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Avete scritto che da questo viaggio volete portarvi a casa "l'ispirazione che nasce dalla bellezza e dal contesto di un mondo completamente altro" e "i veri sapori della cucina giapponese per alimentare la nostra passione per il cibo". Avete scritto anche che vi piacciono più le città moderne, che amate l'architettura, il design, la street photography, la meditazione e l'arte.
Questo GiappoPlan è costruito su tutto questo, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una coppia che al primo viaggio in Asia cerca ispirazione e contaminazione creativa, non una lista di attrazioni da spuntare. Per questo Tokyo ha il doppio delle notti di Kyoto, per questo c'è il ryokan tra le montagne, per questo l'ultimo giorno inizia al mercato del pesce.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarvi, cosa vedere. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Il percorso è lineare: arrivate a Tokyo, scendete verso le montagne di Hakone per il ryokan, proseguite verso ovest fino a Kyoto, e tornate a Tokyo con lo Shinkansen per il gran finale nella città che vi interessa di più. Nessun ritorno indietro a metà, nessuno zig-zag: ogni spostamento vi porta avanti, e l'ultimo vi riporta comodi all'aeroporto di partenza.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 25–28 ott | 3 | Architettura moderna, design, i luoghi di Perfect Days, primi sapori |
| Hakone | 28–30 ott | 2 | Ryokan con onsen, cena kaiseki, arte e natura, foliage d'autunno |
| Kyoto | 30 ott – 2 nov | 3 | Templi, kimono, cerimonia del tè, giardini zen, Nishiki Market |
| Tokyo | 2–5 nov | 3 | Arte digitale, Ginza, corso di cucina, mercato di Tsukiji |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Haneda, l'aeroporto più comodo di Tokyo. Dopo immigrazione e bagagli (calcolate un'ora abbondante), prendete il Tokyo Monorail o la linea Keikyu dal Terminal 3 verso il centro, poi la metro fino a Shibuya: in tutto una quarantina di minuti. Il primo sguardo al Giappone è quello dal finestrino, con la baia che scorre e la città che si alza piano.
Lasciate le valigie in hotel e fate la cosa più giusta per il primo giorno: uscite senza programma. Camminate fino allo Shibuya Crossing, l'incrocio più fotografato del mondo, e guardatelo prima dal livello strada e poi dall'alto. Per due persone che amano la street photography, è un battesimo perfetto: migliaia di persone che si incrociano senza toccarsi, luci che si accendono mentre il cielo si spegne.
La sera, il primo street food del viaggio nei vicoli attorno a Shibuya: yakitori, ramen, quello che vi chiama. Mangiate presto, tornate in hotel, dormite. Il fuso si sistema camminando.
Iniziate presto dal Santuario Meiji Jingu: una foresta di 170 mila alberi nel mezzo della città, silenzio assoluto a trenta metri dal caos. La mattina presto la luce filtra tra i cedri e ci sono più giapponesi in preghiera che turisti. È il primo momento di meditazione del viaggio, e non sarà l'ultimo.
Poi la giornata che avete chiesto: i luoghi di Perfect Days. I bagni pubblici del progetto The Tokyo Toilet sono sparsi proprio nel distretto di Shibuya, ognuno firmato da un grande architetto: la struttura in legno di Kengo Kuma al parco Nabeshima Shoto, le pareti trasparenti che diventano opache di Shigeru Ban a Yoyogi Fukamachi, il cilindro di cemento di Tadao Ando a Jingu-Dori. Sono piccole architetture perfette in mezzo alla vita quotidiana, e camminare da uno all'altro vi porta dentro i quartieri residenziali veri, quelli che nessun itinerario turistico attraversa. Per la vostra street photography è una miniera.
Il pomeriggio scende lungo Omotesando, il viale dove ogni flagship store è un pezzo di architettura contemporanea (Prada di Herzog & de Meuron, Tod's di Toyo Ito, Sunny Hills di Kuma), e si perde nelle stradine di Harajuku e Cat Street. Qui c'è anche il primo museo del viaggio: scegliete tra il Nezu Museum, con il suo giardino segreto, e l'Espace Louis Vuitton. Calcolate un paio d'ore.
La sera, cena in zona Shibuya o Omotesando e le insegne che si accendono.
Se ieri avete visto la Tokyo di vetro e cemento, oggi vedete l'altra metà di Perfect Days: la città lenta e nostalgica dove vive Hirayama, tra Asakusa e il fiume Sumida.
La mattina iniziate al Tempio Senso-ji, il più antico di Tokyo, con la grande lanterna rossa e la via Nakamise piena di bancarelle. Andate presto: la luce radente sulle strade di Asakusa, i negozianti che alzano le serrande, l'incenso che sale. È il set del film, letteralmente, e per la fotografia di strada è il momento migliore della giornata.
Poi camminate lungo il fiume Sumida con lo SkyTree che vi accompagna dall'altra riva: è la passeggiata quotidiana di Hirayama, quella dove il vecchio e il nuovo Giappone si guardano da sponde opposte. Lasciatevi un'ora senza meta tra i vicoli.
Il pomeriggio, quindici minuti di metro e siete a Ueno, il polo dei musei di Tokyo: il Museo Nazionale con la più grande collezione d'arte giapponese del mondo, oppure una delle mostre temporanee del parco. Avete dato dieci su dieci ai musei, e qui capirete perché ne valeva la pena. Calcolate due ore e mezza abbondanti.
La sera, street food ad Asakusa o nei vicoli di Ueno, dove le izakaya sotto i binari si riempiono di gente del posto.
Oggi si cambia mondo. Dalla Shinjuku Station (settore Odakyu, non JR: seguite le insegne "Odakyu") parte il Romancecar, il treno panoramico che in un'ora e venti vi porta direttamente a Hakone-Yumoto Station, senza cambi. Tutti i posti sono riservati: prenotateli in anticipo e, se potete, scegliete i sedili sul lato destro, quelli con vista sul Monte Fuji nelle giornate limpide.
Da Hakone-Yumoto, il trenino di montagna Hakone Tozan sale in mezza ora fino a Gora tra boschi che a fine ottobre virano al rosso. Arrivate al ryokan nel primo pomeriggio.
E qui il viaggio rallenta di proposito. Vi cambiate nello yukata, esplorate la struttura, fate il primo bagno nell'onsen mentre fuori l'aria di montagna si fa fresca. La sera, la cena kaiseki servita in sala o in camera: otto, dieci portate presentate una alla volta, ognuna come una piccola opera d'arte. È la cucina giapponese che cercavate, nella sua forma più alta e più antica.
Dopo cena, un altro onsen sotto le stelle. Non c'è niente in programma, ed è esattamente il punto.
Colazione giapponese al ryokan (pesce grigliato, riso, miso, sottaceti: è parte dell'esperienza quanto la cena) e poi la giornata piena di Hakone, che si gira con un anello di mezzi uno più scenografico dell'altro.
Prima tappa, ed è quella pensata per voi: l'Hakone Open-Air Museum, il museo di scultura all'aperto dove opere di Picasso, Moore e Miró convivono con il paesaggio di montagna. Arte, design e natura nello stesso sguardo: per una coppia che cerca ispirazione creativa, è uno dei posti più giusti dell'intero Giappone. Calcolate due ore buone.
Poi la funivia di Hakone che sorvola la valle vulcanica di Owakudani, con i fumi di zolfo che salgono dalla terra e, se il cielo è limpido, il Monte Fuji che appare all'improvviso. Fine ottobre e inizio novembre sono statisticamente il periodo migliore dell'anno per vederlo. In cima, provate le uova nere cotte nelle acque sulfuree.
Si scende fino al Lago Ashi per la crociera che attraversa il lago, con il torii rosso del santuario di Hakone che spunta dall'acqua: una delle foto memorabili che avete chiesto. Rientro al ryokan nel pomeriggio, ultimo onsen, seconda cena kaiseki.
Ultima colazione al ryokan, poi si riparte verso ovest. Da Hakone-Yumoto Station scendete in un quarto d'ora a Odawara Station, dove salite sul Tokaido Shinkansen (treno Hikari, posti riservati): un'ora e tre quarti di corsa a trecento all'ora fino a Kyoto Station, con il Fuji che sfila dal finestrino nei primi minuti. Comprate un bento in stazione e mangiatelo a bordo: è un rito giapponese a tutti gli effetti.
Arrivate a Kyoto nel primo pomeriggio. Lasciate le valigie in hotel a Kawaramachi e uscite per il primo assaggio della città: i vicoli di Pontocho lungo il fiume Kamo, le lanterne che si accendono, le facciate di legno delle case da tè. Kyoto di sera è un'altra cosa rispetto a Kyoto di giorno, e vederla per la prima volta al tramonto è il modo giusto.
Cena in uno dei ristorantini di Pontocho o nelle strade attorno a Kawaramachi.
Questa è la giornata dell'esperienza che avete chiesto: il kimono.
La mattina passate dal noleggio (la vestizione richiede una mezz'ora abbondante, ed è già di suo un piccolo rituale) e poi uscite vestiti così nel quartiere più adatto del Giappone intero: Higashiyama, le colline orientali di Kyoto. Le stradine in pietra di Sannenzaka e Ninenzaka, le botteghe artigiane, i tetti di tegole scure: camminare qui in kimono non è una cosa da turisti, è una cosa che fanno anche i giapponesi, e le foto che vi porterete a casa saranno quelle che rivedrete più spesso.
Salite fino al Kiyomizu-dera, il tempio sulla collina con la grande terrazza di legno sospesa che guarda tutta la città. A fine ottobre gli aceri attorno iniziano a colorarsi. Calcolate un'ora e mezza, di più se la luce è buona.
Riconsegnato il kimono nel pomeriggio, scendete verso Gion, il quartiere delle geishe: la via Hanamikoji con le case da tè, il canale di Shirakawa con i salici. Verso il tramonto, con un po' di fortuna e molta discrezione, si intravede una maiko che scivola tra una casa e l'altra.
La sera, cena a Gion o ritorno verso Kawaramachi.
Sveglia presto per il momento più iconico di Kyoto: il Fushimi Inari, il santuario dei diecimila torii rossi. Arrivandoci di prima mattina il sentiero è quasi vuoto e la luce filtra di lato tra un torii e l'altro: per la vostra street photography, mezz'ora qui vale un archivio intero. Non serve salire fino in cima: i primi quaranta minuti di sentiero sono i più belli. L'ingresso è gratuito.
Poi attraversate la città verso nord per il Padiglione d'Oro (Kinkaku-ji), il tempio ricoperto di foglia d'oro che si specchia nel laghetto. E a seguire il Castello Nijo, con i pavimenti "a usignolo" che cigolano apposta per rivelare gli intrusi e le sale dipinte dalla scuola Kano.
Il pomeriggio è dedicato a un'esperienza pensata per la vostra parte contemplativa: la cerimonia del tè. Un'ora in una stanza con il tatami, i gesti misurati di secoli, il silenzio come parte del rito. È la meditazione giapponese nella sua forma più pura, e dopo averla vissuta guarderete ogni tazza di matcha in un altro modo.
Prima di cena, il Mercato Nishiki: quattrocento metri coperti di bancarelle, tofu fritto, mochi appena fatti, spiedini, tsukemono, matcha in ogni forma. Un'ora e mezza di assaggi continui, camminando. La cena, dopo Nishiki, può anche essere leggera.
L'ultima mattina di Kyoto merita Arashiyama, venticinque minuti di treno verso ovest. Arrivate presto, prima che la zona si riempia: la foresta di bambù, con le canne alte venti metri e la luce verde che filtra, dura una mezz'ora scarsa di camminata ma resta addosso a lungo. A due passi, il giardino zen del Tempio Tenryu-ji con il monte alle spalle, e il ponte Togetsukyo sul fiume con le colline che iniziano a colorarsi.
Tornate in centro, riprendete le valigie e nel primo pomeriggio salite sul Tokaido Shinkansen da Kyoto Station a Tokyo Station: due ore e tre quarti con il treno Hikari, posti riservati. Da Tokyo Station, la metro vi riporta a Shibuya in una ventina di minuti.
La sera è libera e leggera: siete di nuovo nella vostra Tokyo, e stavolta la conoscete già. Una cena nel quartiere, due passi tra le insegne, a letto senza programmi.
La mattina è dedicata a un'esperienza che unisce tutto quello che siete venuti a cercare: arte, tecnologia, design e meraviglia. Il TeamLab è un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze dove le proiezioni scorrono su pareti, pavimento e soffitto, labirinti di specchi, ambienti che reagiscono al vostro passaggio. Per due persone con i musei a dieci su dieci, è il punto più contemporaneo del viaggio. Calcolate tre ore.
Il pomeriggio, Ginza: il quartiere dove l'architettura commerciale giapponese dà il meglio di sé. La facciata di Ginza Place, il palazzo Mikimoto di Toyo Ito, i dodici piani di cancelleria e design di Itoya, il grande magazzino Ginza Six con la libreria Tsutaya all'ultimo piano. Per chi ama il design, Ginza non è shopping: è un museo diffuso a cielo aperto.
La sera, cena in zona Ginza o rientro verso Shibuya.
Avete scritto che volete portarvi a casa "i veri sapori della cucina giapponese per alimentare la vostra passione per il cibo". Oggi ve li portate a casa nel modo più concreto possibile: con un corso di cucina giapponese. Un paio d'ore con le mani in pasta (letteralmente: sushi, o quello che sceglierete tra le opzioni disponibili), imparando le tecniche e i perché dietro ogni gesto. È il souvenir che continuerete a usare per anni, ogni volta che cucinerete giapponese a Carpi.
Il resto della giornata gira attorno al centro: la Tokyo Station con la facciata in mattoni rossi del 1914 restaurata, il quartiere di Marunouchi con i portici e le architetture contemporanee, i giardini esterni del Palazzo Imperiale. Se avete ancora fame di mostre, l'ultimo museo del viaggio: l'Artizon Museum o una galleria di Marunouchi, a scelta secondo il programma espositivo del momento.
La sera, l'ultima cena vera del viaggio: scegliete il posto che vi è rimasto nel cuore, o un'izakaya nuova dove finire in bellezza. Domattina si alza presto, ma ne vale la pena.
L'ultimo giorno inizia con la cosa che avete chiesto fin dal questionario: il mercato del pesce. E la risposta alla vostra domanda è sì, ne vale la pena, se andate in quello giusto. Il mercato all'ingrosso con l'asta dei tonni si è trasferito a Toyosu nel 2018, ma il Tsukiji Outer Market, il mercato esterno, è rimasto dov'era: oltre quattrocento botteghe e bancarelle dove i ristoratori di Tokyo vengono ancora a rifornirsi ogni mattina. Non è una scenografia per turisti: è un mercato che lavora, e che vi accoglie.
Andateci di mattina presto e fate colazione camminando: tamagoyaki appena fatto, spiedini di capesante, uni, una ciotola di sashimi al bancone, i negozi di coltelli artigianali dove i cuochi comprano le loro lame (un coltello giapponese è anche uno dei souvenir più sensati per due appassionati di cucina). Un paio d'ore di puro street food, l'ultimo e forse il migliore del viaggio.
Poi si torna in hotel, si chiudono le valigie e si va: metro fino al centro e Tokyo Monorail o Keikyu fino a Haneda Airport Terminal 3, arrivando in aeroporto tre ore prima del volo. Se il volo parte in mattinata anziché nel pomeriggio, Tsukiji slitta senza problemi al posto del museo del Giorno 11: il mercato è lì tutti i giorni tranne la domenica e alcuni mercoledì.
Sayonara. O meglio: mata ne, a presto.
Per questo viaggio si va di biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni esatte di partenza e arrivo.
Una parola sul JR Pass: il JR Pass è un abbonamento settimanale che copre tutti i treni JR inclusi gli Shinkansen. Il vantaggio è la semplicità: un solo acquisto, poi salite su qualsiasi treno JR senza pensare ai biglietti. Lo svantaggio è che non include il treno più veloce sulla tratta Tokyo-Osaka, il Nozomi: con il JR Pass dovete prendere lo Hikari, che impiega circa 3h contro le 2h15 del Nozomi. Per questo viaggio specifico avete solo due tratte Shinkansen (Odawara-Kyoto e Kyoto-Tokyo, circa €155 in biglietti singoli) contro i €280 del pass settimanale: i biglietti singoli vi fanno risparmiare €125 a persona. Se in futuro decideste di usarlo, acquistatelo su japanrailpass.net: vi arriva a casa un coupon da ritirare fisicamente al desk JR all'aeroporto appena atterrate.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Haneda → Tokyo centro Haneda Airport Terminal 3 → Shibuya (via Tokyo Monorail o Keikyu + metro) |
Tokyo Monorail / Keikyu | 40 min | €5 |
| Tokyo → Hakone Shinjuku Station (settore Odakyu) → Hakone-Yumoto Station |
Odakyu Romancecar (posti riservati, diretto) | 1h 20min | €15 |
| Hakone → Kyoto Hakone-Yumoto Station → Odawara Station (cambio) → Kyoto Station |
Hakone Tozan / Odakyu + Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min totali | €75 |
| Kyoto → Tokyo Kyoto Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 45min | €80 |
| Tokyo centro → Haneda Shibuya → Haneda Airport Terminal 3 (via metro + Tokyo Monorail o Keikyu) |
Tokyo Monorail / Keikyu | 40 min | €5 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Haneda (Terminal 3): dopo i controlli, seguite le indicazioni per il Tokyo Monorail. Le macchinette Welcome Suica sono alla sinistra dei tornelli nella zona arrivi del Terminal 3. Selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce.
Se atterraste a Narita: appena superata l'immigrazione e ritirati i bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) sono proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. In alternativa c'è il JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli): mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet, toccate il pulsante "+" in alto a destra, selezionate "Carta trasporti", scegliete "Suica", scegliete un importo iniziale e confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i due Shinkansen (Odawara-Kyoto e Kyoto-Tokyo) e per il Romancecar, consiglio di comprare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza. Il Romancecar si può prenotare anche sul sito ufficiale Odakyu, se preferite.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità (ad esempio non legarvi a un orario preciso), potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali; per il Romancecar, gli sportelli Odakyu a Shinjuku), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nei periodi di alta stagione (e il foliage di fine ottobre lo è) il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Tutti i numeri che seguono sono a persona, voli esclusi. Avevate indicato un budget di circa €3.000 a testa: come vedete, ci state dentro con un margine molto largo.
| Alloggi (11 notti: 6 Tokyo, 2 ryokan Hakone, 3 Kyoto) | €1.020 |
| Trasporti (intercity + Suica e metro) | €270 |
| Cibo (12 giorni) | €450 |
| Attività ed esperienze | €285 |
| Assicurazione completa | €100 |
| Totale stimato a persona | €2.125 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Hakone, Kyoto), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire).
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati (Tsukiji e Nishiki compresi), ristoranti piccoli, street food. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. A Kyoto invece i bus sono fondamentali per raggiungere i templi fuori dalla metro (il Padiglione d'Oro, per esempio). Si sale dalla porta posteriore e si prende il bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Alla fermata di discesa si scende dalla porta anteriore e si paga la tariffa corrispondente al proprio numero (mostrata sul tabellone sopra l'autista), inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Niente panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta. Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere.
La regola è semplice: scrivete la frase prima, poi andate dall'operatore. Non sotto pressione allo sportello, ma da parte, con calma, poi mostrate lo schermo. Scrivete frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte.
Tre situazioni concrete:
Non riuscite a comprare il biglietto: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città, non il nome del tempio.
Non sapete da quale binario parte il treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]."
IC card bloccata ai tornelli in uscita: scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo.
Cambiate solo le parti tra parentesi quadre. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, aspettate.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e funicolari di montagna, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna, pagate circa €15-20 a valigia, e loro fanno il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta perfetta è Tokyo → Kyoto, spedendo le valigie grandi dall'hotel di Shibuya la mattina del Giorno 3, direttamente all'hotel di Kyoto. Così i due giorni di Hakone li vivete con il solo zaino: niente valigie sul Romancecar, niente valigie sul trenino di montagna, niente valigie in ryokan. È il singolo consiglio logistico che migliora di più questo itinerario.
Con i vostri interessi (design, cucina, arte, ceramica) il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine.
Per la cucina: un coltello giapponese artigianale è il souvenir più sensato per voi due. A Tsukiji ci sono botteghe storiche dove i cuochi di Tokyo comprano le loro lame, e a Kyoto la via degli utensili vicino a Nishiki. Fatevi incidere il nome sulla lama: molti negozi lo fanno sul momento. Poi il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto, e le ceramiche: ciotole, piatti, tazze da tè, ognuna diversa dall'altra.
Per il design: Itoya a Ginza (dodici piani di cancelleria e carta), i concept store di Omotesando, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco. E i Kit Kat in gusti che esistono solo in Giappone: matcha, sakura, sake, wasabi.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli negli ultimi tre giorni a Tokyo: quasi tutto quello che vedete all'inizio lo ritrovate alla fine, e non ve lo portate dietro per tutto il viaggio. Nei grandi negozi, esenzione IVA per i turisti: portate il passaporto alla cassa e risparmiate il 10%.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente. Il minimo utile: cerotti, antidolorifico (Brufen o Tachipirina), antidiarroico, antisettico, termometro, medicinali personali. Se Stefania usa compresse di lattasi per i pasti fuori casa, meglio portarne una scorta dall'Italia: in Giappone si trovano ma con nomi e confezioni diverse. L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque.
Uno dei periodi più belli dell'anno: giornate limpide tra i 15 e i 20 gradi, serate fresche attorno ai 10, pochissima pioggia. A Hakone, in quota, qualche grado in meno: portate uno strato caldo per le sere al ryokan. Il buio arriva presto, verso le 17: le giornate di questo itinerario iniziano presto apposta. E il foliage sta iniziando ovunque, con Kyoto che si avvia al suo picco.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati. Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli: su questi voli non si può fare a meno del banco. Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi. Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Molti dei voli più convenienti dall'Italia al Giappone fanno scalo in Cina, quindi potrebbe capitarvi. Se il vostro volo prevede uno scalo in Cina (es. Pechino, Shanghai, Guangzhou), la procedura è semplice: scendete dall'aereo, seguite le indicazioni per i voli in transito/coincidenza, passate i controlli di sicurezza e raggiungete il gate del secondo volo. Non dovete ritirare i bagagli: vengono trasferiti automaticamente dalla compagnia aerea e li ritirate solo alla destinazione finale. In oltre il 99% dei casi i bagagli arrivano senza problemi.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Grande e chiaro.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate al banco Lost & Found o Baggage Service (nella stessa area del nastro, prima dell'uscita doganale). Mostrate il baggage claim tag (l'etichetta adesiva dal check-in, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto che cercate "l'ispirazione che nasce dalla bellezza e dal contesto di un mondo completamente altro" e "un'esperienza che possa contaminare positivamente la nostra creatività", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete detto che vi piacciono più le città moderne e che fareste più giorni a Tokyo che a Kyoto. Fatto: Tokyo ha sei notti, il doppio di Kyoto, divise in due blocchi. Il primo per orientarvi e vivere la città di Perfect Days, il secondo per godervela da persone che ormai la conoscono: l'arte digitale, Ginza, il corso di cucina, il mercato. Kyoto ha tre notti piene, che per i vostri interessi (templi a otto, non a dieci) sono la misura giusta: ci sta tutto quello che conta, senza un giorno di troppo.
Avete chiesto il mercato del pesce, "se ne vale la pena e non è super turistico". La risposta onesta è nel Giorno 12: il Tsukiji Outer Market ne vale la pena perché è rimasto un mercato che lavora davvero, dove i ristoratori di Tokyo si riforniscono ogni mattina. Ci andate l'ultimo giorno, di mattina presto, quando è nel suo momento più vero, e ci fate la colazione d'addio al Giappone.
Avete chiesto i luoghi di Perfect Days, "se comodi all'itinerario". Sono più che comodi: sono il motivo per cui il vostro hotel è a Shibuya. I bagni d'autore di Ando, Kuma e Ban sono nel Giorno 2, e la Tokyo lenta di Hirayama tra Asakusa e il fiume Sumida è il Giorno 3. Il film vi ha dato, senza saperlo, la mappa perfetta dei vostri interessi: architettura, quotidianità, contemplazione, street photography.
Avete messo musei e mostre a dieci su dieci. Per questo ce n'è uno quasi ogni giorno, ma mai due uguali: l'arte classica giapponese a Ueno, la scultura nel paesaggio a Hakone, i giardini zen come opere viventi a Kyoto, l'arte digitale al TeamLab, il design diffuso di Ginza e Omotesando. È un percorso museale travestito da viaggio.
Avete messo il cibo di strada a dieci e avete scritto che volete "i veri sapori della cucina giapponese". Per questo il cibo attraversa tutto il piano: lo street food di Asakusa e Nishiki, la cena kaiseki al ryokan (due volte), il corso di cucina per portarvi le tecniche a casa, e Tsukiji come gran finale. E per l'intolleranza al lattosio di Stefania c'è la frase pronta nelle emergenze e una cucina, quella giapponese, che di suo usa pochissimi latticini.
Avete chiesto ryokan e kimono, e un'esperienza di relax. Il ryokan è a Hakone con due notti piene, perché una sola notte in ryokan è un assaggio e due sono un'esperienza: arrivare, rallentare, e avere un giorno intero senza valigie da fare. Il kimono è a Kyoto, nel quartiere giusto per indossarlo. E il ritmo di tutto il piano è volutamente medio: mai giornate da corsa, sempre un'ora libera per perdervi, che con l'esplorazione a piedi a dieci su dieci è il vostro modo naturale di viaggiare.
E quello che non c'è, non c'è per scelta: niente anime, niente Pokemon, niente Ghibli, che avete messo a zero. Niente Osaka, che avrebbe rubato giorni alla vostra Tokyo. Niente wagyu, che avete detto di non volere. Un itinerario si costruisce anche con quello che si lascia fuori.
Questo è il vostro viaggio, Marco e Stefania. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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