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Avete scritto che per voi il Giappone "è tutto" perché Moreno è insegnante di judo e questa terra è l'origine della disciplina che ha costruito la sua vita. Avete scritto anche che volete portarvi a casa "ricordi, un segno indelebile", che dopo questo viaggio ci dev'essere "un prima e un dopo", e che accanto ai luoghi iconici cercate "cose, posti unici, poco conosciuti, veri".
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una coppia di due adulti che fa la prima volta in Giappone con ventuno giorni a disposizione, per un maestro di judo che andrà al Kodokan a vedere il dojo dove Kano Jigoro fondò la disciplina nel 1882, per chi vuole camminare tra i templi all'alba e davanti al torii di Miyajima al tramonto.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove in modo lineare: arrivate a Tokyo per una settimana di immersione profonda, scendete verso sud via Hakone con il suo ryokan, entrate nel cuore culturale di Kyoto, raggiungete l'energia di Osaka con l'escursione a Hiroshima, risalite verso il Mar del Giappone per Kanazawa, e chiudete con gli ultimi giorni a Tokyo prima del volo di ritorno. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag.
| Città | Date | Notti | Alloggio |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 30 mag – 6 giu | 7 | Tosei Hotel Cocone Asakusa Kuramae (prenotato) |
| Hakone | 6 – 7 giu | 1 | Shirayunoyado Yamadaya Gora (prenotato) |
| Kyoto | 7 – 11 giu | 4 | Zona Kawaramachi / Shijo (da prenotare) |
| Osaka | 11 – 13 giu | 2 | Zona Namba / Shinsaibashi (da prenotare) |
| Kanazawa | 13 – 15 giu | 2 | Centro / zona stazione (da prenotare) |
| Tokyo | 15 – 19 giu | 4 | Zona Shinjuku (da prenotare) |
Avete già prenotato i due alloggi più importanti: la vostra settimana a Tokyo iniziale e la notte in ryokan a Hakone. Per gli altri soggiorni vi do zone, nomi di riferimento e budget. Entrambe le situazioni sono coerenti con la logica del viaggio.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per le prenotazioni che vi mancano, usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile.
Atterrate a Narita alle 12:30. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora abbondante), prendete il Narita Express dalla stazione JR dell'aeroporto fino a Tokyo Station: un'ora seduti con le valigie sistemate, guardando dal finestrino case e campi che si trasformano lentamente nei grattacieli della capitale. Da Tokyo Station prendete la linea Toei Asakusa fino a Kuramae Station, dieci minuti.
Siete in hotel verso le 15. La prima cosa da fare è la più giusta: appoggiate le valigie, uscite piano e camminate senza meta per un'ora. Kuramae è un quartiere di artigiani e botteghe, e non c'è modo migliore di arrivare in Giappone che lasciandosi investire dall'atmosfera lenta della Tokyo shitamachi. Il fiume Sumida è a due minuti a piedi.
La sera, ramen o izakaya nel quartiere. Ce ne sono ovunque attorno all'hotel, a tutti i prezzi. Mangiate, tornate, dormite presto: il jet lag vi aiuterà.
Il primo vero giorno giapponese inizia con un'alba: il Tempio Senso-ji di Asakusa a piedi dall'hotel, in quindici minuti. Il tempio più antico di Tokyo, la grande lanterna rossa del Kaminarimon, i padiglioni di legno scuro. Se siete lì entro le otto, siete praticamente soli. La via Nakamise con le sue bancarelle apre poco dopo, ed è lì che fate colazione: dolci di riso, senbei, taiyaki ripieni.
A metà mattina vi spostate in metro verso Ueno, dieci minuti. Il grande parco con il laghetto Shinobazu, il Tempio Toshogu, i templi più piccoli nascosti tra gli alberi. Calcolate due ore buone di passeggiata lenta. Il parco di Ueno è uno dei più amati dai tokyoiti della domenica, quindi è pieno di vita: famiglie, coppie anziane, fotografi con la reflex.
Nel pomeriggio, a venti minuti a piedi da Ueno, il quartiere di Yanaka: una delle poche zone di Tokyo sopravvissute ai bombardamenti e al terremoto del 1923, case di legno a due piani, cimiteri silenziosi, gatti che dormono sui muretti. È la Tokyo che nessuna guida mainstream mostra, ed è esattamente quello che avete chiesto quando avete scritto "posti unici, poco conosciuti, veri".
La sera, cena ad Asakusa sulla via Hoppy-dori o nei vicoli interni.
Questo è il giorno che Moreno aspetta da quando ha messo il primo judogi addosso.
La mattinata comincia dolce, con il Palazzo Imperiale: i giardini orientali sono aperti al pubblico, gratuiti, e sono quello che resta dell'antico castello Edo che per duecentocinquant'anni è stato il centro del potere giapponese. Le pietre massicce della cinta muraria, il fossato, gli alberi che i giardinieri curano con la stessa disciplina dei tempi degli shogun. Un'ora e mezza di passeggiata lenta. Dopo, Marunouchi per un pranzo veloce, poi Ginza nel primo pomeriggio.
Alle quattro del pomeriggio siete al Kodokan Judo Institute, a Bunkyo, tre fermate di metro. È la casa mondiale del judo, fondato da Kano Jigoro nel 1882. Edificio di otto piani, sei dojo interni, e al settimo piano il main dojo: quattrocentoventi tatami, novecento posti per spettatori sull'ottavo piano, la disciplina come viene praticata al suo livello più alto. Gli allenamenti degli adulti iniziano alle 17:30 e proseguono fino alle 20.
Cenate zona Korakuen o tornate verso Asakusa: se avete energia, una chankonabe (il brodo nutriente degli atleti di judo e sumo, con verdure, pollo e pesce) a Ryogoku chiude perfettamente la giornata.
Sveglia alle quattro. Sì, davvero. Alle cinque siete al mercato del pesce di Toyosu, il successore del vecchio Tsukiji, il mercato ittico più grande del mondo. Il tour che vi ho segnalato nella sezione prenotazioni vi porta dentro la sala dell'asta del tonno: un ballatoio da cui si guardano le grandi scatole di ghiaccio coi tonni rossi interi, i grossisti che controllano la carne con la torcia, l'asta vera e propria con i gesti codificati tra compratori e banditore. Loana avete chiesto "se ci fosse la possibilità di visitare un mercato del pesce particolare": Toyosu è il più particolare che esista. Il tour dura circa due ore, include la colazione con sushi al mercato, e termina verso le sette e mezza.
Tornate in hotel a metà mattina. Riposate qualche ora, sciacquatevi il sonno e il sale. Il pomeriggio vi porta a TeamLab Planets, sempre nell'area di Toyosu: quaranta minuti a piedi dal mercato o pochi minuti di metro. È un museo di arte digitale totalmente immersivo, dove si cammina a piedi nudi dentro stanze di specchi, installazioni di luce, giardini di orchidee sospese e acqua fino al ginocchio. Calcolate almeno due ore.
La sera, cena leggera in zona Odaiba o rientro ad Asakusa. Se avete ancora energia, al tramonto il ponte arcobaleno di Odaiba offre una delle viste migliori sullo skyline di Tokyo dalla baia: uno di quei panorami che giustificano l'interesse massimo che avete dato alle viste.
La Tokyo occidentale. Un'ora e mezza di metro separa Kuramae da Harajuku, e lì cambia tutto: architettura, età delle persone per strada, ritmo, colori.
Cominciate dal Santuario Meiji Jingu, l'ingresso sud è ad Harajuku Station. È immerso in una foresta artificiale di centomila alberi piantati cent'anni fa per creare un santuario nel mezzo della metropoli: cinque minuti di camminata e Tokyo sparisce, non si sente più un rumore. Uno dei santuari shintoisti più sacri del Giappone. Calcolate un'ora e mezza, tutto pianeggiante, e cercate il giardino interno con il pozzo sacro di Kiyomasa se avete tempo.
Dal santuario uscite direttamente a Takeshita-dori, la via pedonale di Harajuku: cultura kawaii al suo massimo, crepes giganti, negozi di moda adolescenziale. Dieci minuti vi bastano per osservarla, non c'è bisogno di comprare niente. Poi Omotesando, il viale che scende verso Aoyama: un'altra cosa completamente. Architettura contemporanea firmata (Tadao Ando, Herzog & de Meuron, SANAA hanno tutti costruito edifici qui), boutique di marchi giapponesi indipendenti, alberi di zelkova ai lati.
Pranzo in zona, poi Shibuya: lo Shibuya Crossing attraversato almeno due volte per capire cos'è, e poi salite al Shibuya Sky, l'osservatorio sul tetto a 230 metri. Vista a 360 gradi, compresa Tokyo Tower e, se il cielo è terso, il Monte Fuji all'orizzonte verso ovest. Prenotate lo slot online una settimana prima, meglio al tramonto.
La sera, cena a Shinjuku: venti minuti di metro da Shibuya. Omoide Yokocho, i vicoli delle yakitori sotto i binari, sembra di essere entrati nel dopoguerra; Golden Gai, i microbar da quattro posti dove si beve gomito a gomito. La Tokyo notturna è esattamente quello che avete chiesto.
Secondo giorno di sveglia all'alba, e secondo giorno fondamentale.
Alle sei e mezza siete a Ryogoku, venti minuti di metro da Kuramae. Ryogoku è il quartiere del sumo: qui c'è il Kokugikan, l'arena dove si svolgono i tornei di Tokyo, e qui ci sono le heya, le scuderie dove i lottatori vivono, si allenano e mangiano insieme. Una guida vi porta a vedere l'allenamento mattutino (keiko) in una vera heya: non uno spettacolo per turisti, ma l'allenamento reale che i rikishi fanno ogni mattina, dalle sei alle otto. Si osserva seduti in silenzio, mentre la guida spiega i rituali, la gerarchia, il significato di ogni gesto, la storia del sumo come sport shintoista.
L'allenamento finisce verso le otto. Dopo, potete fermarvi nella zona: il Kokugikan ha un piccolo museo del sumo (gratuito, aperto nei giorni senza torneo), e in zona trovate alcuni ristoranti chanko-nabe storici gestiti da ex lottatori. Un pranzo di chanko-nabe dopo un keiko chiude il cerchio.
Il resto della giornata è leggero: passeggiata sul fiume Sumida a piedi, tornando verso l'hotel. Oggi è un giorno di recupero deliberato, perché domani avete Kamakura.
Kamakura è la "Kyoto dell'est": l'antica capitale del primo shogunato (dal 1185 al 1333), un'ora di treno da Tokyo, templi e santuari ovunque, una costa pacifica e un entroterra di boschi. Partite presto da Tokyo Station con la JR Yokosuka Line fino a Kamakura Station: cinquantacinque minuti seduti, €4 a persona sola andata.
Il primo stop è l'Hase-dera: tempio a terrazza con vista sull'oceano, uno dei luoghi più belli del Giappone nella stagione delle ortensie. E fine maggio-inizio giugno è esattamente la stagione. Gli ajisai, le ortensie giapponesi, fioriscono lungo un sentiero in salita che si inerpica sul fianco della collina: azzurre, rosa, viola, bianche, a migliaia. Una delle foto memorabili di tutto il viaggio arriva da qui.
Da Hase-dera, venti minuti a piedi, il Grande Buddha di Kamakura: una statua di bronzo di tredici metri e mezzo, fusa nel 1252, all'aperto da ottocento anni perché il tempio che la ospitava fu distrutto da uno tsunami nel XV secolo. Si può entrare dentro la statua pagando un piccolo supplemento: la cavità interna è sorprendentemente semplice, ma vederla dall'interno dà la misura della tecnica con cui fu realizzata.
Pranzo a Kamakura. Nel pomeriggio, Tsurugaoka Hachimangu, il santuario samurai centrale della città: un grande complesso con il viale cerimoniale Wakamiya-oji che scende verso il mare, utilizzato per le processioni shogunali. Lo shintoismo qui è legato alla cultura guerriera, e per Moreno che viene dal judo questa lettura è rilevante: il judo nasce dalla tradizione marziale samurai, e il Tsurugaoka Hachimangu è uno dei santuari che celebravano quella tradizione.
Prima del rientro, una passeggiata su Komachi-dori, la via principale, per uno snack o un souvenir, e rientro a Tokyo per cena. Giornata intensa, molto cammino, e avrete bisogno di riposo: domani lasciate la capitale.
L'ultima mattina a Kuramae è tranquilla. Check-out, colazione zona hotel, e poi spostamento verso Shinjuku Station (da Kuramae con la linea Toei Oedo, venti minuti). Da Shinjuku parte l'Odakyu Romance Car, il treno panoramico per Hakone: novanta minuti di viaggio seduti in prima classe con finestroni grandi, montagne che salgono, foreste che si infittiscono, arrivo a Hakone-Yumoto Station.
A Yumoto cambiate sulla Hakone Tozan Line, il trenino a cremagliera che sale tra i tornanti fino a Gora Station: quaranta minuti, una tratta famosa per la bellezza del percorso tra boschi, ponti rossi e cascate. Il Hakone Free Pass di due giorni (€30) copre tutta la tratta da Shinjuku fino a dentro Hakone e include il ritorno a Odawara del giorno dopo.
Arrivate a Gora verso mezzogiorno. Il Hakone Open-Air Museum è a cinque minuti a piedi dalla stazione ed è uno dei più belli del Giappone: un parco di sculture sparse sui pendii della montagna, con una galleria interna dedicata a Picasso, Moore, Rodin e molti altri. Il Padiglione Symphonic Sculpture, una torre di vetrate colorate che si attraversa salendo una scala a chiocciola, è da solo una ragione per venire. Calcolate due ore abbondanti. Parchi iconici e viste panoramiche, che avete messi entrambi al massimo, qui si sommano.
Alle 15 siete al ryokan: la navetta gratuita dello Shirayunoyado Yamadaya vi passa a prendere alla stazione di Gora tra le 15 e le 18. Check-in, yukata, il primo onsen privato.
La sera, la cena kaiseki: otto, dieci portate servite una alla volta nella sala del ryokan, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna, verdure di stagione, pesce del fiume, magari una carne di manzo locale. È la cucina tradizionale giapponese al suo livello più alto, e con il sake caldo che vi accompagna è una serata che segnerà la memoria del viaggio.
Dopo cena, l'onsen privato di nuovo. Il bagno in parquet di Shirayunoyado è unico in Giappone.
Colazione tradizionale del ryokan: pesce grigliato, riso, miso, sottaceti, tofu. È parte dell'esperienza tanto quanto la cena della sera prima.
Se il cielo è terso e avete un'ora, prendete la funivia Hakone Ropeway fino a Owakudani: la valle vulcanica del cratere di Hakone, dove le sorgenti sulfuree bollono e si vendono le famose uova nere cotte nell'acqua calda (la leggenda dice che ogni uovo mangiato allunga la vita di sette anni). Nelle giornate più limpide, dall'alto di Owakudani, il Monte Fuji appare frontale: uno di quei momenti che giustificano il viaggio. La funivia è inclusa nel Hakone Free Pass.
Check-out entro le 10. Con la Hakone Tozan Line scendete di nuovo verso Hakone-Yumoto, e da lì proseguite fino a Odawara Station: è la stazione del Tokaido Shinkansen più vicina, e saltare il rientro a Tokyo è la scelta logistica giusta per un itinerario da est a ovest.
A Odawara prendete il Tokaido Shinkansen Hikari fino a Kyoto Station: due ore seduti, con un dettaglio importante.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Da Kyoto Station con la metro raggiungete la zona Kawaramachi dove avete l'hotel. Check-in, orientamento zona, prima passeggiata.
Nel tardo pomeriggio, Gion: il distretto delle geisha, a quindici minuti a piedi dall'hotel. Hanamikoji-dori con le sue case di legno, Pontocho con i ristoranti affacciati sul fiume Kamo, il ponte Shijo dove la sera si siedono studenti e coppie guardando l'acqua. Se siete lì al crepuscolo e siete silenziosi, potreste vedere una maiko (apprendista geisha) passare di fretta dall'okiya al ristorante dove ha un appuntamento: succede ogni sera, ed è uno dei momenti più magici di Kyoto.
Cena a Pontocho o in un kaiseki leggero zona Gion. Domani comincia la Kyoto dei templi.
Kyoto si vive meglio la mattina presto, prima che arrivino i pullman turistici. Sveglia alle sei, colazione veloce in hotel o al kombini, e alle sette siete a Kiyomizu-dera, il tempio d'acqua pura sulla collina di Higashiyama. Il tempio apre alle sei, e tra le sette e le otto è quasi vuoto: avrete la grande terrazza di legno sospesa sul vuoto (è la più grande struttura a sbalzo in legno del Giappone, costruita senza un solo chiodo) con la vista su Kyoto al risveglio, con il cielo ancora tenue di mattina. Calcolate un'ora e mezza.
Scendete dalla collina a piedi attraverso Sannenzaka e Ninenzaka, le due stradine lastricate più fotografate del Giappone: case di legno del periodo Edo, botteghe di ceramica, negozi di tè matcha, piccoli ristoranti di dolci tradizionali. Le luci del mattino qui sono quelle giuste.
Arrivate a piedi a Yasaka-no-to, la pagoda del tempio Hokan-ji, una delle icone di Kyoto: la vedete in cima a una via stretta, incorniciata dalle case tradizionali. Qui tutti si fermano a fotografare. Proseguite verso Yasaka Shrine, il santuario shintoista con la lanterna enorme all'ingresso, e scendete nel Maruyama Park, il parco pubblico più antico di Kyoto, perfetto per una pausa.
Pranzo in zona Gion, e nel pomeriggio Chion-in, il tempio madre della scuola buddhista Jodo: il grande portale di ingresso è la più grande porta templare del Giappone, la sala principale è enorme, l'atmosfera completamente diversa dai templi più turistici. Meno persone, più silenzio.
Rientro in hotel nel tardo pomeriggio. Cena a Pontocho, il vicolo stretto parallelo al fiume Kamo: ogni porta è un ristorante, dal più economico al più raffinato.
Giornata doppia, con due momenti forti molto diversi tra loro.
La sveglia è di nuovo presto. Alle sette siete a Fushimi Inari Taisha, dieci minuti di treno locale da Kyoto Station. È il santuario della divinità del riso, ed è famoso in tutto il mondo per i suoi diecimila torii vermigli che formano un tunnel rosso sul fianco del monte Inari. Se siete lì prima delle otto, avrete i primi tratti praticamente vuoti: camminando soli sotto i torii, sentendo solo il rumore dei vostri passi sulla pietra, l'effetto è ipnotico. Fushimi Inari è aperto 24 ore su 24 ed è gratuito.
La salita completa al monte Inari richiede due ore e mezza di camminata in salita ma non è obbligatoria: il primo tratto, fino al mirador del Yotsutsuji, dura quaranta minuti e restituisce la vista migliore sul sud di Kyoto. Decidete voi in base all'energia.
Rientrate in centro per pranzo, e nel primo pomeriggio è il momento del kimono. Loana avete detto di volerlo provare, e Kyoto è la città giusta per farlo: a Higashiyama ci sono negozi specializzati che affittano kimono completi con obi, geta e acconciatura per mezza giornata, a circa €50 a persona. Il kimono resta addosso fino al rientro serale nella stessa sede.
La passeggiata pomeridiana in kimono tra Gion Shirakawa (la parte meno affollata di Gion, quella dei canali con i salici piangenti e delle case tradizionali) e Pontocho è uno dei momenti più fotogenici del viaggio. Cercate di arrivare a Tofuku-ji se avete ancora tempo: il tempio zen con il giardino a damiera progettato da Mirei Shigemori negli anni Trenta, uno dei giardini più celebri del Giappone moderno.
Restituzione del kimono entro sera. Cena leggera, rientro in hotel.
Nara è la prima capitale permanente del Giappone (dal 710 al 794), quarantacinque minuti di treno locale da Kyoto Station a Nara Station con la JR Nara Line. Si fa in giornata senza problemi.
Dalla stazione, a piedi o con bus, in quindici minuti siete al Nara Park: un grande parco pubblico di circa cinquecento ettari dove vivono liberi oltre milleduecento cervi sika. Nella tradizione shintoista sono messaggeri divini e sono protetti dall'ottavo secolo. Vi si avvicinano per mangiare i senbei (biscotti per cervi) che si comprano dai venditori a duecento yen: è la foto memorabile classica di Nara. Se fate l'inchino, molti cervi rispondono inchinandosi a loro volta, è stato loro insegnato.
Dentro al parco, il Todai-ji: il tempio della grande luce, che ospita il Daibutsu di Nara, una statua del Buddha Vairocana alta quindici metri, la più grande statua di Buddha in bronzo del mondo. L'edificio che la ospita (il Daibutsuden) era il più grande edificio in legno del mondo per un millennio, e resta impressionante anche nella versione ricostruita dopo vari incendi. Calcolate un'ora e mezza.
Dopo Todai-ji, dieci minuti a piedi dentro il parco, arrivate al Kasuga Taisha: un santuario del 768 d.C. con tremila lanterne di pietra e di bronzo sparse nel complesso, molte donate nei secoli dai samurai e dai nobili. L'atmosfera nel bosco intorno è quella di un Giappone molto antico, molto più antico di tutto quello che avete visto finora. Il sentiero di avvicinamento, fiancheggiato dalle lanterne nel bosco di cedri millenari, è una camminata lenta e silenziosa.
Pranzo a Nara, e nel primo pomeriggio, se avete tempo ed energia, l'Isuien Garden (un giardino Meiji piccolo ma perfetto, con la vista sul tetto di Todai-ji incorporata nella composizione visiva: è quello che si chiama "paesaggio preso in prestito").
Rientro a Kyoto per cena: una cucina più leggera stasera, perché domani cambiate città.
La mattina è l'ultima a Kyoto, e la dedicate ad Arashiyama, il quartiere occidentale della città. Dovete partire molto presto: la Foresta di bambù di Arashiyama va vista prima delle otto per apprezzarla davvero, senza turisti che rovinano la sensazione. Il sentiero dura solo dieci minuti da un capo all'altro, ma nel mezzo, circondati dai tronchi verdi alti venti metri, con il vento che li fa oscillare e il rumore del bambù che si sfrega, è uno dei momenti che restano.
Dopo la foresta, il Tenryu-ji: tempio zen patrimonio UNESCO, con il giardino Sogen progettato nel XIV secolo dal maestro Muso Soseki. Considerato il primo dei cinque grandi templi zen di Kyoto. Calcolate un'ora: la sala principale, il giardino dei prestiti paesaggistici sulle montagne circostanti, il tranquillo corridoio in legno da cui si guarda.
Rientrate a Kyoto centro, passate in hotel per il check-out e i bagagli. Il trasferimento a Osaka è breve: da Kyoto-Kawaramachi Station (la stazione Hankyu, non la JR, sono in due punti diversi della città) prendete il treno Hankyu ordinario fino a Osaka-Umeda Station. Quarantacinque minuti di viaggio, €2,50 a persona.
Arrivate a Osaka nel pomeriggio. Da Umeda, con la metro Midosuji, in dieci minuti siete alla zona Namba dove avete l'hotel. Check-in, pausa, e poi fuori per il primo impatto con Osaka.
Il primo impatto è Dotonbori: cinque minuti a piedi dall'hotel. Il canale con le insegne al neon che si riflettono sull'acqua, il Glico Man corridore, il granchio luminoso gigante di Kani Doraku, la folla che cammina. Takoyaki fatti al momento (polpo e pastella su piastre concave), okonomiyaki sulla piastra (la frittata di cavolo e carne/pesce tipica dell'Osaka), kushikatsu (spiedini fritti). Il vostro voto al cibo di strada e alla vita notturna si paga stasera tutto insieme.
Se dopo cena avete energia, il mercato Kuromon è aperto fino a tardi: sashimi freschi tagliati al momento, ostriche grigliate, spiedini di wagyu. Centoquarantacinque anni di storia.
Avete scritto che sentite Hiroshima come un dovere morale. Questa giornata è per quello.
Sveglia presto. Dalla vostra zona Namba, con la metro in venti minuti raggiungete Shin-Osaka Station, la stazione Shinkansen. Lo Shinkansen Sakura da Shin-Osaka a Hiroshima Station impiega un'ora e mezza. Siete in città entro le nove e mezza.
Dalla stazione con il tram in quindici minuti raggiungete il Peace Memorial Park. Qui c'è l'A-Bomb Dome, la Cupola della Bomba Atomica: la struttura lasciata in piedi esattamente come era il 6 agosto 1945 dopo l'esplosione, come monito. Patrimonio UNESCO. Vederla dal vivo è diverso da qualsiasi foto. Il parco intorno è stato progettato da Kenzo Tange negli anni Cinquanta come luogo di meditazione pubblica. Calcolate un'ora per camminare nel parco, leggere le targhe, vedere il monumento ai bambini con le mille gru di carta (Sadako), il cenotafio centrale con il nome di tutte le vittime identificate.
Il Peace Memorial Museum richiede almeno un'ora e mezza, e non è una visita facile. Foto, oggetti personali delle vittime, testimonianze. Ve lo dico perché ci siate preparati emotivamente: molti escono profondamente scossi. Biglietto €1,50 a persona, ma vale tutto di più.
Dopo il museo, vi consiglio una pausa. A Hiroshima si mangia l'okonomiyaki in una versione locale diversa da quella di Osaka: a strati invece che mescolata, con soba o udon dentro. Okonomimura, un palazzo di quattro piani pieno solo di ristoranti di okonomiyaki, è a cinque minuti dal parco.
Nel primo pomeriggio cambiate tono del giorno: dalla stazione di Hiroshima prendete il tram o il JR locale fino a Miyajima-guchi, e da lì il traghetto JR vi porta sull'isola di Miyajima in dieci minuti. Arrivate all'Itsukushima Shrine, il santuario shintoista del XII secolo con il grande torii vermiglio piantato nel mare: una delle tre viste più iconiche del Giappone. Con l'alta marea il torii galleggia sull'acqua, con la bassa marea ci si può camminare sotto. L'isola è piccola, si gira a piedi, e ci sono cervi sika come a Nara, liberi anche loro.
La sera torno tardi e Shinkansen verso Osaka, arrivate a Namba per l'una di notte. È una giornata di dieci ore effettive, forse la più intensa del viaggio. Ma dovevate farla, e l'avete fatta.
La giornata di ieri è stata molto. Oggi il ritmo è lento.
Mattinata tranquilla a Osaka. Colazione zona hotel, eventualmente un'ultima passeggiata per il Castello di Osaka se avete energia (il parco intorno è aperto gratuitamente, ci si cammina in mezzo senza fretta e il dongione restaurato si vede anche dall'esterno).
Dopo il check-out, il trasferimento. Da Namba raggiungete Shin-Osaka Station con la metro. Da Shin-Osaka prendete il Limited Express Thunderbird (un treno JR a lunga percorrenza con posti riservati) fino a Tsuruga Station: un'ora e venti di viaggio. A Tsuruga cambiate e prendete il Shinkansen Hokuriku fino a Kanazawa Station: venti minuti. In totale due ore di viaggio, €52 a persona.
Arrivate a Kanazawa nel primo pomeriggio. Check-in hotel, e poi prima passeggiata per orientarsi. La stazione di Kanazawa è una delle più belle del Giappone, con la sua architettura moderna e il Tsuzumi-mon, un enorme portale tradizionale che evoca un tamburo giapponese.
Nel tardo pomeriggio, entrate in Higashi Chaya al crepuscolo, venti minuti dalla stazione. È uno dei tre distretti delle geisha di Kanazawa, con case di legno dalle finestre a griglia perfettamente conservate, lanterne accese all'imbrunire, qualche ochaya (casa da tè) che ancora ospita clienti locali. È la stessa atmosfera che avrete visto a Gion ma meno turistica, più silenziosa, più vicina al modo in cui era nell'Ottocento.
Cena a Kanazawa: la città è famosa per il pesce fresco del Mar del Giappone, in particolare sashimi e sushi. Ordinate quello che non trovate altrove.
Mattinata al Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone, insieme a Kairakuen di Mito e Korakuen di Okayama. Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. Fu iniziato nel Seicento dalla famiglia Maeda come giardino privato del loro castello, aperto al pubblico nel 1871. Calcolate due ore di passeggiata lenta tra i pini rigorosamente potati, i laghetti con le carpe koi, le fontane a gravità più antiche del Giappone, i ponti di pietra. È esattamente il tipo di posto che avete messo al massimo nei vostri interessi quando avete votato nove il vostro amore per i giardini iconici.
Adiacente al Kenrokuen, attraversate il ponte e siete al Castello di Kanazawa: ricostruito nel 2001 con le tecniche tradizionali, bianco e austero, con il grande cancello Ishikawa-mon che fa da soglia. La sala interna si visita, ingresso pochi euro.
A pranzo andate all'Omicho Market: il mercato del pesce storico di Kanazawa, trecento anni di attività, duecento bancarelle coperte. Qui è il mercato locale, non turistico come Toyosu: i chef di Kanazawa vengono qui ogni mattina a scegliere il pesce per i loro ristoranti. Ordinate un kaisendon, la ciotola di riso coperta di sashimi di stagione: è uno dei piatti migliori che mangerete in tutto il viaggio.
Loana, avete chiesto un "mercato del pesce particolare": Toyosu vi ha mostrato l'asta del tonno all'alba nel mercato più grande del mondo, Omicho vi mostra il mercato locale della provincia dove i giapponesi comprano il pesce per la cena. Due sfumature molto diverse della stessa cosa.
Pomeriggio nel quartiere samurai di Nagamachi: le vecchie residenze dei samurai della famiglia Maeda, mura di terra e pietra, canaletti d'acqua che scorrono lungo le strade, la Casa Nomura aperta alla visita con il suo giardino interno perfetto. Kanazawa ai tempi degli shogun era la quinta città più ricca del Giappone: qui se ne vede ancora il tessuto.
Se avete ancora energia, il 21st Century Museum of Contemporary Art (aperto la domenica) è un museo rotondo e trasparente progettato da SANAA, uno dei più famosi al mondo per l'architettura contemporanea giapponese, con la Swimming Pool di Leandro Erlich: un'installazione che sembra una piscina vera ma in realtà è solo uno strato d'acqua sopra una stanza vetrata, dentro cui le persone si fanno foto. Ingresso circa €10. Coerente con le foto memorabili che avete chiesto.
La sera, una cena a base di kaga-ryori (la cucina tradizionale di Kanazawa, raffinata, con forte influenza della cultura aristocratica Maeda).
Ultima colazione a Kanazawa con calma. Dopo il check-out, il trasferimento verso la chiusura del viaggio.
Dalla Kanazawa Station prendete il Shinkansen Hokuriku Kagayaki diretto fino a Tokyo Station: due ore e mezza, senza cambi. Il Kagayaki è il servizio più veloce sulla linea Hokuriku, prenotazione del posto obbligatoria.
Arrivate a Tokyo Station a metà mattina. Con la linea Yamanote in quindici minuti raggiungete Shinjuku Station dove avete il nuovo hotel. Il check-in è dalle 15, ma potete lasciare i bagagli alla reception e cominciare subito a respirare la zona.
Shinjuku è una Tokyo diversa da quella che avete conosciuto a Kuramae due settimane fa. Qui tutto è verticale, luminoso, denso di persone. Nel pomeriggio ci andate piano: lo Shinjuku Gyoen, il giardino imperiale a cinque minuti dall'hotel, è uno dei parchi più belli di Tokyo, sessanta ettari di spazio verde nel cuore della città. Un'oasi dopo tanto movimento. Ingresso €3 a persona. È la prima occasione per respirare dopo una settimana di ritmo costante.
La sera, cena in zona. Shinjuku ha più ristoranti per metro quadro di qualsiasi altra zona di Tokyo, a tutti i prezzi. Scegliete qualcosa di vicino all'hotel, non serve andare lontano stasera.
Giornata di Tokyo centrale, quella dei grattacieli e degli spazi istituzionali che in una settimana non avete ancora toccato completamente.
Cominciate dai Giardini Orientali del Palazzo Imperiale: gratuiti, aperti dal martedì alla domenica, sono quello che resta del vecchio castello Edo. Le pietre massicce della cinta muraria, il fossato interno, gli alberi secolari. Un'ora e mezza di passeggiata lenta. È un pezzo di Tokyo che il turismo di massa raramente visita perché è fuori dalle rotte ovvie.
Dal palazzo imperiale, dieci minuti a piedi, raggiungete il Hie Shrine ad Akasaka: è il santuario shintoista che protegge Tokyo dal nord-est (dalla direzione da cui, secondo la tradizione, vengono i demoni). È associato alla famiglia Tokugawa e ha una lunga scalinata coperta di torii vermigli che ricorda Fushimi Inari ma in miniatura. Un'ora.
Pranzo ad Akasaka, quartiere più elegante di Shinjuku e più tranquillo di Shibuya.
Nel pomeriggio salite al Roppongi Hills Sky Deck, il tetto panoramico di Roppongi Hills, per una vista a 360 gradi su Tokyo. Dall'altro lato del quartiere, a piedi, arrivate al Zojo-ji, il tempio buddhista storico della famiglia Tokugawa, con la Tokyo Tower (la torre rossa e bianca ispirata alla Torre Eiffel) come sfondo visivo. Una delle foto più iconiche di Tokyo: tempio antico davanti, torre moderna dietro. Foto memorabili, che avete chiesto.
La sera, cena zona Roppongi o rientro Shinjuku per una cena izakaya.
Giornata di chiusura, con il momento gastronomico più alto del viaggio la sera.
La mattina è per Omotesando e Aoyama, i quartieri dell'architettura contemporanea e delle boutique indipendenti giapponesi. Il viale alberato di Omotesando è lungo un chilometro e mezzo: camminatelo tutto, entrate nei negozi che vi attirano, osservate l'architettura degli edifici firmati. L'edificio di Prada disegnato da Herzog & de Meuron, il Tokyo Plaza Omotesando Harajuku con la facciata di vetro a specchio, la Dior Building di SANAA. Anche se non comprate niente, è una galleria di architettura a cielo aperto. Due ore.
Pranzo in zona Omotesando, poi nel pomeriggio vi spostate al Tokyo Metropolitan Government Building a Shinjuku, quindici minuti a piedi dall'hotel. È un grattacielo gemello di 243 metri con due osservatori gratuiti al 45° piano: la vista su Tokyo è enorme, gratuita, e nelle giornate terse si vede anche il Monte Fuji all'orizzonte. Scelta migliore del Shibuya Sky se volete chiudere il viaggio con un panorama senza spendere niente.
Il resto del pomeriggio è libero. Fate shopping nei grandi magazzini di Shinjuku, prendete l'ultimo tè matcha zona Omotesando, comprate i regali che vi mancano.
La sera è il momento del wagyu. Avete detto di volerlo provare, e Tokyo vi offre l'accesso a tutti i tipi di wagyu giapponese: Kobe (il più famoso), Matsusaka (il più raro), Ohmi (il più antico). Scegliete un ristorante yakiniku (griglia al tavolo, carne che si cucina da sé un pezzo alla volta, esperienza sociale) oppure teppanyaki (il cuoco davanti a voi sulla piastra, spettacolo). In zona Shinjuku ci sono ottimi posti di entrambi i tipi.
Dopo cena, se la serata si allunga: Omoide Yokocho per un sake o due sotto i binari della stazione di Shinjuku, tra le lanterne delle yakitori e il rumore dei treni che passano sopra. Chiusura perfetta.
Giorno di decompressione. Nessuna attività obbligatoria, nessun tempio da vedere di fretta. Respirate.
Una possibilità: tornate a Kuramae e Kappabashi, il vostro primo quartiere. Kappabashi è la via della coltelleria giapponese e delle stoviglie professionali: due chilometri di negozi specializzati dove gli chef di tutto il mondo vengono a comprare. Un coltello da cucina giapponese fatto a mano (Tojiro, Masamoto, Misono: marchi storici) costa tra i 100 e i 300 euro ed è un oggetto di vita: se seguito bene, dura per sempre. È il tipo di souvenir che non si trova da nessun'altra parte. In zona Kuramae trovate anche piccoli atelier di carte washi, furoshiki (i teli per impacchettare), profumi tradizionali. Artigianato vero, non souvenir da aeroporto.
Se invece volete tornare al classico, passate la mattina a Ginza (lusso giapponese, depato storici come Mitsukoshi e Wako, caffetterie raffinate) o alla Yanaka Ginza (la via dello shopping popolare nel quartiere che avete visitato la domenica 31 maggio).
Nel pomeriggio preparate i bagagli e la mente. Se non avete ancora ripensato al viaggio, questo è il giorno: è una delle cose migliori che possiate fare, sedersi qualche ora in hotel o in un kissaten (caffè tradizionale) e mettere in ordine quello che avete visto.
La sera, ultima cena. Scegliete qualcosa che non avete ancora provato: un sushi omakase in un piccolo ristorante di Shinjuku (il sushi chef decide il menu, otto-dieci portate, esperienza seria: calcolate €80-120 a persona), un tonkatsu artigianale, o un kaiseki leggero. Qualunque cosa scegliate, che sia un'ultima cena memorabile.
Colazione tranquilla in hotel. Check-out nella prima mattina.
Il volo di ritorno parte da Narita alle 18. Secondo il mio consiglio (vedi Consigli Pratici, sezione Check-in in aeroporto), arrivate tre ore prima, quindi per le 15 all'aeroporto. Conteggi: il Narita Express da Shinjuku Station fino a Narita Airport dura un'ora e mezza. Partite da Shinjuku alle 13 al più tardi per essere tranquilli.
Avete il pomeriggio libero prima del volo. Se avete energia, una passeggiata finale al Shinjuku Gyoen o nelle grandi gallerie commerciali della stazione (Takashimaya, Lumine) è una chiusura ragionevole. Altrimenti, riposate in hotel.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi si sale su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3 ore contro le 2 ore e quindici del Nozomi. Per questo viaggio specifico, il conto non torna: il JR Pass da 14 giorni costa €445 a persona, i biglietti singoli del vostro itinerario costano €412 a persona. I singoli vincono di circa €30 a testa e vi lasciano liberi di usare anche la linea Hankyu per Kyoto-Osaka, che il pass non copre. Se in futuro valutaste un pass per un altro viaggio, si acquista su japanrailpass.net.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Narita → Tokyo Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) → Tokyo Station |
Narita Express (JR) | 1h | €18 |
| Tokyo ⇄ Kamakura a/r Tokyo Station → Kamakura Station |
JR Yokosuka Line | 55 min | €8 |
| Tokyo ⇄ Hakone Shinjuku Station → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romance Car + Hakone Free Pass 2 giorni (copre anche trasporti dentro Hakone e ritorno a Odawara) | 1h 30min | €30 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto → Odawara Station → Kyoto Station |
Hakone Tozan Line + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 30min | €71 |
| Kyoto ⇄ Nara a/r Kyoto Station → Nara Station |
JR Nara Line (treno locale) | 45 min | €10 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Treno Hankyu ordinario (feriale, il Kyo Train Garaku non circola di giovedì) | 45 min | €5 |
| Osaka ⇄ Hiroshima a/r Shin-Osaka Station → Hiroshima Station |
Shinkansen Sakura (JR) | 1h 30min (a tratta) | €120 |
| Osaka → Kanazawa Shin-Osaka Station → Tsuruga Station (cambio) → Kanazawa Station |
Limited Express Thunderbird (JR) + Shinkansen Hokuriku (JR) | 2h | €52 |
| Kanazawa → Tokyo Kanazawa Station → Tokyo Station |
Shinkansen Hokuriku Kagayaki (JR, diretto) | 2h 30min | €80 |
| Tokyo → Narita Shinjuku Station (o Tokyo Station) → Narita Airport |
Narita Express (JR) | 1h 30min | €18 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Narita: appena superate l'immigrazione e ritirate i bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Trovate le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Sono il metodo più veloce: selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, andate al JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale, confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity della tabella (tranne Kyoto-Nara e il treno Hankyu, che non richiedono prenotazione), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non ci dovete pensare sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (ad esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. È raro, ma può capitare. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
I voli, l'hotel di Tokyo iniziale, il ryokan di Hakone e l'assicurazione sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone durante i ventuno giorni. I numeri sono stime a persona.
| Alloggi da prenotare (12 notti: Kyoto, Osaka, Kanazawa, Tokyo rientro) | €756 |
| Biglietti treni e bus intercity | €412 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (21 giorni) | €825 |
| Attività e ingressi | €335 |
| Totale stimato a persona | €2.418 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Non dovete organizzare nulla in anticipo per la maggior parte del viaggio.
Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Kanazawa), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarla al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La regola per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate: "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Nara) o il nome di una stazione grande. Non serve mettere il nome del tempio o dell'attrazione: basta arrivare nella città giusta, poi ci pensate voi. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete: "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta. Lo staff delle stazioni giapponesi è abituato a indicare con il dito: spesso ve lo mostrano senza nemmeno parlare.
La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete: "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava per il tragitto: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione.
In tutti e tre i casi: scrivete prima, avvicinatevi dopo, mostrate lo schermo, aspettate. Funziona sempre.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15-20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Kyoto-Osaka (Giorno 13, 11 giugno): spedite i bagagli da Kyoto a Osaka la mattina mentre voi fate Arashiyama, e quando arrivate in hotel a Osaka nel pomeriggio le valigie sono già lì. Un'altra tratta utile è Osaka-Kanazawa (Giorno 15, 13 giugno) se volete rendere il cambio di due treni con due bagagli in mano una cosa facile. Anche Kanazawa-Tokyo (Giorno 17) può valere la pena se non volete trascinare le valigie sullo Shinkansen. Non è obbligatorio, ma è un servizio che in Giappone rende il viaggio completamente diverso.
Con i vostri interessi (artigianato, cibo, foto memorabili) il Giappone offre poco che dovreste perdere. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Coltelleria giapponese (Tokyo): a Kappabashi a Kuramae, vicino al vostro primo hotel, trovate i migliori coltelli da cucina del mondo. Marchi storici come Tojiro, Masamoto, Misono, Aritsugu. Un coltello giapponese fatto a mano costa tra i 100 e i 300 euro e dura per sempre. Per un maestro di judo che conosce il valore degli oggetti ben costruiti, è un souvenir di altra categoria.
Foglia d'oro di Kanazawa: Kanazawa produce il 99% della foglia d'oro del Giappone. Nei negozi di Higashi Chaya si trovano cosmetici, dolci, piccoli oggetti lavorati con la kinpaku. Da Hakuza o Sakuda trovate anche oggetti decorativi raffinati: foglio trasparente, incensi dorati, prodotti per il tè.
Artigianato di Kyoto: ceramiche di Kiyomizu, tè matcha sfuso dai negozi specializzati (Ippodo a Teramachi è il classico), tenugui (asciugamani di cotone tradizionale), incensi (Shoyeido è centenario). Atelier piccoli, prezzi accessibili, qualità.
Souvenir da supermercato: i Kit Kat in gusti locali (matcha, sakura, sake, wasabi, yuzu, patata dolce: cambiano per stagione e città), i dolci secchi di Kyoto, i tè in bustine. Sono perfetti per i regali al rientro e costano pochissimo.
Esenzione IVA: nei grandi magazzini e nei negozi che espongono il logo "Tax Free", presentando il passaporto alla cassa risparmiate il 10% sull'acquisto. Soglia minima variabile (spesso 5.000 yen, circa €30).
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri li fate verso la fine: a Tokyo nei giorni 18-20 avete tempo dedicato per passare per Kappabashi, Ginza e i grandi magazzini di Shinjuku.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico per adulti (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per Moreno, se pratica ancora attivamente il judo, un antinfiammatorio e qualcosa per contusioni minori non guasta.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Il periodo del vostro viaggio copre la fine della primavera e l'inizio del tsuyu, la stagione delle piogge giapponese, che solitamente comincia a metà giugno. Le temperature sono tra i 22 e i 28 gradi di giorno, più miti la sera. L'umidità cresce progressivamente durante il viaggio. Potete aspettarvi giornate di pioggia a Hakone, Kyoto e Tokyo, soprattutto nella seconda metà del viaggio. Portate una giacca leggera impermeabile o un piccolo ombrello compatto. Scarpe che tollerano l'acqua. Tessuti traspiranti per l'umidità. In compenso, è la stagione delle ortensie (ajisai), e Kamakura fiorisce tra fine maggio e giugno.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore. Vi danno un numero di riferimento per tracciare lo stato.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando Moreno ha scritto che "il judo è il suo mondo, quindi il Giappone è tutto", e quando avete detto entrambi che questo viaggio deve essere "un prima e un dopo", "un segno indelebile", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Il Kodokan al Giorno 3 è per Moreno. Non è un'attrazione tra le altre: è il luogo in cui Kano Jigoro fondò il judo nel 1882, ed è ancora la casa mondiale della disciplina. Ci andate in un lunedì feriale esattamente perché in quei giorni il dojo è operativo e si possono osservare gli allenamenti degli adulti dalle 17:30. Per un insegnante di judo, questa non è una visita: è un pellegrinaggio. La giornata è stata costruita attorno a quello, con il Palazzo Imperiale al mattino come preparazione (il legame tra judo e tradizione marziale dei samurai) e la chankonabe alla sera come chiusura coerente.
Il sumo morning keiko al Giorno 6 onora un'altra richiesta forte. Avreste voluto un torneo dal vivo, ma il Natsu Basho finisce il 24 maggio, sei giorni prima che arriviate. Il keiko mattutino è l'alternativa più vicina all'esperienza che cercavate: non uno spettacolo, l'allenamento reale dentro una heya, dove per due ore si respira la cultura del sumo come sport shintoista. Per Moreno, che conosce dall'interno il mondo delle arti marziali giapponesi, questa densità è diversa da quella di un turista qualsiasi.
Loana avete chiesto un mercato del pesce particolare, e ve ne ho dato due. Toyosu al Giorno 4, con l'asta del tonno all'alba, è il mercato ittico più grande del mondo. Omicho al Giorno 16, è il mercato storico locale di Kanazawa, dove il pesce del Mar del Giappone arriva ogni mattina e lo comprano i cuochi della città. Uno è lo spettacolo globale, l'altro è la quotidianità locale. Insieme coprono completamente la curiosità che avevate espresso.
Il ryokan di Hakone con il private onsen è pensato attorno al vostro vincolo reale. Loana avete i tatuaggi, e il 90% dei bagni termali giapponesi non accetta ospiti tatuati. Shirayunoyado Yamadaya dichiara esplicitamente sul sito ufficiale di ospitare coppie e persone con tatuaggi nei suoi onsen privati. Non è un caso che sia quello l'alloggio prenotato: è l'unico modo di farvi vivere un'esperienza termale piena senza conversazioni imbarazzanti all'ingresso di un bagno comune.
Hiroshima al Giorno 14 è il dovere morale che avete nominato. Avete scritto proprio così, "dovere morale", ed è una parola precisa. L'ho trattata da parola precisa: giornata intera dedicata, museo della pace completo, e poi Miyajima nel pomeriggio per chiudere con bellezza una giornata che altrimenti si porterebbe addosso solo peso. Il torii nell'acqua di Itsukushima è uno dei tre panorami più iconici del Giappone, e dopo il Peace Memorial è esattamente quello che serve.
Il kimono a Kyoto al Giorno 11 e la cena wagyu al Giorno 19 chiudono le altre due vostre richieste esplicite. Il kimono a Kyoto perché è la città giusta (Gion in kimono ha un'altra luce), il wagyu a Tokyo rientro perché è il momento gastronomico più alto del viaggio e lo abbiamo messo come chiusura, il giorno prima della partenza simbolica, così che fosse l'ultimo grande ricordo di tavola.
Kanazawa è la scelta che molti pacchetti-standard saltano. L'ho inserita perché avete scritto che accanto ai posti iconici cercavate anche "cose, posti unici, poco conosciuti, veri". Kanazawa è una città di 450.000 abitanti che in pochi giri turistici appare, ma ha uno dei tre giardini top del Giappone (Kenrokuen), uno dei mercati del pesce storici più belli (Omicho), tre distretti di geisha perfettamente conservati e il quartiere samurai più intatto del paese. Due notti lì prima del rientro a Tokyo funzionano come decompressione tra l'energia di Osaka e l'ultima settimana di metropoli.
Il ritmo di 21 giorni è costruito per una coppia adulta, non per ventenni con uno zaino. Guardando le giornate: tre intense (Kamakura, Nara, Hiroshima), nove medie, nove leggere (inclusi i giorni di trasferimento). Mai due intense di fila. Break strategici dopo quattro-cinque giorni pieni. Il jet lag del primo giorno rispettato, la decompressione dell'ultimo giorno rispettata. È costruito perché possiate ricordarvi le giornate, non sopravvivere.
Questo è il vostro viaggio, Loana e Moreno. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete gli allenamenti al Kodokan, quelle scene avranno un significato diverso se conoscerete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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