Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Hai scritto che questo viaggio significa "incontrare una nuova cultura a noi del tutto ignota", che vuoi "tuffarti nella cultura giapponese", costruire "ricordi amorosi e romantici" con il tuo fidanzato e "ricordi memorabili con la famiglia". Hai scritto anche che vuoi tornare "pieni di una nuova visione del mondo, per continuare ad apprezzare la mia, ma arricchendola di qualcosa fino ad ora a me sconosciuto".
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per voi quattro, per la prima volta di tutti e quattro in Giappone, per dieci giorni che devono dare spazio sia alla cultura profonda dei templi sia al divertimento dello street food, sia ai momenti romantici di Pontocho sia alle giornate di famiglia tra Nara e Dotonbori.
Il tracciato è qui. L'80-90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove da est verso ovest in modo lineare: arrivate a Tokyo da Narita, attraversate il paese fino al cuore culturale di Kyoto, chiudete con l'energia di Osaka e partite direttamente dal Kansai. Nessun ritorno indietro, nessuno zig-zag. È la struttura più efficiente possibile per il vostro volo aperto Narita in entrata e Kansai in uscita, e fa risparmiare otto ore di treno e il costo di un secondo Shinkansen rispetto a un viaggio andata e ritorno da Tokyo.
| Città | Date | Notti | Alloggio prenotato |
|---|---|---|---|
| Tokyo | 29 mag – 3 giu | 5 | Hotel Amanek Asakusa Sakurabashi |
| Kyoto | 3 giu – 5 giu | 2 | Sakura Terrace |
| Osaka | 5 giu – 7 giu | 2 | Hotel Arashi Nambaminami No003 |
Gli alloggi sono già prenotati, quindi questa sezione non serve per scegliere dove dormire. Serve per capire dove sarete, cosa trovate fuori dalla porta e come muovervi da lì. È una cosa che fa differenza nel modo in cui si vive una città.
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. I vostri alloggi sono tutti in zone scelte con criterio: eccovi spiegato perché.
L'aereo atterra a Narita Terminal 1 alle 18:50. Tra immigrazione, ritiro bagagli e dogana calcolate un'ora abbondante: in Giappone l'efficienza dei controlli è incredibile ma siete in quattro persone e i bagagli arrivano con i loro tempi.
Dalla stazione ferroviaria dell'aeroporto, prendete il Keisei Access Express diretto fino ad Asakusa Station. È la scelta giusta per la vostra situazione: nessun cambio, una sola corsa di cinquanta minuti, costo basso (1.310 yen, circa €8 a testa), e siete a una decina di minuti a piedi dall'hotel. Assicuratevi di salire su un treno che ha come destinazione finale Haneda Airport o Nishi-Magome (entrambi passano per Asakusa). Non prendete quelli diretti a Keisei-Ueno: non fermano ad Asakusa.
Check-in all'Hotel Amanek verso le 21:30. Le valigie le scaricate, una doccia veloce, e poi se le energie tengono uscite per una cena leggera: ramen in uno dei locali della zona, o yakitori a una bancarella aperta in serata. Mangiate, tornate, dormite presto.
La giornata comincia presto, anche perché il jet lag vi aiuterà: probabilmente sarete svegli alle sei. Approfittate.
Cominciate dal Tempio Senso-ji, il più antico di Tokyo, a quindici minuti a piedi dall'hotel. Arrivare entro le 8:30 cambia completamente l'esperienza: la grande lanterna rossa del Kaminarimon senza folla, la via Nakamise praticamente vuota, i sacerdoti che aprono i cancelli e accendono l'incenso. È così che il tempio si guarda davvero. Calcolate due ore tra il tempio, il giardino dietro e la passeggiata sulle bancarelle della Nakamise. Per i souvenir tradizionali, questa è una delle vie più belle: ventagli, tenugui, dolci di mochi, statuette, kit-kat in versione giapponese.
A piedi, dieci minuti verso ovest: Ueno Park. Centodieci ettari di verde, laghetti, templi sparsi, il vecchio Tokyo National Museum se vi interessa la storia (per chi ha messo otto su musei, vale un'ora dentro). Un'ora e mezza per la passeggiata, due ore se entrate al museo.
Pranzo nella zona: ramen ad Asakusa o sushi-take-away nei dintorni della stazione di Ueno.
Nel pomeriggio, due fermate di metro da Ueno: Akihabara. È il quartiere dell'elettronica, dell'anime, dei manga e del gaming, e di sera è quando dà il meglio: insegne al neon, suono delle sale giochi, atmosfera che non si trova da nessun'altra parte. Yodobashi Camera per la tecnologia (esenzione IVA con il passaporto al banco, su acquisti sopra 5.500 yen), Mandarake per i manga rari, Super Potato per i videogiochi retro. Calcolate tre ore qui, almeno.
Cena: spiedini in una delle bancarelle sotto i binari della linea Yamanote, oppure ramen in un locale ad Akihabara. Tornate in hotel con la metro Hibiya o Ginza Line.
Oggi è la Tokyo opposta: quella ovest, frenetica, vetri e neon. Si parte dalla stazione di Asakusa con la metro Ginza Line.
Prima fermata, Santuario Meiji Jingu: immerso in una foresta di centosettantamila alberi piantati a mano cento anni fa, è il santuario shintoista più importante di Tokyo. A trenta metri dal caos di Harajuku c'è il silenzio totale. La passeggiata dall'ingresso al santuario, sotto i torii di legno alti dodici metri, è una di quelle esperienze che cambiano la giornata. Un'ora e mezza, tutto pianeggiante, ingresso gratuito.
All'uscita siete su Takeshita-dori, la via di Harajuku con i negozi pop, kawaii, vintage. La domenica è affollata (è parte del fascino): adolescenti vestite in cosplay, crepe alle bancarelle, profumo di pancake al cocco. Una mezz'ora di esplorazione basta. Se cercate qualcosa di più rilassato, due isolati a sud c'è Omotesando, viale alberato con architetture eleganti e brand internazionali.
Pranzo a Harajuku in una piccola tonkatsu o un sushi rotante.
Nel pomeriggio scendete a Shibuya: il famoso Crossing, mille persone che attraversano contemporaneamente sotto gli schermi al neon. Lo si guarda dall'alto dal secondo piano dello Starbucks della Tsutaya o dallo Shibuya Sky.
E qui arriva il momento clou: Shibuya Sky, il rooftop più spettacolare di Tokyo. Si sale al duecentoventiduesimo metro per una vista a trecentosessanta gradi sulla città. Lo slot ideale è quello del tramonto, perché vedete Tokyo passare dalla luce del giorno al mare di neon nel giro di mezz'ora. Prenotate online almeno una settimana prima: gli slot tramonto si esauriscono.
La sera, una fermata di metro: Shinjuku. Cena a Omoide Yokocho, il vicolo dei "ricordi" dietro la stazione: bancarelle di yakitori con cinque sgabelli, fumo, birre fredde, atmosfera che sembra uscita da un film. È economico, è denso, è autentico. Per dopo cena, se l'energia tiene, Golden Gai: duecento minuscoli bar in un labirinto di vicoli, ognuno con sei posti a sedere. Si entra, si ordina un drink, si chiacchiera con il proprietario o con gli altri due avventori al banco. È un'esperienza tutta romantica e tutta giapponese.
Oggi è la giornata più piena del viaggio, e una delle più memorabili.
Partenza da Shinjuku Station in bus diretto per Kawaguchiko: due ore di viaggio, comode, con il paesaggio che cambia mentre vi allontanate dalla città. Il bus parte intorno alle 7:30 dal Bus Terminal di Shinjuku, conviene prenotarlo online il giorno prima. Costo intorno ai 2.000 yen a tratta, andata e ritorno comprese una giornata.
Arrivati al lago verso le 10, l'orientamento è semplice. Il Lago Kawaguchiko è il più grande dei cinque laghi del Fuji e ha la vista più iconica: la montagna che si specchia nell'acqua quando le condizioni lo permettono. Camminate sulle rive nord per le foto migliori, salite sul Mount Tenjo con la funivia (Kachi Kachi Ropeway) per la prospettiva dall'alto.
A metà giornata, dieci minuti di treno dal lago: la Chureito Pagoda. È la pagoda rossa di cinque piani con il Fuji sullo sfondo che avete visto cento volte nelle foto. Per arrivare in cima sono quattrocento gradini, vale ogni gradino. La vista da lassù è quella che porterete a casa.
Pranzo zona Kawaguchiko: hoto noodles, una zuppa locale con spaghetti spessi di farina e verdure di montagna. Cucina di queste valli, riscalda dopo il vento del lago.
Rientro a Shinjuku nel tardo pomeriggio. Cena tranquilla nella zona di Asakusa una volta tornati.
Giornata di passaggio tra la natura e la tecnologia, costruita in modo che il ritmo sia gestibile dopo l'escursione di ieri.
Si comincia dal Palazzo Imperiale: la residenza dell'imperatore con i giardini est aperti al pubblico. Camminate sui sentieri lastricati tra i bonsai centenari, le mura di pietra del castello di Edo, il grande prato dove un tempo c'era la torre principale. Un'ora e mezza tranquilla, totalmente gratuita.
Da qui, a piedi venti minuti o una fermata di metro, si raggiunge Ginza: il quartiere dei grandi magazzini e delle vetrine eleganti, il Quartiere Latino di Tokyo. Per chi ama lo shopping di qualità e i souvenir veri (porcellane, kimono, tè matcha pregiato), è il posto. La domenica le strade sono chiuse al traffico per ore: il "Pedestrian Paradise". Ma anche di martedì è un piacere camminarci.
Pranzo speciale: Tsukiji Outer Market, a venti minuti di metro. Il mercato del pesce vero si è spostato a Toyosu, ma l'Outer Market è ancora qui, con duecento bancarelle e ristorantini: sashimi tagliato al momento, uni fresco, gyozas appena fatte, omelette di tamago in piccoli stand storici. Restate due ore, vi tuffate nel cibo di strada come avete chiesto. Chiude verso le 14, andate per pranzo.
Pomeriggio di calma in hotel, in modo da avere energia per la sera.
La sera è dedicata a un'esperienza che non esiste da nessun'altra parte: il TeamLab Planets a Toyosu, mezz'ora di metro da Asakusa. È un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze dove camminate scalzi in venti centimetri d'acqua con pesci luminosi che vi guizzano attorno, foreste di fiori che reagiscono ai vostri movimenti, sale degli infiniti specchi. Calcolate due ore e mezza. Per la sera scelta lo slot delle 19:00: la zona di Toyosu è zona di baia, si vede il tramonto sull'acqua mentre entrate, e all'uscita Tokyo è illuminata.
Cena tardiva a Toyosu o ritorno a Asakusa per ramen di chiusura della Tokyo. Domani si parte per Kyoto.
L'ultima mattina ad Asakusa è leggera: colazione tranquilla, ultimo giro alla via Nakamise per i souvenir che vi erano sfuggiti, check-out entro le 11.
Trasferimento da Asakusa a Tokyo Station con la metro Ginza Line (venti minuti). Poi il momento che aspettavate: lo Shinkansen Hikari da Tokyo Station a Kyoto Station. Due ore e un quarto di viaggio a duecentottanta chilometri orari, con il Fuji che appare a destra dopo quarantacinque minuti se la giornata è limpida. Bento del kombini in stazione (bento ekiben, sono fatti apposta per il treno), tè caldo dalla macchinetta, vista dal finestrino. È uno dei rituali del Giappone.
Arrivo a Kyoto verso le 14:30. Sakura Terrace è a sei minuti a piedi dall'uscita Hachijo della stazione: scaricate i bagagli e siete pronti per il pomeriggio.
Il primo contatto con Kyoto va fatto a piedi e di sera, lentamente. Prendete il bus o la metro fino a Gion, il quartiere storico delle geisha. Camminate lungo Hanamikoji-dori, la via principale: pavé di pietra, case di legno con i koshi (le finestre a griglia), lanterne accese, l'occasione (se siete fortunati) di vedere una maiko in cammino verso un appuntamento. Calcolate un'ora.
Per la cena attraversate il ponte sul fiume Kamogawa fino a Pontocho: un vicolo lungo cinquecento metri tra il fiume e la via Kawaramachi, illuminato solo dalle lanterne dei ristoranti. È uno dei luoghi più romantici del Giappone. I locali si affacciano sul fiume con terrazze di legno in estate (yuka): se siete fortunati e il tempo è bello, prenotate un tavolo all'aperto. È una sera da ricordare, una delle ragioni per cui questo viaggio esiste.
Oggi è la giornata più ricca del viaggio. Si comincia presto e si finisce tardi, ma ogni momento è scelto con cura.
Sveglia all'alba. Treno per Fushimi Inari Taisha, il santuario dei diecimila torii rossi, una decina di minuti dalla Kyoto Station con la linea JR. Arrivate entro le 7: il santuario è aperto ventiquattro ore al giorno, e prima delle 8 il sentiero dei torii è quasi vuoto. La luce mattutina passa di traverso tra un torii e l'altro, il colore arancione è acceso, il silenzio è totale. Per le foto memorabili che avete in testa, è il momento giusto. Calcolate un'ora e mezza: salite fino al belvedere Yotsutsuji a metà del monte (trenta minuti dall'entrata, vista magnifica) e tornate giù. La salita completa fino in cima è due ore e mezza, ma non vale di più per quello che si vede in più.
Ritorno verso il centro. Vestizione del kimono in un negozio della zona di Higashiyama, intorno alle 10:30. Avete prenotato online due settimane prima: ho scelto un noleggio di mezza giornata che include il kimono, l'obi, i sandali zori, l'acconciatura per le donne. È un'esperienza in sé: la vestizione dura una mezz'ora, le mani delle assistenti vi sistemano ogni piega, e quando vi guardate allo specchio Maria diventerà Maria-in-kimono e tuo fidanzato non saprà se baciarti o farti una foto.
In kimono, salite per i vicoli storici di Sannenzaka e Ninenzaka, due strade in salita di pietra fiancheggiate da case di legno antiche, botteghe, tea house tradizionali. Sono le strade più fotografate del Giappone per un motivo. Il kimono qui non è una buffonata da turisti: è l'occasione giusta per essere parte del paesaggio invece che spettatori.
In cima ai vicoli c'è il Kiyomizu-dera, il tempio del periodo Heian costruito su una terrazza di legno alta tredici metri sospesa sul versante della collina. La vista dalla terrazza si apre su Kyoto. Restate un'ora e mezza tra il tempio, le tre cascate sacre del Otowa-no-taki dove si beve per ricevere benedizione, e il piccolo santuario d'amore di Jishu dietro al tempio principale (per voi due ha senso).
Pranzo leggero in una tea house dei vicoli (matcha e dolce wagashi) o un bento.
Pomeriggio: cerimonia del tè in una casa tradizionale di Gion. È un'esperienza che richiede prenotazione (su Klook trovate diverse opzioni in italiano o inglese, prenotate una settimana prima). La maestra prepara il matcha davanti a voi spiegando ogni gesto, vi insegna come riceverlo e come bere, e ogni piccolo movimento ha un significato che ha radici nel buddhismo zen. Sono quarantacinque minuti che vi spiegano un mondo intero. È uno dei pezzi di cultura giapponese più profondi che potete portarvi a casa.
Restituzione del kimono nel pomeriggio, di nuovo nei vostri abiti.
Per la cena, ritorno a Pontocho o a Gion. Cena romantica per voi due, cena di famiglia con i tuoi suoceri allo stesso tavolo: izakaya tradizionale con pesce alla griglia, tofu, sake locale. È la sera che avete sognato.
Ultima mattina a Kyoto, e si comincia da uno dei luoghi più sottovalutati della città: il Mercato Nishiki, "la cucina di Kyoto". Quattrocento metri di galleria coperta, con bancarelle storiche, alcune di centocinquant'anni, che vendono ogni specialità della cucina locale: tofu fresco, yuba (pelle di tofu), pickle di verdure di montagna, mochi appena fatti, tè matcha sfuso, polpo in spiedino servito con uovo di quaglia dentro, dashi pronto da bere. È street food al suo livello più alto. Calcolate un'ora e mezza, mangiate poco per ogni bancarella così assaggiate tutto.
A piedi quindici minuti, oppure una breve corsa in bus: il Castello Nijo, l'antica residenza degli shogun Tokugawa quando soggiornavano a Kyoto. Il palazzo principale, il Ninomaru, ha i celebri "pavimenti dell'usignolo" (i tatami pavimentati che scricchiolano apposta per avvertire della presenza di intrusi) e i fusuma decorati da Kano Tan'yu. Patrimonio UNESCO. Un'ora e mezza.
Pranzo veloce, ritorno in hotel a prendere le valigie e check-out.
Trasferimento Kyoto → Osaka in treno, parte breve del viaggio. Il giorno cade in un venerdì feriale, quindi il treno panoramico Kyo Train Garaku (che circola solo nei weekend e nei festivi) non è disponibile. Prenderete il treno Hankyu ordinario sulla stessa tratta: da Kyoto-Kawaramachi Station (stazione Hankyu, raggiungibile a piedi dal mercato Nishiki o in metro) a Osaka-Umeda Station, quarantacinque minuti, costo 410 yen (circa €2,50). È un treno normale, comodo, e il prezzo è imbattibile.
Arrivo a Osaka nel pomeriggio. Da Umeda prendete la metro Midosuji per Namba o Daikokucho, raggiungete l'Hotel Arashi Nambaminami nel quartiere di Imamiya, check-in.
La sera è il vostro primo impatto con Dotonbori: il canale che attraversa il quartiere, le insegne al neon che si specchiano nell'acqua, il famoso Glico Man che corre da novant'anni, il granchio gigante in movimento di Kani Doraku. Per chi ama lo street food (e voi siete dieci su dieci), è il paradiso. Takoyaki caldi appena tolti dalla piastra, okonomiyaki grigliati davanti a voi al tavolo, kushikatsu negli stand di Shinsekai, melon pan al gelato. Si cammina, si assaggia, si beve birra Asahi, si fotografa, si ride. È la sera in cui Osaka si mostra per quello che è: caotica, gentile, golosa.
Dopo cena passeggiata sulla galleria coperta di Shinsaibashi-suji, seicento metri di shopping che attraversano il quartiere. Per i souvenir last-minute, per i kit-kat in edizione speciale di Osaka, per gli ultimi acquisti, questa è una delle strade migliori del Giappone.
Ultimo giorno pieno del viaggio. È quello dei ricordi che si portano a casa.
La mattina si parte presto per Nara. Dall'Hotel Arashi a piedi a JR Imamiya Station, prendete il treno JR Yamatoji Rapid Service diretto fino a Nara Station: trentacinque minuti, costo 510 yen (circa €3 a tratta), nessun cambio.
Nara non assomiglia a nessun altro posto al mondo. Il Nara Park è un parco pubblico di cinquecento ettari dove vivono liberamente millesettecento cervi sika semi-addomesticati, considerati nello Shintoismo messaggeri degli dèi. Camminano tra le persone, vi si avvicinano, fanno l'inchino (sì, fanno proprio l'inchino) quando vedono che avete i biscotti shika senbei in mano. Sono biscotti speciali venduti nelle bancarelle per duecento yen un pacchetto, ed è permesso e incoraggiato darli ai cervi. Per i tuoi suoceri di sessantatré anni, sarà un'esperienza che racconteranno per anni: stare in mezzo ai cervi del Giappone è una di quelle cose che non immaginavi prima di provarle.
Dentro il parco, il Tempio Todai-ji: il più grande edificio di legno del mondo, con un Buddha di bronzo alto quindici metri all'interno. Si entra, si alza la testa, e per un attimo non si dice niente. Patrimonio UNESCO. Calcolate un'ora e mezza.
A piedi attraverso il parco, salendo lentamente, il Santuario Kasuga Taisha: tremila lanterne di pietra lungo il sentiero, altre tremila in bronzo dentro il santuario, accese tutte due volte all'anno durante i festival. Anche spente sono uno spettacolo. Quarantacinque minuti, in lieve salita ombreggiata, perfetta per i tuoi suoceri.
Pranzo a Nara: kakinoha-zushi (sushi di salmone avvolto in foglia di kaki) o udon caldo.
Rientro a Osaka nel tardo pomeriggio. Ultima fermata della giornata: il Castello di Osaka. Lo si raggiunge in metro da Imamiya (linea Osaka Loop fino a Osakajokoen). Il castello è circondato da un parco di cento ettari, da percorrere a piedi al tramonto. Sale fino al main keep e gli interni sono ricostruiti (il castello originale fu distrutto), ma il panorama dall'ultimo piano sulla città vale.
La sera è la cena che chiude il viaggio: il wagyu. Avete prenotato (una settimana prima) un ristorante di yakiniku o teppanyaki nella zona di Namba o Shinsaibashi, dove si serve manzo wagyu A5 di Kobe, Matsusaka, o Omi. Il manzo wagyu, quello vero, si cucina sul braciere al centro del tavolo o sulla piastra di teppan, si mangia un piccolo pezzo alla volta, e si scioglie in bocca come burro. È diverso da qualunque carne abbiate mai mangiato. Per voi quattro, intorno a un unico tavolo, è la cena perfetta per chiudere: romantica per voi due, di famiglia con i suoceri, profondamente giapponese.
Ultimo giro a Dotonbori dopo cena per le foto finali con il Glico Man illuminato. Poi a dormire: domattina si parte presto.
Sveglia alle 4:45. Check-out entro le 5:30. Il volo da Kansai è alle 9:05 e l'arrivo in aeroporto va fatto entro le 7, due ore abbondanti prima.
Da Hotel Arashi camminate a piedi fino alla JR Imamiya Station (tre minuti). Da qui prendete il JR Kanku Rapid Service diretto fino a Kansai Airport Terminal 1: cinquanta minuti, una sola corsa, nessun cambio. Costo 1.080 yen (circa €7). È la connessione che vi rende speciale questo hotel: nessun stress, nessuna metro affollata, treno comodo con spazio per le valigie.
Arrivo in aeroporto verso le 6:50, banco check-in che apre alle 7. Siete tra i primi della fila: tutto fila liscio.
Sayonara.
I voli sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli: è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte.
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costa circa 50.000 yen (€280) a persona. Per il vostro itinerario, i biglietti JR effettivamente coperti dal pass valgono circa €100 a persona (Shinkansen Tokyo-Kyoto, Kyoto-Osaka via JR locale, treno per Nara). Il JR Pass non conviene di quasi €180 a persona. In più non copre il Keisei Access Express per arrivare ad Asakusa dall'aeroporto, né il treno Hankyu per Osaka, né il Nankai/JR Kanku Rapid per il Kansai Airport. Biglietti singoli, scelta vinta.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Narita → Asakusa Narita Airport Terminal 1 Station → Asakusa Station |
Keisei Access Express (linea diretta, no cambi) | 50 min | €8 |
| Tokyo ↔ Kawaguchiko Shinjuku Expressway Bus Terminal → Kawaguchiko Station (andata e ritorno) |
Highway Bus diretto (Keio/Fujikyu) | 2h ogni tratta | €25 |
| Tokyo → Kyoto Tokyo Station → Kyoto Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 2h 15min | €80 |
| Kyoto → Osaka Kyoto-Kawaramachi Station (Hankyu) → Osaka-Umeda Station (Hankyu) |
Treno Hankyu ordinario (venerdì feriale: Kyo Train Garaku non in servizio) | 45 min | €3 |
| Osaka ↔ Nara JR Imamiya Station → JR Nara Station (andata e ritorno) |
JR Yamatoji Rapid Service | 35 min ogni tratta | €6 |
| Osaka → Kansai JR Imamiya Station → Kansai Airport Terminal 1 |
JR Kanku Rapid Service (diretto, no cambi) | 50 min | €7 |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Narita: appena superata l'immigrazione e ritirati i bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Trovate le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Sono il metodo più veloce: si sceglie la lingua, l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), si paga in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, andate al JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Nota pratica per il vostro caso specifico: voi userete il Keisei Access Express, non un treno JR, per raggiungere Asakusa. Il Welcome Suica però funziona ugualmente anche sulla rete Keisei e su tutta la metro di Tokyo, Kyoto e Osaka. Quindi prendetelo comunque all'aeroporto, è la tessera giusta.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. La ricarica si fa direttamente da Wallet con Apple Pay (niente contanti). Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000-3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per i trasporti intercity (Shinkansen Tokyo-Kyoto, bus Tokyo-Kawaguchiko), consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno o bus salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza.
Per il treno Hankyu Kyoto-Osaka, JR Imamiya-Nara, JR Imamiya-Kansai Airport, e Keisei Access Express Narita-Asakusa: non serve prenotare nulla. Sono treni a posti non riservati, si appoggia la Suica ai tornelli, si sale, si scende. Comprate il biglietto direttamente in stazione se preferite il biglietto cartaceo, oppure usate la Suica.
Opzione alternativa per Shinkansen: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti dello Shinkansen Tokyo-Kyoto direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR di Tokyo Station, mostrate la destinazione e la data, vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che nelle ore di punta il treno all'ora che preferivate potrebbe essere pieno e dovete prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Voli e alloggi sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone a persona, escluso quello che è già stato saldato. Il calcolo è basato sul vostro profilo: cibo di strada e ristoranti locali, attività comprese quelle prenotate, trasporti intercity con biglietti singoli, e l'assicurazione sanitaria solo per Maria (gli altri tre sono già coperti).
| Biglietti trasporti intercity ed escursioni | €129 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (10 giorni a €40 al giorno) | €400 |
| Attività e ingressi (TeamLab, kimono, templi, tea ceremony, wagyu, Shibuya Sky, e altro) | €290 |
| Assicurazione sanitaria (solo Maria, gli altri già coperti) | €50 |
| Totale a persona | €870-960 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Per voi che avete cibo di strada al massimo (dieci su dieci) e volete provare il mix completo delle esperienze culinarie giapponesi, questa guida è il vostro alleato. Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kyoto, Osaka), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo. È più preciso, più aggiornato e più dettagliato di qualsiasi guida cartacea o digitale.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps (App Store o Google Play) se non l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, cibo di strada. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60-70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
A Tokyo non ne avete bisogno: la metro copre tutto. Ma a Kyoto e Osaka i bus sono fondamentali per raggiungere i templi e i quartieri fuori dalla metro.
A Kyoto: si sale dalla porta posteriore e si prende un bigliettino numerato dalla macchinetta vicino all'entrata. Quando si scende dalla porta anteriore, si guarda il tabellone sopra l'autista che mostra la tariffa corrispondente al vostro numero, e si paga quella cifra inserendo i soldi o appoggiando la IC card. Nessun panico: c'è sempre qualcuno davanti a voi che lo fa, basta osservarlo una volta.
A Osaka: il funzionamento è simile: in molte linee si appoggia la IC card all'entrata e all'uscita. Se avete dubbi, appoggiate la IC card quando salite e quando scendete: il sistema fa il resto.
In entrambe le città, Google Maps vi dice esattamente quale bus prendere, da quale fermata e dove scendere. Seguitelo senza pensare.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarvi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal tizio. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kyoto" vi mette in mano il biglietto in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate: "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione di destinazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kyoto, Osaka, Nara) o il nome di una stazione grande. Non serve mettere il nome del tempio o dell'attrazione: basta arrivare nella città giusta, poi ci pensate voi. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete: "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta. Lo staff delle stazioni giapponesi è abituato a indicare con il dito: spesso ve lo mostrano senza nemmeno parlare.
La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete: "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava per il tragitto: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita per sistemare esattamente questa situazione, e lo staff ve la indica subito.
In tutti e tre i casi: scrivete prima, avvicinatevi dopo, mostrate lo schermo, aspettate. Funziona sempre.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale della stazione o dell'Information Center.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50, bento completi a €4-6, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente. Per la mattina presto del giorno della partenza, è il vostro punto di rifornimento: c'è un Lawson di fronte al vostro hotel di Osaka.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e metro, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10-11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel (potete cercarlo su Google). Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15-20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: per voi quattro, con quattro valigie, le tratte più utili sono due. Il 3 giugno (Tokyo verso Kyoto): spedite due o tre valigie da Asakusa direttamente all'hotel di Kyoto la mattina, e prendete lo Shinkansen con solo zaini. Lo stesso il 5 giugno (Kyoto verso Osaka): la spedizione tra città vicine è velocissima. Non è obbligatorio, ma quando si è in quattro è una comodità che vale i €60-80 totali che spendete.
Con shopping a dieci su dieci nel vostro profilo, il Giappone è un posto da gestire con strategia. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Souvenir che valgono davvero: i Kit Kat in gusti che non esistono fuori dal Giappone (matcha, sakura, sake, wasabi: cambiano per stagione e città, e ogni regione ha i suoi), il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Kyoto (Nishiki Market ne ha diversi), le ceramiche tradizionali, i tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) che sono leggeri, bellissimi e costano poco, statuette daruma, ventagli sensu di carta dipinta a mano. Per chi ama il tè, le teiere kyusu di Tokoname o di Banko sono pezzi da portare a casa.
Per la tecnologia: Yodobashi Camera ad Akihabara e BIC Camera a Ginza e Shinsaibashi hanno tutto, a prezzi competitivi e con esenzione IVA per i turisti stranieri: portate il passaporto alla cassa per acquisti sopra i 5.500 yen e risparmiate il 10% su ogni acquisto.
Per anime, manga e gaming (interessi 7-8 nel vostro profilo): Akihabara a Tokyo e DenDen Town a Osaka sono i due poli principali. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo, da Super Potato i videogiochi retro, da Animate le edizioni giapponesi.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri fateli verso la fine: Osaka ha Shinsaibashi e DenDen Town l'ultimo giorno e i prezzi sono spesso uguali o migliori rispetto a Tokyo. Non comprate tutto il primo giorno ad Akihabara pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate. Lasciate sempre un po' di valigia vuota per i regali: meglio una valigia mezza vuota in partenza che dover gettare cose al ritorno.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico per adulti (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che voi quattro usate abitualmente. Per i tuoi suoceri di sessantatré anni, controllate di avere scorta per tutto il viaggio dei farmaci che prendono regolarmente: meglio averne in più, anche tenuti in valigie diverse in caso di smarrimento.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
Temperature tra i 18 e i 27 gradi di giorno, fresche la sera (15-18 gradi). È un periodo dorato in Giappone: clima mite, alberi al massimo del verde, ortensie (ajisai) in piena fioritura nei templi (in particolare a Kyoto, dove molti templi minori si riempiono di fiori azzurri e viola). La stagione delle piogge (tsuyu) inizia statisticamente intorno al 6-7 giugno nell'area Kanto-Kansai: l'87% del vostro viaggio cade nella finestra perfetta prima delle piogge, gli ultimi uno o due giorni potrebbero portare qualche rovescio intermittente. Portate vestiti leggeri a strati (una giacca leggera per la sera), scarpe comode da cammino, un ombrello compatto in valigia per le ultime giornate. Per Kawaguchiko (Giorno 4) prevedete 4-5 gradi in meno rispetto a Tokyo, una giacca leggera è obbligatoria.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale con scalo, non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo (alle 6 del mattino a Kansai per il volo delle 9:05) e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Il vostro volo prevede uno scalo a Pechino sia all'andata (Roma-Pechino, Pechino-Tokyo Narita) sia al ritorno (Osaka Kansai-Pechino, Pechino-Roma). È una procedura standard e non dovete fare nulla di complicato. Maria e tuo fidanzato avete passaporto italiano, i suoceri passaporto francese: per entrambi, cittadini dell'Unione Europea, il transito a Pechino senza uscire dall'area transito internazionale non richiede alcun visto cinese. Idem per il Giappone, dove i cittadini italiani e francesi possono entrare senza visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni: vi basta il passaporto valido almeno sei mesi oltre la data del ritorno.
Cosa succede allo scalo: scendete dall'aereo, dovete passare di nuovo i controlli di sicurezza (metal detector, scanner bagagli a mano), e poi andate al vostro gate per il secondo volo. Seguite le indicazioni "Transfer" o "Connecting Flights" all'interno dell'aeroporto di Pechino: sono ben segnalate, anche in inglese. Calcolate almeno un'ora di tempo per il transito.
I bagagli non vi riguardano: le vostre valigie in stiva vengono trasferite automaticamente dalla compagnia aerea dal primo volo al secondo, fino alla destinazione finale (Tokyo all'andata, Roma al ritorno). Non dovete ritirarle allo scalo e non dovete fare nulla. Le ritrovate direttamente al nastro bagagli all'arrivo. Conferma sempre con la compagnia aerea al banco check-in in Italia che i bagagli siano in "check-through" fino alla destinazione finale: è la prassi standard ma vale la pena chiedere conferma.
Lo smarrimento bagagli sui voli con scalo è raro. Le statistiche delle compagnie aeree internazionali indicano che oltre il 99% dei bagagli arriva a destinazione senza problemi, e il Giappone è tra i paesi con i tassi di smarrimento più bassi al mondo.
Prima di partire: consiglio sempre di attaccare fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi. Con quattro valigie e uno scalo intermedio, è doppiamente importante.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvia la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24-48 ore. Vi danno un numero di riferimento per tracciare lo stato della ricerca.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291. Ambasciata francese a Tokyo (per i tuoi suoceri): +81-3-5798-6000.
Quando hai scritto "voglio tuffarmi nella cultura giapponese e in tutte le esperienze positive ad essa legata" e "voglio per dieci giorni conoscere ogni angolo delle tre città che visiteremo", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che vedete in questo documento.
Hai detto che è la prima volta per tutti e quattro e che volete conoscere "ogni angolo" delle tre città. Per questo il viaggio non rincorre escursioni lontane (Hiroshima, Hakone, Nikko): si concentra sui tre poli principali con la profondità che meritano. Cinque notti a Tokyo permettono di esplorare i cluster est (Asakusa, Ueno, Akihabara), ovest (Shibuya, Harajuku, Shinjuku), centrali (Imperial Palace, Ginza, Tsukiji) e di fare un'escursione al Fuji senza correre. Kyoto e Osaka sono brevi ma piene: due giornate intense a Kyoto bastano per Fushimi, Higashiyama, Kyoto centro e una sera di Pontocho, e due notti a Osaka coprono Dotonbori, Nara come escursione, il castello e la cena finale di wagyu.
Hai detto che il cibo di strada è dieci su dieci. Per questo nel viaggio ci sono cinque giornate di street food vero: Nakamise ad Asakusa, le bancarelle di Akihabara, Tsukiji Outer Market a Tokyo, Nishiki Market a Kyoto, e l'apoteosi di Dotonbori e Kuromon a Osaka. È un percorso costruito perché tu mangi (e tu fai mangiare ai tuoi suoceri) le specialità di ogni zona, non per puntare a un singolo ristorante "stellato".
Hai detto che vuoi un'esperienza romantica con il tuo fidanzato. Per questo nel viaggio ci sono tre momenti pensati per voi due: Pontocho di sera al Giorno 6 (vicoli con lanterne lungo il fiume Kamogawa, ristoranti affacciati sull'acqua), la giornata in kimono a Higashiyama al Giorno 7 (vicoli storici di Sannenzaka e Ninenzaka in costume tradizionale, il santuario dell'amore di Jishu a Kiyomizu), e la cena wagyu finale al Giorno 9. Sono i tre fotogrammi del viaggio che porterai con te per anni.
Hai detto che vuoi costruire ricordi memorabili con la famiglia di tuo fidanzato. Per questo il ritmo è calibrato sull'età dei tuoi suoceri (63 anni, attivi ma non maratoneti). Le giornate intense (Kawaguchiko, Kyoto del kimono, Nara più cena wagyu) sono tre in dieci giorni e sempre seguite o precedute da una giornata leggera o di trasferimento. Buffer di un'ora ogni giorno per riposare, attività mai consecutive senza pause, scelta del Todai-ji invece di salire sul monte Fushimi fino in cima, scelta di Pontocho invece di Tsukemen-tour notturni. Ogni dettaglio è pensato perché loro stiano bene e che voi quattro condividiate sempre lo stesso ritmo.
Hai detto che templi, parchi, viste panoramiche e vita notturna sono tutti a nove su dieci. Per questo ognuno è coperto quattro volte minimo. Templi: Senso-ji, Meiji Jingu, Fushimi Inari, Kiyomizu, Todai-ji, Kasuga Taisha. Parchi: Ueno, Shinjuku Gyoen volendo come opzione, il lago Kawaguchiko, i giardini imperiali, Nara Park. Viste panoramiche: Shibuya Sky al tramonto, la pagoda Chureito col Fuji, TeamLab Planets come arte panoramica, il castello di Osaka illuminato. Vita notturna: Golden Gai di Shinjuku, Pontocho di Kyoto, Dotonbori di Osaka.
Hai chiesto due esperienze precise: kimono e wagyu. Entrambe sono incastonate nelle giornate giuste: il kimono al Giorno 7 a Higashiyama (Kyoto è il luogo classico per noleggiare il kimono, e le vie di Sannenzaka in kimono sono iconiche), il wagyu al Giorno 9 a Osaka (è la cena di chiusura del viaggio, simbolicamente perfetta).
Hai detto che vuoi tornare con "una nuova visione del mondo". Per questo nella giornata di Kyoto c'è la cerimonia del tè: quarantacinque minuti in una casa tradizionale dove una maestra prepara il matcha davanti a voi e vi insegna i gesti che hanno radici nel buddhismo zen. Non è una cosa da spuntare, è uno dei pezzi di cultura giapponese più profondi che potete portarvi a casa. E questo si lega al libro che troverete più sotto, che spiega filosofie come il kintsugi (l'arte di riparare con l'oro), il wabi-sabi (la bellezza dell'imperfetto), l'ikigai (il motivo per cui ci si alza la mattina). Quando tornerete a casa, queste idee resteranno.
Questo è il vostro viaggio, Maria. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi di Kyoto, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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