Questo documento è una raccolta di suggerimenti di viaggio elaborati a titolo personale e non costituisce in alcun modo un servizio di agenzia viaggi, né un'offerta commerciale. Tutte le informazioni (prezzi, orari, disponibilità, indirizzi) sono indicative e soggette a variazioni: si raccomanda di verificarle autonomamente presso le fonti ufficiali prima di procedere con qualsiasi prenotazione. I link e i riferimenti citati sono puramente informativi; non esistono accordi commerciali, sponsorizzazioni o affiliazioni di alcun tipo con i soggetti menzionati. L'autrice declina ogni responsabilità per eventuali imprecisioni, modifiche sopravvenute o decisioni prese sulla base di questo materiale.
Avete scritto che questo viaggio rappresenta "la voglia di fare un'esperienza autentica" e che volete "divertirvi, scoprire, conoscere, sperimentare tutto nel rispetto dei vostri valori". Avete scritto anche che da casa volete portare via "esperienze vissute, crescita personale, autenticità."
Ho costruito questo GiappoPlan tenendo tutto questo in mente, scelta dopo scelta. Non è un itinerario generico: è pensato per una famiglia che torna in Giappone non per rifare le stesse cose, ma per andare più a fondo, in posti che la prima volta non avete visto, con un figlio di dodici anni che ha le sue passioni e con un regime vegano che è una scelta di vita, non un dettaglio.
Il tracciato è qui. L'80–90% del viaggio è già definito: dove andare, quando, come spostarsi, cosa vedere. Il resto lo scoprirete camminando, ed è quello il bello.
Il percorso si muove in due grandi blocchi. Prima Okinawa, dove avete la convention dell'azienda partner e dove costruiamo intorno l'esperienza autentica che cercate (il villaggio dei centenari di Ogimi, il mare alla Blue Cave, una notte in minshuku con la comunità locale). Poi il Giappone delle Alpi: da Tokyo si va a ovest fino a Kanazawa, si attraversano le montagne fino a Takayama passando per Shirakawa-go, e si torna a Tokyo per chiudere. Nessuno zig-zag, ogni spostamento ha una direzione precisa.
| Città | Date | Notti | Focus |
|---|---|---|---|
| Okinawa | 19–25 giu | 6 | Mare, convention, minshuku centenari di Ogimi |
| Tokyo | 25–27 giu | 2 | Asakusa e Akihabara con Alessandro |
| Kanazawa | 27–29 giu | 2 | Kenrokuen, Higashi Chaya, kimono |
| Takayama | 29–30 giu | 1 | Ryokan tradizionale e cena kaiseki vegana |
| Tokyo | 30 giu – 2 lug | 2 | Sumo Show, TeamLab Planets, Shibuya Sky |
Regola d'oro che vale per sempre: in Giappone la zona conta più del nome dell'hotel. Due hotel con le stesse stelle, uno in zona giusta e uno in zona sbagliata, sono due esperienze completamente diverse. Per prenotare usate sempre Booking.com: cercate il nome della zona che vi indico, filtrate per voto 8 o superiore, e scegliete tra quello che trovate disponibile. Se avete dubbi su un alloggio specifico, scrivetemi su WhatsApp con il link diretto e vi do un parere al volo.
Atterrate a Narita all'una del pomeriggio. Dopo bagagli e immigrazione (calcolate un'ora abbondante), il transfer al terminal domestico per il volo Narita–Naha delle 16:10. Sono già prenotati: vi resta solo da spostarvi tra i terminal, mangiare qualcosa al volo e respirare un po' prima del secondo aereo.
Atterrate a Naha alle 19:20. Taxi o monorail Yui Rail fino al vostro hotel su Kokusai-dori, la via principale di Naha. Il ritiro dell'auto a noleggio lo rinviate al mattino dopo: gli uffici sono già chiusi a quell'ora.
La sera è leggera: una passeggiata breve su Kokusai-dori per respirare l'aria di Okinawa (il caldo, il sale, il ritmo che non assomiglia a quello di Tokyo) e una cena vegana facile. Ukishima Garden è a pochi minuti dalla via principale, fa cucina macrobiotica completamente vegana ed è uno dei posti più amati dai viaggiatori vegani che passano da Naha. Poi a letto: domani si comincia presto.
La giornata che avete chiesto: mare, snorkeling, possibilità di vedere le tartarughe.
Mattina presto, ritiro auto all'aeroporto di Naha (vi consiglio Times Car Rental, OTS Rent-a-Car o Toyota Rent-a-Car: hanno desk in inglese e procedure rapide se avete la patente internazionale). Un'ora d'auto vi porta a Onna sulla costa ovest. Lo snorkeling guidato a Cape Maeda alla Blue Cave parte verso le 9:30, prima del caldo forte: una grotta marina dove la luce filtrando dall'acqua diventa azzurro elettrico, pesci tropicali ovunque, e con un po' di fortuna le tartarughe verdi che pascolano sulle alghe. Per Alessandro è un primo impatto con l'Okinawa subacquea che non si dimenticherà.
Se Cape Maeda fosse troppo affollato (in alta stagione capita), lo spot alternativo è Mibaru Beach nel sud dell'isola: meno turisti, più probabilità di tartarughe.
Pomeriggio relax in piscina o spiaggia all'hotel di Onna. Cena al ristorante interno o in uno dei locali vegani della zona.
Giornata dedicata alla convention dell'azienda partner al Nago Civic Hall. Da Onna ci sono trenta-quaranta minuti d'auto: la domenica il parcheggio del Civic Hall è facile.
Logistica e programma di giornata vengono gestiti direttamente dal partner aziendale, quindi non li tocco. La sera, se avete energia, cenate a Nago o tornate a Onna: la costa ovest al tramonto vale la passeggiata.
Secondo giorno di lavoro: convention e visita produttiva all'azienda a Sedake. Anche questa è gestita dal partner: la base resta a Onna per la terza notte consecutiva, così al rientro non dovete fare check-in da nessuna parte.
È la notte che state cercando da quando avete pensato a questo viaggio.
Da Onna a Ogimi sono circa un'ora e quarantacinque minuti d'auto verso nord, lungo la Route 58 che costeggia il mare e poi sale tra le foreste subtropicali di Yambaru, patrimonio UNESCO. Arrivate al minshuku nel primo pomeriggio.
Ogimi è il villaggio dei centenari: la longevità qui non è uno slogan turistico, è una questione di dieta (verdure, tofu, mozuku, pochi carboidrati raffinati), di ritmo (lento, comunitario), di senso. Nel pomeriggio incontrate la comunità del villaggio. La famiglia che vi ospita vi porta nei campi a raccogliere agrumi shikuwasa, verdure di stagione, magari mozuku se è il momento giusto. Partecipate alla preparazione della cena vegana tradizionale Yambaru: tofu di montagna, goya (il melone amaro che è alla base della cucina di Okinawa), ipomoea, sansai, miso locale. Niente brodo di pesce, niente katsuobushi: la cucina vegetale qui è naturale, non un compromesso.
La sera, cena con la famiglia ospitante. Conversazioni con gli abitanti tramite traduzione, magari un po' di sanshin (il liuto tradizionale di Okinawa) se il vostro ospite ne suona uno. Una passeggiata serale nel villaggio prima di dormire: stelle che a Tokyo non vedreste mai.
Mattina lenta. Una passeggiata breve nella foresta di Yambaru (è patrimonio UNESCO da pochi anni: alberi sempreverdi alti trenta metri, uccelli rari come il rallo di Okinawa, sentieri ben segnalati che non richiedono trekking impegnativo). Se vi va, tappa al Cape Hedo (il punto più a nord di Okinawa, scogliere a picco sul Pacifico) o al Daisekirinzan, parco di formazioni rocciose calcaree con sentieri brevi.
Due ore d'auto e siete di nuovo a Naha. Ultima sera a Okinawa: cena vegana ancora a Ukishima Garden o, se volete cambiare, al Lotus Pond. Un'ora abbondante per gli ultimi souvenir su Kokusai-dori (il Donguri Republic per gli articoli ispirati a Studio Ghibli, il Don Quijote per qualsiasi cosa). Restituzione auto la sera o la mattina presto del Giorno 7, prima del volo.
Volo Naha–Narita alle 12:15 (già prenotato), arrivo alle 14:55. All'uscita del terminal, andate ai tornelli JR e prendete il Narita Express da Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) fino a Tokyo Station: un'ora abbondante seduti, con le valigie sistemate. Da Tokyo Station prendete la metro Ginza fino ad Asakusa: dieci minuti.
Check-in in hotel verso le 17. Appoggiate i bagagli e uscite subito: il Tempio Senso-ji di sera, illuminato, è una delle cose più suggestive di Tokyo, e Nakamise Street (la via che porta al tempio) è ancora piena di vita fino a tardi.
Cena vegana a portata: T's Tantan a Tokyo Station fa un ramen vegano che è uno dei migliori della città, oppure Vegan Bistro Jangara ad Akihabara per varianti più creative. Tornate presto: il jet lag dopo un volo interno e un viaggio internazionale di pochi giorni prima si fa sentire.
Mattina ad Asakusa con calma. Il Tempio Senso-ji di mattina presto (entro le nove e mezza) è ancora respirabile: la grande lanterna rossa, la fontana dell'acqua per il rito di purificazione, il fumo dell'incenso. La via Nakamise con le sue cento bancarelle di street food e artigianato (manju, senbei, accessori giapponesi, tenugui), poi una passeggiata lungo il fiume Sumida con lo Skytree sullo sfondo. Calcolate due ore buone qui.
Pranzo e pausa indoor durante le ore più calde: a giugno Tokyo è già sopra i trenta gradi e un break al fresco è obbligatorio. Tornate in hotel se preferite, oppure entrate da Mandarake o in un caffè di Akihabara.
Pomeriggio dedicato ad Alessandro: Akihabara, dieci minuti di metro da Asakusa. Sette piani di figurine da collezione, negozi di manga e anime, sale giochi, elettronica ovunque. Super Potato per i videogiochi retrò (Nintendo, Sega, PlayStation 1: Alessandro probabilmente troverà cose che non sapeva esistessero), Mandarake per i manga rari e per la sezione di One Piece, Animate per le edizioni giapponesi degli anime che ama, Yodobashi Camera se serve elettronica. La via dei gachapon ad Akihabara è una galleria coperta con centinaia di macchinette: per un dodicenne è uno dei posti più divertenti di Tokyo.
La sera, street food ad Ameyoko a Ueno: un mercato sotto i binari della Yamanote Line con bancarelle, izakaya, opzioni anche vegan-friendly se cercate. Se siete stanchi, ramen vegano di nuovo a T's Tantan.
Check-out al mattino e Hokuriku Shinkansen da Tokyo Station a Kanazawa Station: due ore e mezza di treno con i finestrini grandi, il paesaggio che cambia dalla pianura del Kanto alle montagne dell'entroterra giapponese. Bento dal kombini in stazione (le opzioni vegane si trovano: onigiri di prugna umeboshi, edamame, zaru-soba freddo, tofu marinato).
Arrivate a Kanazawa nel primo pomeriggio. Lasciate i bagagli in hotel e cominciate piano: il quartiere delle geisha di Higashi Chaya, fatto di strade acciottolate e case di legno con le finestre a griglia, intatto da duecento anni. Una passeggiata lenta di un'ora e mezza, le luci del pomeriggio sono bellissime. La foglia d'oro di Kanazawa (la città produce il 99% della foglia d'oro del Giappone): le botteghe lungo la via principale ne usano una varietà di applicazioni che sorprende, e i gelati ricoperti di foglia d'oro sono il souvenir fotografico per Alessandro.
Sera: cena vegana al Full of Beans, l'unico ristorante 100% vegano della città, in zona centro. Se è chiuso o pieno, alcuni ristoranti shojin nei templi accettano prenotazioni serali con avviso (si organizza tramite l'hotel).
Mattina presto al Giardino Kenrokuen: uno dei tre giardini più belli del Giappone (gli altri due sono Kairakuen a Mito e Korakuen a Okayama). Il nome significa "giardino dei sei elementi": spaziosità, solitudine, arte, antichità, scorrimento d'acqua, panorami. In estate apre alle 7 con ingresso gratuito fino alle 7:45: andateci appena aprono, prima del caldo e dei gruppi.
Subito accanto, il Castello di Kanazawa con le sue mura ricostruite e i suoi giardini. Calcolate un'ora abbondante. Poi colazione/brunch tardivo al mercato Omicho: il "ventre di Kanazawa" da duecentocinquant'anni. Per una famiglia vegana, l'Omicho è interessante più per le bancarelle di frutta di stagione, verdure di montagna, dolciumi tradizionali con azuki, e per l'atmosfera, che per i banchi del pesce per cui è famoso.
Pomeriggio: kimono experience a Higashi Chaya. Vi vestite tutti e tre (sì, anche Alessandro: gli studi hanno taglie junior) e camminate per il quartiere geisha in kimono per qualche ora. Le foto qui sono diverse da quelle a Tokyo o Kyoto: meno turisti, più atmosfera vera, un'illuminazione che il kimono moltiplica. Prenotate da casa su Klook (cercate "Kanazawa Kimono Higashi Chaya"): chiedete uno studio con sede in zona Higashi Chaya, così non dovete spostarvi vestiti.
Tardo pomeriggio nel distretto samurai di Nagamachi: case di samurai del periodo Edo conservate, mura di terra battuta, canali. Atmosfera completamente diversa da Higashi Chaya, vale un'ora a piedi.
Sera: cena vegana di nuovo, e a letto presto. Domani si attraversano le Alpi.
Questa è la giornata più scenografica del viaggio.
Mattina, Nohi Bus dalla fermata #2 (uscita est) della stazione di Kanazawa verso le otto e mezza-nove. Un'ora e quindici di bus che salgono nelle Alpi giapponesi, foreste fitte, fiumi che escono dalle gole, villaggi rurali. Arrivate a Shirakawa-go, patrimonio UNESCO: il villaggio delle case dal tetto in paglia a spiovente (gassho-zukuri), costruite per resistere alle nevicate pesanti dell'inverno. Lasciate i bagagli al deposito del Bus Terminal e camminate.
Tre o quattro ore a Shirakawa-go sono il giusto: il villaggio è piccolo, si gira tutto a piedi. Salite al punto panoramico Shiroyama per la foto classica del villaggio dall'alto (cinque minuti di salita), entrate in qualche casa-museo come la Wada-ke, mangiate in uno dei pochi ristoranti locali (chiedete riso e verdure di montagna senza brodo di pesce, oppure ramen vegano se lo trovate). Poi Nohi Bus Shirakawa-go → Takayama, cinquanta minuti di bus, e siete al Takayama Nohi Bus Center nel tardo pomeriggio.
Il ryokan è lì ad attendervi. Stanza con tatami, futon stesi al rientro dalla cena, yukata già pronti. Una passeggiata serale per il quartiere storico di Sanmachi Suji, tre vie parallele con case in legno scuro del periodo Edo, distillerie di sake (visita esterna interessante anche senza degustare), botteghe di artigianato del legno e della lacca.
La sera, la cena kaiseki shojin nella sala del ryokan: otto, dieci portate vegane servite una alla volta, ognuna presentata come un'opera d'arte. Tofu di montagna in tre preparazioni, verdure di stagione, sansai (verdure selvatiche), riso integrale, zuppa di miso con kombu dashi. È la cucina monastica giapponese al suo livello più alto, completamente vegetale per tradizione di mille anni.
Dopo cena, l'onsen. Voi non avete tatuaggi, quindi anche l'onsen pubblico del ryokan va bene senza problemi. Acqua calda di sorgente, vapore, silenzio.
Colazione tradizionale al ryokan (riso, verdure marinate, miso, tofu, alghe: in versione shojin è già perfettamente vegana). Una mattina lenta a Takayama prima del check-out.
Il mercato mattutino di Miyagawa (Asaichi) si tiene lungo le rive del fiume dalle 7 a mezzogiorno: bancarelle di verdure di montagna, frutta Hida (le mele e le pere di queste montagne sono famose), pickle, fiori, dolci agli azuki e al matcha che sono naturalmente vegani. I venditori sono le stesse famiglie da generazioni. Mezz'ora di passeggiata vale anche solo per l'atmosfera. Poi un'ultima volta nel quartiere Sanmachi Suji di mattina, quando le luci sono diverse da quelle della sera prima.
Pranzo veloce e poi il treno più lungo del viaggio: Limited Express Hida da Takayama Station a Nagoya Station (due ore e quindici, paesaggi montani straordinari dal finestrino), cambio veloce a Nagoya, Tokaido Shinkansen da Nagoya Station a Tokyo Station (un'ora e quaranta). Arrivate a Tokyo verso le 16-17.
Check-in in hotel ad Asakusa (stessa zona del primo blocco, comoda continuità). Cena leggera, riposo: il giorno dopo è la giornata più piena di Tokyo.
La giornata memorabile di Tokyo, costruita per Alessandro ma che prende anche voi due.
Pranzo / inizio pomeriggio: Sumo Show ad Asakusa. È a dieci minuti a piedi dal vostro hotel. Lo show dura un paio d'ore: ex-rikishi (lottatori di sumo in pensione) che mostrano dimostrazioni di tecniche, match di esibizione, storia e rituali del sumo spiegati con commento bilingue, una breve danza geisha all'apertura. La parte che Alessandro non dimenticherà: a un certo punto i lottatori invitano i bambini sul ring per una sumo challenge (provare a spingere fuori dal cerchio un sumo da centocinquanta chili). Foto con i lottatori inclusa. La cena è una chanko-nabe, lo stew tradizionale che mangiano i sumo: la vostra versione è completamente vegana (va richiesta minimo due giorni prima della prenotazione).
Fine pomeriggio: TeamLab Planets a Toyosu, venti minuti di metro da Asakusa. È un museo di arte digitale completamente immersivo: stanze d'acqua dove si cammina a piedi nudi, giardini di fiori che cambiano in base ai movimenti, ambienti che reagiscono a chi entra. Per Alessandro è esperienza pura, per voi due è arte. Slot prenotato online minimo tre settimane prima, durata circa un'ora e mezza.
Dopo TeamLab, metro fino a Shibuya per il tramonto. Shibuya Sky, l'osservatorio in cima allo Shibuya Scramble Square: una piattaforma all'aperto a 230 metri d'altezza, vista a 360 gradi su tutta Tokyo (in giornate limpide si vede anche il Monte Fuji in lontananza, anche se voi avete scelto di non visitarlo da vicino). Slot prenotato online per il tramonto.
Sera: Shibuya Crossing dal basso, una breve passeggiata per Harajuku (la Takeshita Street con i suoi negozi pop e kawaii è perfetta per Alessandro), Don Quijote per ultimi acquisti. Cena vegana ad Ain Soph Ripple a Shinjuku (ramen vegano stellato) o di nuovo a T's Tantan se siete vicini a Tokyo Station al rientro.
Check-out alle 11. Una mattina lenta ad Asakusa per gli ultimi acquisti su Nakamise (cose piccole, leggere: ventagli, tenugui, dolcetti tradizionali). Pranzo nei dintorni dell'hotel.
Primo pomeriggio: Narita Express da Tokyo Station (o Ueno Station) all'Aeroporto di Narita, un'ora abbondante. Calcolate di arrivare al banco del check-in tre ore prima del volo (alle 14:25 al banco per un volo alle 17:25 va bene). Vi spiego più avanti perché conviene fare il check-in al banco e non online.
Sayonara.
I voli internazionali e i voli interni Naha–Narita sono già prenotati. Per tutto il resto si viaggia con biglietti singoli, che è la scelta più conveniente per il vostro itinerario specifico. Nella tabella sotto trovate ogni tratta con le stazioni di partenza e arrivo esatte, così sapete sempre dove andare.
Perché non il JR Pass: il pass settimanale costerebbe circa €280 a persona. La somma dei vostri biglietti JR coperti dal pass è circa €210 a persona (Narita Express andata-ritorno + Tokyo–Kanazawa + Hida + Nagoya–Tokyo). Inoltre il Nohi Bus Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama non è coperto dal JR Pass. I biglietti singoli risparmiano circa €70 a persona, oltre duecento euro sulla famiglia.
| Tratta | Mezzo | Durata | Costo a persona |
|---|---|---|---|
| Narita → Tokyo (G7) Narita Airport Terminal 1 (o 2·3) → Tokyo Station |
Narita Express (JR), incluso in N'EX Tokyo Round Trip | 1h – 1h 30min | €28 (a/r) |
| Tokyo → Kanazawa (G9) Tokyo Station → Kanazawa Station |
Hokuriku Shinkansen (JR) | 2h 30min | €80 |
| Kanazawa → Shirakawa-go (G11) Kanazawa Station, fermata bus #2 (uscita est) → Shirakawa-go Bus Terminal |
Nohi Bus | 1h 15min | €15 |
| Shirakawa-go → Takayama (G11) Shirakawa-go Bus Terminal → Takayama Nohi Bus Center |
Nohi Bus | 50 min | €15 |
| Takayama → Nagoya (G12) Takayama Station → Nagoya Station |
Limited Express Hida (JR) | 2h 15min | €35 |
| Nagoya → Tokyo (G12) Nagoya Station → Tokyo Station |
Tokaido Shinkansen Hikari (JR) | 1h 40min | €67 |
| Tokyo → Narita (G14) Tokyo Station (o Ueno Station) → Narita Airport |
Narita Express (JR), incluso in N'EX Tokyo Round Trip | 1h – 1h 30min | incluso |
La Welcome Suica è una tessera prepagata che appoggiate ai tornelli della metro, dei treni locali e dei bus. Il sistema scala automaticamente il prezzo giusto. Funziona anche nei kombini e nei distributori automatici per pagare. Non richiede deposito, è valida 28 giorni, e il saldo residuo non è rimborsabile (quindi caricatela in piccole quantità verso fine viaggio).
A Narita: appena superate l'immigrazione e ritirate i bagagli, seguite le indicazioni per i treni JR. Trovate le macchinette Welcome Suica (con la scritta "Welcome Suica" in alto, disponibili in inglese) proprio davanti ai tornelli JR, sia al Terminal 1 che al Terminal 2·3. Sono il metodo più veloce: selezionate la lingua, scegliete l'importo di ricarica (consiglio 2.000 yen per iniziare), pagate in contanti o carta, e la tessera esce. Se le macchinette hanno coda o problemi, andate al JR East Travel Service Center (sportello con personale, stesso piano, vicino ai tornelli). Mostrate il passaporto e chiedete la Welcome Suica.
Opzione iPhone (da casa, prima di partire): se avete un iPhone 8 o successivo e una carta di credito (Mastercard, American Express, o Visa) collegata ad Apple Pay, potete creare una Suica digitale direttamente dal telefono senza comprare la tessera fisica. Aprite l'app Wallet → toccate il pulsante "+" in alto a destra → selezionate "Carta trasporti" → scegliete "Suica" → scegliete un importo iniziale → confermate il pagamento con Apple Pay. Fatto: la Suica è nel telefono. Appoggiate il telefono ai tornelli esattamente come fareste con la tessera fisica. Funziona anche senza internet e con il telefono in standby. Se avete un Apple Watch, potete trasferire la Suica anche lì.
Quanto caricare: partite con 2.000–3.000 yen e ricaricate quando scendete sotto i 1.000 yen. Potete ricaricare alle macchinette in qualsiasi stazione, agli ATM dei 7-Eleven, oppure (se avete la Suica su iPhone) direttamente da Wallet.
Opzione consigliata: prenotate in anticipo su Klook. Per tutti i trasporti intercity (Hokuriku Shinkansen, Hida, Tokaido Shinkansen, Narita Express) consiglio di prenotare i biglietti su Klook prima di partire. Così avete tutto pronto, sapete già su quale treno salite, e non dovete pensarci sul momento. Il costo è leggermente superiore rispetto all'acquisto diretto, ma la comodità di avere tutto prenotato in anticipo vale la differenza. Per il Nohi Bus (Kanazawa–Shirakawa-go–Takayama), la prenotazione va fatta obbligatoriamente su Japan Bus Online: non è disponibile su Klook.
Opzione alternativa: acquisto in stazione sul momento. Se preferite maggiore flessibilità, potete comprare i biglietti direttamente in stazione. Andate agli sportelli JR (li trovate in tutte le stazioni principali), mostrate la destinazione e la data, e vi stampano il biglietto. Funziona perfettamente. L'unico rischio è che in alta stagione il treno all'ora esatta che volevate potrebbe essere pieno e dovreste prendere quello successivo. Se scegliete questa strada, la frase da mostrare allo sportello è nella sezione "Frasi di emergenza" più avanti.
Voli internazionali e voli interni Okinawa sono già pagati. Quello che segue è quello che spenderete in Giappone, calcolato a persona.
| Alloggi (13 notti, 3 persone) | €952 |
| Biglietti treni e bus intercity | €240 |
| Auto a noleggio Okinawa (5 giorni) | €95 |
| IC Card e trasporti urbani | €90 |
| Cibo (14 giorni, regime vegano) | €670 |
| Attività e ingressi | €320 |
| Assicurazione completa Heymondo | €100 |
| Totale a persona | €2.467 |
Il GiappoPlan è la struttura portante del vostro viaggio: il "dove", il "quando" e il "come". Le guide incluse sono invece i vostri condimenti: servono ad arricchire l'esperienza in base ai vostri gusti.
Il tocco personale al vostro itinerario. Questa guida è il vostro catalogo di approfondimento zona per zona.
Il consiglio dell'esperto: usatela prima della partenza. Prendetevi un momento di calma a casa per sfogliarla e vedere cosa offre ogni quartiere che visiterete. Se trovate un negozio o un'esperienza che vi ispira, aggiungetela al vostro GiappoPlan per "condire" la giornata con dettagli su misura.
A chi serve? A chi ama avere il massimo controllo e vuole costruire un programma densissimo di passioni personali.
Preferite la libertà? Se amate esplorare seguendo il flusso del momento, potete anche ignorarla. Il GiappoPlan è già completo così com'è; la guida è un extra solo per chi vuole di più.
Per non mangiare mai in un "posto per turisti". Qui avete due modi diversi per muovervi, a seconda della vostra personalità:
L'Esploratore Spontaneo: aprite la guida direttamente sul posto quando iniziate ad avere fame. Cercate la zona in cui vi trovate e andate a colpo sicuro sui ristoranti selezionati. È il modo più veloce per evitare le trappole per turisti e mangiare dove vanno i locali.
Il Pianificatore Strategico: se non volete perdere neanche un minuto, usate la guida prima di partire. Segnatevi i ristoranti consigliati direttamente su Google Maps nelle zone previste dal vostro itinerario. Così, una volta in Giappone, saprete già esattamente verso quale insegna dirigervi.
Una nota per voi: il vostro regime vegano significa che molti ristoranti generalisti della guida non saranno per voi. Usate la guida per identificare le zone (Asakusa, Shinjuku, Shibuya, Higashi Chaya, Sanmachi) e poi cercate su HappyCow i ristoranti vegan-friendly della stessa zona. Le due guide insieme funzionano bene.
La prima cosa da sapere è questa: la grande maggioranza delle attrazioni in Giappone non richiede prenotazione. Templi, giardini, castelli, mercati, quartieri storici: si arriva, si paga il biglietto sul posto e si entra. Ci sono però alcune cose specifiche che vanno prenotate, e ve le indico qui con esattamente dove farlo.
Per tutti gli spostamenti all'interno delle città (Tokyo, Kanazawa, Takayama, Naha), il consiglio più importante di questo documento è: usate Google Maps. Non vi do i nomi delle stazioni intermedie per ogni spostamento, e c'è un motivo preciso.
Google Maps in Giappone funziona in modo straordinario. Vi dice quale treno o metro prendere, da quale stazione, a quale binario, in tempo reale. Se c'è un ritardo, un malfunzionamento, una linea chiusa, Google Maps lo sa e vi propone un'alternativa. Nessun documento scritto può fare questo. Se vi scrivo "prendete la Yamanote Line dalla stazione X alla stazione Y" e quel giorno c'è un problema sulla linea, voi siete bloccati con un'informazione sbagliata. Google Maps vi ricalcola il percorso in trenta secondi.
Come usarlo in pratica: sapete qual è la prossima attrazione o il prossimo posto dove dovete andare (è scritto nell'itinerario giorno per giorno). Aprite Google Maps, scrivete il nome di quel posto nella barra di ricerca, toccate "Indicazioni", e selezionate l'icona del treno/metro. Google Maps vi mostra esattamente dove andare, quale linea prendere, dove cambiare, e persino da quale uscita della stazione uscire. Seguite le indicazioni passo passo.
Preparatevi prima di partire: scaricate l'app Google Maps se non ce l'avete già. Per il Giappone le mappe offline non sono disponibili, quindi avrete bisogno di connessione internet per usarlo al meglio (un motivo in più per attivare la eSIM prima di partire). Con la eSIM attiva, Google Maps funziona ovunque senza problemi.
Il Giappone è tecnologicamente avanzatissimo ma i contanti servono ancora: templi, mercati, ristoranti piccoli, street food. Tenete sempre almeno 10.000 yen in tasca (circa €60–70). Ogni volta che passate davanti a un kombini e siete sotto i 5.000 yen, prelevate 10.000. Gli ATM che funzionano sempre con carte europee sono quelli dei kombini: 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, tutti e tre, 24 ore su 24. Per le carte, Revolut e Wise hanno commissioni minime e cambio ottimo.
I giapponesi sono gentilissimi con i turisti e spesso hanno un traduttore sul telefono. La strategia per non trovarsi mai bloccati è semplice: prima scrivete la frase, poi andate dal tizio. Non andate allo sportello e poi cercate di scrivere con qualcuno che vi aspetta: prendetevi il tempo che vi serve da parte, scrivete la frase su Google Translate con calma, poi mostrate lo schermo. Nessuno si spazientisce, ma voi vi sentite molto più sicuri.
La chiave è scrivere frasi che richiedono un'azione precisa, non domande aperte. "Come funziona la metro?" non porta da nessuna parte. "Vorrei un biglietto per andare a Kanazawa" mette il biglietto in mano in trenta secondi.
Tre situazioni concrete che possono capitare:
Non riuscite a capire come comprare il biglietto per una destinazione: scrivete su Google Translate "Vorrei acquistare un biglietto per [nome città o stazione]. Prossimo treno disponibile." Usate il nome della città (Kanazawa, Tokyo, Nagoya) o il nome di una stazione grande. Mostrate il telefono allo sportello JR, il bigliettaio capisce, vi dice quanto pagare.
Non sapete da quale binario parte il vostro treno: scrivete "Da quale binario parte il treno per [nome città]? Ora di partenza: [ora]." Negli schermi delle stazioni c'è sempre l'orario e il binario, ma se non riuscite a leggerlo o la stazione è grande e confusa, questa frase vi dà la risposta diretta.
La vostra IC card non funziona ai tornelli o avete il credito esaurito: scrivete "La mia tessera IC non funziona. Dove posso ricaricarla?" Oppure, se siete bloccati al tornello in uscita perché il credito non bastava: mostrate la tessera e scrivete "Il credito non era sufficiente. Come pago la differenza?" C'è sempre una macchinetta apposita vicino ai tornelli di uscita.
Queste frasi sono il vostro paracadute. In linea generale non ne avrete bisogno: Google Maps vi guida ovunque e la Suica vi fa passare ai tornelli senza pensare. Ma se il telefono si scarica, se non avete internet, se siete in una stazione e non sapete cosa fare, queste frasi vi tirano fuori da qualsiasi situazione. Copiatele nelle note del telefono prima di partire. Quando ne avete bisogno, aprite la nota, copiate la frase, incollatela su Google Translate, traducete in giapponese, e mostrate lo schermo al personale.
Come funziona: cambiate solo le parti tra parentesi quadre [COSÌ] con le vostre informazioni specifiche. Il resto della frase resta uguale. Traducete in giapponese con Google Translate, mostrate lo schermo, e aspettate. Il personale giapponese è abituato a questo sistema e vi aiuterà con grande gentilezza.
A dodici anni Alessandro è un viaggiatore vero, non un bambino piccolo: cammina, regge i ritmi, ha già le sue passioni. L'itinerario è costruito tenendole in conto.
Le sue giornate dentro il viaggio: Akihabara il Giorno 8 (Super Potato per i videogiochi retrò, Mandarake per i manga di One Piece, la via dei gachapon, Animate per le edizioni giapponesi); il Sumo Show con sumo challenge sul ring il Giorno 13 è la cosa che probabilmente lo segnerà di più, e ne parlerete a casa per anni; TeamLab Planets lo stesso giorno è un'esperienza visiva che a dodici anni si vive con stupore puro; il Donguri Republic a Naha per i prodotti ispirati a Studio Ghibli; il Don Quijote per le caramelle assurde, gli snack che non esistono in Italia, i Kit Kat in gusti improbabili.
Sul ritmo: ho costruito il viaggio con cinque giorni leggeri (arrivi, trasferimenti, recupero) e nove giorni medi, mai giorni intensi. Il caldo umido di giugno-luglio in Giappone è significativo, e le pause indoor nelle ore centrali (11–15) sono parte integrante del programma. Quando sentite che Alessandro è stanco o vuole rallentare, fermatevi: il GiappoPlan è una guida, non un contratto.
Sul cibo per lui: il regime vegano in Giappone non è una difficoltà per i ragazzi della sua età, anzi: i kombini hanno onigiri di prugna umeboshi e seaweed, dolcetti agli azuki, edamame, mochi di riso. Il ryokan di Takayama farà una versione del kaiseki shojin che è perfetta anche per un dodicenne. Lo street food vegan-friendly a Tokyo (taiyaki ai red beans, dorayaki, mochi) è quello che probabilmente gli piacerà di più dopo i ramen vegani.
I minimarket 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono ovunque, aperti 24 ore su 24, e sono una delle cose migliori del Giappone. Onigiri ripieni a circa €1,50 (per voi vegani: prugna umeboshi, kombu, seaweed), bento di verdure a €4–6, dolcetti agli azuki, frutta tagliata, bagni pulitissimi gratuiti, ATM che funzionano sempre. Mangiare al kombini non è una soluzione di ripiego: i giapponesi lo fanno costantemente, e per chi è vegano il kombini è una delle risorse più affidabili nei trasferimenti.
Il Takkyubin è un servizio di spedizione bagagli da hotel a hotel che in Giappone funziona in modo impeccabile. Invece di trascinare le valigie su treni e bus, le mandate avanti e viaggiate solo con uno zaino.
Come funziona: andate alla reception del vostro hotel la mattina (meglio entro le 10–11 per la consegna il giorno dopo), dite "Takkyubin please" e vi danno un modulo da compilare. Scrivete il vostro nome, il nome e l'indirizzo dell'hotel di destinazione e il numero di telefono dell'hotel. Scegliete la data di consegna desiderata, pagate circa €15–20 per valigia, e loro fanno tutto il resto. La valigia arriva all'hotel successivo entro il giorno indicato, di solito il giorno dopo se spedite la mattina.
Quando usarlo nel vostro viaggio: la tratta più utile è Kanazawa → Tokyo. Il Giorno 11 viaggiate Kanazawa → Shirakawa-go → Takayama in bus (con sosta a Shirakawa-go) e poi avete la notte in ryokan: trascinare valigie pesanti in un bus di montagna con una sosta turistica nel mezzo è scomodissimo. Spedite le valigie grandi da Kanazawa direttamente all'hotel di Tokyo (ultimo blocco): viaggiate con uno zaino leggero per Shirakawa-go, Takayama e il rientro, e le ritrovate quando arrivate a Tokyo il Giorno 12. È la mossa che cambia letteralmente la qualità di quei due giorni.
Il Giappone è un posto pericoloso nel senso migliore del termine. Alcune cose valgono davvero la pena e si trovano solo lì.
Per Alessandro: Akihabara a Tokyo è il polo principale per anime e manga. Da Mandarake trovate manga rari e fuori catalogo (sezione One Piece importante), da Super Potato i videogiochi retrò, da Animate le edizioni giapponesi. La via dei gachapon ad Akihabara è una galleria coperta con centinaia di macchinette. Per la tecnologia, Yodobashi Camera ad Akihabara ha tutto a prezzi competitivi e con esenzione IVA per turisti stranieri (portate il passaporto alla cassa per risparmiare il 10% su ogni acquisto sopra i 5.000 yen).
Per voi due: a Kanazawa l'artigianato tradizionale (foglia d'oro, ceramica Kutani, lacche) è di altissimo livello e meno turistico che a Kyoto. A Takayama le botteghe di Sanmachi vendono lavorazioni del legno Hida che sono autentiche. I tenugui (asciugamani decorati in cotone giapponese) sono leggeri, bellissimi e costano poco: ottimi regali. Il tè matcha sfuso nei negozi specializzati di Tokyo o Kanazawa.
Souvenir specifici di Okinawa: il shikuwasa (il piccolo agrume locale, lo trovate in succhi e marmellate vegane), il chinsuko (biscotti tradizionali di Okinawa), il beni-imo (la patata viola in dolci e snack), il sale di Okinawa. Tutto compatibile con la vostra dieta.
La strategia: nei primi giorni esplorate e capite cosa volete. Gli acquisti seri li fate verso la fine: il secondo blocco Tokyo (Giorni 12–14) è perfetto per chiudere lo shopping con calma. Non comprate tutto ad Akihabara il Giorno 8 pensando di non ritrovarlo: quasi tutto lo ritrovate.
In Giappone i farmaci da banco esistono ma le confezioni sono in giapponese, le dosi sono calibrate per corporature asiatiche e i prezzi nelle farmacie turistiche sono alti. Portate da casa quello che usate normalmente.
Il minimo utile: cerotti di varie misure, un antidolorifico (Brufen o Tachipirina), un antidiarroico, un antisettico per piccole ferite, il termometro, e tutti i medicinali specifici che usate abitualmente. Per Alessandro, portate quello che il pediatra vi ha già consigliato per i viaggi: antipiretico, qualcosa per le irritazioni cutanee, cerotti pediatrici se ne usa ancora di formato specifico.
L'acqua del rubinetto in Giappone è potabile ovunque, ottima qualità.
A Okinawa avete 30–34 gradi e umidità molto alta: estate piena tropicale, mare bellissimo. A Tokyo, Kanazawa e Takayama 28–33 gradi con la coda della stagione delle piogge (tsuyu) all'inizio del viaggio e l'inizio dell'estate vera al ritorno: aspettatevi qualche acquazzone breve, anche forte. Portate strati leggeri (lino, cotone), un ombrello pieghevole compatto (nei kombini si trovano a 500 yen se serve), un poncho leggero in zaino, scarpe traspiranti che si asciugano. La cucina giapponese di stagione (pesce di Kanazawa per voi è interessante anche solo da osservare al mercato, frutta Hida, dolci ai fagioli rossi freschi) è uno dei vantaggi di viaggiare in questo periodo.
Una volta acquistati i biglietti aerei, il mio consiglio è di non fare il check-in online. Per i voli internazionali, alcune compagnie (soprattutto quelle asiatiche) hanno procedure di check-in online non semplicissime, ed è facile inserire dati sbagliati o fare errori sui documenti. Su un volo internazionale non è il massimo.
Il mio consiglio è questo: arrivate tre ore prima in aeroporto, sia in partenza dall'Italia che al ritorno dal Giappone, e andate direttamente al banco del check-in. Tanto dovete andarci comunque per caricare i bagagli (su questi voli non si può fare a meno del banco). Quindi tanto vale arrivare presto, mettersi tra i primi della fila appena aprono il banco, e fare tutto lì: check-in, consegna bagagli, inserimento documenti, tutto in una volta sola, con lo staff della compagnia davanti a voi che vi assiste se c'è qualcosa da chiarire.
Nel concreto: una volta comprati i biglietti, non dovete fare nulla online. Arrivate in aeroporto con tre ore di anticipo e andate al banco. Siete sicuri, siete tranquilli, non rischiate nulla.
Prima di partire: attaccate fuori da ogni valigia un foglio ben visibile (o un cartellino rigido) con: nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, e indirizzo email. Scrivetelo grande e chiaro. Se per qualsiasi motivo la valigia si separa da voi, chi la trova ha tutti i dati per rintracciarvi.
Se il bagaglio non arriva al nastro: niente panico. Restate nella zona bagagli e andate direttamente al banco "Lost & Found" o "Baggage Service": lo trovate sempre nella stessa area del nastro bagagli, prima dell'uscita dalla zona doganale. Mostrate il vostro baggage claim tag (l'etichetta adesiva che vi hanno dato al check-in in Italia, di solito attaccata alla carta d'imbarco o al passaporto, conservatela sempre). Il personale avvierà la ricerca e nella grande maggioranza dei casi il bagaglio viene ritrovato e consegnato al vostro hotel entro 24–48 ore.
Ambulanza e vigili del fuoco: 119. Polizia: 110. Japan Visitor Hotline in inglese 24/7: 050-3816-2787. Ambasciata italiana a Tokyo: +81-3-3453-5291.
Quando avete scritto "vogliamo divertirci, scoprire, conoscere, sperimentare tutto nel rispetto dei nostri valori" e "vogliamo fare un'esperienza autentica", quelle frasi hanno guidato ogni scelta che avete visto in questo documento.
Avete già fatto Tokyo, Osaka, Kyoto e Okinawa la prima volta. Per questo non rifaccio quei posti come tappe principali. Tornate a Okinawa per la convention, ma con un focus diverso: il villaggio dei centenari di Ogimi, dove la prima volta non siete andati. Aggiungo Kanazawa e Takayama, due città che il 90% dei pacchetti turistici saltano, ma che sono il Giappone delle Alpi, dei mercati mattutini, dei ryokan veri. È il Giappone che si vede solo quando si torna.
Avete chiesto di andare a Ogimi, e non eravate riusciti a prenotare. Per questo il minshuku Ogimi è il cuore del blocco Okinawa, non un'aggiunta. Le istruzioni per prenotarlo (con i contatti dell'Ogimi Tourism Association, gli operatori bilingui di backup, le frasi giapponesi per le richieste vegane) sono l'investimento di tempo più importante delle prossime due settimane. Ogni altra cosa di questo viaggio si compra in mezz'ora online; quella notte richiede pazienza e qualche email scritta bene.
Siete vegani da quasi dieci anni. Per questo ho costruito ogni giornata con almeno un'opzione di cena vegana documentata, e per il ryokan e il minshuku ho specificato esattamente come comunicare la richiesta. La cucina monastica buddhista (shojin ryori) a Takayama è completamente vegana per tradizione: non è un compromesso, è una delle migliori esperienze gastronomiche del viaggio. A Ogimi, la cucina vegetale Yambaru è naturalmente vicina al vegano: le richieste si fanno per togliere il katsuobushi dal dashi.
Volete avventura ma anche comfort. Per questo l'auto a Okinawa (libertà di muoversi nelle zone remote, di fermarsi a un'inquadratura sul mare) è bilanciata dal resort sulla costa ovest e dal ryokan a Takayama. Il viaggio non è zaino in spalla e ostelli, ma nemmeno bus turistico: è una via di mezzo che vi permette di esplorare di giorno e tornare a una doccia calda di sera.
Avete chiesto un'esperienza memorabile tipo Sumo, anche per Alessandro. Per questo il Sumo Show ad Asakusa è in agenda il Giorno 13. A luglio l'allenamento mattutino in stable a Tokyo non è praticabile (i lottatori sono a Nagoya per il torneo), ma il Sumo Show con sumo challenge sul ring è esattamente l'esperienza che cercavate, fattibile, con cena chanko vegana inclusa. Alessandro probabilmente salirà sul ring a provare a spingere un sumo da centocinquanta chili: ne parlerete a casa per anni.
Alessandro ha dodici anni e ama videogiochi, anime e One Piece. Per questo Akihabara ha un'intera giornata dedicata, con un budget per i suoi acquisti (Mandarake per i manga rari di One Piece, Super Potato per i videogiochi retrò, Yodobashi per la tecnologia). E per questo TeamLab Planets (visivo, immersivo, perfetto a quell'età) è in agenda l'ultimo giorno di Tokyo.
Avete escluso il Monte Fuji. Rispettato. Niente Kawaguchiko, niente tour del Fuji. Lo vedrete in lontananza dal treno tra Nagoya e Tokyo se la giornata è limpida, e dalla terrazza dello Shibuya Sky se siete fortunati: basta così.
Questo è il vostro viaggio, Nicolò. Il tracciato è qui. Il resto lo scoprite camminando, ed è quello il bello.
Questa lista è il vostro ultimo giro di controllo prima di chiudere la porta di casa. Stampatela o screenshottatela. Quando avete spuntato tutto, siete pronti.
C'è una cosa che consiglio sempre a chi sta per partire, e non è un'app, un gadget o una guida in più.
È un libro. Si chiama Le crepe sono fatte per l'oro e l'ho scritto io.
Non è una guida di viaggio. È un libro di storie e concetti giapponesi, quelli che cambiano il modo di guardare le cose. Il kintsugi, l'arte di riparare con l'oro ciò che si è rotto. Il wabi-sabi, la bellezza di ciò che è imperfetto. L'ikigai, il motivo per cui ci si alza la mattina.
Perché leggerlo prima di partire: quando camminerete tra i templi, quando vi siederete davanti a un giardino zen, quando guarderete un artigiano lavorare in silenzio a Takayama, quelle scene avranno un significato diverso se conoscete già la filosofia che le ha create. Il viaggio inizia prima dell'aeroporto: inizia nel momento in cui entrate nella cultura con lo sguardo giusto.
Molte persone che ho aiutato a organizzare il viaggio mi hanno detto la stessa cosa al ritorno: "Non ho solo visitato il Giappone, l'ho capito." Questo libro è il motivo.
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