Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio significa "scoperta di una cultura diversa, come in tutti i nostri viaggi", e che sperate di portarvi a casa "ricordi, conoscenza e bagaglio culturale". Avete detto anche una cosa semplice che ho tenuto stretta mentre costruivo tutto: "ci piace girare".
Ho costruito questo GiappoPlan intorno a queste parole, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una coppia alla prima volta in Giappone, che ama camminare, che mette la cultura e i templi al centro, e che vuole concedersi le terme in un ryokan tradizionale. È un viaggio da vivere a piedi, con il tempo di capire i posti e non solo di vederli.
Il tracciato è qui. L'80 o 90 per cento del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, salite tra le montagne di Hakone per le terme, entrate nel cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag. Da Kyoto e da Osaka partono due escursioni in giornata (Nara e Hiroshima con Miyajima) che aggiungono moltissimo senza spostare i bagagli.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 18–21 ott | 3 | Metropoli, vita serale, primi templi |
| Hakone | 21–23 ott | 2 | Ryokan, onsen, Monte Fuji, natura |
| Kyoto | 23–27 ott | 4 | Templi, giardini, kimono, cultura (con Nara) |
| Osaka | 27–30 ott | 3 | Vita notturna, street food, wagyu (con Hiroshima e Miyajima) |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile restando entro il prezzo massimo a notte. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), dall'aeroporto di Haneda (Terminal 3) raggiungete il centro con la monorotaia o la linea Keikyu, poi un cambio breve fino a Shinjuku. In una mezz'ora siete in città. Il vostro primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino, mentre la periferia si trasforma nei grattacieli di Tokyo.
Siete in hotel nel primo pomeriggio. La cosa più giusta da fare è anche la più semplice: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Shinjuku è enorme, luminosa e caotica, ed è esattamente la Tokyo che avete detto di voler vivere.
A pochi minuti a piedi c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: sessanta ettari di verde con vialetti larghi e panchine, il posto perfetto per rallentare dopo il volo. Chiude al tramonto, ingresso circa €3 a testa.
La sera, ramen. Ce n'è ovunque attorno all'hotel, a ogni prezzo. Mangiate, tornate, dormite presto: domani Tokyo comincia davvero.
Oggi Tokyo si apre verso ovest, ed è la Tokyo delle luci e del movimento. La mattina al Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di alberi nel mezzo della città: silenzio assoluto a trenta metri dal caos, un contrasto che dice molto del Giappone. Un'ora e mezza, tutto pianeggiante.
Da lì, a piedi, la via Takeshita di Harajuku con i suoi negozi pop, e il viale elegante di Omotesando. Nel pomeriggio Shibuya: il celebre incrocio, la statua di Hachiko, e per una vista dall'alto lo Shibuya Sky, la terrazza panoramica sui grattacieli (calcolate un'ora, meglio prenotare il posto).
La sera è quella che aspettavate: la vita notturna di Tokyo. Le stradine di Omoide Yokocho e del Golden Gai a Shinjuku, piene di minuscoli izakaya dove si mangia e si beve gomito a gomito. Camminare qui la sera è un'esperienza a sé.
La Tokyo di oggi è quella antica e popolare, verso est. Si parte da Asakusa, il quartiere più antico della città: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise foderata di bancarelle di artigianato e street food, la passeggiata lungo il fiume Sumida. Calcolate due ore buone: è un quartiere che si vive lentamente.
Poco lontano, Akihabara: elettronica su più piani, insegne luminose, la Tokyo tecnologica. Anche senza essere appassionati di videogiochi, un giro tra Yodobashi Camera e le vie laterali dà la misura di quanto il Giappone viva la tecnologia come quotidianità. Un'ora è più che sufficiente.
Nel tardo pomeriggio, per chi vuole una vista, la Tokyo Skytree, oppure il quartiere di Ueno con il suo grande parco. La sera, cena in un izakaya del quartiere.
Ultima mattina a Tokyo, leggera: un giro per gli ultimi acquisti nella zona dell'hotel, poi partenza verso le montagne.
Da Shinjuku Station (sezione Odakyu, non JR: seguite le indicazioni per "Odakyu") parte il Romancecar, il treno diretto per Hakone-Yumoto Station. In circa un'ora e venti attraversate la campagna e salite verso i rilievi: il paesaggio cambia, i grattacieli lasciano il posto a boschi e sorgenti termali. Il vostro Hakone Free Pass copre la tariffa di base; il supplemento del Romancecar (posto riservato) è un piccolo extra facoltativo che vale la comodità.
Arrivate a Hakone nel primo pomeriggio, e il ryokan vi aspetta: stanza con tatami, futon, yukata da indossare, e soprattutto l'onsen. Non avete tatuaggi, quindi i bagni termali comuni sono pienamente accessibili senza alcun problema: potete godervi l'acqua calda di sorgente in tutta tranquillità. È la parte del viaggio che avete chiesto ("ci piacerebbe provare le terme"), e qui la vivete davvero.
La sera, la cena kaiseki servita nel ryokan: portate multiple, ognuna presentata come un piccolo quadro. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto, ed è compresa nel soggiorno.
Una giornata intera tra le montagne, ed è il cuore lento del viaggio. Hakone si gira ad anello con i mezzi compresi nel Free Pass: la funivia che sorvola la valle vulcanica di Owakudani, con le fumarole e le uova nere cotte nelle acque sulfuree; la crociera sul Lago Ashi a bordo delle imbarcazioni panoramiche; e, con un po' di fortuna e cielo limpido d'autunno, la vista del Monte Fuji che si specchia sull'acqua.
Lungo l'anello, il Museo all'aperto di Hakone: sculture disseminate in un parco con le montagne sullo sfondo. Calcolate un'ora e mezza.
La sera si torna al ryokan per il secondo onsen e un'altra cena tradizionale. È la giornata da vivere senza fretta: qui il Giappone si respira, non si rincorre.
La mattina, con calma, un ultimo bagno all'onsen e la colazione tradizionale del ryokan. Poi si scende a Odawara Station (la tratta da Hakone-Yumoto è compresa nel Free Pass) e da lì si prende il Tokaido Shinkansen (Hikari) fino a Kyoto Station: due ore scarse di treno veloce, sedute, con le valigie sistemate.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Check-in nella zona di Kawaramachi e primo assaggio della città: il Castello Nijo, residenza fortificata degli shogun con i suoi celebri "pavimenti dell'usignolo" che cantano sotto i passi (un'ora e mezza), e poi il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale.
La sera, una passeggiata a Gion e lungo Pontocho, il vicolo di lanterne che costeggia il fiume: è il modo più bello per entrare nell'atmosfera di Kyoto.
Oggi Kyoto si vive vestiti da Kyoto. La mattina noleggiate un kimono (ve lo indico nella sezione prenotazioni): passeggiare in kimono tra le vie storiche è una delle esperienze che ricorderete di più, e rende ogni foto speciale.
Il quartiere di Higashiyama è il cuore tradizionale: le salite acciottolate di Ninenzaka e Sannenzaka, le botteghe, e in cima il Tempio Kiyomizu-dera, con la terrazza di legno sospesa sulla collina e la vista sulla città (un'ora e mezza).
Nel pomeriggio, il Santuario Fushimi Inari: le migliaia di torii vermigli che salgono lungo il sentiero di montagna. Li avete visti mille volte nelle foto, ma dal vivo, con la luce che filtra tra un torii e l'altro, sono un'altra cosa. Non serve salire fino in cima: i primi tratti sono i più belli.
La sera, di nuovo Gion: all'ora del tramonto, con un po' di fortuna, si incrociano le maiko che si spostano tra le case da tè.
La giornata si muove verso ovest e nord, tra i giardini e i templi che hanno reso Kyoto ciò che è. La mattina presto ad Arashiyama, prima che si riempia: la Foresta di bambù, un sentiero tra canne altissime dove la luce filtra verde e il vento fa un suono che non si dimentica (trenta, quaranta minuti, breve ma intenso). A due passi, il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino zen, specchio d'acqua e montagne sullo sfondo, patrimonio UNESCO.
Nel pomeriggio, a nord, il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji): il tempio ricoperto di foglia d'oro che si riflette nel laghetto davanti. È una di quelle immagini che restano.
Rientro in centro nel tardo pomeriggio, con tempo per perdervi tra le vie di Kawaramachi o completare il Mercato Nishiki. La sera, cena tranquilla lungo il fiume.
Quarantacinque minuti di treno da Kyoto Station a Nara Station, e arrivate in un posto che non somiglia a nessun altro. Il Parco di Nara è un grande parco pubblico dove vivono liberi oltre mille cervi semi-addomesticati: camminano tra le persone, si avvicinano, alcuni si inchinano per ricevere i biscotti di riso che vendono le bancarelle.
Dentro il parco, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio in legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri. Si entra, si alza la testa, e per un momento non si dice niente. Patrimonio UNESCO, calcolate un'ora e mezza.
Se avete ancora energia, il Santuario Kasuga Taisha con le sue migliaia di lanterne di pietra e bronzo lungo il sentiero nel bosco vale un'altra mezz'ora. La camminata a piedi qui è tutto: è una giornata fatta apposta per chi, come voi, ama girare senza fretta. La sera si rientra a Kyoto.
Ultima mattina a Kyoto, poi ci si sposta a Osaka: un cambio di ritmo netto, da elegante a esuberante in mezz'ora di treno.
Il trasferimento si fa con la ferrovia Hankyu, da Kyoto-Kawaramachi Station (stazione Hankyu, non la Kyoto Station JR) a Osaka-Umeda Station. Se il vostro giorno di trasferimento cade in un weekend o in un festivo, potete salire sul Kyo Train Garaku: sei carrozze decorate ognuna con un tema che evoca l'atmosfera di Kyoto, interni in legno, finestroni ampi. Non richiede prenotazione, si paga la tariffa ordinaria Hankyu (circa €2,50) e ci si siede liberamente. Se invece cade in un giorno feriale, prendete un treno Hankyu ordinario sulla stessa tratta: stesse stazioni, stesso prezzo, solo senza il design speciale.
Arrivate a Osaka nel pomeriggio. Check-in nella zona di Namba, e poi il primo impatto con Dotonbori: il canale con le insegne al neon, l'uomo della Glico che corre, il grande granchio luminoso. Takoyaki fatti al momento, okonomiyaki sulla piastra, folla e luce. È la Osaka che avete detto di voler vivere, quella della vita notturna e del cibo di strada.
Oggi è la giornata più lunga e intensa del viaggio, e vale ogni minuto. Da Shin-Osaka Station il Sanyo Shinkansen (Sakura) porta a Hiroshima Station in circa un'ora e mezza.
La prima tappa è il Parco della Pace: il Memoriale, la Cupola della bomba atomica lasciata come monito, il museo. È un luogo che si attraversa in silenzio e che lascia il segno. Poi, da Hiroshima Station, il treno locale (linea JR Sanyo) fino a Miyajimaguchi Station e da lì il breve traghetto per l'isola di Miyajima.
Miyajima è il motivo per cui vale la lunga giornata: il grande torii del Santuario di Itsukushima che, con l'alta marea, sembra galleggiare sull'acqua. È una delle immagini più belle del Giappone, e in autunno, con i primi colori sulle colline dietro il Monte Misen, lo è ancora di più. I cervi liberi vi accolgono come a Nara.
Si rientra a Osaka in serata: giornata piena, ma di quelle che restano.
Giornata dedicata a Osaka, tutta da vivere. La mattina al Castello di Osaka, con il suo parco intorno e la vista dall'alto dal torrione (due ore).
Il pomeriggio si concentra in un'area che si gira completamente a piedi: il Mercato Kuromon, seicento metri di bancarelle coperte con pesce freschissimo tagliato al momento, spiedini grigliati, frutta; e le gallerie coperte di Shinsaibashi per lo shopping. Per una vista, l'Umeda Sky Building con il suo osservatorio "giardino fluttuante".
La sera è quella del wagyu: yakiniku o teppanyaki con la carne che si scioglie, cotta al momento davanti a voi. È l'esperienza culinaria che avete chiesto, e Osaka è il posto giusto per togliersela. Prenotate con qualche giorno di anticipo per un locale di qualità vera. E per chiudere, un ultimo giro tra le luci di Dotonbori: l'ultima notte giapponese si vive fuori.
L'ultima mattina è per gli acquisti finali nella zona dell'hotel, poi check-out. Da Namba Station la linea Nankai (Rapi:t o Airport Express) porta direttamente alla Kansai Airport Station in poco più di mezz'ora.
Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo (nella sezione pratiche vi spiego perché è la scelta giusta), caricate i bagagli, e prendetevi un ultimo momento per guardare indietro.
Sayonara.
Per gli spostamenti tra le città si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, così sapete sempre dove andare.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico i biglietti singoli costano meno del pass (circa €210 contro i €280 del pass da 7 giorni), e diverse tratte utili come il treno per Hakone (Odakyu) e il Kyo Train Garaku (Hankyu) non sarebbero comunque coperte, quindi il pass non conviene. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Shinjuku Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station |
Tokyo Monorail o Keikyu, poi metro/JR | 30–45 min | €5 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station (Odakyu) → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romancecar (o treno Odakyu ordinario), Hakone Free Pass | 80 min | €30 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto Station → Odawara Station (cambio) → Kyoto Station |
Tratta locale (Free Pass) + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h | €75 |
| Kyoto → Nara (escursione a/r) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Kyo Train Garaku (solo weekend/festivi) oppure treno Hankyu ordinario | 45 min | €5 |
| Osaka → Hiroshima e Miyajima (escursione a/r) Shin-Osaka Station → Hiroshima Station → Miyajimaguchi Station + traghetto |
Sanyo Shinkansen Sakura (JR) + JR Sanyo Line + traghetto JR | 2h a tratta | €120 |
| Osaka → Kansai (aeroporto) Namba Station (Nankai) → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t o Airport Express | 34–45 min | €10 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3, disponibili in inglese. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Se atterraste invece a Narita: le macchinette Welcome Suica sono davanti ai tornelli JR (Terminal 1 e 2·3). In alternativa, il JR East Travel Service Center è uno sportello con personale sullo stesso piano.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Lo appoggiate ai tornelli esattamente come la tessera fisica. La ricarica si fa da Wallet con Apple Pay. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000 o 3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne la tratta Kyoto-Nara e il Kyo Train Garaku, che non richiedono prenotazione), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente agli sportelli JR, che trovate in tutte le stazioni principali: mostrate la destinazione e la data, e ve li stampano. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Le cifre qui sotto sono a persona e coprono tutto il viaggio in Giappone. Non includono i voli internazionali, che restano a parte.
| Alloggi (12 notti) | €957 |
| Biglietti treni e bus intercity | €255 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (13 giorni) | €490 |
| Attività e ingressi | €195 |
| Assicurazione completa | €100 |
| Totale a persona | €2.087 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del tuo viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i tuoi condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai tuoi gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto d'ingresso sul posto e si entra. Non dovete organizzare nulla in anticipo per la maggior parte del viaggio.
Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui sotto con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo: è più preciso e aggiornato di qualsiasi guida.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono utili per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando scendete dalla porta anteriore, guardate il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e pagate quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, in molte linee si appoggia la IC card alla salita e all'uscita. In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello sotto pressione, ma da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica o siete in una stazione e non sapete cosa fare, vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Il resto resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10 o le 11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la mossa più utile è spedire la valigia grande direttamente da Tokyo a Kyoto, così affrontate le due notti a Hakone con un solo zaino leggero. Hakone è una tappa di montagna e il ryokan si vive molto meglio senza bagagli ingombranti. Potete usarlo anche tra Kyoto e Osaka se volete godervi il trasferimento senza pensieri.
Con i vostri gusti (souvenir tipici, mercati, un po' di tecnologia), il Giappone offre acquisti che valgono davvero e che si trovano solo qui.
Souvenir che restano: i Kit Kat nei gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (teli di cotone decorati, leggeri e bellissimi che costano poco). I mercati coperti come Nishiki a Kyoto e Kuromon a Osaka sono perfetti per assaggiare e portare a casa specialità gastronomiche.
Per la tecnologia: BIC Camera e Yodobashi Camera nelle grandi città hanno tutto a prezzi competitivi, con l'esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate circa il 10% su ogni acquisto.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete, gli acquisti seri fateli verso la fine. Quasi tutto si ritrova, quindi non serve comprare tutto il primo giorno.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, di ottima qualità.
Ottobre è uno dei mesi migliori per il Giappone. Di giorno le temperature stanno tra i 16 e i 22 gradi, la sera scendono sui 12 o 14: portate strati leggeri e una giacca per le serate. L'aria è secca e limpida, le piogge sono rare, e verso fine mese iniziano i primi colori d'autunno (il foliage pieno è di novembre, ma qualche acero già si accende). Le montagne di Hakone e le colline di Kyoto in questo periodo sono bellissime.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Se il vostro volo prevede uno scalo in Cina (Pechino, Shanghai, Guangzhou), la procedura è semplice: scendete dall'aereo, seguite le indicazioni per i voli in transito o coincidenza ("Transfer" o "Connecting Flights"), passate i controlli di sicurezza e raggiungete il gate del secondo volo.
Non dovete ritirare i bagagli: vengono trasferiti automaticamente dalla compagnia aerea e li ritirate solo alla destinazione finale in Giappone. In oltre il 99% dei casi i bagagli arrivano senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva del check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24 o 48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo viaggio significa "scoperta di una cultura diversa" e che volete portarvi a casa "ricordi, conoscenza e bagaglio culturale", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete messo la cultura e i templi al centro. Per questo Kyoto ha quattro notti, più di ogni altra città: è il cuore culturale del Giappone, e con quattro notti avete il tempo di viverla davvero (Higashiyama, Fushimi Inari, Arashiyama, il Padiglione d'Oro) senza correre. E per questo ho aggiunto Nara, con il Todai-ji e i suoi cervi, che completa il capitolo dei templi e dei giardini che avete votato più in alto.
Avete detto "ci piace girare", e camminare è la vostra cosa preferita. Per questo il viaggio è costruito a piedi: le salite di Higashiyama, il Parco di Nara, l'isola di Miyajima, i mercati coperti, i quartieri storici. Ogni giornata è pensata per essere esplorata camminando, che è il modo in cui il Giappone si lascia capire meglio.
Avete scritto "ci piacerebbe provare le terme". Per questo Hakone ha due notti in un ryokan tradizionale con onsen: non un semplice hotel, ma l'esperienza completa, con la stanza in tatami, la cena kaiseki e i bagni termali. È la pausa lenta e più speciale del viaggio, incastonata tra la Tokyo iniziale e la Kyoto culturale.
Avete messo la vita notturna in alto. Per questo le serate di Tokyo tra gli izakaya di Shinjuku e le sere di Osaka a Dotonbori sono parte del programma, non un extra: sono le città giuste per viverla.
Avete chiesto il kimono e il wagyu. Sono entrambi dentro, con le istruzioni per prenotarli: il kimono a Kyoto, dove ha più senso, e la cena wagyu a Osaka, la capitale del cibo giapponese.
Il viaggio finisce a Osaka, non torna a Tokyo. Per questo vi consiglio l'open-jaw (arrivo a Tokyo, ritorno da Osaka Kansai): vi fa risparmiare tempo e denaro, e vi lascia chiudere il viaggio nel punto giusto invece di tornare indietro solo per prendere l'aereo.
Questo è il vostro viaggio, Farida. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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