Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio per voi è "un sogno" e un modo per "vedere una cultura diversa", e che quello che cercate è soprattutto "relax". Avete chiesto i grandi luoghi del Giappone, se possibile un po' di mare ma senza grandi spostamenti e senza prendere un altro aereo, e di tenere conto del caldo di agosto.
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo insieme tutte queste cose, scelta dopo scelta. Non è un programma generico: è pensato per voi tre, per un agosto caldo e umido, per chi vuole templi e giardini veri ma con il tempo di respirare, e per non rincorrere niente.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso è lineare: aprite con Tokyo, scendete nel cuore di Kyoto per i templi e per i fuochi del 16 agosto, salite tra le montagne di Hakone per due notti di onsen, e rientrate a Tokyo con una giornata di mare a Kamakura prima del volo. Hakone si trova proprio sulla linea tra Kyoto e Tokyo, quindi fermarsi lì al ritorno non vi fa perdere tempo: è una pausa naturale prima dell'ultimo tratto.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 12–15 ago | 3 | Arrivo, Asakusa e templi, giardini e viste |
| Kyoto | 15–18 ago | 3 | Templi, giardini, kimono, i fuochi del Daimonji |
| Hakone | 18–20 ago | 2 | Ryokan, onsen, natura, Lago Ashi |
| Tokyo | 20–23 ago | 3 | Rientro, Kamakura e il mare, partenza |
La logica è semplice: Kyoto prende il primo blocco pieno, quando avete ancora tutte le energie per i templi e i giardini che avete messo al primo posto, e cade proprio nelle date in cui la città accende i suoi fuochi. Hakone arriva dopo, come decompressione tra Kyoto e Tokyo, ed è il momento del "relax" puro. Il rientro a Tokyo serve per il volo da Narita, e ne approfittate per il mare di Kamakura.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Una raccomandazione che vale per tutto: il vostro viaggio cade in piena settimana di Obon, una delle più affollate dell'anno. Prenotate il prima possibile, soprattutto Kyoto e il ryokan di Hakone, perché le strutture buone si esauriscono con mesi di anticipo.
Atterrate a Haneda alle 10:45. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora e mezza abbondante), raggiungete la zona dell'hotel con il treno Keikyu, che da Haneda arriva verso Asakusa e Ueno in una mezz'ora. Il primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino, mentre la città cresce intorno a voi.
Siete in hotel nel primo pomeriggio. La cosa più giusta da fare il primo giorno è anche la più semplice: posate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora nel quartiere. Con il caldo di agosto, però, non strafate: questa è una giornata leggera, di acclimatazione.
Verso sera, quando il sole cala e l'aria diventa più sopportabile, una passeggiata fino al Senso-ji di Asakusa illuminato, oppure lungo il fiume, è il modo perfetto per chiudere il primo giorno. Poi cena vicino all'hotel: ramen, gyoza, un primo assaggio di street food.
Oggi si sfrutta il fresco del mattino. Uscite presto e dedicate le prime ore ad Asakusa: il Senso-ji con la grande lanterna rossa, la via Nakamise con le bancarelle, l'atmosfera della Tokyo antica prima che arrivino la folla e il caldo. Da lì, a un passo, c'è la zona di Ueno con i suoi giardini e i musei, comodi proprio perché vi tengono al riparo nelle ore centrali.
Quando il sole picchia, tra mezzogiorno e metà pomeriggio, ci si mette all'ombra o al coperto: un museo a Ueno, un pranzo lungo, le gallerie commerciali. È così che si vive l'estate giapponese, e i giapponesi fanno esattamente lo stesso.
Nel tardo pomeriggio, quando rinfresca, spostatevi verso ovest per il Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta nel mezzo della città, e il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen lì vicino: verde, silenzio, vialetti larghi. Sono i giardini che avete messo al primo posto, e a quest'ora sono al loro meglio.
La sera, ramen o izakaya nel quartiere.
Mattina presto al Giardino di Hamarikyu, sulla baia: un antico giardino feudale con la casa da tè in mezzo a uno stagno d'acqua salata, i grattacieli che fanno da sfondo ai pini secolari. Ci si siede, si prende un matcha guardando l'acqua, e si lascia che la città resti fuori. È uno dei giardini più belli e meno scontati di Tokyo.
Nelle ore calde ci si ripara: pranzo con calma, una galleria coperta, un quartiere all'ombra. Tokyo, ad agosto, si gode meglio a tappe.
Nel tardo pomeriggio salite a prendere una vista panoramica: l'osservatorio del Palazzo del Governo Metropolitano a Shinjuku è gratuito e regala una distesa di città fino all'orizzonte, bellissima all'ora del tramonto. Poi una passeggiata serale tra i vicoli di Omoide Yokocho o nei dintorni, con lo street food che riempie l'aria.
Mattina con calma a Tokyo, poi si scende verso ovest. Lo Shinkansen da Tokyo Station a Kyoto Station dura circa due ore e un quarto: il treno veloce, il paesaggio che scorre, un bento dal kombini sulle ginocchia. Con un po' di fortuna, sulla destra, il Monte Fuji vi saluta per qualche secondo.
Arrivate a Kyoto nel pomeriggio. Check-in nella zona di Kawaramachi e, nelle ore più calde, un po' di riposo. Quando rinfresca, la prima Kyoto si assaggia piano: il Mercato Nishiki, quattrocento metri coperti di bancarelle di cibo tradizionale (è anche il vostro momento street food), e poi il vicolo di Pontocho e le rive del Kamogawa, dove la gente del posto si siede la sera a prendere il fresco.
Oggi si vive la Kyoto dei templi, e la si vive vestiti come si deve. Al mattino presto, prima del caldo, fate la vestizione del kimono in uno degli atelier del centro: ve lo sistemano addosso, scegliete fantasia e accessori, e uscite così.
Salite a Higashiyama, la collina dei templi: il Kiyomizu-dera con la grande terrazza di legno affacciata sulla città, e le vie acciottolate di Sannenzaka e Ninenzaka che scendono tra case di legno, botteghe di ceramiche e di tè. Andateci all'apertura: con il kimono il caldo si sente di più, e la luce del mattino è la più bella. Rientrate l'atelier nel primo pomeriggio e passate le ore calde al fresco: oggi la sera sarà lunga.
Perché questa sera, il 16 agosto, Kyoto celebra il Gozan no Okuribi, conosciuto anche come Daimonji. Alla fine dell'Obon, la settimana in cui si crede che le anime degli antenati tornino a visitare i vivi, cinque enormi fuochi vengono accesi sulle montagne intorno alla città, a partire dalle otto di sera. Il primo, a forma del grande ideogramma "dai", si accende sul monte a est e si vede dal centro. È un rito antico, lento, raccolto: non uno spettacolo, ma un addio.
Il posto migliore per guardarlo sono le rive del Kamogawa, a pochi passi dal vostro hotel. Cena leggera presto, magari da asporto da gustare in riva al fiume, poi vi sistemate con calma verso il tramonto e aspettate i fuochi.
Oggi è la giornata dei giardini e dei santuari, e per questo si parte davvero presto. Arrivate ad Arashiyama, a ovest della città, prima delle otto: la Foresta di bambù all'alba è fresca, silenziosa e quasi vuota, ed è l'unico modo per viverla davvero.
A due passi c'è il Tempio Tenryu-ji con il suo giardino, uno dei più belli di Kyoto: lo specchio d'acqua, i pini, le rocce e le montagne sullo sfondo, composti come un quadro che cambia a ogni passo. È esattamente il tipo di giardino che avete messo in cima alla lista, e al mattino è perfetto. Completate con il ponte Togetsukyo e le rive del fiume.
Nelle ore centrali rientrate al fresco. Nel tardo pomeriggio, quando il sole cala, il Fushimi Inari Taisha: il santuario dei mille torii rossi che salgono lungo la montagna, aperto sempre e gratuito. A quest'ora la luce filtra di lato tra un torii e l'altro e c'è meno gente; il primo tratto, il più bello, è più che sufficiente. Cena tranquilla in centro per l'ultima sera a Kyoto.
Ultima mattina a Kyoto con calma, poi si sale verso la montagna. Prendete lo Shinkansen da Kyoto Station a Odawara Station (circa due ore), e da Odawara entrate nell'area di Hakone con il Hakone Free Pass, che da qui in avanti copre il trenino di montagna, la funivia, il battello e i bus della zona.
Salite verso il vostro ryokan a Hakone-Yumoto o Gora. Il pomeriggio è tutto vostro e tutto lento: l'arrivo, la stanza con i tatami, lo yukata, il primo bagno nell'onsen. Dopo i giorni pieni di Kyoto, questo è il cambio di passo che cercavate. In montagna l'aria è più leggera e il caldo molto più gentile che in città.
La sera, la cena kaiseki servita nel ryokan: una portata dopo l'altra, ognuna presentata come un piccolo quadro, verdure di stagione, tofu, pesce. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più curato, ed è già inclusa nel soggiorno.
Questa è la giornata più lenta del viaggio, ed è voluta. Niente sveglia all'alba, niente programma fitto: oggi si recupera.
Dopo la colazione, fate con calma il giro classico di Hakone. Il trenino di montagna e la funivia salgono verso Owakudani, la valle vulcanica con le fumarole; poi si scende al Lago Ashi, dove un battello vi porta sull'acqua con il grande torii rosso del santuario che si specchia sulla riva. Se la giornata è limpida, da qui a volte si intravede il Monte Fuji; in piena estate è spesso nascosto tra le nuvole, ma il lago e il verde restano bellissimi comunque.
È una giornata di natura e di viste panoramiche, fatta con il ritmo giusto. Le ore più calde le passate sull'acqua o all'ombra, senza fretta. Se vi va, lungo il percorso ci sono musei e giardini all'aperto in cui fermarsi.
La sera, di nuovo l'onsen e di nuovo la cena kaiseki nel ryokan. Vi addormentate nel silenzio della montagna.
Mattina senza fretta a Hakone, magari un ultimo bagno nell'onsen prima di scendere. Poi prendete il Romancecar della Odakyu da Hakone-Yumoto a Shinjuku: circa un'ora e venti di treno panoramico, con i finestroni che si aprono sulle montagne e sui fiumi mentre si torna verso la città. È un viaggio che fa già parte della vacanza.
Da Shinjuku raggiungete in metro la zona di Ueno o Asakusa, quella che già conoscete dai primi giorni. Sistematevi e, quando rinfresca, due passi nel quartiere.
Se vi va, la sera è perfetta per i primi acquisti di souvenir, ora che sapete cosa vi piace. Cena tranquilla in zona: domani vi aspetta il mare.
Oggi Tokyo si mostra dal suo lato più tranquillo. Mattina nel quartiere di Yanaka, una delle poche zone scampate ai bombardamenti e ai terremoti: vicoli stretti, case di legno, botteghe artigiane, templi piccoli e un cimitero verde e silenzioso. Si gira solo a piedi, con calma, ed è la Tokyo che pochi turisti vedono.
Lì vicino, un altro giardino classico: il Kyu-Furukawa o il Rikugien, capolavori di passeggio con stagni, ponti e colline artificiali. Nelle ore calde, di nuovo al riparo: un pranzo lungo, una sala da tè, le gallerie.
Il pomeriggio e la sera liberi per gli acquisti seri e per lo street food: ora avete l'occhio allenato e sapete cosa portare a casa. È anche l'ultima sera piena a Tokyo, quindi godetevela senza programma.
Avevate chiesto il mare, senza grandi spostamenti e senza prendere un aereo. Eccolo: Kamakura è a circa un'ora di treno da Tokyo, ed è il modo più semplice e bello per chiudere il viaggio con la sabbia sotto i piedi.
Al mattino, mentre è ancora fresco, andate a vedere il Grande Buddha (Daibutsu) di Kotoku-in, la statua di bronzo seduta all'aperto da quasi otto secoli, e i templi attorno, immersi nel verde delle colline. Kamakura è un'antica capitale, piena di santuari e di silenzio, e si gira a piedi con calma.
Poi il mare. Le spiagge di Yuigahama e Zaimokuza sono a due passi: ci si siede, si fa un bagno, ci si gode il pomeriggio senza programma. È la giornata di relax pura che cercavate, e cade proprio prima di tornare a casa.
In serata si rientra a Tokyo. Ultima cena giapponese e valigie, con calma.
Il volo parte da Narita alle 22:50, quindi avete tutta la giornata davanti senza fretta. Lasciate i bagagli in deposito all'hotel e godetevi le ultime ore: gli ultimi souvenir, un pranzo con calma, un giardino o un quartiere che avete amato e volete rivedere.
Nel tardo pomeriggio recuperate i bagagli e prendete il Keisei Skyliner da Keisei-Ueno fino a Narita, circa quarantacinque minuti. Puntate ad arrivare in aeroporto con tre ore di anticipo rispetto al volo, quindi muovetevi dalla zona dell'hotel verso il primo pomeriggio inoltrato.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto viaggiate con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo–Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovreste prendere lo Hikari, leggermente più lento. Per questo viaggio specifico non conviene: le tratte JR del vostro percorso (Tokyo–Kyoto, Kyoto–Odawara e Kamakura) sommate costano circa 158 euro a persona, contro i 280 del pass settimanale. In più il Romancecar di Hakone, il Hakone Free Pass e il Keisei Skyliner non sono treni JR e non sarebbero comunque coperti. I biglietti singoli vi fanno risparmiare circa 122 euro a persona. Se in futuro decideste di usarlo, si acquista su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo Haneda Airport Terminal 3 → zona Asakusa / Ueno |
Keikyu (treno) | 30 min | €5 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen (JR) | 2h 15min | €80 |
| Kyoto → Hakone Kyoto Station → Odawara Station |
Tokaido Shinkansen (JR) | 2h | €70 |
| Giro di Hakone Trenino, funivia, battello, bus della zona (da Odawara) |
Hakone Free Pass (area Hakone, 2 giorni) | 2 giorni | €33 |
| Hakone → Tokyo Hakone-Yumoto Station → Shinjuku Station |
Romancecar (Odakyu) | 1h 20min | €15 |
| Tokyo → Kamakura (andata e ritorno) zona Tokyo → Kamakura Station (poi Enoden per il Daibutsu) |
Linea JR Yokosuka | 1h | €8 |
| Tokyo → Narita Keisei-Ueno Station → Narita Airport |
Keisei Skyliner | 45 min | €15 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3, disponibili in inglese. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Se invece passate da Narita (vi servirà a fine viaggio per la partenza): le macchinette Welcome Suica sono davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 sia al Terminal 2·3, e c'è anche il JR East Travel Service Center con personale, sullo stesso piano.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. La appoggiate ai tornelli esattamente come la tessera fisica e la ricaricate da Wallet. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferirla anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i trasporti intercity che richiedono un posto (i due Shinkansen, il Romancecar di Hakone, il Keisei Skyliner) conviene prenotare prima di partire: avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità vale la differenza, soprattutto in settimana di Obon quando i treni si riempiono.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite flessibilità, comprate i biglietti agli sportelli JR nelle stazioni principali: mostrate destinazione e data, e ve li stampano. Funziona perfettamente. L'unico rischio, in alta stagione, è che il treno all'ora esatta che volevate sia pieno e dobbiate prendere il successivo. La frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza".
I voli sono già pagati e l'assicurazione l'avete già stipulata. Gli alloggi invece sono ancora da prenotare, quindi qui sotto sono inclusi. Quello che segue è la spesa realistica del viaggio, a persona, dal momento in cui atterrate.
| Alloggi (11 notti, da prenotare) | €920 |
| Biglietti treni, bus e transfer | €226 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (12 giorni) | €450 |
| Attività e ingressi | €130 |
| Totale a persona | €1.816 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del tuo viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i tuoi condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai tuoi gusti.
Il tocco personale al tuo itinerario. Questa guida è il tuo catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usala prima della partenza. Prenditi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterai. Se trovi un negozio o un'esperienza che ti ispira, aggiungila al tuo GiappoPlan per condire la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferisci la libertà? Se ami esplorare seguendo il flusso del momento, puoi anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui hai due modi diversi per muoverti, a seconda della tua personalità:
L'Esploratore Spontaneo: apri la guida direttamente sul posto quando inizi ad avere fame. Cerca la zona in cui ti trovi e vai a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non vuoi perdere neanche un minuto, usa la guida prima di partire. Segnati i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal tuo itinerario. Così, una volta in Giappone, saprai già esattamente verso quale insegna dirigerti.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Seguite le indicazioni passo passo: vi mostra persino da quale uscita della stazione uscire.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi vi servirà la connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
Si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al proprio numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la Suica. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta. In ogni caso, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non allo sportello sotto pressione, ma da parte, con calma, su Google Translate, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non quello del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
La Suica si blocca ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Cambiate solo le parti tra parentesi quadre con le vostre informazioni. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Ad agosto sono anche un rifugio prezioso dal caldo: aria condizionata, acqua fresca, gelati. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando vi conviene: la tratta più utile è dall'hotel di Kyoto direttamente all'hotel di Tokyo del rientro, saltando Hakone. Così affrontate le due notti in ryokan, tra trenino e funivia di montagna, solo con uno zaino leggero invece che con le valigie grandi: una comodità enorme. Spedite la mattina della partenza da Kyoto e ritrovate i bagagli a Tokyo.
Con i vostri gusti, più orientati alla tradizione che alla tecnologia, il Giappone offre souvenir che valgono davvero e si trovano solo lì.
Cosa vale la pena: il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, le ceramiche artigianali, i tenugui (gli asciugamani decorati in cotone, leggeri e bellissimi), gli incensi, i ventagli, e i Kit Kat in gusti che fuori dal Giappone non esistono (matcha, sakura, sake), perfetti come pensierino. A Nishiki Market e nelle vie di Higashiyama a Kyoto trovate il meglio dell'artigianato.
Esenzione IVA: nei grandi negozi, portando il passaporto alla cassa, recuperate circa il 10% sugli acquisti sopra una certa soglia.
La strategia: a Kyoto guardate e segnatevi, gli acquisti seri fateli negli ultimi giorni di Tokyo, quando avete l'occhio allenato. Ad agosto, approfittate delle gallerie commerciali coperte e climatizzate per fare shopping proprio nelle ore più calde.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico, il termometro, e i medicinali personali.
Visto il periodo, aggiungete due cose pensate per il caldo: integratori di sali minerali (utilissimi contro la spossatezza da afa) e una buona crema solare. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, quindi riempite la borraccia e bevete spesso.
Agosto è il mese più caldo e umido: di giorno tra i 32 e i 36 gradi, con afa che fa percepire ancora di più, e la notte raramente sotto i 25. Sono possibili brevi temporali pomeridiani. Portate abiti leggeri e traspiranti, un cappello, occhiali da sole, crema solare, un ventaglio e un piccolo asciugamano rinfrescante. La regola d'oro è quella su cui è costruito tutto l'itinerario: fuori all'alba, al riparo nelle ore centrali, di nuovo fuori la sera.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati.
Il consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono e indirizzo email. Grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco "Lost & Found" o "Baggage Service" (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva del check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che questo viaggio è "un sogno" e che quello che cercate è "relax", quelle due parole hanno guidato ogni scelta di questo documento.
Avete messo templi e giardini al primo posto. Per questo Kyoto prende il primo blocco pieno del viaggio, quando avete ancora tutte le energie: Higashiyama e il Kiyomizu-dera, la Foresta di bambù e il giardino del Tenryu-ji ad Arashiyama, i mille torii del Fushimi Inari. Non come elenco di cose da spuntare, ma con il tempo di viverli all'alba, quando sono al loro meglio e il caldo perdona.
Avete chiesto relax. Per questo, subito dopo Kyoto, ci sono due notti in ryokan a Hakone, con onsen e cena kaiseki, e una giornata intera fatta apposta per non fare niente. Arriva nel punto giusto del viaggio: si scaricano le gambe prima dell'ultimo tratto. E per questo non c'è una sola giornata davvero intensa: il ritmo è calibrato, mai di corsa.
Avete chiesto i grandi festival tradizionali. Qui il viaggio è stato fortunato: la sera del 16 agosto, mentre siete a Kyoto, la città accende i fuochi del Daimonji sulle montagne. È uno dei riti più sentiti del Giappone, e cade esattamente nelle vostre date, a pochi passi dal vostro hotel.
Avete chiesto un po' di mare, ma senza grandi spostamenti e senza un altro aereo. Per questo c'è Kamakura: un'ora di treno da Tokyo, il Grande Buddha, i templi e la spiaggia nello stesso giorno. Niente voli interni, niente lunghi trasferimenti.
Avete chiesto di tenere conto del caldo. Per questo ogni giornata è costruita sullo stesso schema: fuori presto al mattino, al riparo nelle ore centrali, di nuovo fuori la sera, con gli eventi serali messi proprio quando l'aria diventa respirabile.
Viaggiate in tre, con una persona di quattordici anni. Per questo ci sono le rive del fiume per i fuochi, il battello sul Lago Ashi, la spiaggia di Kamakura: momenti che funzionano per tutti, non solo templi uno dietro l'altro.
Questo è il vostro viaggio, Irene. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete i fuochi accendersi sulle montagne, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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