Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo è un "viaggio di famiglia" e che volete portarvi a casa "scoperte e avventure", non un giro turistico standard. Avete chiesto esplicitamente "un programma ben definito non turistico, soprattutto senza stress", che vi indichi "mercati e quartieri che ci coinvolgono" e ristoranti "non nei soliti posti commerciali".
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia di quattro persone che ha già prenotato i voli, gli hotel e arriva in Giappone con una richiesta chiara, vivere il Giappone vero, quello dei giapponesi, non quello delle cartoline. Per questo ogni giornata, oltre alle attrazioni principali, contiene un quartiere autentico dove i turisti non vanno: Yanaka a Tokyo, Sanmachi Suji a Takayama, Nishijin a Kyoto, Tenjinbashi a Osaka. Sono lì apposta per voi.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo, attraversate le Alpi giapponesi con una notte a Takayama, esplorate il cuore culturale del paese a Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka prima del volo. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag: avete pianificato bene.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 19–24 ago | 5 | Hyatt Regency Tokyo (Nishi-Shinjuku) |
| Takayama | 24–25 ago | 1 | Ryokan tradizionale |
| Kyoto | 25–28 ago | 3 | Hotel The Celestine Kyoto Gion (Higashiyama) |
| Osaka | 28–31 ago | 3 | Centara Grand Hotel Osaka (Namba) |
La logica del routing è semplice: avete prenotato il volo aperto Haneda in entrata e Kansai in uscita, che è la scelta più intelligente per un viaggio Tokyo–Osaka. Niente shinkansen di ritorno, niente tre ore di treno solo per riprendere lo stesso aeroporto. Cinque notti a Tokyo permettono di vivere la metropoli con calma, una notte a Takayama vi dà l'esperienza ryokan completa, tre a Kyoto coprono i grandi templi e i quartieri storici, tre a Osaka chiudono con street food, Universal Studios e Castello.
Avete già prenotato tutti gli hotel, e avete scelto bene. Vi spiego cosa avete attorno a ognuno e come muovervi da lì, così sapete cosa aspettarvi quando arrivate.
Atterrate a Haneda alle 10 del mattino. Calcolate un'ora abbondante tra immigrazione e ritiro bagagli: con il fuso orario sarete stanchi ma in piedi presto. Dall'aeroporto il modo più comodo per arrivare in hotel è il Limousine Bus diretto: parte dal terminal arrivi e si ferma proprio davanti all'Hyatt Regency, circa quarantacinque minuti, costa intorno ai 1.300 yen a persona (i bambini sotto i 12 anni hanno tariffe ridotte). Niente cambi, niente metro con le valigie. In alternativa, monorail più Oedo Line fino a Tochomae.
Siete in hotel verso le 13. La cosa migliore da fare è la più semplice: appoggiate i bagagli in custodia (le camere sono pronte alle 15), uscite e camminate piano per un'ora attorno a Shinjuku. La metropoli è enorme e disorientante, il modo migliore di entrarci è lasciandosi investire dal caos della stazione, dei grattacieli e delle insegne.
Nel tardo pomeriggio, a cinque minuti dall'hotel, c'è il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen: 60 ettari di verde nel mezzo della città, panchine, alberi enormi, pace assoluta. È il posto giusto per il primo pomeriggio in Giappone: si cammina, si respira, si guarda. Chiude verso il tramonto, ingresso circa €3 a persona.
La sera, a dieci minuti a piedi dall'hotel, c'è un posto che vi piacerà: Omoide Yokocho, "il vicolo dei ricordi", una serie di vicoli stretti dietro Shinjuku Station con piccole bancarelle di yakitori (spiedini di pollo grigliati) e ramen. Cinque metri quadri ogni locale, sgabelli, fumo della carbonella, lavoratori giapponesi che bevono birra dopo il lavoro. È il primo assaggio dello street food autentico e non turistico che avete chiesto.
Tornate, dormite presto. Domani inizia il viaggio vero.
Sveglia presto, e il fuso orario europeo vi aiuterà: probabilmente siete già svegli alle 6.
Direzione Ryogoku, venti minuti di metro: oggi vedete dal vivo l'allenamento mattutino dei lottatori di sumo in una vera scuderia (sumo-beya). Non è uno spettacolo per turisti: è il keiko, l'allenamento reale che i lottatori fanno ogni mattina alle 7. Si entra, ci si siede in silenzio sul tatami, si osserva per circa un'ora e mezza. Una guida vi spiega chi sono i diversi ranghi (rikishi, sekiwake, ozeki, yokozuna), perché si lanciano sale sul ring (è purificazione shintoista), perché i più giovani fanno le pulizie. È una delle esperienze più autentiche e meno turistiche del viaggio. Alla fine, si può fare una foto di gruppo con i lottatori.
Dopo il sumo, restate nel cluster est: dieci minuti di metro vi portano ad Asakusa, il quartiere più antico di Tokyo. Il Tempio Senso-ji con la sua grande lanterna rossa, la via Nakamise piena di bancarelle di street food e artigianato, la passeggiata sul fiume Sumida con vista sullo SkyTree. Calcolate due ore buone per Asakusa: è un'esperienza coinvolgente.
A dieci minuti a piedi da Senso-ji c'è Kappabashi-dori, la "via dei coltelli e degli utensili da cucina", dove gli chef di tutto il Giappone vanno a comprare. Niente turisti di massa, solo botteghe di lame artigianali, ceramiche, stampi, finte pietanze in plastica per le vetrine dei ristoranti. Un'oretta di passeggiata diversa, autentica, dove probabilmente comprerete qualcosa di vero da portare a casa.
La sera, cena chanko-nabe (lo stufato dei sumotori) in un ristorante di Ryogoku gestito da ex lottatori, oppure ramen e izakaya nelle vie laterali di Asakusa.
La giornata che i ragazzi aspettano. Comincia tranquilla: pomeriggio e sera saranno intensi.
Mattina al TeamLab, un museo di arte digitale completamente immersivo che non esiste da nessun'altra parte. A Tokyo ci sono due sedi: TeamLab Planets a Toyosu (più sensoriale, si cammina scalzi nell'acqua, con specchi e luci che reagiscono) e TeamLab Borderless ad Azabudai Hills (più narrativo, le opere si muovono da una stanza all'altra). Entrambe sono spettacolari: scegliete in base alla disponibilità nelle date. Calcolate tre ore dentro. La sezione Sketch Forest è perfetta da fotografare: si disegna un animale su un foglio, lo scannerizzano, e lo vedete prendere vita sui muri. Ai ragazzi piacerà un sacco.
Pranzo veloce e pausa pomeridiana per ricaricarsi.
Tardo pomeriggio e sera: il Street Kart Tokyo Bay, l'esperienza di guida sui go-kart nelle strade di Tokyo che probabilmente avete in mente quando dite "Mario Kart". Non si chiama più ufficialmente Mario Kart per questioni di copyright con Nintendo, ma è esattamente quello: si guida un kart sulle strade pubbliche di Tokyo, attraverso il Rainbow Bridge, con vista sulla Tokyo Tower. La sera è il momento migliore per le luci. Dura circa due ore comprese le istruzioni, costa intorno ai 10.000–13.000 yen a persona (€60–80).
Cena a Tsukishima, un quartiere a dieci minuti dal Bay che i turisti non conoscono ed è la patria del monjayaki: una specie di pancake liquido che si cuoce sulla piastra al tavolo, simile all'okonomiyaki ma più scioglievole. C'è un'intera strada di ristoranti specializzati. È street food serale autentico, niente catene per turisti.
Cluster ovest, la Tokyo moderna e giovane.
Mattina al Santuario Meiji Jingu, immerso in una foresta di 170 mila alberi nel mezzo della città. Si entra dai grandi torii di legno, si cammina sui sentieri di ghiaia, e per quaranta minuti dimenticate di essere in una metropoli. È uno dei pochi posti gratuiti e non turistici di Shibuya. Si lava le mani alla fontana dell'acqua, si offrono cinque yen al santuario (cifra fortunata), si fa un voto. Un'ora abbondante.
Da lì, dieci minuti a piedi e siete sulla via Takeshita di Harajuku: il regno del kawaii (carino), crepes giganti, negozi di cosplay, taglio capelli in stile pop, accessori di plastica fluo. È estremo, sovraccarico, divertente. Da non perdere il negozio Kiddyland (sei piani di personaggi giapponesi: Hello Kitty, Snoopy, Pokemon, Studio Ghibli) e i Pokemon Center diffusi nella zona.
Pranzo veloce a Harajuku. Per le ore più calde del pomeriggio (in agosto a Tokyo si arriva a 36 gradi con umidità altissima) state al fresco nei mall di Shibuya: Shibuya Scramble Square e Shibuya Stream, sette piani di shopping con aria condizionata.
Verso il tramonto, lo Shibuya Crossing: l'incrocio più famoso del mondo, mille persone che attraversano in tutte le direzioni a ogni semaforo, la pubblicità sui muri di edifici alti come la Madonna nera dei Beatles. Vista panoramica gratuita dal secondo piano dello Starbucks Tsutaya che si affaccia direttamente sull'incrocio (entrate, comprate qualcosa, prendete posto vicino alla vetrata).
La cosa che pochi turisti fanno: prendete il treno da Shibuya per Shimokitazawa, sette minuti, due fermate. È un quartiere bohémien di vintage shop, librerie indipendenti, caffè minuscoli, vicoli senza traffico, locali jazz. È la Tokyo dei trentenni creativi e degli universitari, completamente diversa dalla Tokyo dei grattacieli. Cena qui in un izakaya di quartiere (chiedete a chiunque, ce ne sono ovunque, prezzi onesti, atmosfera vera).
Giornata leggera (siete al quinto giorno di metropoli, vi serve respiro) ma piena di cose autentiche.
Mattina a Yanaka, uno dei pochi quartieri di Tokyo non distrutti dalla guerra né dal terremoto del 1923. Atmosfera Showa intatta: case di legno bassa, gatti randagi (il quartiere è famoso per i gatti), vicoli fioriti, piccoli santuari. Camminate la Yanaka Ginza, una via commerciale di trecento metri con piccole botteghe vere: il pasticcere che fa i taiyaki (i pesci di pasta ripieni di anko), il salumiere, il negozio di tatami, la bottega di pennelli da calligrafia. Niente catene, tutto familiare, un Giappone che non esiste quasi più. Un'ora e mezza di passeggiata lenta, è esattamente il tipo di "quartiere coinvolgente" che avete chiesto.
A quindici minuti a piedi siete a Ueno: il grande parco della città, e dentro il parco il Tokyo National Museum, il più importante del Giappone. Sei edifici, collezioni che vanno dalle spade dei samurai alle ceramiche del periodo Jomon, dai kimono imperiali ai dipinti zen. È il posto giusto per voi (avete dato 10 a musei e 10 a templi, perché significa lo stesso amore: il Giappone profondo). Calcolate due ore, ingresso 1.000 yen a persona (€6).
Sotto il parco, Ameya-Yokocho (chiamato anche Ameyoko): un mercato sotto la ferrovia con bancarelle di pesce essiccato, frutta, oggetti a buon mezzo prezzo, izakaya rumorose. Non è turistico nonostante la posizione centrale. Si cammina, si assaggia, si compra qualche souvenir vero (i Kit Kat in gusti rari di Tokyo li trovate qui meglio che in centro).
Pomeriggio e sera: Akihabara, due fermate da Ueno. È il regno dell'elettronica, dei manga, dei videogiochi e dell'anime. Sette piani di Yodobashi Camera per la tecnologia (con esenzione IVA mostrando il passaporto, sconto del 10% diretto), Mandarake per i manga rari, Super Potato per i videogiochi retro (Super Famicom, Sega Saturn, importazioni dei vostri figli sognano), il Pokemon Center. Calcolate due ore minimo, si perde il senso del tempo. La sera Akihabara è ancora più bella, le insegne al neon si accendono, le sale giochi pulsano fino a tardi.
Oggi cambiate scenario completamente: dalla metropoli alle Alpi giapponesi. Sarà il giorno più diverso del viaggio.
Check-out alle 9, taxi o metro per Tokyo Station. Salite sullo Tokaido Shinkansen Hikari da Tokyo Station a Nagoya Station: un'ora e quaranta minuti di treno proiettile a 270 chilometri orari, posti riservati. Cambio a Nagoya, e poi il treno più bello del viaggio: il Limited Express Hida da Nagoya Station a Takayama Station, due ore e mezza che salgono lentamente attraverso le montagne, le gole del fiume, i villaggi tra le colline. Vetrate panoramiche enormi, paesaggio che cambia minuto per minuto. Portatevi un bento dal kombini di Tokyo Station e mangiate guardando fuori: è uno dei treni più scenografici del Giappone.
Arrivate a Takayama nel primo pomeriggio. Il ryokan è probabilmente a dieci o quindici minuti a piedi dalla stazione (centro storico).
Nel tardo pomeriggio, il quartiere di Sanmachi Suji: tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake visitabili (riconoscibili dalle palline di cedro appese fuori dalla porta, segno di un sake fresco), botteghe di artigianato tradizionale. È un Giappone fermato nel tempo da tre secoli, completamente lontano dal turismo di massa di Kyoto. Una passeggiata tranquilla di un'ora e mezza, fotografabile in ogni angolo.
La sera, la cena kaiseki nel ryokan: otto, dieci portate servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. La portata principale è il famoso manzo Hida, allevato nelle montagne attorno a Takayama: marmorizzatura grassa, si scioglie sulla lingua, è una delle carni più rinomate del Giappone insieme al Kobe (avete detto che volete provare il wagyu, e qui lo provate al meglio, prima del Kobe a Osaka).
Dopo cena, i tatuaggi: come scritto nella sezione hotel, verificate la situazione bagno con il ryokan al check-in. Se hanno onsen privato in camera o un kashikiri-buro prenotabile, problema risolto. Se l'unica opzione è l'onsen pubblico, una farmacia di Takayama vende adesivi copri-tatuaggi giapponesi. È una cosa che si gestisce, non un ostacolo.
La mattina è il regalo del ryokan: colazione tradizionale servita in camera o in sala, pesce grigliato, riso bianco, miso, sottaceti, tofu, alga nori. È parte dell'esperienza tanto quanto la cena della sera.
Prima del check-out, fate il mercato mattutino di Miyagawa lungo il fiume, dalle 7 alle 12: bancarelle di verdure di montagna, conserve, fiori freschi, tsukemono (verdure in salamoia), sake locale, miso, oggetti di artigianato. I venditori sono le stesse famiglie di contadini da generazioni, e il mercato è frequentato dalla gente del posto, non dai turisti. È esattamente il tipo di "mercato che coinvolge" che avete chiesto. Mezz'ora di passeggiata tranquilla, qualche assaggio.
Poi il treno più lungo del viaggio: Takayama → Kyoto via Nagoya, circa quattro ore con un cambio. Partite da Takayama Station con il Limited Express Hida fino a Nagoya Station (due ore e mezza), poi cambio sul Tokaido Shinkansen Hikari fino a Kyoto Station (trentacinque minuti). Calcolate venti minuti di cambio a Nagoya, ce la fate con calma.
Arrivate a Kyoto nel tardo pomeriggio. Da Kyoto Station al Celestine sono dieci minuti di taxi (con quattro valigie è la scelta giusta) oppure due fermate di metro fino a Gion-Shijo.
Check-in al Celestine, prima esplorazione del quartiere (Gion è letteralmente fuori dalla porta), e cena a Pontocho: il vicolo storico di lanterne rosse parallelo al fiume Kamo, dieci minuti a piedi dall'hotel. Pochi metri di larghezza, ristoranti tradizionali con i tavoli che si affacciano sul fiume in estate (yuka, terrazze stagionali sull'acqua). Cena izakaya o yakitori in atmosfera kyotoita, tranquillità dopo Tokyo.
Il giorno del kimono e dei templi storici di Kyoto, la giornata più "cartolina" del viaggio.
Mattina presto, prima del caldo (in agosto a Kyoto si arriva a 35–37 gradi), noleggiate i kimono. Il quartiere è pieno di noleggi di buon livello, in particolare lungo Higashioji-dori e attorno alla zona Yasaka. Il kimono estivo (yukata, più leggero, in cotone) è la scelta giusta per agosto: si suda meno, si muove meglio. Prenotazione e consegna verso le 9, riconsegna entro le 17 dello stesso giorno.
In kimono salite verso Sannenzaka e Ninenzaka, le due vie storiche acciottolate che salgono al Tempio Kiyomizu-dera. Le case sono machiya tradizionali, le insegne in legno, le facciate intatte da secoli. È il posto più fotografato di Kyoto: in kimono, le foto saranno bellissime, i ragazzi a parte si divertiranno.
Il Tempio Kiyomizu-dera, in cima alla collina, è il tempio più iconico della città: piattaforma di legno costruita su 13 metri di colonne senza un solo chiodo, vista panoramica su tutta Kyoto. Patrimonio UNESCO. Calcolate un'ora e mezza, ingresso 500 yen (€3) a persona.
Pranzo nei vicoli di Higashiyama (tante piccole case da tè e ristoranti, evitate le insegne più chiassose, preferite quelle con il menu solo in giapponese). Dopo pranzo si scende per Yasaka Shrine (gratuito, sempre aperto, lanterne giganti) e si torna in albergo per togliere il kimono e cambiarsi.
Tardo pomeriggio: Gion. La Hanami-koji, la via principale del quartiere delle geisha, con le case in legno tradizionali. Verso le 17–18, con un po' di fortuna e silenzio assoluto, potreste vedere passare una maiko (apprendista geisha) che va al lavoro: vietato seguirle, vietato il flash, vietato fermarle. Si guarda con rispetto, dieci secondi e basta.
Cena: in un vicolo laterale di Pontocho, lontano dall'inizio della via dove si concentrano i turisti. Salite verso il fondo, le insegne diventano più piccole, i prezzi più onesti, l'atmosfera più vera.
Sveglia presto, e sarà necessario.
Mattina a Arashiyama, venticinque minuti di treno verso ovest. Arrivate alle 7:30, prima che il caldo e la folla scendano. La Foresta di bambù: un sentiero attraverso canne alte venti metri, la luce che filtra di lato, il suono particolare del vento tra le canne. Trenta–quaranta minuti, breve ma intenso, e alle 7:30 sarete quasi soli. Aspettare le 10 significa trovarla piena di gruppi.
A due passi, il Tempio Tenryu-ji: giardino zen kare-sansui (giardino secco con sabbia rastrellata) e laghetto, con il monte Arashiyama sullo sfondo. Patrimonio UNESCO, uno dei giardini più belli di Kyoto. Un'ora abbondante, ingresso 500 yen a persona per il giardino. Da non perdere il tempietto sul retro che si affaccia sul laghetto: le foto sono memorabili.
Verso le 11 il caldo inizia a essere serio. Tornate verso il centro di Kyoto in treno e dedicate le ore centrali (11–15) a un quartiere coperto e fresco: Nishijin, il quartiere storico della tessitura del kimono, con i piccoli atelier dei tessitori e le machiya tradizionali. Non è turistico per niente: è un quartiere residenziale dove si lavora ancora come duecento anni fa. Si entra in qualche atelier che fa visite, si vede come si tesse il broccato, si capisce perché un kimono pregiato costa migliaia di euro.
Pranzo nei dintorni, atmosfera lenta e tranquilla.
Pomeriggio (verso le 14:30, quando il caldo cala leggermente): il Mercato Nishiki, "la cucina di Kyoto". Una galleria coperta di 400 metri con 130 bancarelle: tofu artigianale, mochi appena fatti, spiedini di polpo con un uovo di quaglia infilato in testa (tako tamago), tè matcha in tutte le forme, tsukemono (verdure in salamoia colorate), dolci yatsuhashi. Si cammina assaggiando, si compra qualche souvenir vero (il matcha sfuso e i piatti di ceramica artigianale sono i regali migliori). Calcolate un'ora e mezza, è un'esperienza di street food nel modo più rispettoso e raffinato di Kyoto.
Sera: cena leggera nel quartiere Karasuma-Oike (uffici e residenti, niente turisti) oppure ramen in una piccola izakaya che trovate sul percorso verso l'hotel.
Sveglia all'alba (intorno alle 5:30), perché oggi farete una delle cose più belle di tutto il Giappone con qualcosa che non si può fare in nessun altro modo.
Il Santuario Fushimi Inari Taisha, a sud di Kyoto, è il santuario dei diecimila torii rossi: gate di legno laccato arancione che si susseguono per chilometri lungo il sentiero di montagna. Lo avete visto mille volte nelle foto. Dal vivo, alle 6 del mattino quando siete soli, è un'altra cosa completamente: silenzio totale, la luce orizzontale che taglia tra un torii e l'altro, l'eco dei passi sulle scalinate. È gratuito, sempre aperto, e prima delle 8 l'esperienza è completamente diversa rispetto al pomeriggio. Salite almeno fino al Yotsutsuji, il punto panoramico a metà collina (trenta minuti in salita): è da lì che si capisce davvero il santuario. Calcolate due ore complessive: ne vale la pena assoluta.
Tornate in albergo verso le 9, colazione con calma, check-out entro le 11.
Trasferimento Kyoto → Osaka: oggi è venerdì, giorno feriale, quindi non potete prendere il Kyo Train Garaku (il treno panoramico Hankyu con i vagoni a tema stagionale, che circola solo nei weekend e nei festivi). Prenderete invece un treno Hankyu ordinario da Kyoto-Kawaramachi Station a Osaka-Umeda Station: stessa tratta, stesso prezzo (410 yen, circa €2,50 a persona), 45 minuti, solo senza il design speciale. Niente prenotazione, si sale e si parte. Da Umeda metro fino a Namba (quindici minuti) e siete al Centara Grand.
Check-in all'Hotel Centara Grand a Namba nel pomeriggio. Cinque minuti a piedi e siete a Dotonbori: il canale con i neon enormi, il Glico Sign (l'uomo che corre con le braccia alzate, simbolo della città), il granchio gigante meccanico di Kani Doraku, le insegne luminose ovunque. È il regno dello street food: takoyaki (palline di pasta con dentro polpo, croccanti fuori e cremose dentro), okonomiyaki (il "pancake" salato di cavolo, uovo, carne o pesce, cotto sulla piastra), kushikatsu (spiedini di tutto fritti in pastella). Mangiate in piedi, comprate da una bancarella, andate alla successiva. Avete dato 10 a street food: questa è la sera che aspettavate.
Per finire, scendete in Hozenji-Yokocho: un vicolo di pietra antica largo due metri, perpendicolare al chiasso di Dotonbori, con piccole izakaya e il tempietto del Buddha rivestito di muschio bagnato (i visitatori gettano acqua sulla statua come gesto di purificazione). È completamente diverso dal Dotonbori chiassoso a cinquanta metri di distanza, ed è una delle zone più autentiche di Osaka. Drink finale qui in atmosfera vera.
Mattina al Castello di Osaka, venti minuti di metro da Namba. Il castello più iconico del Giappone, ricostruito sull'originale del 1583, con un fossato enorme, mura ciclopiche di pietra, parco intorno e torre principale visitabile (la salita in ascensore vi porta sul tetto, vista panoramica sulla città). Calcolate due ore complete tra parco, esterno e museo interno. Ingresso al museo 600 yen (€4) a persona. In agosto andate la mattina presto (apertura alle 9): nel pomeriggio diventa un forno.
A pranzo, dopo il castello, prendete la metro per Minami-Morimachi e fate la cosa che pochi turisti fanno: Tenjinbashi-suji shotengai, il shotengai (galleria commerciale coperta) più lungo del Giappone. 2,6 chilometri di tetto trasparente, 600 negozi, frequentato totalmente dai residenti di Osaka, zero turisti. È esattamente il "mercato che coinvolge" di cui parlavate: librerie, kimono usati, dolciumi tradizionali, ristoranti familiari, negozi di farmacisti vecchi sessant'anni, sale giochi pachinko, banchi di pesce, tutti uno accanto all'altro. Camminate per un'ora, vi fermate per pranzo in qualunque ristorante, e capite cos'è la vita osakana fuori dal turismo.
Pomeriggio libero: o tornate in zona Namba per shopping a Shinsaibashi (la lunga galleria coperta dello shopping), oppure se vi piace l'elettronica, DenDen Town (il quartiere "Akihabara di Osaka", a dieci minuti a piedi dall'hotel) ha negozi di anime, manga, gaming e un altro Pokemon Center. Pomeriggio dentro le gallerie coperte: aria condizionata, niente sole.
La sera è speciale: la cena Kobe wagyu. Avete provato il Hida nel ryokan a Takayama; ora chiudete il cerchio con il Kobe, considerato il top del wagyu giapponese. Osaka è la base più vicina a Kobe e tutti i migliori ristoranti teppanyaki di Osaka servono Kobe wagyu A5. La carne arriva su una piccola fetta, lo chef la cucina davanti a voi sulla piastra teppan, voi guardate, mangiate un pezzo alla volta, e si scioglie. Costo a persona intorno ai €40–60 per il piatto principale (più contorni, per cena completa €70–90 a persona).
Giornata interamente dedicata a Universal Studios Japan, il parco a tema più importante del Giappone, e in particolare all'area di Super Nintendo World: la zona dedicata a Mario, Donkey Kong e l'universo Nintendo, con attrazioni come Mario Kart Bowser's Challenge (corsa con visore di realtà aumentata che proietta Mario sul circuito), Yoshi's Adventure, Donkey Kong Country: Mine-Cart Madness. È il sogno realizzato per chi è cresciuto con i giochi Nintendo. Oltre a quello, il parco ha le aree di Harry Potter (con il castello di Hogwarts e la corsa Forbidden Journey), Jurassic Park, Spider-Man, Minions.
Da Namba si arriva in venticinque minuti di metro più JR. Aprite il parco alle 9 (apre presto in alta stagione) e dirigetevi direttamente verso Super Nintendo World: si riempie più di tutto il resto.
Per il caldo: cappello, occhiali, crema solare, una bottiglietta d'acqua fresca riempibile alle fontanelle del parco, e qualche maglietta di ricambio nello zaino (in agosto sudate). Pausa pranzo dentro il parco, cena leggera al ritorno o un kombini.
Tornate in hotel verso le 21, esausti e felici.
Sveglia con calma. Avete il volo dall'aeroporto del Kansai (KIX) la mattina, quindi si parte presto.
Check-out entro le 8, e dieci minuti a piedi siete a Nankai Namba Station. Prendete il Nankai Rapi:t, il treno espresso aeroportuale: 50 minuti diretti fino a Kansai Airport Station, 1.490 yen a persona (circa €9). Treno comodo, posti seduti garantiti, design futuristico (è una specie di astronave). In alternativa il treno locale Nankai costa di meno (920 yen) ma impiega 70 minuti e ha più fermate.
Arrivate al KIX tre ore prima del volo come dico in fondo a questo documento.
Sayonara.
I voli sono già prenotati: avete fatto la scelta giusta con l'open-jaw Haneda in entrata e Kansai in uscita, vi siete risparmiati una giornata di shinkansen di ritorno. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico il JR Pass non conviene: il pass settimanale costa €280 a persona, ma le vostre tratte JR coperte sommano solo €165 a persona (Tokyo→Nagoya, Nagoya→Takayama, Takayama→Nagoya, Nagoya→Kyoto). Comprando i biglietti singoli risparmiate circa €115 a persona, cioè €460 a famiglia. Se in futuro decideste di usarlo per un altro viaggio, si acquista su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Hyatt Regency Haneda Airport Terminal 3 → fermata Limousine Bus all'hotel |
Limousine Bus diretto | 45 min | €8 |
| Tokyo → Takayama Tokyo Station → Nagoya Station (cambio) → Takayama Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) + Limited Express Hida (JR) | 4h 15min | €100 |
| Takayama → Kyoto Takayama Station → Nagoya Station (cambio) → Kyoto Station |
Limited Express Hida (JR) + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 4h | €65 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Treno Hankyu ordinario (il Kyo Train Garaku non circola nei feriali) | 45 min | €3 |
| Osaka (Namba) → Kansai Airport Nankai Namba Station → Kansai Airport Station |
Nankai Rapi:t (treno espresso aeroportuale) | 50 min | €9 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto in base al tragitto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare bibite e snack. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli e il ritiro bagagli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Tokyo Monorail. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Una a testa.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale, confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (quelli nella tabella sopra, tranne il treno Hankyu Kyoto–Osaka che non richiede prenotazione), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto pronto vale la differenza, specialmente in agosto che è alta stagione.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (per esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Per il Limited Express Hida verso Takayama in particolare, in agosto questo rischio è reale: meglio prenotare prima. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Voli, alloggi e assicurazione sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, calcolato per la famiglia di quattro persone.
| Biglietti treni e bus intercity | €740 |
| IC Card e trasporti urbani | €360 |
| Cibo (13 giorni) | €2.020 |
| Attività e ingressi (esclusi Express Pass USJ) | €1.196 |
| Totale stimato per la famiglia | €4.316 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti", esattamente come avete chiesto. Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda del vostro stile:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka, Takayama), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo. È più preciso, più aggiornato e più dettagliato di qualsiasi guida cartacea o digitale.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps (App Store o Google Play) se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca a testa (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo: portatene una a testa, è la soluzione migliore per una famiglia.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile, in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. In alcune linee si paga tariffa fissa alla salita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dall'operatore. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Nagoya) o il nome di una stazione grande. Non serve mettere il nome del tempio o dell'attrazione: basta arrivare nella città giusta, poi ci pensate voi. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta. Lo staff delle stazioni giapponesi è abituato a indicare con il dito: spesso ve lo mostrano senza nemmeno parlare.
La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava per il tragitto, mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione, e lo staff ve la indica subito.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4–6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Per le colazioni del mattino e i pranzi veloci nei giorni di trasferimento (in particolare il Giorno 6 sul treno verso Takayama e il Giorno 7 sul ritorno), il kombini è la scelta più intelligente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile per voi è Tokyo → Kyoto. Mandate i bagagli grandi direttamente da Hyatt Regency (Tokyo) a Hotel The Celestine (Kyoto) il mattino del 24 agosto, viaggiate con un solo zaino fino a Takayama (per la notte in ryokan vi servono solo cambio, pigiama e necessario), e ritrovate le valigie ad attendervi a Kyoto il 25 sera. Trasforma la giornata di trasferimento via Takayama da estenuante a leggera. Costo per la famiglia: circa €60–80 per quattro valigie. Ne vale ogni yen.
Con i vostri interessi (avete dato 10 a shopping souvenir e 8 a elettronica e videogiochi) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Per anime, manga, gaming: Akihabara a Tokyo (Giorno 5) e DenDen Town a Osaka (Giorno 11) sono i due poli principali. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro (Super Famicom, GameBoy, importazioni rare), da Animate le edizioni giapponesi di tutto. Pokemon Center: ce ne sono a Tokyo (Sunshine City a Ikebukuro è il più grande), Kyoto (centro città) e Osaka (Daimaru Umeda).
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera nelle grandi città hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il 10% su ogni acquisto sopra i 5.000 yen.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi, cambiano per stagione e città), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto (Ippodo è il più rinomato, vicino al vostro hotel), le ceramiche artigianali di Takayama (al mercato mattutino di Miyagawa Giorno 7), i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) leggeri, bellissimi e poco costosi, i coltelli artigianali a Kappabashi (Giorno 2) per chi cucina seriamente.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: Osaka ha DenDen Town al Giorno 11 e i prezzi sono spesso migliori che a Tokyo. Non comprate tutto il primo giorno ad Akihabara pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente: con quattro persone è importante avere i medicinali giusti senza doverli cercare.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, sali minerali (in agosto a Tokyo si suda tantissimo, idratazione critica), e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Sciroppo per la tosse e qualcosa per il mal di gola sono utili: l'aria condizionata fortissima nei treni e nei mall in agosto può seccare.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Agosto in Giappone è caldo intenso e umido: 33–37 gradi di giorno, umidità tra il 70 e l'85%, sole forte. Tokyo, Kyoto e Osaka sono particolarmente afose. Takayama è l'eccezione: in montagna fa 25–28 di giorno, fresco la sera. Cosa portare: vestiti leggeri in cotone o lino, magliette di ricambio in valigia (sudate molto, una doccia non basta), cappello, occhiali da sole, crema solare, una bottiglietta d'acqua sempre in mano, ventaglio (i giapponesi li usano tutti). Strategia di base: mattine presto fuori, ore centrali (11–15) in zone coperte (musei, gallerie commerciali, mall, mercati coperti), riprendere alle 16. Non sottovalutate il sole: in agosto il colpo di calore è reale.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettervi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: consiglio sempre di attaccare fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi. Con quattro valigie la possibilità è statisticamente più alta: tutte etichettate.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato all'hotel entro 24–48 ore. Vi daranno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Avete scritto che volete "scoperte e avventure", che cercate "un programma ben definito non turistico, soprattutto senza stress" e che desiderate "mangiare non nei soliti posti commerciali, visitare mercati e quartieri che ci coinvolgono". Quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete chiesto un viaggio non turistico, e l'avete avuto. Per questo ogni giornata, oltre alle attrazioni principali, ha un quartiere autentico inserito intenzionalmente: Kappabashi e Tsukishima il Giorno 2 e 3, Shimokitazawa il Giorno 4, Yanaka il Giorno 5, il mercato mattutino di Miyagawa il Giorno 7, Nishijin il Giorno 9, Hozenji-Yokocho e Tenjinbashi a Osaka. Sono i posti dove vivono i giapponesi, non i posti delle cartoline. Avete chiesto "mercati e quartieri che ci coinvolgono", e li avete tutti.
Avete dato 10 a templi/santuari, mercati, musei, street food, vita notturna, shopping souvenir. Sei interessi al massimo è tantissimo, e l'itinerario li copre tutti più volte: i templi di Tokyo, Takayama, Kyoto e Osaka; i mercati di Tsukiji-Ameyoko, Miyagawa, Nishiki, Kuromon, Tenjinbashi; lo street food di Omoide Yokocho, Hozenji, Dotonbori, Nishiki; la vita notturna di Shibuya, Pontocho, Dotonbori; lo shopping di Akihabara, DenDen Town e dei mercati. Non come elenco di cose da spuntare, ma come ritmo della giornata.
Avete chiesto di provare wagyu, kimono e ryokan: tutti e tre sono dentro. Il wagyu lo provate due volte (Hida nel ryokan di Takayama il Giorno 6, Kobe a Osaka il Giorno 11): è la "trinità" del wagyu giapponese vissuta nei due posti dove ha più senso. Il kimono è a Kyoto il Giorno 8, l'unica città dove ha davvero un senso indossarlo: in Higashiyama, in atmosfera storica. Il ryokan a Takayama: lì la cena kaiseki, l'onsen, la stanza con tatami.
Avete tatuaggi. Per questo nella scheda alloggi e nel Giorno 6 ho dedicato uno spazio specifico al ryokan: l'onsen privato in camera o il kashikiri-buro è la soluzione standard, e in alternativa ci sono gli adesivi copri-tatuaggi delle farmacie giapponesi. Non è mai un problema, va solo gestito.
Avete due figli grandi. Per questo TeamLab, Mario Kart, Akihabara, Universal Studios e Super Nintendo World sono integrati come elementi strutturali: sono le cose che ai giovani adulti interessano davvero, esperienze coinvolgenti come avete chiesto, non culture forzata. La giornata a Universal con Super Nintendo World è dedicata interamente a loro.
Avete chiesto di non scegliere i soliti posti commerciali. Per questo i ristoranti suggeriti sono quasi sempre nelle vie laterali, nei vicoli, nei mercati: Omoide Yokocho non Robot Restaurant, Tsukishima monjayaki non Nintendo Cafe, izakaya di Shimokitazawa non Shibuya Yokocho, Pontocho fondo non Pontocho inizio, Hozenji-Yokocho non Glico Sign. È la stessa Tokyo, la stessa Kyoto, la stessa Osaka, ma vista dal lato che pochi turisti scelgono.
Avete prenotato hotel di livello alto in zone perfette. Hyatt Regency a Nishi-Shinjuku, Celestine a Gion, Centara Grand a Namba: sono tutte basi centrali con accesso ottimo ai quartieri principali e ai trasporti. Avete fatto le scelte giuste, l'itinerario le sfrutta al massimo.
Avete chiesto un programma senza stress. Per questo il ritmo è bilanciato: cinque giorni medi a Tokyo con un giorno leggero al quinto (Yanaka), un giorno di trasferimento leggero verso Takayama, ryokan come pausa, tre giorni medi a Kyoto, tre giorni a Osaka di cui uno speciale per USJ. In agosto le ore centrali sono sempre indoor, le mattine prestissimo per le cose all'aperto, i pomeriggi nei mall coperti. Non un solo giorno è "intenso" da svenire la sera: ho declassato tutto per il caldo agostino, intenzionalmente.
Questo è il vostro viaggio, Manuela. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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