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Viaggio in famiglia · 19 giugno – 2 luglio 2026 · 14 giorni / 13 notti

GiappoPlan
Nicolò

Okinawa · Tokyo · Kanazawa · Takayama
Il villaggio dei centenari di Ogimi Snorkeling alla Blue Cave di Cape Maeda Ryokan tradizionale tra le Alpi giapponesi Kimono nelle case da tè di Kanazawa Il Sumo dal vivo per Alessandro

Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.

Avete scritto che questo viaggio rappresenta "la voglia di fare un'esperienza autentica" e che volete "divertirvi, scoprire, conoscere, sperimentare tutto nel rispetto dei vostri valori". Avete scritto anche che da casa volete portare via "esperienze vissute, crescita personale, autenticità."

Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia che torna in Giappone non per rifare le stesse cose, ma per andare più a fondo, in posti che la prima volta non avete visto, con un figlio di dodici anni che ha le sue passioni e con un regime vegano che è una scelta di vita, non un dettaglio.

Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.

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Il vostro itinerario

Il percorso si muove in due grandi blocchi. Prima Okinawa, dove avete la convention dell'azienda partner e dove costruiamo intorno l'esperienza autentica che cercate (il villaggio dei centenari di Ogimi, il mare alla Blue Cave, una notte in minshuku con la comunità locale). Poi il Giappone delle Alpi: da Tokyo si va a ovest fino a Kanazawa, si attraversano le montagne fino a Takayama passando per Shirakawa-go, e si torna a Tokyo per chiudere. Nessuno zig-zag, ogni spostamento ha una direzione precisa.

Città Date Notti Focus
Okinawa 19–25 giu 6 Mare, convention, minshuku centenari di Ogimi
Tokyo 25–27 giu 2 Asakusa e Akihabara con Alessandro
Kanazawa 27–29 giu 2 Kenrokuen, Higashi Chaya, kimono
Takayama 29–30 giu 1 Ryokan tradizionale e cena kaiseki vegana
Tokyo 30 giu – 2 lug 2 Sumo Show, TeamLab Planets, Shibuya Sky
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Gli alloggi

Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.

Naha
Zona Kokusai-dori
La via principale di Naha, con ristoranti, negozi e tram per tutto. È la zona giusta per due notti spezzate (l'arrivo serale del 19 giugno e l'ultima notte prima del volo del 25): vicina all'aeroporto, comoda per la cena vegana del rientro da Yambaru, perfetta per gli ultimi souvenir per Alessandro al Donguri Republic e al Don Quijote di Kokusai-dori.

Budget: massimo €156 a camera/notte. Nomi di riferimento da cercare su Booking: JR Kyushu Hotel Blossom Naha, Hotel Rocore Naha.
Onna / Costa Ovest
Zona Onna o Chatan
La costa ovest di Okinawa è la base ottimale per le tre notti centrali: a quaranta minuti d'auto dalla Blue Cave per lo snorkeling del Giorno 2, a trenta minuti dal Nago Civic Hall per la convention del 21 e 22 giugno. Resort sulla spiaggia, piscina, mare a due passi.

Budget: massimo €216 a camera/notte. Nomi di riferimento: Hotel Monterey Okinawa Spa & Resort, Hyatt Regency Seragaki Island. Quando prenotate, chiedete se la cucina del ristorante interno offre opzioni vegane: in caso negativo, ci sono ristoranti vegan-friendly a Onna e Chatan raggiungibili in pochi minuti d'auto.
Ogimi
Minshuku villaggio dei centenari
Questa è la notte più diversa del viaggio. Avete provato a prenotarla da soli ma i siti sono in giapponese e non siete riusciti: nella sezione "prenotazioni" vi spiego esattamente come gestirla, chi contattare e con quali frasi.

Budget: massimo €240 a camera/notte (cena tradizionale Yambaru inclusa). Strutture di riferimento: Minshuku Ogimi-no-Sato, alloggi nell'area Yui-Yui Kunigami, lodging legati al circuito Yambaru Adventure.
Tokyo
Zona Asakusa
Per le quattro notti totali a Tokyo (due all'arrivo, due al rientro) la scelta è Asakusa: il quartiere più tradizionale della città, con il Tempio Senso-ji a due passi, la passeggiata lungo il fiume Sumida, lo Skytree visibile da quasi ovunque. Da Asakusa raggiungete Akihabara in dieci minuti di metro e il Sumo Show del Giorno 13 è praticamente sotto casa. Buon rapporto qualità-prezzo, ristoranti vegani in zona e a Tokyo Station (T's Tantan).

Budget: massimo €192 a camera/notte. Nomi di riferimento: THE GATE Hotel Asakusa Kaminarimon, Asakusa View Hotel, KOKO Hotel Residence Asakusa Kappabashi. Alternativa se Asakusa è pieno: zona Ueno con Mitsui Garden Hotel Ueno (Skyliner diretto da Narita, sempre comodo).
Kanazawa
Zona centro / stazione
Kanazawa è una città piccola e curata che molti viaggiatori saltano, ed è esattamente per questo che vale. Il centro intorno alla stazione vi mette a portata di piedi (o di breve bus) il Giardino Kenrokuen, il quartiere delle geisha di Higashi Chaya e il mercato Omicho per i pranzi vegani.

Budget: massimo €156 a camera/notte. Nomi di riferimento: Hotel Intergate Kanazawa, Daiwa Roynet Hotel Kanazawa.
Takayama
Ryokan nel centro storico
Il ryokan è uno dei punti alti del viaggio: stanza con tatami, futon, yukata, onsen e cena kaiseki servita in sala. La cucina monastica buddhista (shojin ryori) è completamente vegana per tradizione, e i ryokan di Takayama sono abituati a prepararla. Va richiesta esplicitamente al momento della prenotazione.

Budget: massimo €576 a camera/notte (cena kaiseki shojin inclusa). Nomi di riferimento: Honjin Hiranoya Kachoan, Ryokan Kutsuroginoya Yuu. Quando scrivete al ryokan, specificate sempre: "We follow a strict vegan diet (no fish, no meat, no eggs, no dairy, no fish dashi). Please prepare shojin ryori kaiseki." I gestori capiranno subito.
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Le vostre giornate

01
19 giugno · Venerdì
Arrivo in Giappone
Okinawa

Atterrate a Narita all'una del pomeriggio. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora abbondante), il transfer al terminal domestico per il volo Narita–Naha delle 16:10. Sono già prenotati: vi resta solo da spostarvi tra i terminal, mangiare qualcosa al volo e respirare un po' prima del secondo aereo.

Atterrate a Naha alle 19:20. Taxi o monorail Yui Rail fino al vostro hotel su Kokusai-dori, la via principale di Naha. Il ritiro dell'auto a noleggio lo rinviate al mattino dopo: gli uffici sono già chiusi a quell'ora.

La sera è leggera: una passeggiata breve su Kokusai-dori per respirare l'aria di Okinawa (il caldo, il sale, il ritmo che non assomiglia a quello di Tokyo) e una cena vegana facile. Ukishima Garden è a pochi minuti dalla via principale, fa cucina macrobiotica completamente vegana ed è uno dei posti più amati dai viaggiatori vegani che passano da Naha. Poi a letto: domani si comincia presto.

02
20 giugno · Sabato
Snorkeling alla Blue Cave

La giornata che avete chiesto: mare, snorkeling, possibilità di vedere le tartarughe.

Mattina presto, ritiro auto all'aeroporto di Naha (vi consiglio Times Car Rental, OTS Rent-a-Car o Toyota Rent-a-Car: hanno desk in inglese e procedure rapide se avete la patente internazionale). Un'ora d'auto vi porta a Onna sulla costa ovest. Lo snorkeling guidato a Cape Maeda alla Blue Cave parte verso le 9:30, prima del caldo forte: una grotta marina dove la luce filtrando dall'acqua diventa azzurro elettrico, pesci tropicali ovunque, e con un po' di fortuna le tartarughe verdi che pascolano sulle alghe. Per Alessandro è un primo impatto con l'Okinawa subacquea che non si dimenticherà.

Se Cape Maeda fosse troppo affollato (in alta stagione capita), lo spot alternativo è Mibaru Beach nel sud dell'isola: meno turisti, più probabilità di tartarughe.

Pomeriggio relax in piscina o spiaggia all'hotel di Onna. Cena al ristorante interno o in uno dei locali vegani della zona.

Una cosa importante: usate solo creme solari "reef-safe" (senza ossibenzone e octinoxate), obbligatorie per legge in molte aree marine di Okinawa. Le trovate nei kombini in Giappone, ma per sicurezza portatene una da casa. E bevete molta acqua: l'umidità di Okinawa a giugno è alta.
03
21 giugno · Domenica
Convention a Nago

Giornata dedicata alla convention dell'azienda partner al Nago Civic Hall. Da Onna ci sono trenta-quaranta minuti d'auto: la domenica il parcheggio del Civic Hall è facile.

Logistica e programma di giornata vengono gestiti direttamente dal partner aziendale, quindi non li tocco. La sera, se avete energia, cenate a Nago o tornate a Onna: la costa ovest al tramonto vale la passeggiata.

04
22 giugno · Lunedì
Convention e visita a Sedake

Secondo giorno di lavoro: convention e visita produttiva all'azienda a Sedake. Anche questa è gestita dal partner: la base resta a Onna per la terza notte consecutiva, così al rientro non dovete fare check-in da nessuna parte.

05
23 giugno · Martedì
Il villaggio dei centenari di Ogimi

È la notte che state cercando da quando avete pensato a questo viaggio.

Da Onna a Ogimi sono circa un'ora e quarantacinque minuti d'auto verso nord, lungo la Route 58 che costeggia il mare e poi sale tra le foreste subtropicali di Yambaru, patrimonio UNESCO. Arrivate al minshuku nel primo pomeriggio.

Ogimi è il villaggio dei centenari: la longevità qui non è uno slogan turistico, è una questione di dieta (verdure, tofu, mozuku, pochi carboidrati raffinati), di ritmo (lento, comunitario), di senso. Nel pomeriggio incontrate la comunità del villaggio. La famiglia che vi ospita vi porta nei campi a raccogliere agrumi shikuwasa, verdure di stagione, magari mozuku se è il momento giusto. Partecipate alla preparazione della cena vegana tradizionale Yambaru: tofu di montagna, goya (il melone amaro che è alla base della cucina di Okinawa), ipomoea, sansai, miso locale. Niente brodo di pesce, niente katsuobushi: la cucina vegetale qui è naturale, non un compromesso.

La sera, cena con la famiglia ospitante. Conversazioni con gli abitanti tramite traduzione, magari un po' di sanshin (il liuto tradizionale di Okinawa) se il vostro ospite ne suona uno. Una passeggiata serale nel villaggio prima di dormire: stelle che a Tokyo non vedreste mai.

Una cosa da sapere: la prenotazione del minshuku è il punto critico di tutto il viaggio. Avete già provato e non ci siete riusciti per via della lingua. Nella sezione "prenotazioni da fare" trovate la procedura passo-passo con i contatti dell'Ogimi Tourism Association, le frasi in giapponese da usare per le richieste vegane e gli operatori bilingui di backup.
06
24 giugno · Mercoledì
Yambaru e ritorno a Naha

Mattina lenta. Una passeggiata breve nella foresta di Yambaru (è patrimonio UNESCO da pochi anni: alberi sempreverdi alti trenta metri, uccelli rari come il rallo di Okinawa, sentieri ben segnalati che non richiedono trekking impegnativo). Se vi va, tappa al Cape Hedo (il punto più a nord di Okinawa, scogliere a picco sul Pacifico) o al Daisekirinzan, parco di formazioni rocciose calcaree con sentieri brevi.

Due ore d'auto e siete di nuovo a Naha. Ultima sera a Okinawa: cena vegana ancora a Ukishima Garden o, se volete cambiare, al Lotus Pond. Un'ora abbondante per gli ultimi souvenir su Kokusai-dori (il Donguri Republic per gli articoli ispirati a Studio Ghibli, il Don Quijote per qualsiasi cosa). Restituzione auto la sera o la mattina presto del Giorno 7, prima del volo.

07
25 giugno · Giovedì
Okinawa → Tokyo
Tokyo

Volo Naha–Narita alle 12:15 (già prenotato), arrivo alle 14:55. All'uscita del terminal, andate ai tornelli JR e prendete il Narita Express da Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) fino a Tokyo Station: un'ora abbondante seduti, con le valigie sistemate. Da Tokyo Station prendete la metro Ginza fino ad Asakusa: dieci minuti.

Check-in in hotel verso le 17. Appoggiate i bagagli e uscite subito: il Tempio Senso-ji di sera, illuminato, è una delle cose più suggestive di Tokyo, e Nakamise Street (la via che porta al tempio) è ancora piena di vita fino a tardi.

Cena vegana a portata: T's Tantan a Tokyo Station fa un ramen vegano che è uno dei migliori della città, oppure Vegan Bistro Jangara ad Akihabara per varianti più creative. Tornate presto: il jet lag dopo un volo interno e un viaggio internazionale di pochi giorni prima si fa sentire.

08
26 giugno · Venerdì
Tokyo: Asakusa e Akihabara

Mattina ad Asakusa con calma. Il Tempio Senso-ji di mattina presto (entro le nove e mezza) è ancora respirabile: la grande lanterna rossa, la fontana dell'acqua per il rito di purificazione, il fumo dell'incenso. La via Nakamise con le sue cento bancarelle di street food e artigianato (manju, senbei, accessori giapponesi, tenugui), poi una passeggiata lungo il fiume Sumida con lo Skytree sullo sfondo. Calcolate due ore buone qui.

Pranzo e pausa indoor durante le ore più calde: a giugno Tokyo è già sopra i trenta gradi e un break al fresco è obbligatorio. Tornate in hotel se preferite, oppure entrate da Mandarake o in un caffè di Akihabara.

Pomeriggio dedicato ad Alessandro: Akihabara, dieci minuti di metro da Asakusa. Sette piani di figurine da collezione, negozi di manga e anime, sale giochi, elettronica ovunque. Super Potato per i videogiochi retrò (Nintendo, Sega, PlayStation 1: Alessandro probabilmente troverà cose che non sapeva esistessero), Mandarake per i manga rari e per la sezione di One Piece, Animate per le edizioni giapponesi degli anime che ama, Yodobashi Camera se serve elettronica. La via dei gachapon ad Akihabara è una galleria coperta con centinaia di macchinette: per un dodicenne è uno dei posti più divertenti di Tokyo.

La sera, street food ad Ameyoko a Ueno: un mercato sotto i binari della Yamanote Line con bancarelle, izakaya, opzioni anche vegan-friendly se cercate. Se siete stanchi, ramen vegano di nuovo a T's Tantan.

Una cosa da sapere: a giugno l'umidità a Tokyo è quella della stagione delle piogge tarde (tsuyu) o dell'inizio della vera estate. Il programma è costruito con mattina attiva, pausa indoor 11–15, ripresa pomeridiana e sera. Idratazione costante, cappello, asciugamano in zaino: i giapponesi li portano sempre in estate.
09
27 giugno · Sabato
Tokyo → Kanazawa
Kanazawa

Check-out al mattino e Hokuriku Shinkansen da Tokyo Station a Kanazawa Station: due ore e mezza di treno con i finestrini grandi, il paesaggio che cambia dalla pianura del Kanto alle montagne dell'entroterra giapponese. Bento dal kombini in stazione (le opzioni vegane si trovano: onigiri di prugna umeboshi, edamame, zaru-soba freddo, tofu marinato).

Arrivate a Kanazawa nel primo pomeriggio. Lasciate i bagagli in hotel e cominciate piano: il quartiere delle geisha di Higashi Chaya, fatto di strade acciottolate e case di legno con le finestre a griglia, intatto da duecento anni. Una passeggiata lenta di un'ora e mezza, le luci del pomeriggio sono bellissime. La foglia d'oro di Kanazawa (la città produce il 99% della foglia d'oro del Giappone): le botteghe lungo la via principale ne usano una varietà di applicazioni che sorprende, e i gelati ricoperti di foglia d'oro sono il souvenir fotografico per Alessandro.

Sera: cena vegana al Full of Beans, l'unico ristorante 100% vegano della città, in zona centro. Se è chiuso o pieno, alcuni ristoranti shojin nei templi accettano prenotazioni serali con avviso (si organizza tramite l'hotel).

10
28 giugno · Domenica
Kanazawa con kimono

Mattina presto al Giardino Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone (gli altri due sono Kairakuen a Mito e Korakuen a Okayama). Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. In estate apre alle 7 con ingresso gratuito fino alle 7:45: andateci appena aprono, prima del caldo e dei gruppi.

Subito accanto, il Castello di Kanazawa con le sue mura ricostruite e i suoi giardini. Calcolate un'ora abbondante. Poi colazione/brunch tardivo al mercato Omicho: il "ventre di Kanazawa" da duecentocinquant'anni. Per una famiglia vegana, l'Omicho è interessante più per le bancarelle di frutta di stagione, verdure di montagna, dolciumi tradizionali con azuki, e per l'atmosfera, che per i banchi del pesce per cui è famoso.

Pomeriggio: kimono experience a Higashi Chaya. Vi vestite tutti e tre (sì, anche Alessandro: gli studi hanno taglie junior) e camminate per il quartiere geisha in kimono per qualche ora. Le foto qui sono diverse da quelle a Tokyo o Kyoto: meno turisti, più atmosfera vera, un'illuminazione che il kimono moltiplica. Prenotate da casa su Klook (cercate "Kanazawa Kimono Higashi Chaya"): chiedete uno studio con sede in zona Higashi Chaya, così non dovete spostarvi vestiti.

Tardo pomeriggio nel distretto samurai di Nagamachi: case di samurai del periodo Edo conservate, mura di terra battuta, canali. Atmosfera completamente diversa da Higashi Chaya, vale un'ora a piedi.

Sera: cena vegana di nuovo, e a letto presto. Domani si attraversano le Alpi.

11
29 giugno · Lunedì
Kanazawa → Shirakawa-go → Takayama
Takayama

Questa è la giornata più scenografica del viaggio.

Mattina, Nohi Bus dalla fermata #2 (uscita est) della stazione di Kanazawa verso le otto e mezza-nove. Un'ora e quindici di bus che salgono nelle Alpi giapponesi, foreste fitte, fiumi che escono dalle gole, villaggi rurali. Arrivate a Shirakawa-go, patrimonio UNESCO: il villaggio delle case dal tetto in paglia a spiovente (gassho-zukuri), costruite per resistere alle nevicate pesanti dell'inverno. Lasciate i bagagli al deposito del Bus Terminal e camminate.

Tre o quattro ore a Shirakawa-go sono il giusto: il villaggio è piccolo, si gira tutto a piedi. Salite al punto panoramico Shiroyama per la foto classica del villaggio dall'alto (cinque minuti di salita), entrate in qualche casa-museo come la Wada-ke, mangiate in uno dei pochi ristoranti locali (chiedete riso e verdure di montagna senza brodo di pesce, oppure ramen vegano se lo trovate). Poi Nohi Bus Shirakawa-go → Takayama, cinquanta minuti di bus, e siete al Takayama Nohi Bus Center nel tardo pomeriggio.

Il ryokan è lì ad attendervi. Stanza con tatami, futon stesi al rientro dalla cena, yukata già pronti. Una passeggiata serale per il quartiere storico di Sanmachi Suji, tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake (visita esterna interessante anche senza degustare), botteghe di artigianato del legno e della lacca.

La sera, la cena kaiseki shojin nella sala del ryokan: otto, dieci portate vegane servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna in tre preparazioni, verdure di stagione, sansai (verdure selvatiche), riso integrale, zuppa di miso con kombu dashi. È la cucina monastica giapponese al suo livello più alto, completamente vegetale per tradizione di mille anni.

Dopo cena, l'onsen. Voi non avete tatuaggi, quindi anche l'onsen pubblico del ryokan va bene senza problemi. Acqua calda di sorgente, vapore, silenzio.

Una cosa importante: il Nohi Bus è l'unico mezzo che fa Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama, e la prenotazione è obbligatoria. Va fatta su Japan Bus Online almeno due-tre settimane prima (in estate i posti si esauriscono). Vi servono due biglietti separati: Kanazawa → Shirakawa-go e Shirakawa-go → Takayama.
12
30 giugno · Martedì
Takayama → Tokyo
Tokyo

Colazione tradizionale al ryokan (riso, verdure marinate, miso, tofu, alghe: in versione shojin è già perfettamente vegana). Una mattina lenta a Takayama prima del check-out.

Il mercato mattutino di Miyagawa (Asaichi) si tiene lungo le rive del fiume dalle 7 a mezzogiorno: bancarelle di verdure di montagna, frutta Hida (le mele e le pere di queste montagne sono famose), pickle, fiori, dolci agli azuki e al matcha che sono naturalmente vegani. I venditori sono le stesse famiglie da generazioni. Mezz'ora di passeggiata vale anche solo per l'atmosfera. Poi un'ultima volta nel quartiere Sanmachi Suji di mattina, quando le luci sono diverse da quelle della sera prima.

Pranzo veloce e poi il treno più lungo del viaggio: Limited Express Hida da Takayama Station a Nagoya Station (due ore e quindici, paesaggi montani straordinari dal finestrino), cambio veloce a Nagoya, Tokaido Shinkansen da Nagoya Station a Tokyo Station (un'ora e quaranta). Arrivate a Tokyo verso le 16-17.

Check-in in hotel ad Asakusa (stessa zona del primo blocco, comoda continuità). Cena leggera, riposo: il giorno dopo è la giornata più piena di Tokyo.

13
1 luglio · Mercoledì
Sumo Show, TeamLab e Shibuya Sky

La giornata memorabile di Tokyo, costruita per Alessandro ma che prende anche voi due.

Pranzo / inizio pomeriggio: Sumo Show ad Asakusa. È a dieci minuti a piedi dal vostro hotel. Lo show dura un paio d'ore: ex-rikishi (lottatori di sumo in pensione) che mostrano dimostrazioni di tecniche, match di esibizione, storia e rituali del sumo spiegati con commento bilingue, una breve danza geisha all'apertura. La parte che Alessandro non dimenticherà: a un certo punto i lottatori invitano i bambini sul ring per una sumo challenge (provare a spingere fuori dal cerchio un sumo da centocinquanta chili). Foto con i lottatori inclusa. La cena è una chanko-nabe, lo stew tradizionale che mangiano i sumo: la vostra versione è completamente vegana (va richiesta minimo due giorni prima della prenotazione).

Perché un Sumo Show e non l'allenamento del mattino: a luglio i quarantadue stables di sumo di Tokyo si trasferiscono tutti a Nagoya per il Nagoya Basho (12–26 luglio). L'allenamento mattutino in stable a Tokyo non è praticabile. Il Sumo Show ad Asakusa è operativo tutto l'anno, ha l'opzione vegana esplicita, ed è l'esperienza memorabile equivalente.

Fine pomeriggio: TeamLab Planets a Toyosu, venti minuti di metro da Asakusa. È un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze d'acqua dove si cammina a piedi nudi, giardini di fiori che cambiano in base ai movimenti, ambienti che reagiscono a chi entra. Per Alessandro è esperienza pura, per voi due è arte. Slot prenotato online minimo tre settimane prima, durata circa un'ora e mezza.

Dopo TeamLab, metro fino a Shibuya per il tramonto. Shibuya Sky, l'osservatorio in cima allo Shibuya Scramble Square: una piattaforma all'aperto a 230 metri d'altezza, vista a 360 gradi su tutta Tokyo (in giornate limpide si vede anche il Monte Fuji in lontananza, anche se voi avete scelto di non visitarlo da vicino). Slot prenotato online per il tramonto.

Sera: Shibuya Crossing dal basso, una breve passeggiata per Harajuku (la Takeshita Street con i suoi negozi pop e kawaii è perfetta per Alessandro), Don Quijote per ultimi acquisti. Cena vegana ad Ain Soph Ripple a Shinjuku (ramen vegano stellato) o di nuovo a T's Tantan se siete vicini a Tokyo Station al rientro.

14
2 luglio · Giovedì
Partenza

Check-out alle 11. Una mattina lenta ad Asakusa per gli ultimi acquisti su Nakamise (cose piccole, leggere: ventagli, tenugui, dolcetti tradizionali). Pranzo nei dintorni dell'hotel.

Primo pomeriggio: Narita Express da Tokyo Station (o Ueno Station) all'Aeroporto di Narita, un'ora abbondante. Calcolate di arrivare al banco del check-in tre ore prima del volo (alle 14:25 al banco per un volo alle 17:25 va bene). Vi spiego più avanti perché conviene fare il check-in al banco e non online.

Sayonara.

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I vostri biglietti intercity

I voli internazionali e i voli interni Naha–Narita sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli, che è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella sotto trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, così sapete sempre dove andare.

Perché non il JR Pass: il pass settimanale costerebbe circa €280 a persona. La somma dei vostri biglietti JR coperti dal pass è circa €210 a persona (Narita Express andata-ritorno + Tokyo–Kanazawa + Hida + Nagoya–Tokyo). Inoltre il Nohi Bus Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama non è coperto dal JR Pass. I biglietti singoli risparmiano circa €70 a persona, oltre duecento euro sulla famiglia.

Tratta Mezzo Durata Costo a persona
Narita → Tokyo (G7)
Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) → Tokyo Station
Narita Express (JR), incluso in N'EX Tokyo Round Trip 1h – 1h 30min €28 (a/r)
Tokyo → Kanazawa (G9)
Tokyo Station → Kanazawa Station
Hokuriku Shinkansen (JR) 2h 30min €80
Kanazawa → Shirakawa-go (G11)
Kanazawa Station, fermata bus #2 (uscita est) → Shirakawa-go Bus Terminal
Nohi Bus 1h 15min €15
Shirakawa-go → Takayama (G11)
Shirakawa-go Bus Terminal → Takayama Nohi Bus Center
Nohi Bus 50 min €15
Takayama → Nagoya (G12)
Takayama Station → Nagoya Station
Limited Express Hida (JR) 2h 15min €35
Nagoya → Tokyo (G12)
Nagoya Station → Tokyo Station
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) 1h 40min €67
Tokyo → Narita (G14)
Tokyo Station (o Ueno Station) → Narita Airport
Narita Express (JR), incluso in N'EX Tokyo Round Trip 1h – 1h 30min incluso
Auto a noleggio Okinawa (G2–G6): non è una tratta intercity ma un noleggio per cinque giorni. Stima totale famiglia €280 (circa €56/giorno con CDW + €50 di benzina). Patente internazionale obbligatoria. Ritirate l'auto a Naha l'aeroporto la mattina del Giorno 2 (non la sera del Giorno 1: gli uffici sono chiusi) e riconsegnatela la mattina del Giorno 7 prima del volo.
La Welcome Suica

La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).

A Narita: appena superate l'immigrazione e ritirate i bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Trovate le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Sono il metodo più veloce: selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, andate al JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.

Per voi è leggermente diverso: il Giorno 1 atterrate a Narita ma proseguite subito con un volo interno per Naha, quindi non passate dai tornelli JR a Narita. La prima volta che vi serve la Suica è al rientro da Okinawa il Giorno 7. Quindi la prendete a Narita quel giorno, oppure (vedi sotto) la create direttamente sull'iPhone prima di partire.
Se non trovate le macchinette o siete in dubbio: andate all'Information Center dell'aeroporto e mostrate questa frase (copiatela su Google Translate, traducetela in giapponese e mostrate lo schermo):
"Vorrei acquistare una tessera Welcome Suica. Potete indicarmi dove si trovano le macchinette o lo sportello JR East?"

Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.

Vantaggio enorme: se create la Suica digitale prima di partire, al rientro a Narita (Giorno 7) saltate completamente la coda per la tessera fisica e siete operativi dal primo momento.

Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.

Come prenotare i biglietti intercity

Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (Hokuriku Shinkansen, Hida, Tokaido Shinkansen, Narita Express) consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza. Per il Nohi Bus (Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama), la prenotazione va fatta obbligatoriamente su Japan Bus Online: non è disponibile su Klook.

Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.

Per gli spostamenti dentro le città (metro, treni locali, bus urbani): non serve prenotare nulla. Si sale, si appoggia la Suica, si scende. Fine.
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Quanto spenderete in Giappone

Voli internazionali e voli interni Okinawa sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, calcolato a persona.

Alloggi (13 notti, 3 persone)€952
Biglietti treni e bus intercity€240
Auto a noleggio Okinawa (5 giorni)€95
IC Card e trasporti urbani€90
Cibo (14 giorni, regime vegano)€670
Attività e ingressi€320
Assicurazione completa Heymondo€100
Totale a persona€2.467
Sul totale: il budget che avete indicato nel GiappoTest era €2.500 a persona, escluso voli. Siamo a €2.467: rientrate con un piccolo margine di sicurezza. Per la famiglia, il totale è circa €7.401 in Giappone, più i €2.500 dei voli internazionali già spesi: arrivate a €9.901, sotto la soglia psicologica dei €10.000 totali che avete menzionato.

Sugli alloggi: i prezzi sono calcolati con maggiorazione +20% rispetto alle tariffe standard, perché prenotate a circa un mese e mezzo dalla partenza (le tariffe last-minute in Giappone in alta stagione sono più alte di quelle prenotate sei mesi prima).

Sul cibo: €50 al giorno a persona per i giorni standard, €35 per i giorni con cena inclusa nel ryokan o nel minshuku (29 e 23 giugno). Il regime vegano in Giappone richiede un piccolo sovrapprezzo rispetto al budget standard, ma è ampiamente sostenibile soprattutto con le opzioni a Tokyo, Kanazawa e Takayama.

Sulle attività: snorkeling Cape Maeda €60, kimono Kanazawa €50, Sumo Show con cena chanko vegana €90 (Alessandro paga tariffa adulto: lo sconto è solo per under-12), TeamLab Planets €25, Shibuya Sky €20, Akihabara budget per Alessandro €30, ingressi templi a Tokyo €25, Castello e Kenrokuen a Kanazawa €15, punto panoramico Shirakawa-go €5.
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I vostri condimenti

Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.

Guida alle 300 Migliori Cose da Fare

Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.

Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.

A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.

Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.

Guida Culinaria

Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:

L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.

Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.

Una nota per voi: il vostro regime vegano significa che molti ristoranti generalisti della guida non saranno per voi. Usate la guida per identificare le zone (Asakusa, Shinjuku, Shibuya, Higashi Chaya, Sanmachi) e poi cercate su HappyCow i ristoranti vegan-friendly della stessa zona. Le due guide insieme funzionano bene.

Ricordate: il GiappoPlan è la vostra bussola, queste guide sono il pepe che aggiungete voi per rendere il viaggio unico.
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Le prenotazioni da fare

La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.

I biglietti dei treni e bus intercity
Opzione consigliata, Klook (in anticipo): i biglietti Shinkansen, Hida, Narita Express si comprano su Klook prima di partire. Costi leggermente superiori rispetto all'acquisto diretto, ma avete tutto pronto e non dovete pensarci sul momento.
Nohi Bus Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama (G11): prenotazione obbligatoria su Japan Bus Online. Due biglietti separati: Kanazawa→Shirakawa-go e Shirakawa-go→Takayama. In estate i posti si esauriscono: prenotate due-tre settimane prima.
Opzione alternativa, in stazione (sul momento): sportelli JR nelle stazioni principali, mostrate destinazione e data, vi stampano il biglietto. Il rischio è solo che in alta stagione il treno all'ora che preferivate potrebbe essere pieno e dovete prendere il successivo. Per questo consiglio Klook se volete sicurezza totale.
Da fare subito (entro 2–3 settimane dalla partenza)
Minshuku Ogimi (G5): è la prenotazione più delicata di tutto il viaggio. Avete già provato e non ci siete riusciti per la lingua. La procedura corretta è questa, in ordine di tentativo:

1. Ogimi Tourism Association. Cercate "Ogimi Village Tourism Association" su Google: hanno una pagina con email di contatto in inglese che gestisce prenotazioni di esperienze nel villaggio dei centenari (incluso il pernottamento in minshuku). Scrivete in inglese specificando le date (23–24 giugno 2026), il numero di persone (3 adulti: i 12 anni di Alessandro contano come adulto in molte strutture giapponesi), e che siete vegani.

2. Operatori bilingui di backup: se l'Ogimi Tourism Association non risponde o è pieno, provate Veltra e Magical Trip: cercate "Yambaru" o "Ogimi" e vedete se hanno pacchetti che includono il pernottamento + esperienza centenari. Sono tour operator giapponesi che lavorano in inglese e gestiscono il contatto con le strutture al posto vostro.

3. Concierge bilingue come ultimo passaggio: servizi tipo Govoyagin (oggi parte di Klook) o concierge specializzati possono prenotare per vostro conto un minshuku locale che non ha sito in inglese. Costo aggiuntivo €30–50.

Frasi giapponesi da copiare nelle email per le richieste vegane:
ヴィーガンです (vegan desu, "siamo vegani")
魚なし · 肉なし · 卵なし · 乳製品なし (no fish, no meat, no eggs, no dairy)
昆布だしのみ (kombu dashi nomi, "solo brodo di kombu, no katsuobushi")
Ryokan a Takayama (G11): prenotabile su Booking.com ma più sicuro contattare il ryokan direttamente via email per la cena kaiseki shojin vegana. Il ryokan Honjin Hiranoya Kachoan e il Ryokan Kutsuroginoya Yuu hanno entrambi siti con form di contatto in inglese. Specificate "We follow a strict vegan diet (no fish, no meat, no eggs, no dairy, no fish dashi). Please prepare shojin ryori kaiseki." La cucina monastica buddhista è completamente vegana per tradizione: è una richiesta che capiscono perfettamente.
Snorkeling Cape Maeda Blue Cave (G2): prenotabile su Klook o Viator. Cercate "Cape Maeda Blue Cave snorkeling Okinawa". Slot mattutini (9:00 o 9:30) prima del caldo. Specificate che siete in tre, di cui un dodicenne.
TeamLab Planets Toyosu (G13): prenotate sul sito ufficiale teamlab.art, sezione Planets Tokyo. Almeno tre settimane prima. Slot pomeriggio-sera (16:00 o 17:00) per arrivare puliti dal Sumo Show.
Sumo Show Asakusa (G13): prenotabile su Klook o Viator. Cercate "Asakusa Sumo Show with Chanko Hot Pot". Slot 12:00 o 15:00 (consiglio il 12:00 per il pranzo). Specificate VEGAN MEAL al momento della prenotazione: il venue richiede minimo due giorni di anticipo per la versione vegana del chanko-nabe. Costo €90 a persona, Alessandro paga tariffa adulto perché lo sconto è solo per under-12.
Shibuya Sky (G13): prenotate sul sito ufficiale shibuya-scramble-square.com/sky. Slot per il tramonto (in luglio circa 18:30–19:30). I biglietti per il tramonto vanno via veloci: prenotate tre settimane prima.
Kimono experience Higashi Chaya (G10): su Klook, cercate "Kanazawa Kimono Higashi Chaya". Specificate uno studio in zona Higashi Chaya. Tre persone con taglie miste (due adulti e un dodicenne: gli studi hanno taglie junior).
Auto a noleggio Okinawa (G2–G6): prenotate su Tabirai Okinawa (aggregatore in inglese), Toyota Rent-a-Car o sui siti di Times Car Rental e OTS. Ritiro Naha aeroporto la mattina del Giorno 2, riconsegna la mattina del Giorno 7. Patente internazionale obbligatoria, polizza CDW raccomandata.
1 settimana prima
eSIM internet: scaricate l'app Airalo, comprate un piano da 15–20 GB per 14 giorni (circa €25–30), attivatelo un paio di giorni prima della partenza. Appena atterrate, avete internet subito senza ritiri né riconsegne.
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Tutto quello che serve sapere

Come spostarsi dentro le città: usate Google Maps

Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kanazawa, Takayama, Naha), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.

Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.

Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.

Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.

Contanti e carte

Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, street food. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.

Chiedere aiuto nelle stazioni

I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal tizio. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.

La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kanazawa" mette il biglietto in mano in trenta secondi.

Tre situazioni concrete che possono capitare:

Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kanazawa, Tokyo, Nagoya) o il nome di una stazione grande. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.

Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta.

La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.

Frasi di emergenza da copiare e mostrare

Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale.

Per comprare un biglietto intercity in stazione: "Vorrei acquistare un biglietto per [NOME CITTÀ DI DESTINAZIONE]. Prossimo treno disponibile. 3 adulti."
Per chiedere da quale binario parte il treno: "Da quale binario parte il treno per [NOME CITTÀ]? Ora di partenza: [ORA]."
Per chiedere aiuto con la IC card che non funziona: "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?"
Se il credito della Suica non basta all'uscita dei tornelli: "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?"
Per raggiungere un'attrazione e non sapete come: "Vorrei andare a [NOME DELL'ATTRAZIONE O DEL POSTO]. Qual è il modo migliore da qui?"
Per trovare la Welcome Suica in aeroporto: "Vorrei acquistare una tessera Welcome Suica. Potete indicarmi dove si trovano le macchinette o lo sportello JR East?"
Se avete perso il bus o il treno prenotato: "Ho perso il mio treno/bus per [NOME CITTÀ]. Come posso prendere il prossimo?"
Per comunicare il regime vegano in un ristorante o ryokan: "Siamo vegani: niente carne, niente pesce, niente uova, niente latticini, niente brodo di pesce (katsuobushi). Solo brodo di kombu va bene."

Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.

Alessandro in viaggio

A dodici anni Alessandro è un viaggiatore vero, non un bambino piccolo: cammina, regge i ritmi, ha già le sue passioni. L'itinerario è costruito tenendole in conto.

Le sue giornate dentro il viaggio: Akihabara il Giorno 8 (Super Potato per i videogiochi retrò, Mandarake per i manga di One Piece, la via dei gachapon, Animate per le edizioni giapponesi); il Sumo Show con sumo challenge sul ring il Giorno 13 è la cosa che probabilmente lo segnerà di più, e ne parlerete a casa per anni; TeamLab Planets lo stesso giorno è un'esperienza visiva che a dodici anni si vive con stupore puro; il Donguri Republic a Naha per i prodotti ispirati a Studio Ghibli; il Don Quijote per le caramelle assurde, gli snack che non esistono in Italia, i Kit Kat in gusti improbabili.

Sul ritmo: ho costruito il viaggio con cinque giorni leggeri (arrivi, trasferimenti, recupero) e nove giorni medi, mai giorni intensi. Il caldo umido di giugno-luglio in Giappone è significativo, e le pause indoor nelle ore centrali (11–15) sono parte integrante del programma. Quando sentite che Alessandro è stanco o vuole rallentare, fermatevi: il GiappoPlan è una guida, non un contratto.

Sul cibo per lui: il regime vegano in Giappone non è una difficoltà per i ragazzi della sua età, anzi: i kombini hanno onigiri di prugna umeboshi e seaweed, dolcetti agli azuki, edamame, mochi di riso. Il ryokan di Takayama farà una versione del kaiseki shojin che è perfetta anche per un dodicenne. Lo street food vegan-friendly a Tokyo (taiyaki ai red beans, dorayaki, mochi) è quello che probabilmente gli piacerà di più dopo i ramen vegani.

I kombini

I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50 (per voi vegani: prugna umeboshi, kombu, seaweed), bento di verdure a €4–6, dolcetti agli azuki, frutta tagliata, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente, e per chi è vegano il kombini è una delle risorse più affidabili nei trasferimenti.

Takkyubin: spedire i bagagli tra città

Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e bus, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.

Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.

Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Kanazawa → Tokyo. Il Giorno 11 viaggiate Kanazawa → Shirakawa-go → Takayama in bus (con sosta a Shirakawa-go) e poi avete la notte in ryokan: trascinare valigie pesanti in un bus di montagna con una sosta turistica nel mezzo è scomodissimo. Spedite le valigie grandi da Kanazawa direttamente all'hotel di Tokyo (ultimo blocco): viaggiate con uno zaino leggero per Shirakawa-go, Takayama e il rientro, e le ritrovate quando arrivate a Tokyo il Giorno 12. È la mossa che cambia letteralmente la qualità di quei due giorni.

Shopping: cosa comprare

Il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.

Per Alessandro: Akihabara a Tokyo è il polo principale per anime e manga. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo (sezione One Piece importante), da Super Potato i videogiochi retrò, da Animate le edizioni giapponesi. La via dei gachapon ad Akihabara è una galleria coperta con centinaia di macchinette. Per la tecnologia, Yodobashi Camera ad Akihabara ha tutto a prezzi competitivi e con esenzione IVA per turisti stranieri (portate il passaporto alla cassa per risparmiare il 10% su ogni acquisto sopra i 5.000 yen).

Per voi due: a Kanazawa l'artigianato tradizionale (foglia d'oro, ceramica Kutani, lacche) è di altissimo livello e meno turistico che a Kyoto. A Takayama le botteghe di Sanmachi vendono lavorazioni del legno Hida che sono autentiche. I tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) sono leggeri, bellissimi e costano poco: ottimi regali. Il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Tokyo o Kanazawa.

Souvenir specifici di Okinawa: il shikuwasa (il piccolo agrume locale, lo trovate in succhi e marmellate vegane), il chinsuko (biscotti tradizionali di Okinawa), il beni-imo (la patata viola in dolci e snack), il sale di Okinawa. Tutto compatibile con la vostra dieta.

La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri li fate verso la fine: il secondo blocco Tokyo (Giorni 12–14) è perfetto per chiudere lo shopping con calma. Non comprate tutto ad Akihabara il Giorno 8 pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.

Kit medicinali da portare dall'Italia

In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.

Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per Alessandro, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici se ne usa ancora di formato specifico.

L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.

I cinque comportamenti da ricordare
  1. Silenzio in metro e treni: tutti sussurrano, zero telefonate.
  2. Scarpe fuori dove vedete pantofole all'ingresso (templi, ryokan, alcune sale di ristoranti).
  3. Niente mance, mai: è offensivo perché il servizio è già incluso.
  4. Fila sempre, ovunque.
  5. Itadakimasu prima di mangiare, Gochisosama quando finite.
Clima di giugno-luglio

A Okinawa avete 30–34 gradi e umidità molto alta: estate piena tropicale, mare bellissimo. A Tokyo, Kanazawa e Takayama 28–33 gradi con la coda della stagione delle piogge (tsuyu) all'inizio del viaggio e l'inizio dell'estate vera al ritorno: aspettatevi qualche acquazzone breve, anche forte. Portate strati leggeri (lino, cotone), un ombrello pieghevole compatto (nei kombini si trovano a 500 yen se serve), un poncho leggero in zaino, scarpe traspiranti che si asciugano. La cucina giapponese di stagione (pesce di Kanazawa per voi è interessante anche solo da osservare al mercato, frutta Hida, dolci ai fagioli rossi freschi) è uno dei vantaggi di viaggiare in questo periodo.

Check-in in aeroporto: fatelo al banco, non online

Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.

Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.

Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.

Etichetta sulla valigia e bagaglio smarrito

Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.

Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.

Emergenze

Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.

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Le scelte dietro il piano

Quando avete scritto "vogliamo divertirci, scoprire, conoscere, sperimentare tutto nel rispetto dei nostri valori" e "vogliamo fare un'esperienza autentica", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.

Avete già fatto Tokyo, Osaka, Kyoto e Okinawa la prima volta. Per questo non rifaccio quei posti come tappe principali. Tornate a Okinawa per la convention, ma con un focus diverso: il villaggio dei centenari di Ogimi, dove la prima volta non siete andati. Aggiungo Kanazawa e Takayama, due città che il 90% dei pacchetti turistici saltano, ma che sono il Giappone delle Alpi, dei mercati mattutini, dei ryokan veri. È il Giappone che si vede solo quando si torna.

Avete chiesto di andare a Ogimi, e non eravate riusciti a prenotare. Per questo il minshuku Ogimi è il cuore del blocco Okinawa, non un'aggiunta. Le istruzioni per prenotarlo (con i contatti dell'Ogimi Tourism Association, gli operatori bilingui di backup, le frasi giapponesi per le richieste vegane) sono l'investimento di tempo più importante delle prossime due settimane. Ogni altra cosa di questo viaggio si compra in mezz'ora online; quella notte richiede pazienza e qualche email scritta bene.

Siete vegani da quasi dieci anni. Per questo ho costruito ogni giornata con almeno un'opzione di cena vegana documentata, e per il ryokan e il minshuku ho specificato esattamente come comunicare la richiesta. La cucina monastica buddhista (shojin ryori) a Takayama è completamente vegana per tradizione: non è un compromesso, è una delle migliori esperienze gastronomiche del viaggio. A Ogimi, la cucina vegetale Yambaru è naturalmente vicina al vegano: le richieste si fanno per togliere il katsuobushi dal dashi.

Volete avventura ma anche comfort. Per questo l'auto a Okinawa (libertà di muoversi nelle zone remote, di fermarsi a un'inquadratura sul mare) è bilanciata dal resort sulla costa ovest e dal ryokan a Takayama. Il viaggio non è zaino in spalla e ostelli, ma nemmeno bus turistico: è una via di mezzo che vi permette di esplorare di giorno e tornare a una doccia calda di sera.

Avete chiesto un'esperienza memorabile tipo Sumo, anche per Alessandro. Per questo il Sumo Show ad Asakusa è in agenda il Giorno 13. A luglio l'allenamento mattutino in stable a Tokyo non è praticabile (i lottatori sono a Nagoya per il torneo), ma il Sumo Show con sumo challenge sul ring è esattamente l'esperienza che cercavate, fattibile, con cena chanko vegana inclusa. Alessandro probabilmente salirà sul ring a provare a spingere un sumo da centocinquanta chili: ne parlerete a casa per anni.

Alessandro ha dodici anni e ama videogiochi, anime e One Piece. Per questo Akihabara ha un'intera giornata dedicata, con un budget per i suoi acquisti (Mandarake per i manga rari di One Piece, Super Potato per i videogiochi retrò, Yodobashi per la tecnologia). E per questo TeamLab Planets (visivo, immersivo, perfetto a quell'età) è in agenda l'ultimo giorno di Tokyo.

Avete escluso il Monte Fuji. Rispettato. Niente Kawaguchiko, niente tour del Fuji. Lo vedrete in lontananza dal treno tra Nagoya e Tokyo se la giornata è limpida, e dalla terrazza dello Shibuya Sky se siete fortunati: basta così.

Questo è il vostro viaggio, Nicolò. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.

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Tutto sotto controllo

Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.

Documenti e sicurezza
Passaporti validi. Verificate la scadenza di tutti e tre: deve essere valido per tutta la durata del viaggio. Quello di Alessandro, in particolare, controllatelo: i passaporti dei minori scadono prima.
Fotocopia di tutti i passaporti. Conservatela separata dagli originali: una nel bagaglio a mano, una nella valigia. In caso di smarrimento, velocizza tutto.
Patente internazionale. Vi serve per l'auto a Okinawa. Si richiede in motorizzazione in Italia: conviene farla con almeno un mese di anticipo. È una traduzione ufficiale della patente italiana riconosciuta in Giappone.
Biglietti aerei scaricati o stampati. Tutti: l'andata internazionale, il volo interno Narita-Naha, il ritorno Naha-Narita, il ritorno internazionale. Non affidatevi solo all'app: screenshot o PDF nelle note del telefono.
Conferme alloggi. Screenshot o stampa di tutte le prenotazioni Booking + ryokan Takayama + minshuku Ogimi, con indirizzo e numero di telefono di ogni struttura.
Assicurazione viaggio attiva. Verificate che copra spese mediche, annullamento e bagaglio smarrito. Consiglio Heymondo: copertura completa, gestione sinistri semplice, app con assistenza 24/7. Salvate il numero di emergenza della compagnia nel telefono.
Avvisate la banca. Chiamate e comunicate che userete le carte in Giappone dal 19 giugno al 2 luglio. Senza avviso, alcune banche bloccano i pagamenti all'estero per sospetta frode.
Numeri di emergenza salvati nel telefono. Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Prenotazioni e biglietti
Alloggi prenotati. Booking per Naha, Onna, Tokyo, Kanazawa. Email diretta al ryokan di Takayama per la cena shojin vegana. Procedura speciale per il minshuku Ogimi (vedi sezione prenotazioni).
Biglietti treni e bus intercity prenotati. Klook per Shinkansen + Hida + Narita Express. Japan Bus Online per Nohi Bus Kanazawa-Shirakawa-go-Takayama (due biglietti separati). Voucher / QR code scaricati sul telefono.
Auto a noleggio Okinawa prenotata (Giorno 2). Patente internazionale pronta, polizza CDW inclusa.
Snorkeling Cape Maeda prenotato (Giorno 2). Verifica voucher Klook o Viator.
Minshuku Ogimi prenotato (Giorno 5). La prenotazione più importante del viaggio. Conferma email ricevuta dall'Ogimi Tourism Association o operatore bilingue. Richieste vegane confermate per iscritto.
Kimono Higashi Chaya prenotato (Giorno 10). Klook, taglie per tre persone (incluso un dodicenne).
Ryokan Takayama confermato (Giorno 11). Cena kaiseki shojin vegana confermata via email scritta.
Sumo Show Asakusa prenotato (Giorno 13). Klook o Viator. Vegan meal richiesto in fase di prenotazione (minimo 2 giorni di anticipo).
TeamLab Planets prenotato (Giorno 13). Sito ufficiale teamlab.art, biglietto digitale verificato.
Shibuya Sky prenotato (Giorno 13). Slot per il tramonto, biglietto digitale verificato.
Telefono e digitale
eSIM installata. Airalo, piano 15–20 GB / 14 giorni. Attivatela 1–2 giorni prima della partenza per verificare che funzioni.
Google Maps aggiornato. L'app deve essere l'ultima versione. In Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno della eSIM attiva per usarlo (un motivo in più per attivarla prima).
Google Translate: lingua giapponese scaricata. Aprite Google Translate → toccate la lingua "Giapponese" → scaricate il pacchetto offline. Così funziona anche senza internet.
Frasi di emergenza copiate nelle note. Le trovate nella sezione Consigli Pratici di questo documento. Aggiungete anche la frase per il regime vegano.
Welcome Suica su iPhone creata. Se avete iPhone 8 o successivo con Apple Pay, createla da Wallet prima di partire. Saltate la coda al rientro a Narita il Giorno 7.
In valigia
Kit medicinali completo. Vedi la sezione dedicata nei Consigli Pratici. Includete il kit specifico per Alessandro (antipiretico, cerotti, qualcosa per le punture di insetto: a Okinawa in giugno-luglio sono presenti).
Crema solare reef-safe. Per lo snorkeling a Cape Maeda è obbligatoria per legge in molte aree di Okinawa. Senza ossibenzone e octinoxate. Compratela in Italia per sicurezza.
Adattatore presa elettrica. Il Giappone usa le prese di tipo A (due lamelle piatte, come quelle americane). Portate un adattatore universale.
Power bank carico. Le giornate fuori sono lunghe, il telefono è il vostro navigatore.
Etichetta sulla valigia. Nome, indirizzo, telefono, email. Grande e visibile. Su tutte e tre le valigie della famiglia.
Scarpe comode da camminare. Facili da togliere e rimettere. Entrerete e uscirete da templi, ryokan e minshuku decine di volte.
Costumi e teli mare. Per Onna e per lo snorkeling alla Blue Cave.
Uno zaino leggero da giorno. Per le giornate fuori, con acqua, snack vegani, power bank, ombrello pieghevole.
Busta richiudibile per i rifiuti. In Giappone non ci sono cestini per strada. Si porta tutto con sé fino al prossimo kombini.
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Entra in Giappone prima di partire

C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.

È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.

Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.

Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.

Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.

Le crepe sono fatte per l'oro Acquista su Amazon
"Tornate in Giappone con l'anima del posto già nelle vostre mani."
⛩️   Buon Giappone