Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che il Giappone è "il sogno di una vita, nato quando ero ragazzo, cresciuto con me negli anni" e che vorreste tornare a casa potendo raccontare di "non avere solo visitato una terra lontana, ma di avere, anche solo in parte, respirato e toccato con mano la vera vita di una persona giapponese". Avete anche aggiunto che il viaggio coinciderà con la vostra luna di miele, e che la cosa che vi piace di più è camminare, vivere la città nella sua quotidianità.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per due persone che hanno appena iniziato un viaggio insieme molto più lungo di quindici giorni, che preferiscono un mercato mattutino vero a un negozio per turisti, che spendono volentieri di più per un'esperienza che lascia qualcosa addosso piuttosto che per un letto a cinque stelle.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, scendete a Hakone per la prima esperienza di ryokan e onsen, attraversate le Alpi giapponesi tra Kanazawa e Takayama, vi immergete nel cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag. Atterrate da una parte del paese e ripartite dall'altra, risparmiando tempo e biglietti.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 12–15 ott | 3 | Arrivo, sumo all'alba, contrasto tra Asakusa antica e Shibuya moderna |
| Hakone | 15–17 ott | 2 | Ryokan, primo onsen, natura, cene kaiseki tradizionali |
| Kanazawa | 17–19 ott | 2 | Giardino Kenrokuen, quartieri delle geisha, mercato Omicho |
| Takayama | 19–20 ott | 1 | Shirakawa-go lungo la strada, ryokan tradizionale, mercato mattutino |
| Kyoto | 20–24 ott | 4 | Templi, kimono a Higashiyama, cerimonia del tè, escursione a Nara |
| Osaka | 24–26 ott | 2 | Cibo di strada, Kuromon Market, partenza da Kansai (KIX) |
Sei tappe in quindici giorni, costruite per dare profondità, non solo quantità. Tokyo come porta d'ingresso, Hakone e Takayama come parentesi tradizionali con ryokan, Kanazawa come "piccola Kyoto" senza folla, Kyoto come cuore culturale e Osaka come finale gourmet. Ogni cambio città ha senso geografico e narrativo.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Una nota sui prezzi: prenotando con circa cinque mesi e mezzo di anticipo, i prezzi che troverete saranno leggermente sopra ai minimi. È normale, ed è coerente con il budget che ho calcolato.
Atterrate a Haneda Airport. Calcola un'ora abbondante per immigrazione e bagagli. Poi prendete il Tokyo Monorail dal Terminal 3 fino a Hamamatsucho, dove cambiate sulla JR Yamanote Line per Shinjuku Station. Tre quarti d'ora di tragitto in tutto, seduti, con le valigie a fianco. È il vostro primo sguardo al Giappone: case basse e quartieri residenziali che si trasformano nei grattacieli di Tokyo.
Siete in hotel nel pomeriggio. La prima cosa che farete sarà la più giusta: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme e caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di iniziare che lasciandosi avvolgere dalla città.
La sera, ramen vicino all'hotel: ce ne sono ovunque, a tutti i prezzi. È la prima cena giapponese, semplice e perfetta. Fabio ha cresciuto questo sogno per anni: la prima ciotola di ramen in Giappone è un piccolo rito.
Mangiate, tornate, dormite presto: il jet lag è il vero nemico delle prime quarantotto ore.
Sveglia presto (il jet lag vi aiuterà). Metro per Asakusa: il quartiere più antico di Tokyo, dove la città conserva l'anima del periodo Edo. Il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la fontana dell'acqua per la purificazione all'ingresso, l'incenso che brucia davanti al santuario, il padiglione del dio Kannon. Calcola due ore buone per girarlo con calma.
Lungo la via Nakamise, le bancarelle di street food e artigianato che portano al tempio: ningyo-yaki (dolcetti con ripieno di marmellata di fagioli), senbei (cracker di riso), agemanju (mochi fritti). Sono spuntini, non pranzo, e sono perfetti per assaggiare il Giappone vero.
Spostamento al Parco di Ueno, una breve metro: un grande parco urbano con templi sparsi, stagni con ninfee e percorsi alberati che a ottobre iniziano a tingersi di colore. Un'ora e mezza di passeggiata lenta.
Nel tardo pomeriggio una capatina ad Akihabara, il quartiere dell'elettronica e dei manga. Fabio ha scritto di essere cresciuto con manga e videogiochi ma di non voler passare il viaggio nei negozi: questa è una passeggiata di un'ora e mezza, giusto per respirarne l'atmosfera, vedere le insegne luminose verticali e magari cercare i tombini Pokemon sparsi tra le strade del quartiere (in Giappone i tombini sono opere d'arte e ad Akihabara ce ne sono di tematici).
Cena in un izakaya tranquillo: birra, yakitori, chiacchiere. Tornate presto, domani la sveglia è all'alba.
Sveglia alle 6. È presto, ma è una di quelle mattine che ricorderete per tutta la vita.
Metro per Ryogoku, il quartiere del sumo, dove si trovano le scuderie tradizionali (heya) in cui i lottatori vivono e si allenano. Una guida vi accompagna a vedere l'allenamento mattutino dei lottatori, il keiko: due ore di osservazione in silenzio mentre i lottatori si scontrano, si gettano nella sabbia, ripetono i rituali. Non è uno spettacolo per turisti, è la pratica reale che fanno ogni mattina. Si entra in punta di piedi, si sta seduti per terra (o su uno sgabellino) e si guarda. Capirete perché in Giappone il sumo è considerato sacro più che sportivo.
Tornate in zona verso le 11, pranzo veloce con un kombini bento, e poi pomeriggio dedicato alla Tokyo dell'ovest: il Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di centosettantamila alberi nel mezzo della città. Si entra dal grande torii in legno e si cammina sulla ghiaia per dieci minuti prima di arrivare al santuario. È una delle esperienze più sorprendenti di Tokyo: silenzio assoluto a trenta metri dal caos di Harajuku.
Da lì, la via Takeshita ad Harajuku con i suoi negozi pop e le crepes. Roberta ama mercati e atmosfere popolari: questa è la versione kawaii di Tokyo, mezz'ora di camminata che diverte.
Verso il tramonto, lo Shibuya Crossing: il famoso incrocio attraversato da migliaia di persone insieme. Salite al primo piano dello Starbucks per la vista dall'alto, poi scendete e attraversatelo voi stessi. È una di quelle cose che diventano una foto memorabile vera, perché siete dentro la scena.
Cena a Omoide Yokocho: vicoli stretti pieni di micro-locali con sgabelli e yakitori al carbone. È la Tokyo che cercavate quando avete scritto di voler "respirare la vera vita giapponese".
Check-out dall'hotel e partenza in mattinata. Da Shinjuku Station (lato Odakyu, non JR) prendete l'Odakyu Romance Car: un treno con grandi finestrini panoramici fino a Hakone-Yumoto Station. Un'ora e venti di viaggio che si fa ascoltando il finestrino mentre la città lascia spazio a colline boscose.
Hakone è una caldera vulcanica con sorgenti termali, foreste e il Lago Ashi sullo sfondo del Monte Fuji. Si gira con un sistema integrato di treno a cremagliera, funicolare, funivia e battello: il vostro Hakone Free Pass (validità due giorni) copre tutto. Lo comprate alla stazione di Hakone-Yumoto appena arrivati.
Il pomeriggio fate il loop classico di Hakone: dal treno a cremagliera salite a Gora, poi la funicolare per Sounzan, da lì la funivia di Owakudani che attraversa la valle dei vapori sulfurei (l'aria sa di zolfo, le uova nere bollite nei laghetti termali sono il souvenir gastronomico locale). Scendete fino a Togendai e prendete il battello pirata sul Lago Ashi. Dalla barca, se la giornata è limpida, vedete il torii rosso del Santuario Hakone immerso a metà nell'acqua, con il Monte Fuji sullo sfondo. È una delle foto più iconiche del Giappone.
Arrivo al ryokan nel tardo pomeriggio. Cambio in yukata, primo onsen prima di cena.
La sera, cena kaiseki nel ryokan: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu, verdure di montagna, pesce, carne stagionale, riso, miso. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto, ed è inclusa nel prezzo del ryokan.
Questa è la giornata più lenta del viaggio, ed è di proposito. Avete scritto di non amare i ritmi forsennati, di preferire una sera tranquilla con un giretto e un riposo per il giorno dopo. Hakone, con due notti, è il posto giusto per fare esattamente quello.
Colazione tradizionale al ryokan (pesce grigliato, riso bianco, miso, sottaceti), poi onsen di prima mattina: l'acqua calda, il vapore che sale, il silenzio. È la versione giapponese del rito più semplice del mondo.
La mattina è dedicata alla zona alta di Hakone, quella che ieri non avete avuto tempo di vedere: l'Hakone Open Air Museum, un museo d'arte all'aperto con sculture moderne sparse tra giardini e boschi (un padiglione interno è dedicato a Picasso). Il bambino dentro di voi probabilmente non si aspettava un museo così divertente: si cammina su prati, si entra in installazioni, si guarda Hakone dall'alto.
Pranzo leggero in zona Gora o Sengokuhara, poi se avete voglia il Pola Museum of Art, immerso in una foresta di betulle. Se invece siete stanchi, è una giornata perfetta per non fare nulla: tornare al ryokan, prendere un libro, fare un secondo onsen pomeridiano. La luna di miele non è una corsa.
La sera, seconda cena kaiseki al ryokan, completamente diversa dalla prima (gli chef non ripetono mai due menù uguali). Ultimo onsen sotto le stelle, magari rotenburo (vasca all'aperto). È il momento più intimo del viaggio.
Mattina lenta in ryokan: ultima colazione tradizionale, ultimo onsen, check-out tardo (tipicamente le 11). Poi inizia il giorno di trasferimento più lungo del viaggio.
Da Hakone-Yumoto tornate verso Tokyo prendendo il treno fino a Odawara Station, dove cambiate sul Tokaido Shinkansen per Tokyo Station (mezz'ora). A Tokyo Station cambiate sull'Hokuriku Shinkansen diretto a Kanazawa Station (due ore e mezza). Calcola circa cinque ore in totale tra trasferimenti e attese. Sembra molto, ma è una giornata di trasferimento e va vissuta come tale: bento dal kombini, finestrino aperto sul Giappone che cambia volto, le Alpi che spuntano sulla sinistra.
Arrivate a Kanazawa nel tardo pomeriggio. Check-in, doccia, e poi una passeggiata serale per orientarvi: a quindici minuti a piedi (o cinque di bus) c'è Higashi Chaya, il quartiere delle geisha. Strade acciottolate, case di legno con le finestre a griglia, lanterne accese al tramonto. Un'ora e mezza di camminata lenta. Le luci del crepuscolo qui sono bellissime, è una delle scene più cinematografiche del viaggio.
Cena con pesce fresco del Mar del Giappone: Kanazawa è famosa per il granchio, il tonno e i frutti di mare crudi. Ordinate quello che a Tokyo non avete trovato.
Kanazawa è la "piccola Kyoto" senza le folle. È una città dove il Giappone vero, quotidiano, è ancora ben visibile, ed è esattamente la ragione per cui è in questo itinerario: avete chiesto di "respirare la vera vita giapponese", e qui la vivete.
Mattina al Mercato Omicho: la "cucina di Kanazawa", duecento bancarelle coperte di pesce fresco appena scaricato (gamberi rossi, ricci di mare, granchio Zuwaigani in stagione), verdure di montagna, dolci tradizionali. È il mercato vero, dove i locali fanno la spesa la domenica mattina, ed è una festa di colori e suoni. Roberta ama i mercati e qui troverà uno dei più belli del Giappone. Calcola un'ora e mezza, con assaggi al banco.
Spostamento al Giardino Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone insieme a Kairaku-en e Koraku-en. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. Due ore lente tra pini secolari, laghetti, lanterne di pietra. Ottobre porta le prime sfumature autunnali, qui la zona alpina inizia prima.
Subito a fianco, il Castello di Kanazawa (parco gratuito, ingresso al castello a parte). Mezz'ora di camminata, le mura bianche e i tetti curvi sono la cornice perfetta.
Pomeriggio nel Distretto Samurai di Nagamachi: stradine strette tra muri di terra, una delle case storiche dei samurai (Nomura-ke) è visitabile. Atmosfera intatta da tre secoli. Calcola un'ora.
Se avete ancora energie, il 21st Century Museum of Contemporary Art: museo moderno con una piscina dove sembra ci si possa entrare dentro (è la famosa installazione di Leandro Erlich). Un'ora.
La sera, cena izakaya: Kanazawa ha la tradizione delle "kinpaku" (foglia d'oro mangiabile) sul gelato o sul sake. Provatela almeno una volta, è un'esperienza locale. Domani la sveglia non è all'alba, dormite tranquilli.
Mattina di partenza tranquilla. Dalla Kanazawa Station, fermata bus #2 all'uscita est, parte il Nohi Bus diretto verso le Alpi giapponesi. Il bus sale tra montagne e valli boscose per un'ora e un quarto fino a Shirakawa-go, villaggio Patrimonio UNESCO famoso per le case gassho-zukuri: tetti di paglia ripidissimi che ricordano due mani giunte in preghiera, costruiti per resistere alle pesanti nevicate invernali.
Scendete a Shirakawa-go e fate una sosta di un paio d'ore: passeggiata tra le case (ce n'è una visitabile all'interno, si vede come si viveva), salita all'Osservatorio Shiroyama per la vista dall'alto del villaggio, pranzo in una soba shop locale.
Riprendete il Nohi Bus successivo per Takayama Nohi Bus Center (cinquanta minuti). Arrivate nel pomeriggio.
Takayama è un piccolo gioiello tra le montagne: il centro storico di Sanmachi-suji è fatto di tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake visitabili (riconoscibili dalle palle di cedro appese all'ingresso, sugitama), botteghe di artigianato. L'atmosfera è quella di un Giappone di trecento anni fa, fermato nel tempo. Una passeggiata tranquilla di un'ora e mezza.
Check-in al ryokan per la seconda esperienza tradizionale del viaggio. Yukata, futon sui tatami, e poi la cena kaiseki Hida: la cucina locale è famosa per la carne Hida (specialità di queste montagne, simile al wagyu ma con identità sua), il tofu di montagna, le verdure di stagione.
La colazione del ryokan (pesce grigliato, riso, miso, tofu, sottaceti) è parte dell'esperienza tanto quanto la cena.
Prima del check-out, il mercato mattutino di Miyagawa: lungo le rive del fiume Miyagawa, dalle 7 alle 12, bancarelle di verdure di montagna, artigianato in legno, sottaceti fatti in casa, fiori. I venditori sono spesso le stesse famiglie da generazioni, e Roberta troverà qui forse il mercato più autentico del viaggio. Quaranta minuti di passeggiata leggera.
Poi il treno più lungo del viaggio: Takayama → Kyoto via Nagoya, circa quattro ore con un cambio. Da Takayama Station partite con il Limited Express Hida (treno panoramico tra le montagne) fino a Nagoya Station (due ore e mezza), poi cambiate sul Tokaido Shinkansen fino a Kyoto Station (trentacinque minuti). Bento dal kombini, finestrino aperto, sonno se vi prende.
Arrivate a Kyoto nel tardo pomeriggio. Check-in all'hotel di Kawaramachi e poi prima esplorazione lenta del quartiere. Pontocho è a cinque minuti a piedi dall'hotel: vicolo stretto parallelo al fiume Kamogawa, case di legno con lanterne rosse, ristoranti di kaiseki e izakaya. La sera è magico, soprattutto con la luce calda delle lanterne.
Cena tranquilla in zona, magari in un ristorante con vista sul fiume. Domani la giornata è impegnativa: dormite presto.
Sveglia alle 6:30. Treno per Fushimi Inari Taisha, il santuario dei diecimila torii arancioni. Andare presto è un'altra esperienza: la luce del mattino filtra di lato tra un torii e l'altro, ci sono pochissime persone e il silenzio è quasi rotto solo dai vostri passi. Salite per i primi trenta-quaranta minuti del sentiero, fino al punto panoramico Yotsutsuji: la vista su Kyoto dall'alto vale la salita. Calcola due ore in tutto, andata e ritorno.
Tornate in centro per colazione lenta, poi il momento centrale della mattina: il kimono.
A Higashiyama (zona di Kiyomizu) ci sono diversi negozi di noleggio kimono. Si entra, si scelgono il kimono e l'obi (la fascia), una signora vi aiuta a vestirvi e ad acconciarvi. Esci dal negozio già vestito, e cammini per le strade di Kyoto come faceva la gente del posto cento anni fa. È un'esperienza simbolica, e le foto che farete a Sannenzaka e Ninenzaka, le stradine in pietra che portano a Kiyomizu, sono tra i ricordi più belli che riporterete a casa. Per una luna di miele, il kimono è un piccolo monumento.
Pomeriggio a piedi tra i templi di Higashiyama: il Kiyomizu-dera con la sua terrazza di legno sospesa sulla collina, le viuzze Sannenzaka e Ninenzaka piene di botteghe, la Pagoda Yasaka che spunta tra i tetti delle case. Verso il tramonto, il quartiere di Gion: le stradine di Hanamikoji con le lanterne rosse, le case da tè dove le geiko (le geisha di Kyoto) ricevono ancora oggi. Avere fortuna e incrociare una geiko al tramonto, mentre va a un appuntamento, è uno dei momenti più rari.
Cena yakitori a Pontocho. Se siete ancora in piedi, ultima passeggiata sul fiume Kamogawa.
Mattina ai templi del nord di Kyoto. Bus per il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro: tempio rivestito di foglia d'oro che si specchia nel laghetto davanti. Dieci minuti di stupore poi un giro tranquillo tra i giardini circostanti, calcolate un'ora.
A pochi minuti, il Ryoan-ji: il giardino zen più famoso del Giappone, quindici pietre disposte su un letto di ghiaia bianca pettinata con il rastrello. Dicono che da nessun punto del giardino si possano vedere tutte e quindici insieme: è un'opera filosofica più che visiva. Vi sedete sulla veranda del tempio e guardate, in silenzio, finché non capite (o non capite, e va bene così). Un'ora.
Spostamento ad Arashiyama, il quartiere a ovest di Kyoto: venti minuti di treno. Pranzo lì, magari in un ristorante con vista sul fiume Hozu. Pomeriggio lento: la foresta di bambù di Sagano, sentiero attraverso canne alte venti metri (trenta minuti, è breve ma intenso); il Tenryu-ji, tempio Patrimonio UNESCO con uno dei giardini zen più belli di Kyoto, con il monte Arashiyama riflesso nel laghetto (un'ora).
Verso fine pomeriggio rientro in centro per la cerimonia del tè.
La cerimonia del tè (chanoyu) è uno dei rituali più profondi della cultura giapponese: si entra in una stanza con tatami, ci si siede, una maestra prepara il matcha davanti a voi gesto per gesto, e si beve nel silenzio. Non è "bere il tè", è una meditazione. Una luna di miele a Kyoto senza cerimonia del tè sarebbe incompleta. Calcola un'ora.
Cena tranquilla, ultimo giro sul fiume Kamogawa al buio.
Da Kyoto Station alla Nara Station con la JR Nara Line: quarantacinque minuti, treno locale, ed entrate in un posto che non assomiglia a nessun altro al mondo.
Nara Park è un grande parco pubblico al centro della città dove vivono liberamente millesettecento cervi sika semi-addomesticati. Camminano tra le persone, si avvicinano, si inchinano (sì, fanno l'inchino in cambio di un cracker di riso) e accettano gli shika senbei che vendono le bancarelle nel parco. Sono un simbolo sacro: la leggenda vuole che il primo dio del Santuario Kasuga sia arrivato a Nara cavalcando un cervo bianco. Per voi due, è una mattina che produrrà foto e risate per anni.
Verso mezzogiorno il Tempio Todai-ji, il più grande edificio in legno del mondo. Dentro c'è il Daibutsu, un Buddha di bronzo alto quindici metri: si entra, si alza la testa, e per qualche secondo non si dice niente. Patrimonio UNESCO. Calcola un'ora e mezza.
Pranzo nei pressi (provate l'kakinoha-zushi, sushi avvolto in foglia di kaki, specialità locale).
Pomeriggio al Santuario Kasuga Taisha, lo "shinto" più antico di Nara: tremila lanterne in pietra e bronzo lungo il percorso che attraversa una foresta sacra di cedri. Atmosfera diversa da tutto quello che avete visto finora: più antica, più silenziosa, quasi misteriosa. Un'ora.
Rientro a Kyoto nel tardo pomeriggio. Cena tranquilla in zona Nishiki Market o Kawaramachi, ultimo shopping souvenir: la galleria coperta di Nishiki ha specialità di Kyoto come matcha sfuso, dolci tradizionali (yatsuhashi), tè in foglia.
Mattina ultima a Kyoto: il Castello Nijo, residenza dei shogun Tokugawa. Famoso per i pavimenti "uguisubari" (a pavimento di usignolo): tavole in legno costruite per cigolare quando qualcuno cammina, sistema di sicurezza contro i ninja. Un'ora e mezza tra il palazzo e i giardini.
Check-out, pranzo, e poi il momento che chiude il capitolo Kyoto in modo speciale: il Kyo Train Garaku.
Il Kyo Train Garaku è un treno panoramico della Hankyu Railway che collega Kyoto a Osaka. Sei carrozze, ognuna decorata con un tema stagionale diverso che evoca l'atmosfera di Kyoto: tatami, shoji, foglie d'acero, fiori di pruno, giardini zen. Interni in legno scuro e finestroni grandi, atmosfera completamente diversa da qualsiasi altro treno. Quarantacinque minuti di viaggio rilassato.
Si parte da Kyoto-Kawaramachi Station (stazione Hankyu, vicino al vostro hotel, NON Kyoto Station JR) e si arriva a Osaka-Umeda Station (Hankyu). Non richiede prenotazione: si sale e ci si siede liberamente, si paga la tariffa ordinaria Hankyu (410 yen a persona, circa €2,50). Il 24 ottobre è sabato, quindi il Garaku circola.
Arrivate a Osaka nel pomeriggio. Check-in in zona Namba o Shinsaibashi, riposo breve, e poi la sera: il primo impatto con Dotonbori. È una delle scene più riconoscibili del Giappone: il canale, le insegne luminose verticali, il Glico Man, il granchio gigante in movimento di Kani Doraku, la gente che mangia takoyaki appena fatti. Per Fabio, che è cresciuto immaginando questa scena nei manga, è un piccolo arrivo a casa al contrario.
Cena di street food: takoyaki, okonomiyaki sulla piastra, kushikatsu (spiedini fritti). Si mangia al banco, in piedi, mescolati ai locali del sabato sera. È esattamente la "vera vita giapponese" che cercavate, in versione Osaka.
L'ultimo giorno pieno è dedicato al sapore di Osaka.
Mattina al Mercato Kuromon, la "cucina di Osaka": seicento metri di bancarelle coperte con sashimi tagliato al momento, spiedini di gamberi grigliati, fugu (pesce palla), ricci di mare, frutta tagliata e venduta a fette. È uno dei mercati più belli del Giappone, ed è anche il posto dove Roberta troverà la sua dose finale di mercato vero. La domenica mattina è particolarmente animato. Calcola un'ora e mezza, mangiando lungo il percorso.
Spostamento al Castello di Osaka, una delle icone del Giappone. La torre principale è circondata da un grande parco con fossati, alberi che a fine ottobre iniziano a tingersi e una vista panoramica della città dall'ultimo piano. Calcola due ore tra parco e castello.
Pomeriggio a Shinsaibashi e Amerikamura: la galleria coperta di Shinsaibashi-suji è una delle più lunghe del Giappone (chilometri di negozi), ottima per gli ultimi acquisti. Amerikamura è la zona "alternativa" di Osaka, vintage, sneakers, streetwear. Se Fabio voleva un manga raro o un videogioco retro, è qui che potrebbe trovarlo (e a DenDen Town, il quartiere otaku di Osaka, se preferisce qualcosa di più dedicato). Calcolate due-tre ore tra esplorare e acquistare.
La sera, ultima cena vera del viaggio. Osaka è famosa per il kuidaore, "mangiare fino a rovinarsi": teppanyaki, okonomiyaki, takoyaki, oppure un sushi di alto livello in un piccolo locale al banco. Scegliete in base all'umore. È la sera dei ricordi: si beve qualcosa, si guardano le luci di Dotonbori una volta in più, si ringrazia il Giappone.
Ultima mattina. Se il volo è pomeridiano o serale, avete tempo per un ultimo giretto: una passeggiata a Hozenji Yokocho (vicolo di pietra a poche centinaia di metri da Dotonbori, atmosfera completamente diversa, quieta e tradizionale), magari un caffè in un kissaten (caffetteria vecchia maniera), un'ultima foto.
Check-out e trasferimento aeroporto. Da Namba Station il Nankai Rapi:t Limited Express arriva a Kansai Airport Station (KIX) in trentaquattro minuti, posti riservati, costo circa €9 a persona. È la maniera più veloce e comoda di raggiungere l'aeroporto da Namba. Arrivate al banco check-in tre ore prima del volo: vedi la nota nei consigli pratici.
Sayonara.
Per tutti gli spostamenti tra una città e l'altra del Giappone si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella sotto trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi.
Per questo viaggio specifico, il JR Pass non conviene. Le tratte JR coperte (Tokyo→Kanazawa, Takayama→Nagoya→Kyoto, Kyoto→Nara) sommano circa €150 a persona, mentre il JR Pass 7 giorni costerebbe €280. Inoltre il Nohi Bus Kanazawa-Takayama, il treno Hankyu Kyoto-Osaka e il Nankai Rapi:t per KIX non sono coperti dal JR Pass. I biglietti singoli vi fanno risparmiare circa €130 a persona. Se in futuro doveste decidere di usarlo, lo si compra su japanrailpass.net: arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrati.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Hamamatsucho (cambio) → Shinjuku Station |
Tokyo Monorail + JR Yamanote Line | 45 min | €5 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station (Odakyu side) → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romance Car | 1h 25min | €15 |
| Hakone → Kanazawa Hakone-Yumoto → Odawara Station → Tokyo Station → Kanazawa Station |
Tozan Railway + Tokaido Shinkansen + Hokuriku Shinkansen (JR) | 4h 30min | €95 |
| Kanazawa → Shirakawa-go → Takayama Kanazawa Station, fermata bus #2, uscita est → Shirakawa-go (sosta) → Takayama Nohi Bus Center |
Nohi Bus (highway bus diretto) | 2h 30min totali | €22 |
| Takayama → Kyoto Takayama Station → Nagoya Station (cambio) → Kyoto Station |
Limited Express Hida (JR) + Tokaido Shinkansen (JR) | 4h | €65 |
| Kyoto → Nara (escursione, a/r) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (Hankyu, weekend/festivi) o Hankyu ordinario | 45 min | €5 |
| Osaka → Kansai Airport (KIX) Namba Station (Nankai) → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t Limited Express | 34 min | €9 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità soprattutto verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua (è disponibile in inglese), scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Vi serve una tessera a testa.
Se invece atterraste a Narita (capita raramente per chi viaggia con compagnie diverse, ma per completezza): le macchinette Welcome Suica sono davanti ai tornelli JR sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Stessa procedura.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se uno di voi ha un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale, confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay, senza contanti. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen a testa e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne la tratta Kyoto-Nara e il Kyo Train Garaku che non richiedono prenotazione), vi consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza. Per il Nohi Bus Kanazawa-Takayama, prenotate su Japan Bus Online (prenotazione obbligatoria per quel bus).
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (ad esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione (e ottobre lo è) il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Il budget che segue è a persona, escluso il volo dall'Italia. È costruito sulle tariffe reali di ottobre 2026 con prenotazione a circa cinque mesi di anticipo (alloggi maggiorati del 10% rispetto ai minimi).
| Alloggi (14 notti, prezzi a persona) | €638 |
| Biglietti treni e bus intercity | €216 |
| Hakone Free Pass (2 giorni) | €30 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (15 giorni, con cene incluse nei ryokan) | €555 |
| Attività ed esperienze | €245 |
| Assicurazione viaggio completa | €100 |
| Totale a persona | €1.874 |
Sugli alloggi: tre notti a Tokyo in zona Shinjuku, due notti di ryokan a Hakone (la spesa più alta del viaggio, ma è un capitolo della luna di miele), due notti a Kanazawa, una notte di ryokan a Takayama, quattro notti a Kyoto in zona Kawaramachi, due notti a Osaka in zona Namba. Tutti i prezzi sono "max a camera/notte" come riferimento per cercare su Booking.com con voto 8+; in molti casi troverete strutture a meno.
Sul cibo: circa €40 al giorno a persona per i giorni standard (pranzo veloce + cena in ristorante o izakaya), €25 per i giorni in ryokan dove la cena kaiseki è già inclusa. Il budget vi permette di mangiare bene senza contare ogni euro: street food a pranzo, ristoranti veri la sera, qualche sushi sostanzioso quando vi va.
Sulle attività: €245 a persona include sumo morning practice, kimono rental a Kyoto, cerimonia del tè, ingressi templi (Kiyomizu, Kinkaku-ji, Ryoan-ji, Tenryu-ji), ingressi castelli (Nijo + Osaka), ingressi Nara (Todai-ji + Kasuga), ingressi Kanazawa (Kenrokuen + Castello + Samurai District + 21CMA), ingressi Takayama, attivita Hakone (Open Air Museum). Tutto quello che fate ha un suo posto in questo numero.
Margine di sicurezza: il vostro budget dichiarato era €3.000 a persona. Il totale calcolato è €1.874, lasciando un margine di circa €1.000 a persona. Quel margine non è uno spreco: serve per shopping souvenir, eventuali upgrade del ryokan se trovate qualcosa di speciale, una cena di livello per chiudere il viaggio, o semplicemente per non stressarsi.
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetelo al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Kanazawa), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo. È più preciso, più aggiornato e più dettagliato di qualsiasi guida cartacea o digitale.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca a testa (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avrete bisogno: la metro copre tutto. A Osaka idem, salvo casi rari. Ma a Kyoto i bus sono fondamentali per raggiungere i templi del nord (Kinkaku-ji, Ryoan-ji) e altre zone fuori dalla metro.
Si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta. Google Maps vi dice quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal tizio. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni, metro e funicolari, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 per valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: le tratte più utili sono Tokyo → Hakone (Giorno 4: portarsi le valigie sul Romance Car e poi su per le funicolari di Hakone è laborioso, una valigia leggera vi cambia la giornata) e Takayama → Kyoto (Giorno 9: il treno via Nagoya è lungo e con cambio, godetevi la valigia leggera). Non è obbligatorio, ma è uno di quei piccoli lussi giapponesi che cambiano la qualità del viaggio.
Avete un mix di interessi: Roberta ama mercati e festival, Fabio è cresciuto con manga e videogiochi ma ha detto chiaramente che non vuole passare il viaggio nei negozi. Quindi la strategia è "qualità non quantità": pochi acquisti scelti che vi ricorderete davvero.
Per Fabio (manga, videogiochi): ad Akihabara una sosta di un'ora basta per assorbire l'atmosfera. Se cerchi qualcosa di specifico, Mandarake per i manga rari e fuori catalogo, Super Potato per i videogiochi retro. A Osaka, DenDen Town è la versione Kansai di Akihabara, spesso con prezzi migliori.
Per Roberta (mercati, prodotti tipici): Omicho a Kanazawa, Asaichi a Takayama, Nishiki a Kyoto, Kuromon a Osaka sono i quattro grandi mercati del viaggio. Tornerete a casa con tè matcha sfuso, sottaceti tradizionali, dolci di stagione, condimenti che a Milano non esistono.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi: cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali a Takayama, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco. Una scatola di yatsuhashi (dolci di Kyoto al cinnamon e fagioli rossi) è il regalo perfetto per amici e parenti.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri falli verso la fine: Osaka ha DenDen Town l'ultimo giorno e i prezzi sono spesso migliori che a Tokyo. Ricordatevi dell'esenzione IVA con passaporto: nei grandi negozi, Yodobashi Camera, Bic Camera, e tante catene mostrate il passaporto alla cassa e vi tolgono il 10%.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Ottobre in Giappone è uno dei mesi migliori per il clima: temperature tra i 15 e i 22 gradi di giorno, fresche la sera (10-14 gradi). Aria asciutta, niente piogge intense come in giugno, niente afa estiva. Portate strati: una felpa o un maglione leggero per la sera, un giubbotto leggero per le Alpi giapponesi (Hakone, Takayama, Kanazawa hanno temperature più basse di Tokyo e Kyoto). Le prime sfumature autunnali iniziano a nord e in quota: nelle zone alpine probabilmente vedrete già qualche colore, mentre il foliage pieno di Kyoto e Osaka arriva a fine novembre. Scarpe comode da camminata: facili da togliere e rimettere.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti voli dall'Italia al Giappone prevedono uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou). Se è il vostro caso, niente panico: è una procedura standard e non dovete fare nulla di complicato.
Cosa succede allo scalo: scendete dall'aereo, dovete passare di nuovo i controlli di sicurezza (metal detector, scanner bagagli a mano), e poi andate al vostro gate per il secondo volo. Seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights" all'interno dell'aeroporto: sono sempre ben segnalate, anche in inglese.
I bagagli non vi riguardano: le vostre valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia aerea dal primo volo al secondo. Non dovete ritirarle allo scalo e non dovete fare nulla. Le ritroverete direttamente al nastro bagagli all'aeroporto di arrivo in Giappone.
Lo smarrimento bagagli sui voli con scalo è un evento raro: oltre il 99% dei bagagli arriva senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore. Vi daranno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che il Giappone è "il sogno di una vita, nato quando ero ragazzo, cresciuto con me negli anni" e che vorreste tornare a casa raccontando di "non avere solo visitato una terra lontana, ma di avere, anche solo in parte, respirato e toccato con mano la vera vita di una persona giapponese", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che vedete in questo documento.
Avete chiesto la vera vita giapponese, non le attrazioni. Per questo l'itinerario non si ferma a Tokyo e Kyoto come farebbe un itinerario standard di agenzia: include Kanazawa, che la maggior parte dei turisti salta, e Takayama con la sosta a Shirakawa-go, che non si trovano nei pacchetti di base. Sono i posti dove il Giappone di duecento anni fa è ancora intatto, dove i mercati mattutini sono frequentati dai residenti la domenica, dove camminate tra le case di legno del periodo Edo senza la folla di selfie.
Avete scritto che vi piace molto camminare e che volete vivere la città nella sua quotidianità. L'esplorazione a piedi è 9 su 10 nel vostro questionario, ed è il più alto. Per questo ogni giornata è costruita con cluster walkable: Asakusa+Ueno+Akihabara nello stesso "lato est" di Tokyo, Shibuya+Harajuku+Meiji nello stesso "lato ovest", il centro storico di Kanazawa interamente a piedi, Sanmachi-suji a Takayama, Higashiyama a Kyoto. Non perdete tempo in metro per arrivare a piedi.
È la vostra luna di miele. Per questo il viaggio ha due notti consecutive in ryokan a Hakone (non una sola): tre cene kaiseki tra Hakone e Takayama, multipli onsen, una giornata intera lenta a Hakone in cui la luna di miele è il programma. Sono i momenti che ricorderete per anni.
Roberta ha tatuaggi. Per questo entrambi i ryokan sono scelti tra strutture tatto-friendly o con onsen privato in camera. Il bagno termale è tra i momenti più importanti del viaggio e abbiamo evitato che diventi un imbarazzo.
Roberta ama festival e mercati. Per questo sono integrati cinque mercati veri (Nakamise a Tokyo, Omicho a Kanazawa, Asaichi a Takayama, Nishiki a Kyoto, Kuromon a Osaka), e per questo è segnalata l'opportunità del Jidai Matsuri di Kyoto del 22 ottobre come bonus straordinario se le date dei voli coincidono.
Fabio ha menzionato i tombini Pokemon. Sono un piccolo dettaglio, ma è una di quelle cose che fanno la differenza tra un viaggio standard e un viaggio personale. Ad Akihabara ce ne sono di tematici, e tenete gli occhi bassi anche a Tokyo (Shibuya, Asakusa, Ikebukuro): è una caccia al tesoro distribuita per la città.
Avete chiesto l'allenamento dei lottatori di sumo. Per questo il Giorno 3 inizia all'alba a Ryogoku: ottobre è un mese senza tornei, e il sumo morning keiko è l'unico modo di vedere i lottatori dal vivo in queste settimane. È un'esperienza rara, da vivere in silenzio, e nessun tour gratuito offre questa profondità.
Avete chiesto la cerimonia del tè e il kimono. Per questo Kyoto ha quattro notti, abbastanza per spalmarvi entrambe queste esperienze più i grandi templi, più Nara, senza trascinarvi. Il kimono è la vostra foto di luna di miele iconica; la cerimonia del tè è il momento di silenzio del viaggio.
Non avete chiesto Hiroshima. Tante guide spingono Hiroshima e Miyajima per "completezza", ma sono altre due ore di Shinkansen a tratta e una giornata tolta a Kyoto o Osaka. In quindici giorni ho preferito darvi profondità in sei città piuttosto che fare il giro turistico di otto. Se vorrete tornare in Giappone, Hiroshima sarà uno dei motivi.
Questo è il vostro viaggio, Fabio e Roberta. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entri nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
Acquista su Amazon
Iscriviti qui gratuitamente
ODIAMO lo spam. Il tuo indirizzo email è sicuro al 100%