli per Kamakura, l'antica capitale dei samurai sul mare, a circa un'ora di treno da Tokyo. È una giornata più lenta, di templi e passeggiate, perfetta dopo due giorni di parchi.
Il cuore della visita è il Grande Buddha (Kotoku-in), una statua di bronzo alta oltre undici metri, seduta all'aperto da quasi otto secoli: uno di quei posti dove ci si ferma in silenzio e si scatta la foto che rimane. A pochi passi, il tempio Hase-dera con i suoi giardini terrazzati e la vista sul mare. La via Komachi-dori, che collega la stazione ai templi, è una lunga fila di botteghe e street food dove fermarsi per pranzo e souvenir.
È il giorno dell'unico trasferimento del viaggio, e vi porta nel cuore dell'antico Giappone. Dopo il check-out prendete il treno veloce da Tokyo Station a Kyoto Station: circa due ore e mezza seduti, con il paesaggio che scorre dal finestrino e, in una giornata limpida, il Monte Fuji che compare sulla destra poco dopo la partenza. Margherita guarda fuori o riposa, voi vi godete un bento comprato in stazione.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio, lasciate le valigie in hotel nella zona di Kawaramachi, e dedicate il resto della giornata a una prima passeggiata leggera nel quartiere di Gion e lungo il vicolo di Pontocho: lanterne, case di legno, l'atmosfera che cambia completamente rispetto a Tokyo. Cena tranquilla in zona.
Questa è la giornata delle foto che vi porterete a casa. La dedicate a Kyoto est, indossando il kimono: lo noleggiate per mezza giornata (in inverno vi danno anche un mantello caldo sopra) e girate i luoghi più belli vestiti come si deve.
La mattina, il Fushimi Inari Taisha: il santuario dei mille torii rossi che salgono lungo la montagna in un tunnel arancione infinito. Lo avete visto mille volte nelle foto, ma dal vivo, con la luce che filtra tra un portale e l'altro, è un'altra cosa. Con Margherita non serve salire fino in cima: i primi tratti sono già i più belli. Nel pomeriggio salite verso il Kiyomizu-dera, il tempio con la grande terrazza di legno affacciata sulla città, e scendete a piedi per le vie tradizionali di Sannenzaka e Ninenzaka fino a Gion. In kimono, tra queste stradine, ogni scatto è memorabile.
È il giorno del sogno d'infanzia. Il Parco Ghibli si trova vicino a Nagoya, e da Kyoto è più vicino di quanto sembri: prendete il treno veloce da Kyoto Station a Nagoya Station (trentacinque minuti), poi la metropolitana e la piccola linea Linimo che vi porta all'ingresso del grande parco dove vive il mondo dello studio Ghibli.
Non è un parco di giostre: è un luogo da vivere a piedi, tra boschi, architetture e ambientazioni ricostruite dai film. Il Grande Magazzino (Grand Warehouse) è l'area principale, tutta al coperto, ideale con il freddo di gennaio e perfetta per Margherita: ci sono esposizioni, un piccolo cinema con cortometraggi esclusivi e set fotografici presi direttamente dai film. Prevedete la giornata intera e godetevela senza fretta: è il cuore emotivo di tutto il viaggio.
Ultima giornata piena a Kyoto, tra natura, templi e lo shopping che amate. La mattina ad Arashiyama, a ovest: la celebre Foresta di bambù, un sentiero tra canne altissime dove la luce filtra verde, e il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen affacciato sulle colline, patrimonio UNESCO. Trenta, quaranta minuti nel bambù e un'ora nel giardino: breve ma intenso.
Nel pomeriggio, il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji), il tempio ricoperto di foglia d'oro che si specchia nel laghetto: in inverno, con un po' di fortuna e la neve, è una delle immagini più belle del Giappone. Chiudete la giornata al Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale e botteghe artigiane: è il posto giusto per gli acquisti seri di souvenir, che avete votato dieci su dieci.
L'ultima mattina è per gli acquisti mancati, nella zona di Kawaramachi e attorno al Mercato Nishiki. Poi check-out e treno per l'aeroporto: il Haruka collega direttamente Kyoto Station a Kansai Airport Station in circa un'ora e venti. Ricordate di essere in aeroporto tre ore prima del volo.
Sayonara.
I voli non sono ancora prenotati. Per tutto il resto viaggiate con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, e i costi per la vostra famiglia di tre.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico il JR Pass non conviene: prendete pochi treni veloci, e il costo del pass per tre persone supererebbe di molto quello dei biglietti singoli. In più non coprirebbe la linea Linimo per il Parco Ghibli né la monorotaia da Haneda. I biglietti singoli vi fanno risparmiare circa 336 euro come famiglia. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo famiglia |
|---|---|---|---|
| Haneda → Ueno Haneda Airport Terminal 3 → Ueno Station (monorotaia o Keikyu + JR Yamanote) |
Tokyo Monorail o Keikyu | 30 – 40 min | €15 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 40min | €240 |
| Tokyo → Kamakura (andata e ritorno) Tokyo Station → Kamakura Station |
Treno JR (linea Yokosuka) | 1h a tratta | €24 |
| Kyoto → Parco Ghibli (andata e ritorno, via Nagoya) Kyoto Station → Nagoya Station, poi metro Higashiyama e linea Linimo fino a Ai-Chikyuhaku Kinen Koen |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) + Linimo | 35 min di treno più Linimo | €204 |
| Kyoto → Osaka Kansai (KIX) Kyoto Station → Kansai Airport Station |
Limited Express Haruka (JR) | 1h 20min | €60 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile, quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio. Ne serve una a testa: per Margherita, che ha sette anni, esiste anche la versione per bambini con tariffe ridotte, che si richiede allo sportello mostrando il passaporto.
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono, e la appoggiate ai tornelli come la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet. Funziona anche senza internet, con il telefono in standby, e sull'Apple Watch.
Quanto caricare: partite con 2.000 o 3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i treni veloci del vostro viaggio (Tokyo-Kyoto e Kyoto-Nagoya per il Parco Ghibli) consiglio di comprare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione. Se preferite più flessibilità, comprate i biglietti agli sportelli JR nelle stazioni principali: mostrate destinazione e data e vi stampano il biglietto. Funziona benissimo, l'unico rischio è che in alta stagione (e Capodanno lo è) il treno all'ora esatta che volevate sia pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
Questa è la stima di spesa per la vostra famiglia di tre, esclusi i voli. Avete indicato un budget complessivo attorno agli 8.000 euro incluso il volo: tolta una stima per i voli, questo piano rientra con margine, e il margine serve proprio ad assorbire il fatto che i voli di Capodanno costano più del solito.
| Alloggi (9 notti, camera per 3) | €1.496 |
| Biglietti treni intercity | €543 |
| IC Card e trasporti urbani | €270 |
| Cibo (10 giorni) | €1.200 |
| Attività e ingressi | €888 |
| Assicurazione sanitaria | €150 |
| Totale stimato (famiglia) | €4.547 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i giapponesi.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo e Kyoto), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno o metro. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo. A Capodanno alcune piccole attività restano solo a contanti: meglio averne con voi.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. A Kyoto invece i bus sono fondamentali per raggiungere alcuni templi fuori dalla metro.
A Kyoto si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta. Google Maps vi dice comunque esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, ma da parte, con calma, scrivete la frase su Google Translate, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Lo staff delle stazioni giapponesi spesso ve lo indica con il dito, senza nemmeno parlare.
La IC card si blocca ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Cambiate solo le parti tra parentesi quadre. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate.
Il Giappone è sorprendentemente pratico per i bambini. Le stazioni dei treni e i grandi magazzini hanno stanze cambio e aree per le famiglie segnalate con il simbolo "Baby Room" (赤ちゃん休憩室), e i kombini hanno i fasciatoi. Per Margherita, che ha sette anni, i mezzi e le camminate del vostro itinerario sono tutti gestibili: l'unico tratto un po' impegnativo è la salita verso il Kiyomizu-dera a Kyoto, che si fa con calma.
Il ritmo è costruito apposta per lei: giorni leggeri all'arrivo, ai trasferimenti e alla partenza, giornate piene alternate a mezze giornate, e i due parchi Disney distribuiti in modo da non essere mai attaccati. Quando sentite che ha bisogno di fermarsi, fermatevi. Il GiappoPlan è una guida, non un contratto.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Nei giorni di Capodanno, quando molti ristoranti chiudono, sono un punto di riferimento sicuro.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino: con una bambina, cambia completamente la giornata.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta perfetta è Tokyo-Kyoto (Giorno 6). Spedite le valigie la mattina prima di partire e godetevi il treno veloce e il primo pomeriggio a Kyoto con la sola bimba e uno zaino in spalla.
Avete votato lo shopping di souvenir dieci su dieci, e con le vostre passioni (Ghibli, Pokemon, un po' di anime e tecnologia) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per il mondo Ghibli: i negozi Donguri Republic (ne trovate uno a Tokyo, a Solamachi vicino alla Skytree) e soprattutto il grande negozio del Parco Ghibli, dove trovate oggetti che non esistono altrove.
Per Margherita: il Pokemon Center di Tokyo e le sale di Akihabara sono una festa. Ad Akihabara trovate anche anime, manga e tecnologia, con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il dieci per cento nei grandi negozi.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake), il tè matcha sfuso nei negozi di Kyoto, le ceramiche e i tenugui (asciugamani decorati in cotone) al Mercato Nishiki.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine, a Kyoto negli ultimi due giorni: quasi tutto lo ritrovate, non serve comprare tutto ad Akihabara il primo giorno.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico, il termometro, i medicinali personali. Per Margherita, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico in gocce, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
È pieno inverno: temperature tra i 2 e i 10 gradi di giorno, più fredde la sera, con il buio che cala già nel tardo pomeriggio. Il cielo però è spesso limpido e luminoso. Portate strati caldi, una giacca invernale, guanti e berretto, e per Margherita vestiti pesanti e comodi. Cielo terso significa buone possibilità di vedere il Monte Fuji dal treno per Kyoto.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi. Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva ricevuta al check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo viaggio è un "sogno di infanzia e viaggio di famiglia", e che sperate di portarvi a casa "ricordi e crescita personale", quelle parole hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete votato lo studio Ghibli dieci su dieci, ed è il sogno d'infanzia. Per questo il viaggio è costruito attorno al Ghibli. C'è però un dettaglio che va detto: il famoso Museo Ghibli di Tokyo, a Mitaka, resta chiuso per l'intera pausa invernale di fine anno, proprio nelle vostre date. Per questo vi porto al Parco Ghibli vicino a Nagoya, che nelle vostre stesse date è aperto e che avevate indicato come alternativa valida ("museo o parco Ghibli"). Sta comodo tra Tokyo e Kyoto, e da Kyoto è a un'ora e mezza scarsa: lo vivete con calma, in una giornata intera.
Avete chiesto il parco Disney e il DisneySea. Ci sono entrambi, due giornate intere, distribuite in modo da non affaticare Margherita. Vi avviso con onestà che siete a Capodanno, il periodo più affollato dell'anno: per questo insisto tanto sulla prenotazione anticipata e sull'uso dell'app in loco.
Avete indicato Kyoto e Kamakura tra le città da vedere. Kamakura è una gita in giornata da Tokyo, con il Grande Buddha e i templi sul mare. Kyoto è il secondo blocco del viaggio, con i templi, Fushimi Inari e il kimono che avete chiesto di provare.
Avevate un dubbio su Kyoto: gita in giornata o pernottamento? La risposta è netta: una gita da Tokyo sarebbe stata punitiva (oltre quattro ore di treno per una bambina) e vi avrebbe fatto vedere Kyoto di corsa. Meglio un solo trasferimento, quattro notti a Kyoto in un unico hotel, e il ritorno da Osaka Kansai per non tornare mai indietro. Un cambio di valigia soltanto, come chiedevate di semplificare.
Avete votato foto memorabili dieci su dieci. Per questo la giornata in kimono a Kyoto, i mille torii di Fushimi Inari, la foresta di bambù, il Padiglione d'Oro e il Parco Ghibli sono tutti dentro: sono i luoghi dove gli scatti restano.
Avete detto che qualcuno di voi ha tatuaggi. Nel vostro itinerario non ci sono onsen pubblici né ryokan con bagno comune, quindi non è mai un problema. Se in viaggio vi venisse voglia di un bagno termale, cercate una struttura con vasca privata.
Questo è il vostro viaggio, Elena. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
Acquista su Amazon
Iscriviti qui gratuitamente
ODIAMO lo spam. Il tuo indirizzo email è sicuro al 100%