Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che vi piace fare foto, e nel GiappoTest la fotografia e i panorami sono le due passioni in cima a tutto, con il cibo di strada subito dietro. Questo viaggio è costruito esattamente lì sopra: ogni giornata è pensata per portarvi davanti a qualcosa che vale la pena guardare, e fotografare, con calma.
Non è un itinerario generico. È pensato per una coppia che vuole la luce giusta più che la lista lunga, che ha chiesto espressamente Nara, che mangia vegetariano e vuole comunque assaggiare il Giappone di strada, e che parte a fine autunno, quando l'aria è limpida, il koyo tardivo è ancora acceso e il Monte Fuji si lascia vedere come in nessun'altra stagione.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso è lineare e non torna mai sui suoi passi. Arrivate e ripartite da Haneda, tenete due sole basi (Tokyo e Kyoto) e da ognuna fate un'escursione in giornata: il Monte Fuji da Tokyo, Nara da Kyoto. Nessun cambio città superfluo, nessuno zig-zag, valigie ferme quasi tutto il tempo.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 29 nov – 3 dic | 4 | Foto, panorami dall'alto, tecnologia, street food. Base per l'escursione al Monte Fuji. |
| Kyoto | 3 – 7 dic | 4 | Templi, koyo tardivo, foto, street food. Base per l'escursione a Nara. |
Due basi sole, in nove giorni, sono una scelta precisa: preferiamo la profondità e un ritmo sostenibile alla corsa fra troppe città. Osaka, che pure sarebbe a un passo, resta fuori proprio per questo: lo street food e la sera li vivete già a Tokyo e a Kyoto, e una terza base avrebbe tolto respiro alle foto e alle passeggiate.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
L'aereo atterra a Haneda poco dopo mezzogiorno. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'oretta abbondante), raggiungete Shinjuku con la Keikyu o la Tokyo Monorail più un cambio in metro: una manciata di euro, mezz'ora scarsa, e siete in hotel nel primo pomeriggio.
La prima giornata è volutamente leggera, per il fuso: niente zone lontane. Appoggiate le valigie e uscite a piedi attorno all'hotel, senza meta. Shinjuku è enorme, caotica e bellissima, e non c'è modo migliore di arrivarci che lasciarsi investire, macchina fotografica al collo.
La sera, il primo assaggio vero: street food e izakaya tra le insegne accese di Shinjuku, che al buio (qui cala presto, verso le cinque) diventa uno dei soggetti più fotogenici della città.
Oggi Tokyo ovest, con ritmo medio e tanto da inquadrare. Iniziate dal Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di migliaia di alberi nel mezzo della città: silenzio assoluto a trenta metri dal caos, e a fine novembre il koyo tardivo accende i giardini di Yoyogi lì accanto. Poi la via Takeshita a Harajuku, colorata e pop, buona per un'ora di passeggiata e di scatti.
Il momento clou della giornata è però in verticale: Shibuya Sky, la terrazza panoramica a trecentosessanta gradi sopra Shibuya. Nelle giornate limpide come sanno esserlo quelle di dicembre si vede persino il profilo del Monte Fuji all'orizzonte, ed è uno dei posti migliori di Tokyo per le foto al tramonto e poi con le luci accese.
La sera è quella della Tokyo che pulsa: lo Shibuya Crossing, i vicoli, lo street food e la vita notturna tra Shibuya e Shinjuku.
Questa è la giornata più intensa del viaggio, e non a caso: è quella del Monte Fuji, il soggetto che da solo vale il biglietto per chi ama fotografare i panorami. Si parte presto, la mattina, perché la montagna al mattino è più nitida e perché dicembre è il mese con il cielo più spesso sereno dell'anno.
Dal Shinjuku Expressway Bus Terminal (la "Busta Shinjuku", sopra la stazione di Shinjuku) prendete il bus diretto per Kawaguchiko Station: meno di due ore e siete sul lago, con il Fuji davanti. Da qui la giornata si costruisce attorno agli spot più belli: Oishi Park, sulla riva nord, per il Fuji riflesso sull'acqua; la funivia del Monte Tenjo (la ropeway Kachi-Kachi) per il panorama dall'alto su lago e montagna; e la Pagoda Chureito, la pagoda a cinque piani che con il Fuji alle spalle è una delle immagini più iconiche di tutto il Giappone.
Nel tardo pomeriggio si rientra a Tokyo con lo stesso bus, e la sera si tiene leggera: una cena tranquilla vicino all'hotel.
Oggi Tokyo est, ritmo medio, e un filo che tiene insieme templi, street food e tecnologia. Iniziate da Asakusa: il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa e la via Nakamise di bancarelle, poi lo sguardo verso lo SkyTree, ottimo soggetto per le foto. A due passi c'è Kappabashi, la via degli utensili da cucina, curiosa da attraversare.
Verso Ueno trovate uno dei parchi dove, proprio intorno a inizio dicembre, il momiji tocca il picco: alberi rossi e gialli perfetti da fotografare. Accanto, il mercato di Ameyoko è street food a cielo aperto, ideale per la pausa.
Il pomeriggio è per Akihabara, il quartiere dell'elettronica e della tecnologia: sette piani di negozi, insegne, gadget. È qui che ha senso concentrare il budget tech del viaggio, con calma e occhio ai prezzi.
Giornata di trasferimento, quindi leggera. La mattina resta per gli ultimi passi attorno all'hotel e per il check-out, poi si prende il treno.
Lo Shinkansen Hikari da Tokyo Station a Kyoto Station impiega poco meno di tre ore porta a porta. Prendete posto riservato, comprate un bento e un tè al kombini della stazione, e guardate il paesaggio scorrere: i grattacieli che lasciano il posto alla campagna e, se la giornata è limpida, il Monte Fuji che compare per qualche minuto sulla destra. Tenete la fotocamera pronta.
Arrivate a Kyoto nel pomeriggio, check-in in zona Kawaramachi. La sera è il primo assaggio della città: una passeggiata tra Gion e Pontocho, i vicoli con le lanterne che al buio diventano scenografia pura, e cena a Kawaramachi.
Kyoto est, ritmo medio, e una giornata pensata per stare davanti ai soggetti nel momento giusto della luce. Aprite di buon mattino con Fushimi Inari: i mille torii vermigli che salgono lungo la montagna sono gratuiti e, presto, sono anche vuoti, cioè fotografabili senza folla. È il momento migliore della giornata.
Poi salite verso Kiyomizu-dera, il tempio con la grande terrazza di legno affacciata sulla città, e prendetevi le vie tradizionali di Sannenzaka e Ninenzaka, in salita dolce tra case di legno, botteghe e scorci: un'ora abbondante che vale ogni scatto. A inizio dicembre il koyo tardivo è ancora presente nei templi a bassa quota, e regala colore.
La sera resta nello stesso quartiere, Higashiyama est, per l'illuminazione serale di Kodai-ji: il giardino e gli aceri illuminati al buio sono uno degli spettacoli fotografici più belli della Kyoto d'autunno, con ingresso serale intorno ai 600 yen. Dopo, street food e cena a Gion.
Nara è una vostra richiesta esplicita, e ha tutto il senso del mondo: quarantacinque minuti di treno da Kyoto Station a Nara Station e arrivate in un posto che non somiglia a nessun altro. Giornata intensa ma tutta a misura di passeggiata.
Nara Park è un grande parco dove vivono liberi oltre mille cervi sika semi-addomesticati: camminano tra le persone, si avvicinano, si inchinano per un cracker di riso. Per chi ama fotografare, è uno dei soggetti più iconici e divertenti del Giappone, e con la luce bassa dell'inverno il parco diventa dorato.
Dentro il parco c'è il Tempio Todai-ji, il più grande edificio in legno del mondo, che custodisce un Buddha di bronzo alto quindici metri: si entra, si alza la testa, e per un po' non si dice niente. Se restano energie, il Santuario Kasuga Taisha con le sue migliaia di lanterne merita altri tre quarti d'ora, e una passeggiata a Naramachi chiude bene la giornata prima del rientro a Kyoto per cena.
Ultima giornata piena a Kyoto, ritmo medio, e due zone in una: ovest e nord. Arrivate ad Arashiyama di buon mattino, prima che si riempia, per la Foresta di bambù: le canne alte venti metri, la luce che le filtra, il verde ovunque. È breve ma intensa, e presto è tutta vostra.
Accanto c'è il Tempio Tenryu-ji, con uno dei giardini più belli di Kyoto: specchio d'acqua, rocce, pini e il monte sullo sfondo, con il foliage tardivo a incorniciarlo. Poi il ponte Togetsukyo sul fiume e le botteghe della via principale.
Nel pomeriggio ci si sposta a nord (venticinque, trenta minuti) per il Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro che si riflette nel laghetto: uno di quei posti che avete visto mille volte in foto e che dal vivo, con la doratura sull'acqua, è tutta un'altra cosa. La sera, gli snack e la cena tra il Mercato Nishiki e Kawaramachi.
Il volo del ritorno parte da Haneda nel tardo pomeriggio, ma il rientro dall'aeroporto lo fate in treno da Kyoto: per questo la mattina va tenuta leggera e senza attività lontane dall'hotel.
Concedetevi un ultimo giro al Mercato Nishiki per le ultime foto e i souvenir, poi check-out e Shinkansen da Kyoto Station a Tokyo Station in tarda mattinata. Da Tokyo raggiungete Haneda con la monorotaia o la Keikyu, così da essere in aeroporto con circa tre ore d'anticipo sul volo: margine ampio e tranquillo.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, così sapete sempre da dove parte cosa.
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo–Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa tre ore contro le due e un quarto del Nozomi.
Per questo viaggio specifico non conviene: avete due sole tratte Shinkansen (Tokyo–Kyoto e ritorno) e nessuna meta lontana, tipo Hiroshima o Kanazawa, a giustificare il pass. I biglietti singoli vi fanno risparmiare circa €110 a persona. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo (Shinjuku) Haneda Airport Terminal 3 → Shinjuku Station |
Keikyu / Tokyo Monorail più metro | 30–45 min | €5 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (posto riservato) | 2h 45min | €80 |
| Tokyo ↔ Kawaguchiko (andata e ritorno) Shinjuku Expressway Bus Terminal (Busta Shinjuku) → Kawaguchiko Station |
Bus diretto Keio / Fujikyu | 1h 45min – 2h | €15 |
| Kyoto ↔ Nara (andata e ritorno) Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Tokyo Kyoto Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (posto riservato) | 2h 45min | €80 |
| Tokyo → Haneda Tokyo Station (o Shinjuku Station) → Haneda Airport |
Keikyu / Tokyo Monorail | 30–45 min | €5 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. La Suica è nel telefono: lo appoggiate ai tornelli esattamente come la tessera fisica. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby, e se avete un Apple Watch potete trasferirla anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per gli Shinkansen Tokyo–Kyoto e ritorno conviene avere il biglietto pronto sul telefono, così sapete già su quale treno salite e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza. Il bus per il Monte Fuji si prenota comodamente online sul sito degli operatori (highwaybus.com o kosokubus.com) oppure sempre su Klook.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite più flessibilità, comprate i biglietti direttamente agli sportelli JR nelle stazioni principali: mostrate destinazione e data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dobbiate prendere il successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
I voli e l'assicurazione sono già a posto. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, calcolato a persona.
| Alloggi (8 notti, quota a persona) | €484 |
| Biglietti treni e bus intercity | €195 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (9 giorni) | €405 |
| Attività e ingressi | €110 |
| Assicurazione (già stipulata) | €0 |
| Totale stimato | €1.284 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui locali selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dall'itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già verso quale insegna dirigervi. Utile in particolare per individuare in anticipo i posti vegetariani e vegani lungo il percorso.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, mercati, quartieri storici, e anche Nara e i suoi cervi: si arriva, si paga il biglietto d'ingresso sul posto e si entra. Non dovete organizzare nulla in anticipo per la maggior parte del viaggio.
Ci sono però poche cose specifiche da sistemare, e ve le indico qui sotto con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo e Kyoto), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può farlo: se vi scrivessi "prendete questa linea da questa stazione" e quel giorno ci fosse un problema, restereste bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni" e selezionate l'icona del treno/metro. Vi mostra dove andare, quale linea prendere, dove cambiare e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi vi serve la connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. A Kyoto invece i bus sono fondamentali per raggiungere alcuni templi e quartieri fuori dalla metro.
Si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
In ogni caso, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
La regola è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello sotto pressione, ma da parte, con calma, scrivete la frase su Google Translate, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce e voi vi sentite molto più sicuri. La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Nara), non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La IC card è bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In genere non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Il resto resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Per voi che siete vegetariani, con un'occhiata agli ingredienti si trovano sempre onigiri e snack senza carne.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le dieci, undici), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta utile è Tokyo–Kyoto (Giorno 5). Spedendo le valigie avanti la mattina, arrivate a Kyoto con il solo zaino e vi godete la sera tra Gion e Pontocho, senza bagagli, appena scesi dal treno.
Con i vostri interessi (fotografia, tecnologia, mercati) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per la tecnologia e la fotografia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto (fotocamere, obiettivi, schede, batterie, accessori) a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate circa il 10%. Se cercate un obiettivo o un corpo macchina, qui vale davvero la pena guardare.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese), leggeri, belli e poco costosi.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine, così non trascinate i pacchi per tutto il viaggio. Quasi tutto quello che vedete ad Akihabara lo ritrovate anche altrove, quindi niente fretta il primo giorno.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e i medicinali personali. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, di ottima qualità.
Siamo nel tardo autunno, inizio inverno: di giorno tra i due e i dieci gradi, più freddo la mattina presto e la sera, con il buio che cala verso le cinque. L'aria è secca e limpida, ideale per i panorami e per il Fuji. Vestitevi a strati e portate un guscio antivento, guanti e berretto, soprattutto per la giornata al lago Kawaguchi. Un dettaglio da fotografi: il freddo scarica le batterie in fretta, tenetene un paio di scorta al caldo in tasca.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco "Lost & Found" o "Baggage Service", nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Avete scritto che vi piace fare foto, e nel GiappoTest la fotografia e i panorami sono le passioni al primo posto, con il cibo di strada subito dietro. Quelle indicazioni hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
La fotografia e i panorami sono il cardine, non un extra. Per questo ogni giornata vi porta davanti a un soggetto forte nel momento di luce giusto: Shibuya Sky verso il tramonto, il Monte Fuji al mattino presto dal lago Kawaguchi, Fushimi Inari all'alba senza folla, il koyo tardivo di Tokyo e Kyoto, il Padiglione d'Oro sull'acqua. Non è un elenco di posti da spuntare: è una sequenza costruita attorno a quando quei posti danno il meglio.
Avete chiesto Nara in modo esplicito. Ed è dentro, con una giornata intera dedicata: i cervi liberi del parco, uno dei soggetti più iconici del Giappone, e il Grande Buddha di Todai-ji. È a quarantacinque minuti da Kyoto, quindi resta un'escursione in giornata, senza spostare la base.
Il cibo di strada è al terzo posto tra le vostre passioni. Per questo lo trovate ogni giorno: da Shinjuku la prima sera, ad Ameyoko a Ueno, tra Gion e il Mercato Nishiki a Kyoto. E siccome mangiate vegetariano, ve l'ho segnalato con attenzione: la trappola del dashi di pesce, i locali dichiaratamente vegetariani o vegani, la cucina shojin ryori di Kyoto, così da non rinunciare mai all'assaggio.
La tecnologia vi interessa. Per questo Akihabara ha uno spazio dedicato con un budget suo, e nella sezione shopping trovate dove guardare per la fotografia con l'esenzione IVA: un modo per unire due vostre passioni in un colpo solo.
Siete una coppia e non avete chiesto una corsa. Per questo le basi sono due sole e il ritmo alterna giornate leggere, medie e intense, senza mai incatenare troppi giorni pieni di fila. Arrivo, cambio città e partenza sono volutamente leggeri. Osaka, che pure era vicina, è rimasta fuori proprio per non togliere respiro alle foto e alle passeggiate.
Partite a fine autunno, e l'ho sfruttato. L'aria secca e limpida di dicembre è la migliore dell'anno per i panorami e per vedere il Fuji, e il koyo tardivo è ancora acceso nei templi a bassa quota. Persino la sera fotografica di Kodai-ji nasce da qui: è la stagionalità giusta per voi, non un festival calato dall'alto.
Questo è il vostro viaggio, Giulia. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o fatene uno screenshot. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio in una bottega di Arashiyama, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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